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La prova della Kawasaki 750 Mach IV del 1971

28 aprile 2010 18 commenti

Kawasaki 750 H2 Mach IV

Nessun modello odierno, per quanto potente e veloce, può essere paragonata a questa moto, che polverizzò ogni record al suo primo apparire.
Dire che era assolutamente spaventosa (anche per la ciclistica del tutto inadeguata) non è un esagerazione.

Mi diletto ogni tanto a leggere qualche numero della mia collezione di riviste motociclistiche d’epoca.
Dicembre 1971, Kawasaki 750 Mach IV: la prova consta di 14 pagine e la bellezza di 48 fotografie.
Altro che tre paginette delle prove di oggi dove poi alla fine si menzionano i capi d’abbigliamento adoperati dai tester per la prova.
Ma che volete che ci possa capire un futuro acquirente da una prova del genere?
E questo accade perchè in una rivista ci si devono infilare 100 argomenti che poi alla fine vengono tutti trattati superficialmente poichè la spazio è sempre lo stesso.
Per non parlare poi della pubblicità!
A volte capita di acquistare dei numeri voluminosi come enciclopedie, ma che poi guardando le pagine ti accorgi che non si tratta altro che di un ammasso di pubblicità che il più delle volte scorri senza prestare alcun interesse.
Questo commento lo trovate anche sulla rivista “DUERUOTE” del mese di maggio.

SCHEDA TECNICA KAWASAKI 750 MACH IV

  • motore: tre cilindri in linea, due tempi rafreddato ad aria
  • cilindrata: 748 cc
  • potenza: 74 cv a 6800 giri
  • ammissione attraverso la camicia del pistone
  • alimentazione: 3 carburatori da 30 mm
  • avviamento a pedale
  • cambio a 5 velocità
  • trasmissione a catena
  • telaio a doppia culla tubolare
  • sospensioni: anteriore telescopica; posteriore oscillante a 2 ammortizzatori
  • freni: ant. a disco semplice da 300 mm; post. a tamburo a camma semplice da 200 mm
  • ruote: anteriore da 19″; psteriore da 18″
  • serbatoio: 17 litri
  • peso: 195 kg
  • velocità: 200 km/h

Honda CB 400 Four: la piccola samurai!

9 marzo 2009 131 commenti
Honda CB 400 Four

Honda CB 400 F (Four)

Giapponese, quattro cilindri raffreddati ad aria per solamente 405 cc. Nata nel 1974 offre ancora oggi soluzioni tecniche d’avanguardia, una linea piacevole e ottime prestazioni. Le mode cambiano ma lei è sempre attuale.

