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La moto verso lo scooter o lo scooter verso la moto?

24 novembre 2008 Melus 9 commenti

Sembra che le case produttrici di motocicli stiano cercando un compromesso che possa accontentare tutti i futuri dueruotisti. Ma non si potrebbe continuare come si è fatto sempre? Ovvero costruire moto per i motociclisti e scooter per gli scooteristi? Purtroppo sembra che la carenza di carburante e i problemi inerenti l’inquinamento atmosferico ci portino a guardare sempre con maggiore interesse verso tutte le fonti alternative di energia. Quelle più papabili per la trazione di un mezzo a due ruote sembrano essere l’energia elettrica e l’idrogeno. Entrambe hanno però bisogno di una notevole riserva di energia elettrica e quindi di batterie. Conseguenzialmente occorrono dei mezzi capaci di consentire lo stivaggio di questi pesanti accumulatori. Occorre quindi molto spazio per collocarli su un mezzo a due ruote e proprio le moto, specie quelle odierne, non sembrano poterne garantire alcuna collocazione.

Solo lo scooter può offrire questa possibilità, visto l’ampio spazio ricavabile sia sotto la sella che sotto il pianale, ma tale mezzo purtroppo fa storcere il naso a quella categoria di dueruotisti chiamati motociclisti, i quali non si sognerebbero mai di poggiare le proprie terga su un mezzo che loro chiamano in maniera molto simpatica “plasticone”, “vasca da bagno”, “sputer”, etc… Bisogna quindi cercare di proporre qualcosa che possa andare bene sia per il motociclista che per lo scooterista. Una via di mezzo che non faccia storcere il naso ne ai primi ne ai secondi. E qualcosa sembra sia spuntato alla ribalta, e chi altro poteva essere a proporlo se non la mamma Honda? La sua motorizzazione è ancora a combustione interna, ma un giorno potrebbe tranquillamente accogliere la trazione elettrica.

Si tratta dell’ Honda DN – 01, un mezzo veramente nuovo che riunisce in uno tutte le peculiarità di moto e scooter. Ruote leggermente più piccole di quelle di una moto e poco più grandi di quelle di uno scooter. Motore prettamente motociclistico da 680 cc., con i suoi cilindri a V bene in vista, ma privo di frizione e con un sistema di trasmissione sequenziale automatica HFT che garantisce un controllo sicuro in ogni situazione di guida, con un sistema di utilizzo che può passare dall’automatico, al manuale e allo sportivo. Basso come uno scooter ma con un assetto da moto custom. Niente catena per la trasmissione finale, ma un bel cardano che fa dimenticare la manutenzione. Molta più carrozzeria di una normale moto ma sempre meno rispetto allo scooter.

La presenza del motore, visibile ma non troppo, accontenta sia i motociclisti che amano vederlo sempre in primo piano, sia gli scooteristi che invece preferiscono tenerlo celato sotto una coltre di plastica. Saranno così le moto del futuro? Sarà l’ Honda DN–01 la capostipite di questo nuovo corso?

Non denigriamo gli scooter!

18 giugno 2008 Melus 12 commenti

Anche chiamandoli sputer o plasticoni, loro rappresenteranno il futuro del motociclismo!
Ormai la strada è segnata: scooter che somigliano sempre più alle moto, moto che somigliano sempre più agli scooter.
Il comune denominatore è quello di giungere ad un mezzo che consenta di poter disporre di un ampio spazio di stivaggio necessario all’inserimento di nuovi sistemi di propulsione che non siano naturalmente nè benzina né gasolio.
Metano, idrogeno, elettricità, sistemi ibridi, sono tutte soluzioni che vedono la necessità di avere ampi spazi ove riporre e dove immagazzinar dette fonti di energia, e gli scooter di spazio ne hanno a sufficienza.
Il Gilera GP800 è già l’esempio di come potrebbe essere la moto del futuro; l’Aprilia Mana è il primo passo della trasformazione da moto a motoscooter.
Non vi saranno più scooteristi o motociclisti in senso stretto ma solo moto-scooteristi… e la plastica regnerà da sovrana!

Caro benzina. La soluzione più imminente è la moto!

