Ti ho incontrato l’altra mattina, tu in moto ed io in auto.
Finchè camminavi appaiato al mio finestrino ti ho ammirato, ma nell’attimo in cui mi sei passato davanti tutto è crollato!
Quel grosso lucchetto che ballonzolava, guarda caso, proprio sopra la tua targa mi ha fatto ricredere immediatamente.
Ora capisco perché viaggiavi così fiero sulla tua moto!
Non certo perché sentivi di appartenere a una categoria che tu ritenevi privilegiata, ma solo perché avevi escogitato un qualcosa che ti avrebbe consentito di nascondere la tua identità, e come tale di potere circolare per le strade facendo i tuoi porci comodi.
Adesso sono io ad appaiarmi a te e non mi sembri più quell’essere fiero, ma solo un meschino che con il suo comportamento sta gettando fango sulla categoria dei motociclisti.
Eppure tu non hai capito nulla della gravità del tuo atto, anzi direi che ne sei gratificato poiché stai dimostrando al prossimo di essere il più furbo.
Puoi passare con il rosso, svoltare dove non è consentito, fregartene dei limiti di velocità, andare controsenso, scorazzare sulle corsie preferenziali, circolare sui marciapiedi, e perché no, investire anche qualche vecchietto sul passaggio pedonale e svignartela tranquillamente.
Continuo a seguirti quasi ipnotizzato dai riflessi di quel luccicante lucchetto che ballonzola sulla targa dai caratteri illeggibili.
Adesso mi fermo dinnanzi ad un semaforo che segna il rosso.
Non vi è alcuna abilitazione per la svolta a destra, ma tu caro furbacchione non hai tempo da perdere e così imbocchi la svolta senza curarti minimamente delle auto che ti sfiorano e di un automobilista che inveisce nei tuoi confronti.
Vai tranquillo grande uomo!
Provo ad immaginare come sarai nella vita e non riesco a pensare a nulla di positivo.
Chiunque tu sia e qualunque cosa tu faccia ci sarà sempre un momento in cui troverai l’occasione per fregare il prossimo utilizzando un luccicante lucchetto!
Mi riferisco a tutti coloro che non si creano scrupoli a nascondere i dati identificativi della loro targa per poter fare quello che meglio credono per la strada.
Con una targa resa indecifrabile non occorre attendere il verde, non si rispettano le segnaletiche orizzontali e verticali, si può andare a 200 dove il limite è solo di 50.
I 10 decimi del vigile o del poliziotto fanno cilecca mentre gli obiettivi degli autovelox e dei sistemi di videocontrollo, se non sono dotati di raggi X non potranno che registrare una targa illeggibile.
Per dare al motociclista la licenza di poter strafare ci sono dei trucchetti ormai abbastanza usuali.
Basta mettere un orpello che penzola davanti alla targa e il gioco è fatto.
Catene con lucchetti, foulard che svolazzano, caschi appesi, nastro adesivo.
Ma vi sono ancora altri sistemi, peraltro abbastanza efficaci, come la targa perennemente sporca di fango o annerita dai fumi dello scarico.
Ma la vera chicca di questo gioco a nascondino è rappresentata dalla targa inclinata, e quando dico inclinata non si parla di inclinazioni di 15 o 20 gradi rispetto alla verticale, ma di quasi 90 gradi.
Praticamente una targa rivolta verso il cielo.
Sono maggiormente gli smanettoni con le supersport a farne uso, anche perché una targa inclinata ben si abbina alla caratteristiche sportive della moto.
Tutto dev’essere rivolto all’ insù, la sella, gli scarichi, il codino… e perché non la targa?
Ma non è una questione di ricerca estetica o di aerodinamica!
Con quella targa ci si risparmiano un bel po’ di multe salate per eccesso di velocità o per comportamenti poco osservanti nei confronti del codice della strada.
A questo punto qualcuno potrebbe benissimo dire che sono fatti loro e che qualora dovessero essere fermati dai tutori dell’ordine, sarebbero per loro cavoli amari.
E invece no!
Io insisto nel dire che questi comportamenti poco edificanti non sono per niente fatti loro.
Gettano disonore sull’intera categoria dei motociclisti, peraltro già abbondantemente vessata, tartassata, mal vista e oserei dire anche odiata, da chi ci osserva e motociclista non è!
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