Gli anni sono passati anche per lei, e adesso son più di 30 dalla sua nascita.
Una moto d’epoca con le carte in regola, ma che ancor oggi, viene utilizzata quotidianamente dai suoi possessori che, forse, ancora non si sono resi conto di avere fra le gambe un gioiello.
Occorre avere più riguardo nei suoi confronti, e magari, centellinarne l’ uso onde preservarla dalle usure e dai pericoli della strada?
Questo potrebbe essere il pensiero di chi, appassionato di moto antiche, non ha mai avuto la possibilità di guidare questa quattro cilindri nipponica.
Se lo avesse fatto si sarebbe ben presto reso conto che, nonostante gli anni, le sue prestazioni, la robustezza e la proverbiale affidabilità non possono essere minimamente inficiate da un suo uso costante.
Brillante e maneggevole rappresentò un vero miracolo della tecnologia, considerato anche la complessità meccanica del propulsore che a tutt’oggi non ha nulla da invidiare ai più moderni propulsori a quattro tempi.
Anche la sua linea non ha risentito del trascorrere del tempo, si potrebbe scambiare per una moto di nuova produzione in stile un po’ retrò.
Questo modello comparve negli anni ’70 (1974 – 1978) in un periodo in cui eravamo già abituati a ciò che i signori giapponesi sapevano costruire.
Ci avevano sbalordito con le stupende Honda CB 750 Four, con le brutali Kawasaki tricilindriche a due tempi, o con le indistruttibili Suzuki Titan.
Sembrava che dopo quell’esplosione di moto marziane di grossa cubatura nient’ altro avrebbe potuto impressionare il motociclista italico.
Ed invece ecco che nel 1972 i laboriosi tecnici giapponesi della Honda decidono di riversare tutta la tecnologia e la complessità meccanica delle grosse “Four k” su motorizzazioni di piccola cilindrata.
Miniaturizzando ogni componente e dimostrando che l’affidabilità e la robustezza di un propulsore non sono direttamente proporzionali alla quantità di materia impiegata per costruirli.
Mostrarono inoltre che un motore prodotto in gran serie può girare a regimi elevatissimi senza per questo sbiellare, sfarfallare, vibrare o avere vita breve.
Nacque così l’Honda CB 350 Four, una moto che ricalcava in scala ridotta le sembianze dell’ammiraglia “Four K”.
La moto era bella e funzionava come un orologio svizzero ma il motore risultò un po’ fiacco di potenza e troppo scarso di coppia ai medi regimi.
Inoltre la sua linea risultava un pò antiquata, forse anche a causa di quei quattro silenziatori che, se nella “Four K” facevano tanta scena, nel suo caso contribuirono ad appesantirla ulteriormente.
Inoltre quel manubrio troppo alto e largo, sicuramente progettato per il mercato americano, fece storcere il naso al motociclista italico, notoriamente affezionato ad una posizione più caricata in avanti.
La moto non rappresentò affatto un flop poiché fu ben venduta sia in Italia che negli altri mercati, ma ben presto il costruttore Honda si rese conto che occorreva mettere in commercio qualcosa di più moderno e sportivo, qualcosa che potesse attrarre maggiormente un pubblico giovanile, pur rimanendo nel tema di una cilindrata media con motorizzazione a 4 cilindri.
Nel 1974 nacque così l’Honda CB 400 F, (denominata poi 400 SS).
Una moto eclettica, dalle ottime prestazioni e dall’aspetto veramente accattivante.
Questa volta venne adottato un solo silenziatore dove convogliavano, in un armonioso gioco di curve e controcurve, i quattro collettori di scarico.
Una scenografia di grande effetto dovuta anche alla qualità dei metalli e delle cromature che non tendevano mai ad assumere quel colore violaceo, caratteristico di certi collettori sottoposti ad elevate temperature.
Anche il serbatoio, adesso più squadrato e voluminoso concorreva a rendere la linea della moto più moderna ed attuale.
La maggiore larghezza, inoltre, riusciva a minimizzare l’ingombro trasversale del propulsore, specie guardandolo dal posto di guida.
Definita indistruttibile dai meccanici, rappresentò negli anni ’70 quanto di meglio potesse pretendere un giovane motociclista dalle velleità sportive.
Trovare oggi una di queste moto in discrete condizioni e perfettamente marciante non è difficile come non è affatto difficile reperire i ricambi, soprattutto tramite internet.
Prima di un eventuale acquisto è bene controllare lo stato della catena di distribuzione, la cui sostituzione comporta una spesuccia non indifferente ed eventuali trafilagli d’olio fra testata e blocco cilindri, la cui eliminazione comporta anch’essa un esborso monetario non trascurabile.

Honda CB 400 F (Four)

Honda CB 400 F (Four)

SCHEDA TECNICA HONDA CB 400 Four

Motore
  • tipo: 4 tempi, 4 cilindri
  • raffreddamento: aria
  • alesaggio e corsa: 51 x 50 mm
  • cilindrata: 405,8 cc
  • distribuzione: 1 albero a camme in testa comandato da catena centrale
  • potenza: 35 CV a 9.400 giri;
  • rapporto compressione: 9,4:1
  • alimentazione: 4 carburatori Kein da 20 mm
  • frizione: dischi multipli in bagno d’olio
  • cambio: 6 rapporti
  • impianto elettrico: 12 Volt
  • avviamento: elettrico e a pedale
  • scarico: 4 in 1

