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Moto Guzzi V7 Racer. Solo per “gentleman riders”

15 settembre 2010 8 commenti

Moto Guzzi V7 Racer

Domani sarà il gran giorno dell’attesissima Moto Guzzi V7 Racer, ammirabile presso i migliori concessionari Moto Guzzi d’Italia.

La casa di Mandello conferma la volontà di guardare al futuro prendendo ancora una volta spunto dal proprio passato e in particolare da quello che fu uno dei più grandi miti degli anni ’70… la V7 Sport.
Esperimento già “parzialmente” riuscito qualche anno fa con il lancio della V7 Classic, e dico parzialmente perchè a mio avviso il motore e la ciclistica della V7 Classic non sono assolutamente all’altezza del nome che portano.

Ma tornando a parlare della V7 Racer, si tratta di una vera e propria special di serie: ispirata alle motociclette che negli anni settanta si sfidavano nella categoria “Derivate di Serie”, competizioni per gentleman riders animate dall’accesa rivalità tra i sostenitori delle potenti ma poco guidabili moto giapponesi e gli appassionati delle sportive italiane, con qualche cavallo in meno ma superiori nella ciclistica e nella frenata.

Il nuovo modello ripercorre quindi la carriera agonistica della V7 Sport, e sarà prodotto in tiratura limitata e numerata.

Il serbatoio è sicuramente l’elemento che più vi salterà all’occhio.
Completamente cromato e realizzato con una nuova tecnologia di deposito di particelle metalliche che lo rende meno “delicato” di quello che sembra; abbellito da una raffinata cinghia in pelle.
Il telaio è tinteggiato di rosso, volutamente ispirato alle 150 V7 Sport con telaio al cromo; il trattamento è esteso anche ai mozzi ruota e forcellone.
La sella è rigorosamente monoposto ma è disponobile a richiesta la sella biposto e le pedane passeggero.

Sul codone finale sono state integrate le tabelle portanumero come anche sul piccolo cupolino anteriore, ricordando il leggendario frontale della Gambalunga.
Tra gli elementi maggiormente distintivi di questa special edition vi è un largo impiego di inediti elementi in alluminio spazzolato e forato.
Da notare anche i soffietti sugli steli della forcella, le pedane arretrate e regolabili, i semimanubri, la coppia di ammortizzatori Bitubo a gas (regolabili) e la ruota anteriore da 18 pollici.
Per gli amanti del sound e delle prestazioni è disponibile su richiesta un sistema di scarico Arrow… ovviamente non omologato.

Insomma, per quanto mi riguarda è una moto che sulla carta mi ha incuriosito… non resta che provarla per scoprire se oltre al fumo c’è anche l’arrosto :razz:

Di seguito vi riporto qualche dettaglio tecnico.

Moto Guzzi V7 Racer

MOTORE
Tipo: bicilindrico a V di 90°, 4 tempi
Cilindrata: 744 cc
Alesaggio e corsa: 80×74 mm
Rapporto di compressione: 9,6:1
Distribuzione: 2 valvole ad aste in lega leggera e bilancieri
Potenza massima: 35,5 kW a 6.800 giri/minuto (48,8 CV)
Coppia massima: 54,7 Nm a 3.600 giri/minuto
Alimentazione: iniezione elettronica Weber-Marelli
Impianto di scarico: catalizzato 3 vie con sonda Lambda

TRASMISSIONE
Cambio: 5 marce
Trasmissione primaria: ad ingranaggi
Trasmissione finale: a cardano
Frizione: Monodisco a secco con parastrappi

CICLISTICA
Telaio: tubolare a doppia culla scomponibile in acciaio ALS
Interasse: 1.449 mm
Avancorsa: 109
Inclinazione canotto di sterzo: 27° 50′
Sospenzione anteriore: forcella telescopica idraulica Marzocchi
Sospenzione posteriore: forcellone oscillante pressofuso in lega leggera con 2 ammortizzatori Bitubo regolabili
Impianto frenante: Brembo
Ruote: cerchi a raggi in acciaio (ant. 2,50″ x 18″ – post. 3,50″ x 17″)
Pneumatici: Pirelli Sport Demon

DIMENSIONI
Lunghezza: 2.185 mm
Larghezza: 800 mm
Altezza: 1.115 mm
Altezza sella: 805 mm
Altezza minima da terra: 182 mm
Peso a secco: 182 Kg
Peso in ordine di marcia: 198 Kg
Capacità serbatoio carburante: 17 litri
Riserva: 2,5 litri

GALLERIA FOTOGRAFICA (clicca sulle miniature per ingrandirle)

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VIDEO PROMOZIONALE

Nuova Moto Guzzi V7 Sport con telaio rosso? Vi prego, questo no!

22 settembre 2008 18 commenti

Moto Guzzi V7 Sport con telaio rosso

E vada ancora per la neo nata V7 Classic, moto che tranne le sovrastrutture condivide tutto con la Breva 750.
Ma andare a produrre una moto con gli stessi colori della mitica V7 Sport e addirittura verniciando il telaio di rosso come nei primissimi V7 sport, questo no, mi sembra un’offesa alla memoria di quel glorioso modello.
Il tutto poi supportato dal quel motore di 750 cc. della piccola Breva che non dà più di 47 cavalli… mi sembra proprio troppo!
Mi auguro che tutto ciò sia una semplice esercitazione o meglio un sondaggio di mercato per capire se un giorno sarà produttivo riprendere a costruire la vera V7 Sport con il telaio rosso.
Sono certo che per molti quella colorazione abbia solo un significato estetico, e invece non è così poiché dietro a quel colore vi è una bellissima storia.
Nel 1967 Lino Tonti fu chiamato alla Guzzi per affinare una macchina già valida come la V7.
L’intento era quello di creare una moto con cui la Guzzi sarebbe andata, nel 1969, a caccia di numerosi record.
A seguito degli ottimi risultati ottenuti Guzzi decide di produrre una vera moto sportiva affidano a Tonti l’escuzione del progetto. I parametri dettati dalla Guzzi per la realizzazione di tale macchina erano i seguenti: velocità 200 Km/h, peso 200 Kg, marce cinque.
Lino Tonti assieme al suo collaboratore Alcide Biotti si mette subito al lavoro, sviluppando nella sua stessa cantina il famoso telaio.
La riuscita fu eccezionale al punto che il motore del V7 da record montato su detto telaio produce un abbassamento di tutti i tempi della precedente V7 da record.
Nasce così la V7 Sport, e per evidenziare la bontà di quel telaio granitico progettato e costruito da Lino Tonti, questo venne colorato in rosso.
Detto colore corredò solo i primi 150 esemplari di detta moto, dopodichè la Guzzi, non se ne capisce il motivo, optò per la colorazione in nero. Quel telaio ha corredato tutte le grosse sportive della Guzzi fino ad oggi.
Adesso verniciare di rosso il telaio delle piccole Breva scimmiottando le sovrastrutture ed i colori della mitica V7 Sport mi sembra ingiusto. Sono certo che di lassù il nostro Lino Tonti non sarà molto contento.
A questo punto non capisco come mai la Moto Guzzi non abbia tentato questa strada riproponendo una vera Guzzi V7 equipaggiata con un bel motorone della serie grossa, magari a quattro valvole, con le stupende sovrastrutture verniciate in verde pallido metallizzato, con quel bel manubrio (pluriregolabile) con le canne appaiate agli steli della forcella che consentiva ai suoi proprietari di poter agevolmente variarne l’altezza, ed infine con quello stupendo telaio, magistralmente realizzato dal vulcanico Lino Tonti, naturalmente e questa volta giustamente, verniciato in rosso!

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