Oggi più che mai si levano alti i cori di utenti della strada, specie dei motociclisti, contro i sistemi di controllo della velocità come autovelox e laser.
Sembra che ormai molti comuni italiani aggiustino i loro traballanti bilanci, con le entrate derivanti da questi sistemi di controllo.
Facciamo attenzione: l’utente della strada non chiede l’abolizione di questi metodi (questo dev’essere chiaro) ma si augura che gli stessi vengano utilizzati in maniera corretta ed al preciso scopo di prevenire e non solo punire.
Per questo occorre che gli autovelox vengano installati in luoghi dove veramente l’eccessiva velocità può dimostrarsi pericolosa per la particolare situazione del territorio che la strada attraversa.
Mettere un limite di velocità di 50 Km/h in un centro abitato sta bene a tutti, ma posizionarlo su una strada nazionale, in un rettifilo di oltre un chilometro dove non vi sono nè abitazioni nè crocevia o strade intersecanti, mi sembra veramente eccessivo!
Sono limiti di velocità che forse andavano bene una quarantina di anni fa quando un’auto che andava a 100 Km/h ti metteva addosso un’apprensione paurosa, e che i 50-60 Km/h potevano già rappresentare una velocità di crociera.
Non certo oggi che i 100 Km/h si toccano con una vettura media inserendo già la seconda marcia.
Come si può pretendere ai tempi odierni di percorrere un rettifilo interminabile stando con il contachilometri che punta sui 50 Km/h?
E’ naturale che un autovelox installato in quel tratto di strada farà una strage di chiunque vi passi, portando nelle casse del comune che lo gestisce un discreto gruzzoletto.
Senza tralasciare quei particolari casi di segnaletica veramente assurdi.
Cartelli segnanti velocità di 30 Km/h lasciati lì dopo lavori di rifacimento della sede stradale eseguiti anni prima.
Cosa succede se si monta un autovelox dopo quel cartello?
Altro caso strano ed anche abbastanza frequente è l’avvicendarsi di cartelli segnalanti limiti di velocità che variano nell’arco di un centinaio di metri.
Del tipo: 40 Km/h (in un rettifilo) e dopo 100 metri si passa con un cartello che ne indica 70 o addirittura il cartello bianco che segnala la fine del divieto.
Cosa è cambiato nell’arco di questo breve spazio?
Poi nello stesso rettifilo dopo alcune centinaia di metri ricompare il cartello che indica la discesa a 50.
Niente traverse, niente incroci, niente pericoli.
Anche in questo caso, piazzando un autovelox dopo il cartello dei 50, sono multe assicurate.
Cominciamo allora col togliere queste segnaletiche poste in luoghi dove non ha senso andare a 50 Km/h e togliamo anche quei cartelli dimenticati da tempo, apparentemente innocui ma pronti per essere sfruttati quando più avanti c’è un bell’autovelox che ci aspetta!

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