Foto di “Bart”

Bart e la sua Triumph Scrambler
Timido, riservato, con quel suo viso pacioccone che infondeva immediatamente simpatia e fiducia.
Era un vero genio nell’intuizione delle tendenze di mercato.
Ma Talamo non era solo un abile imprenditore.
Era anche un vero motociclista che passava gran parte del tempo a provare e riprovare modelli che lui riteneva bisognosi di cure e aggiornamenti, per meglio adeguarli alle esigenze del popolo italico, per poi proporne le modifiche alle stesse case costruttrici.
Ma dentro di lui vi era anche il poeta.
Carlo Talamo inanellava versi che non facevano obbligatoriamente rima con sole, cuore o amore.
Le sue disquisizioni poetiche si leggevano sotto le foto pubblicitarie delle sue Harley e parlavano di ferro, di olio che brucia, di forze ataviche, di notte dei tempi, di pulsazioni primordiali….
Talamo era riuscito a destare il nostro interesse verso una moto creata per una mentalità, un uso e un territorio completamente diversi da quelli del nostro Paese.
Come se ciò non bastasse si buttò a capofitto in un’altra impresa: la Numero Tre, dedicata ad un altro marchio altrettanto glorioso ma alquanto bisognoso di essere rilanciato e assimilato dal popolo motociclistico italico; la Triumph.
Anche in questa impresa riuscì nel suo intento ed anche in questo caso collaborò intensamente con la stessa casa produttrice per migliorarne la produzione e meglio adeguarla ai gusti dei nostri centauri.
Durante una delle sue uscite in moto (si dice che stesse testando un nuovo modello) è rimasto vittima di un incidente mortale che lo ha tolto dalla scena.
Se n’è andato un geniale imprenditore, un vero motociclista, un gentleman.
Io lo ricordo così!
Dopo il grande successo riscontrato dalla vendutissima Street Triple, dal prossimo autunno vedremo nei concessionari Triumph una versione R, in grado di offrire prestazioni ancora più esaltanti.
La piccola naked inglese è leggera, maneggevole e con un motore potente e sfruttabile.
La ciclistica è stata rivista in stile decisamente racing: sospensioni completamente regolabili; freni radiali Nissin derivanti dalla Daytona 675; forcella a steli rovesciati da 41 mm, anch’essi completamente regolabili; manubrio Magura in alluminio a sezione variabile; sella rialzata di 5 mm rispetto alla precedente versione.
In entrambe colorazioni la sella è bicolore nero/grafite.
Commenti recenti