Telaio

  • tipo: a culla sdoppiata in tubi di acciaio
  • sospensione anteriore: ammortizzatore idraulico con forcella telescopica
  • sospensione posteriore: ammortizzatore idraulico con braccio oscillante
  • freno anteriore: a disco singolo con comando idraulico
  • freno posteriore: a tamburo con comando meccanico

Dimensioni e pesi

  • altezza totale: 1120 mm
  • lunghezza totale: 2160 mm
  • larghezza totale: 885 mm
  • altezza sella: mm 790
  • interasse: mm 1355
  • peso a secco kg 170

Velocità, consumi e rifornimenti

  • velocità massima: 168 Km/h
  • consumi medi: 20 km al litro
  • serbatoio benzina: 14 litri
  • serbatorio dell’olio: 3,5 litri;
  • olio del cambio: 3,5 litri SAE 10W – 40

Gomme

  • ruota anteriore: 3,00S – 18 PR4
  • ruota posteriore: 3,50S – 18 PR4

Ancora un tuffo nel passato: Moto Guzzi V7 Cafè Classic.

13 novembre 2008 2 commenti

Eicma 2008; Moto Guzzi presenta la nuova V7 Cafè Classic.
Già nel corso di quest’anno la casa di Mandello aveva pensato ai più nostalgici inserendo nel mercato la buona V7 Classic; una rivisitazione in chiave moderna di quella che fu un vero e proprio mito degli anni ’70.

La versione Cafè, di base rimane identica alla sorella più turistica; motore bicilindrico da 750 cc., due valvole per cilindro con comando ad aste e bilanceri, iniezione elettronica, omologazione Euro3, una potenza di 48 cv a 6800 giri/min e una coppia di 54,7 N/m a 3600 giri/min. A mio modesto parere i cavalli sono appena sufficenti, considerando anche il peso che si aggira intorno ai 200 Kg a secco, ma a quanto pare la Guzzi ha preferito dedicarsi maggiomente alla cura dei dettagli estetici piuttosto che al propulsore.

L’impronta in stile cafè racer è inconfondibile: semi manubri ribassati, ruote a raggi, scarichi rialzati, parafango posteriore più aggressivo, gomme antiscivolo applicate ai fianchi del serbatoio e soprattutto una sella monoposto (a dispetto del passeggero).

Il tutto condito da una superba cura per i dettagli e dalla livrea verde Legnano che tanto entusiasma chi gli anni ’70 li ha vissuti per davvero!

Moto Guzzi 1200 Sport V4. Bella, nuda e sportiva!

26 ottobre 2008 2 commenti
(clicca sulla foto per vederla in alta risoluzione)

Presentata all’Intermot di Colonia, Moto Guzzi ci delizia con l’ultima arrivata 1200 Sport 4V. Sportività ed eleganza sono le credenziali principali di questa moto. Il motore è il potente bicilindrico a 90°, capace di sviluppare oltre 105CV a 7500 giri/min ed erogare una coppia pari a 110Nm a 6500 giri/min. Si presenta curata e tecnologicamente avanzata.

(clicca sulle immagini per ingrandirle)

L’impianto frenante e le sospensioni Brembo Serie Oro, le pedane arretrate in alluminio, il cupolino e il guscio copri-sella con tabelle portanumero rendono a questa moto un effetto racing, garantendo uno stile accattivante e grintoso fortemente ispirato al mondo delle competizioni. La 1200 Sport 4V è disponibile a partire da questo mese nella classica livrea nera lucido o nell’originale argento titanio. In entrambe le colorazioni sono presenti delle sottili strisce tricolore per ricordare la nazionalità tutta italiana. Bella, nuda e sportiva!

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Nuova Triumph Street Triple R… la moto per chi non si accontenta!