3 giugno 2008 Melus 3 commenti

I costi della benzina hanno ormai raggiunto livelli inimmaginabili.
Qui non si parla più di aumenti annuali, semestrali o trimestrali.
Le colonnine dei distributori ormai sono come delle slot machine che aggiornano in tempo reale le oscillazioni di mercato (naturalmente solo quando sono in rialzo).
Fra qualche tempo solo i ricconi potranno permettersi il lusso di camminare con le loro auto, mentre tutti i comuni mortali dovranno trovare una soluzione per potere ancora usufruire di un mezzo di circolazione privato.
Soluzioni imminenti che possano costituire un’alternativa ai carburanti ancora non se ne vedono, o meglio, ci sono ma rappresentano solo pannicelli caldi che non potranno mai dare una rapida soluzione al problema del caro carburante e dell’inquinamento atmosferico.
L’unica soluzione attuabile in questo momento è quella di produrre mezzi che riescano ad effettuare molti chilometri con poco carburante, mezzi che riescano a muoversi agevolmente nel traffico limitando notevolmente i tempi di percorrenza e senza avere grossi problemi di posteggio.
Stiamo parlando naturalmente degli scooter e delle moto, quelli che ci aiuteranno a superare questo periodo di transizione fra carburanti tradizionali e nuove fonti di energia.
Sembra però che le maggiori case motociclistiche non abbiano ancora afferrato il problema.
Esse anzichè spostare la produzione verso mezzi di cilindrata medio bassa, continuano imperterrite a battere la strada delle maxicilindrate e della maxipotenze, sia nel campo delle moto che degli scooter, poiché sembra che solo così le case costruttrici possano dimostrare la propria supremazia tecnologica rispetto ad un altro marchio.
Sembra ormai che un progetto, per potere fare cassa, debba essere contraddistinto obbligatoriamente dalla trilogia che vede cilindrata-potenza-velocità come fattori trainanti ed essenziali per gratificare un motociclista.
Ma i tempi stringono e presto arriveremo al punto che le nostre cavalcature da 100 cavalli e passa sembreranno delle inutili e voraci macchine mangiasoldi.
Le venderemo allora per due lire e forse nessuno le vorrà più nemmeno per quella stessa cifra.
E allora cosa fare?
Dobbiamo goderci i nostri potenti e amati mezzi fino a quando un giorno qualcuno ci dirà che è venuto il momento di gettare tutto a mare?
Dobbiamo continuare a comprare moto da 160 cavalli finchè un giorno dovremo accendere un mutuo per infilare nel serbatoio 20 litri di benzina?
Penso invece che noi motociclisti dovremmo essere i primi a dimostrare coscienza e responsabilità cominciando a chiedere ad alta voce che si costruiscano mezzi più economici, anche se tutto ciò andrà a discapito delle nostre vanità e velleità velocistiche!

Scooteristi, schegge impazzite!

27 aprile 2008 Melus 5 commenti


Non ho nulla contro gli scooter poiché li ritengo dei mezzi utili ed economici e sicuramente i più adatti per alleviare i problemi della circolazione e quindi dell’inquinamento.
Il problema purtroppo non è rappresentato dal mezzo di per se ma da chi li guida!
A lor parere questi signori (per fortuna non sono tutti) ritengono che lo scooter sia un mezzo con cui poter fare di tutto, in barba alle norme della circolazione e del  buon senso!
Siamo tutti minacciati da questi sciami di scooteristi, vuoi quando assumiamo il ruolo di semplici pedoni che di automobilisti o motociclisti.
Loro si intrufolano dappertutto senza rispettare le file, le precedenze, i divieti, le corsie riservate, le barriere architettoniche, gli scivoli per gli handicappati. Per loro la strada non è solo rappresentata da quel manto di asfalto riservato al transito dei mezzi motorizzati.
La loro strada è semplicemente quel luogo ove si ha la possibilità di far girare le ruote e fare avanzare il loro mezzo, a prescindere di quale sia la sua dislocazione.
Li vediamo sfrecciare sui marciapiedi, correre dentro le ville, terrorizzare i poveri anziani sui passaggi pedonali, fare lo slalom fra le auto pensando che deve essere l’automobilista a curarsi della loro incolumità.
Una guida scriteriata e d’arrembaggio che purtroppo mette in cattiva luce tutta la categoria dei dueruotisti.

Vespa, Vespa, Vespa!

3 marzo 2008 Melus Nessun commento

Tutti vorremmo avere dentro il nostro box una Vespa, naturalmente che sia d’epoca!
Che sia già restaurata o da restaurare, che sia un rottame o ben conservata, l’importante è che aprendo il nostro box lei sia là in attesa di essere adoperata. Ma anche se completamente defunta potrà sempre avere la certezza di essere un giorno rimessa in sesto per cominciare una nuova vita su delle strade e in mezzo ad un traffico a lei completamente sconosciuti.
Rimettere in sesto una Vespa è solo una questione di denaro poiché la riuscita di un restauro, anche se ci troviamo dinnanzi alla Vespa più disastrata del mondo è al 99,9% sempre certo.
Ancor oggi a distanza di tantissimi anni non risulta mai problematico trovare ricambi vuoi che essi siano originali, vuoi che siano repliche.
E si, perché il mercato del restauro di questo stupendo scooter e così florido che si è pensato di ricostruire ex novo alcuni pezzi che altrimenti sarebbero stati troppo difficili da reperire.
Il suo punto forte comunque è proprio quella scocca tutta in lamiera che se preservata dalla ruggine rende questo mezzo indistruttibile.
Chi potrebbe mai pensare che uno di questi scooter plasticoni che costruiscono oggi riuscirà a vedere l’alba del 2038?
Forse lo vedremo ammonticchiato dopo qualche anno dalla sua nascita su un cumulo di ferro vecchio, pronto per essere passato alla pressa, ma sicuramente non ne riconosceremo nemmeno il marchio poiché le plastiche esterne saranno state completamente eliminate.
Si parlava di ruggine come nemico principale di una Vespa, ma se si vuole e se c’è la volontà di far rinascere un mezzo simile anche la stessa ruggine può essere debellata ritagliando le parti “malate” ed applicando nuovi pannelli.
Una Vespa non è mai da buttare!
Ci sarà sempre qualcuno pronto a rimboccarsi le maniche per fare in modo che anche da un pezzo di ruggine e di lamiere contorte possa nuovamente rinascere quel gioiello che ormai è entrato a far parte dei nostri più ambiti desideri.

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