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Moto Guzzi World Club, Stelvio Tunisia Raid 2012

Postato il 7 marzo 2012 da Willy in Eventi

Dal Marocco nel 2011 alla Tunisia di quest’anno, lo Stelvio Club conferma il suo “appuntamento africano primaverile” che il Moto Guzzi World Club non può non mettere in risalto a tutti i possessori di questa inarrestabile moto.

Si va alla scoperta delle case troglodite sotterranee di Matmata costruite dai Berberi, si visitano i famosi Ksar dove sono stati girati i film di “Guerre Stellari”, si costeggiano laghi salati, si viaggia nel deserto, si cammina tra le rovine del sito di El Jem con il suo magnifico anfiteatro romano secondo in dimensione solo al Colosseo.

Il numero di chilometri da percorrere è basso nel suo complesso, circa 2000 Km (essendo il paese piccolo) permettendo di gustare appieno quello che si vede, senza l’assillo di dover fare strada. Strade belle, ottimi hotel.

 

Sabato 21/4
Ritrovo al porto di Genova ed imbarco su motonave GNV con destinazione Tunisi

Domenica 22/4
Sbarco al porto di Tunis-La Goulette nel primo pomeriggio ; formalità doganali e partenza, attraverso suggestive strade secondarie, alla volta di Tabarka, piccolo porto peschereccio ed ex protettorato Genovese famoso per la raccolta del corallo.

Lunedì 23/4
Direzione sud, gli spettacolari Monti della Krumiria ed altipiani coltivati digradanti verso le pianure centrali ci condurranno a Gafsa, lungo il percorso possibilità di visita all’importante sito archeologico di Bulla Regia ed alla Medina di El Kef .

Martedì 24/4
Da Gafsa dopo ever sfiorato il confine Algerino visiteremo le incredibili “oasi di montagna” e ci concederemo un pranzo tradizionale all’ombra delle palme dell’oasi di Chebika, nel pomeriggio giungeremo a Tozeur, bellissima la sua “palmerie” e la parte vecchia della città.

Mercoledì 25/4
Attraverseremo il Chot el Jerid, vasto lago salato dagli effetti cromatici sorprendenti, ci “perderemo” nei villaggi ai margini del deserto fino ad arrivare a Douz, la porta del deserto.

Giovedì 26/4
Da Douz raggiungeremo Ksar Ghilane, la mitica oasi del grande erg orientale, qui, il mare di dune si perde all’orizzonte … dopo un the alla menta ed un bagno nella pozza di acqua termale o un’escursione in quad, riprenderemo la strada per Matmata villaggio famoso per le sue
abitazioni troglodite e per essere stato set di Star wars.

Venerdì 27/4
Per raggiungere Tataouine attraverseremo la spettacolare regione degli Ksar, granai fortificati usati fino a pochi decenni fa dalle popolazioni Berbere che abitano la zona.

Sabato 28/4
Dirigiamo a nord, sahel prima e distese di olivi poi, ci accompagnano fino alla vivace Medina di Kairouan città santa per l’Islam .

Domenica 29/4
Rientriamo a Tunisi dove nel pomeriggio partirà la nostra nave per Genova, non senza prendere un caffè nel più antico locale della Tunisia a Sidi Bou Said o una grigliata di pesce nei ristoranti del lungomare.

Lunedì 30/4
Sbarco nel primo pomeriggio al porto di Genova

Quota conducente Euro 1270 – Passeggero Euro 1190 – Supplemento singola Euro 250.

Stelvio Tunisia Raid 2012

La quota comprende :
Passaggio persone e mezzi Genova – Tunisi – Genova in cabina doppia, pasti esclusi
Sette (7) notti in hotel 4/5 stelle, in camera doppia con trattamento di mezza pensione (colazione e cena) bevande escluse.
Un mezzo di assistenza a servizio dei partecipanti, da inizio a fine viaggio (porto di Genova), per trasporto bagagli e mezzi in panne.
Accompagnatore italiano con ottima conoscenza del territorio (due oltre i 15 partecipanti)
Assistenza nel disbrigo delle formalità doganali.
Assicurazione assistenza sanitaria all’estero.
Quota associativa.