6 ottobre 2008 6 commenti

Dopo il grande successo riscontrato dalla vendutissima Street Triple, dal prossimo autunno vedremo nei concessionari Triumph una versione R, in grado di offrire prestazioni ancora più esaltanti.
La piccola naked inglese è leggera, maneggevole e con un motore potente e sfruttabile.
La ciclistica è stata rivista in stile decisamente racing: sospensioni completamente regolabili; freni radiali Nissin derivanti dalla Daytona 675; forcella a steli rovesciati da 41 mm, anch’essi completamente regolabili; manubrio Magura in alluminio a sezione variabile; sella rialzata di 5 mm rispetto alla precedente versione.

Con un motore a tre cilindri da 675cc che sviluppa 107CV, la nuova Street Triple R si afferma sicuramente come punto di riferimento delle naked di media cilindrata, capace di dare del filo da torcere anche alle sorelle più sportive.
La Street Triple R si rifà anche il look con due nuove colorazioni: Matt Graphite con grafiche arancio e Matt Blazing Orange con grafiche grafite, quest’ultimo disponibile da Gennaio 2009.

In entrambe colorazioni la sella è bicolore nero/grafite.

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Suzuki SVF 650 Gladius… con un occhio di riguardo al portafoglio!

3 ottobre 2008 4 commenti

Presentata al salone di Parigi tra le novità per il 2009, la Suzuki SVF 650 Gladius, rappresenta la terza generazione della bicilindrica SV 650.

Il progetto Glaudius segue una tendenza di mercato consolidata negli ultimi tempi, che vede moto vendute a prezzi inferiori a 6.000 euro.
Entra così a far parte di un segmento che ultimamente ha visto impegnate altre case “made in Japan”, come la Honda CB600, la Yamaha Diversion e la Kawasaki ER-6.
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Le linee non sono quelle a cui eravamo abituati nelle precedenti versioni.
Look grintoso e accostamenti cromatici azzeccati sono sicuramente i punti di forza di questa moto. La Gladius sfoggia quindi tanti elementi di puro design, anche se non originalissimi, e “vagamente” ispirati a qualche naked nostrana (vedi Ducati Monster), con risultato generale più che soddisfacente. Telaio e motore sono invece molto più simili alle precedenti versioni.
Si tratta sempre del bicilindrico a V di 90° montato sull’ultima versione della SV 650, famoso per la sua affidabilità, potenza e silenziosità..
La novità è il motore incastonato in un nuovo telaio a traliccio in tubi d’acciaio, abbinato a sospensioni tradizionali e ad un forcellone anch’esso d’acciaio.
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In conclusione, questa moto, visto il prezzo non eccessivo e la cilindrata “friendly” da 650 cc, può essere la prima scelta sicura del neofita che si avvicina alle due-ruote ma sono sicuro che non scontenterebbe nemmeno i centauri più smaliziati.
Promette facilità di guida, divertimento per tutti e un comfort elevato.
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Ducati Monster 1100: un “Mostro” dal peso piuma!

29 settembre 2008 2 commenti
Proprio così, il “Mostro” è la moto più leggera della sua categoria. In soli 169 Kg è racchiuso un motore da 1100 cc Desmodromico a due valvole, con 95 CV erogati a 7500 giri/min e con l’impressionante coppia di 10,5 Kgm a 6000 giri/min. Daltronde lo spirto del progetto Monster è sempre stato quello di creare una moto leggera, compatta e soprattutto potente, ma senza mai trascurare l’inconfondibile look aggressivo e accattivante.
(clicca sulle immagini per visualizzarle in alta risoluzione)
Oltre alla versione standard ci sarà anche una versione S che differisce principalmente per la presenza di sospensioni in stile racing come la forcella e il monoammortizzatore Öhlins. Il peso è stato ridotto ulteriormente di 1 Kg rispetto alla versione base grazie all’utilizzo del carbonio per il parafango anteriore, le cartelle copricinghia e il paracalore dei silenziatori. Altra caratteristica distintiva saranno i cerchi a 5 razze colorati in “Racing gold”.
(clicca sulle immagini per visualizzarle in alta risoluzione)
La presentazione ufficiale della Monster 1100 è prevista per l’ Intermot 2008, il Salone internazionale della moto, dall’ 8 al 12 ottobre.
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