La quota NON comprende :
Pasti a mezzogiorno, carburanti, ingressi a siti, musei e luoghi di interesse, escursioni, pedaggi. Tutto quanto non indicato ne “la quota comprende”.
Le adesioni si raccolgono sul forum del sito del club al link:

http://www.guzzistelvio.net/sito/forum/viewtopic.php?f=6&t=3984

Referente: Antonio Idà - info@motoguzziworldclub.it

Moto Guzzi World Club
Mandello del Lario (Lecco)
Segreteria Soci: fax +39-0547-635238

Moto Guzzi Stelvio Raid - Tunisia

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Moto Guzzi, raid, Stelvio, Tunisia Nessun commento Continua a leggere

Moto Guzzi… poco pubblicizzata

Postato il 22 gennaio 2010 da Melus in Riflessioni

Mi capita saltuariamente di assistere alla trasmissione televisiva Tg2 motori, dove quasi ogni volta, oltre ad auto da sogno, si fanno degli interessanti test, indovinate su che moto?
Naturalmente BMW!
Non ricordo di avere mai visto servizi sulla Moto Guzzi Stelvio e sulla Bellagio o ancora sulla Griso.
Me li sono forse persi?
O non sono mai stati fatti?
Ed a questo punto mi chiedo: una casa motociclistica per far effettuare un servizio su un suo modello di moto, cosa deve fare?
O meglio: sono le case motociclistiche che debbono chiedere un eventuale servizio o è lo staff del Tg2 motori che effettua liberamente le sue scelte?
E in quest’ultimo caso come avviene tale procedura?
Si sceglie la moto in base alla sua mole di vendita, al suo costo più o meno elevato, alla sua affidabilità, alla sua bellezza o alla particolare gloria del marchio?
Oppure (e questo lo pensiamo un pò tutti) devono essere le case che sborsando una certa cifra e mettendo a disposizione i loro migliori modelli possono contare su un servizio che generalmente finisce sempre per esaltare i lati positivi e dare solo qualche lieve accenno a quelli negativi?
Fatto sta che questi  servizi, creano tanta pubblicità e portano tanta acqua al mulino dei produttori.
E lo vediamo nelle vendite.
Le BMW, nonostante la crisi si vendono sempre bene, anche se a ritmi meno serrati, mentre sembra che tanti altri marchi italiani brancolino nel buio e forse proprio perché qualcuno non vuole spendere denaro o perché ancora pensa che la pubblicità o la divulgazione di un prodotto non rappresenti il motore del commercio.
Faccio un esempio: Moto Guzzi Bellagio, quasi sconosciuta a chi non è un guzzista; un pò meno è la Griso, la quale alla sua nascita ha fatto seguire una certa campagna pubblicitaria; la Stelvio è molto conosciuta negli ambiti dei blogs guzzisti, dove se ne parla moltissimo, ma purtroppo in giro se ne vedono pochissime.
Vi faccio un altro esempio: Se andate in un  salone BMW e chiedete un opuscolo su un determinato modello di moto, riceverete un opuscolo di 350 pagine dal peso di un chilo, stampato su carta patinata e con foto spettacolari… che ha volerlo valutare dovrebbe costare non meno di 10 euro a copia.
Provate ad entrare in un concessionario Moto Guzzi e chiedete un opuscolo di qualunque moto: il più delle volte non c’è nulla e se siete fortunati riceverete un misero pieghevole dal costo di 50 centesimi!

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Bellagio, Griso, Moto Guzzi, pubblicità, Stelvio, Tg2 motori 17 Commenti Continua a leggere

Moto Guzzi… sei tutti noi!

Postato il 17 ottobre 2009 da Melus in Attualità, Riflessioni

Moto Guzzi logo

Cari amici, a seguito di centinaia di vostri commenti su un articolo pubblicato su questo blog “Moto Guzzi Stelvio 1200: quante vibrazioni!”, quel piccolo focolaio che rimaneva acceso in me da circa 40 anni, ha innescato un nuovo incendio nella mia passione motociclistica.
Un incendio che si era acceso negli anni ‘70 con una Guzzi V7 e che è durato per tanto tempo, ma che poi si spense per colpa dell’avvento delle moto Jap.
Quello che mi ha colpito nei commenti pervenuti al mio articolo è stata la passione e la perseveranza di chi oggi e ieri ha acquistato una moto Guzzi.
Passione non certo dettata da motivi di mode o di particolari azioni di marketing, poiché bisogna ammettere che a livello di marketing la Guzzi e allo stadio di acqua e sapone.
Basta dire che non sono mai riuscito, tutte le volte che sono andato da un concessionario Guzzi ad avere un depliant della moto di cui ero interessato (è accaduto anche la settimana scorsa per la Bellagio).
Una passione, anzi direi amore, che fa superare le tante cosette che non vanno proprio per il verso giusto nella gestione di questo glorioso marchio, ma che il Guzzista prende con grande spirito di sopportazione, come se lo scotto da pagare per godere appieno delle soddisfazioni che possono dare questi mezzi fosse un atto dovuto.
Ho letto di persone scontente, di meccanici poco preparati, di ricambi difficili da reperire, di richiami non effettuati, di centraline da riprogrammare, di pezzi che vanno cambiati.
Ma ho anche letto di persone soddisfatte, entusiaste del proprio mezzo, di meccanici coscienziosi, di persone che si prodigano per fare in modo che il cliente rimanga sempre soddisfatto.
Ma la cosa che mi lascia veramente stupito, e che naturalmente mi fa capire quanto sia forte l’attaccamento a questo marchio, è il fatto che solo in pochissimi casi ho sentito dire di motociclisti che hanno venduto la loro Guzzi a seguito di vicissitudini più o meno gravi.
Vuol dire che queste moto hanno veramente qualcosa di particolare e che una volta messe a punto entreranno in maniera indissolubile nel cuore del suo proprietario.
Dopotutto gli ingredienti ci sono tutti: una storia gloriosa, un motore a V che è ormai entrato nella leggenda, una ciclistica di prim’ordine.
Cosa le manca allora per divenire quel marchio di cui tutti gli italiani dovrebbero andare fieri, così come accade in America per le Harley-Davidson?
Perché questo marchio è sempre soggetto ad attraversare momenti bui e momenti luminosi?
Perché la sua produzione rimane sempre limitata a pochi numeri?
Perché queste moto sono apprezzatissime all’estero mentre da noi vengono dai più bistrattate?
Perché si sono preferite le BMW per motorizzare le forze dell’ordine e le amministrazioni comunali?
Perché le nuove generazioni non prendono in considerazione questo marchio?
Sono tutti interrogativi che fanno pensare e che potrebbero fare allontanare il potenziale cliente sulla scelta di queste moto.
Penso che una riflessione da parte di tutti coloro che amano questo marchio, che ne sono già possessori o che pensano un giorno (come me) di diventarlo, sia dovuta!
Una cosa mi fa pensare ed intendo esternarla subito: alcune moto di produzione Jap degli anni ‘70 sono cominciate a diventare interessanti, sotto il profilo collezionistico, solo in questi ultimi anni.
Ho visto moto giapponesi degli anni ’70 buttate per ferrovecchio nelle officine meccaniche o addirittura abbandonate incatenate ad un palo dopo alcuni anni dalla loro produzione; non ho mai visto una moto Guzzi marcire dentro un’officina o abbandonata per la strada.
Non vi è una Guzzi, qualunque sia il periodo della loro messa in strada, e qualunque siano stati i loro problemi durante la produzione, che sia uscita dalle grazie del suo proprietario.
Questo vuol dire che il marchio Guzzi è rietenuto dagli italiani come un qualcosa che fa parte della propria storia, storia tramandata dai nonni ai nostri genitori ed infine a noi figli, ultimo anello della catena.
Tenere nel proprio box una Guzzi, che sia funzionante o meno, che sia d’epoca o contemporanea è come tenere un pezzo di storia, poiché la Guzzi nonostante le tante vicissitudini e i tanti cambi di gestione più o meno felici è sempre rimasta la stessa.
Perché la Guzzi non ha mai inseguito le mode tentando di imitare ciò che sono le moto d’oggi, con dei cokpit che le fanno assomigliare a calabroni, vespe o altri insetti simili; oppure imitare moto che montano delle sovrastrutture prive di un qualsivoglia coordinamento stilistico, dove sembra che un assemblatore stravagante si sia servito di pezzi di magazzino di svariati marchi per mettere su un qualcosa che possa avere la funzione di una moto; o di motocicli che nascondono la migliore parte di loro (il motore), sotto un intreccio di tubi metallici, di cavi elettrici, di radiatori, di flessibili, di ventole etc., e dove anche la più banale delle operazioni (il cambio delle candele) comporta lo smontaggio di mezza struttura.
La moto è un mezzo semplice e tale deve rimanere.
Una buona moto non bisogna di tanti orpelli: basta un buon telaio, un motore onesto, dei buoni freni, un serbatoio e una sella.
Tutto il resto è inutile e serve solo a creare ulteriori rogne al suo possessore.
La Guzzi segue da tempo questa filosofia, che a mio parere è la vincente, perché tali moto hanno una linea che sfida il tempo e che non invecchia così come invece accade per i prodotti effimeri a cui i giapponesi ci hanno abituati.
Sembra che gli ingredienti ci siano tutti per far si che questo marchio possa diventare il simbolo dei motociclismo italiano, la moto che fu dei nostri nonni, dei nostri padri, odiernamente nostra e di cui possiamo andare fieri.
Eppure non sembra che vada così.
Forse perché qualcuno nella stanza dei bottoni non ha ancora capito che il potenziale di questo marchio che si trova tra le mani è enorme.
Non ha capito che questo potenziale, fatto di storia, di leggende, di vite umane, di ardui progetti, di campioni, di vittorie e di sconfitte, dev’essere tenuto sempre presente e rispettato, così come va rispettato, seguito e addirittura coccolato chi dona la propria fiducia a questo marchio.
Da quello che è venuto fuori da molti commenti sorge qualche lamentela circa la carenze di punti vendita, di centri di assistenza, di meccanici specializzati.
Sembra che l’indotto che dovrebbe gravitare attorno a questo marchio ancora non giri a dovere e che diversi utenti devono percorrere centinaia di chilometri per recarsi a fare il tagliando presso un meccanico che ci sappia fare poiché quello di zona non lo convince o addirittura non esiste.
Insomma il desiderio di coloro che posseggono una Guzzi è quello di avere più concessionari, più centri di assistenza, maggiore disponibilità di ricambi, una linea di accessori più consistente.
E allora forza Guzzi, e voi signori della Piaggio dateci sotto perché la strada che avete intrapresa è quella giusta!
E ricordatevi che non vi è italiano, nè giapponese, nè tedesco, nè inglese, nè americano che quando sente nominare questo marchio non abbia un lampo di ammirazione.


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Guzzi V7, moto, Moto Guzzi, Piaggio, Stelvio 23 Commenti Continua a leggere

Le foto della nuova Moto Guzzi Stelvio 1200.

Postato il 9 aprile 2008 da Willy in Anteprima
Galleria fotografica della nuova Moto Guzzi Stelvio 1200.
(Clicca sulle foto per ingrandirle)




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Foto, Moto Guzzi, Stelvio Nessun commento Continua a leggere

Moto Guzzi Stelvio. Quegli occhioni tristi!

Postato il 14 marzo 2008 da Melus in Novità

Gran parlare in questi giorni della Moto Guzzi Stelvio.
Siti internet, blog, forum sono pieni di domande, di interrogativi, di perplessità.
Esaminando solo la parte estetica c’è chi la reputa orripilante e chi invece bella anche se non molto originale in quanto ricalca certe architetture alquanto simili ad un altro marchio che  tutti conosciamo benissimo ed a cui la Guzzi chiaramente si ispira.
Lasciano inoltre perplessi quei due fanaloni dallo sguardo spaurito che sembrano dire: speriamo che tutto vada per il verso giusto e che non ci sia qualche solita “sbadataggine” che possa compromettere il mio esordio.
Sembra proprio che siano questi fanaloni il principale pomo della discordia.
Ad essere sinceri non concedono nulla all’eleganza ed al design poiché sembrano messi lì solo per fare il loro dovere: la luce!
Ho letto che non sono altro che le parabole della vespa incastonate in un cupolino che anch’esso non dice gran che e che sembra sia stato montato nella fase sperimentale solo per proteggere i collaudatori ma poi lasciato lì in quanto ritenuto oltre che funzionale anche caratterizzante.
Ad onor del vero mi sarebbe dispiaciuto se  al posto di quegli occhioni tristi si fosse proceduto ad inserire la solita  fanaleria con gli occhi a mandorla a cui i signori giapponesi ci hanno ormai abituato al punto che non si concepisce più una carenatura senza questo tipo di soluzione.
Bene hanno fatto quindi i designers della Guzzi ad adottare queste forme che almeno nel bene o nel male caratterizzano frontalmente questo prodotto della nostra industria motociclistica.
Per quanto riguarda la parte meccanica non vi e proprio nulla da eccepire poiché siamo proprio al top.
La mia unica perplessità sono quelle quattro valvole per cilindro che la Guzzi puntualmente fa comparire e poi scomparire nelle sue motorizzazioni.
E dire che ormai i nostri rivali con gli occhi a mandorla ci hanno abituati a considerare le quattro valvole come la cosa più semplice e banale di questo mondo.
La Yamaha addirittura montava motori a cinque valvole per cilindro, che non hanno mai dato problemi a che poi sono stati riportati a quattro solo per ridurre i costi.
Il tempo comunque ci dirà se finalmente questo propulsore con quattro valvole, peraltro montato su altri recenti modelli della Guzzi, sarà veramente affidabile.
Per adesso i concessionari mettono la Stelvio a disposizione dei clienti o degli interessati per una prova su strada, ma il responso di chi ha avuto la fortuna di provarla è da ritenersi sommario.
Non si può valutare una moto effettuando solo un giretto di qualche chilometro dandone poi un responso negativo o positivo che sia.
Attendiamo quindi che la moto venga venduta e che i nostri centauri italici comincino a macinare un bel pò di chilometri su strade asfaltate e su sterrati.
Il loro responso unito al passa parola ci farà realmente capire quali siano i pregi e quali i difetti (se ve ne saranno) di questa moto che sulla carta sembra non abbia proprio nulla da invidiare alla sua sorella più blasonata.

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moto, Moto Guzzi, Stelvio 2 Commenti Continua a leggere
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