Minchia, signor poliziotto!
Dopo la mia recente separazione, la batosta degli alimenti, le spese di convocazione, mi faccio un giro in moto per scaricare un po di bile e lei che fa, mi punta il suo fucile?
Minchia signor poliziotto, in una stradina che manco ci passa un cane e che sono più le buche che il catrame, lei mi contesta 600 eurini che tolgo dalla bocca dei miei bambini.
Anche 10 punti dalla patente mi ha levato, proprio oggi che mi sentivo risollevato.
Minchia signor poliziotto, con quel laser mi ha fregato!
Ma non potrebbe chiudere un’occhio, anzi il suo obiettivo, e dire al suo collega che non sono recidivo, che proprio quel giorno ero un po’ disorientato e che un po’ d’aria in viso mi avrebbe ritemprato.
Dopotutto m’ha puntato a duecentoventi su una moto che nemmeno li senti, e per di più ero soprapensiero, preso dalla rabbia e dal desiderio.
Minchia signor poliziotto, quando l’ho visto ho subito frenato perché forse andavo un tantino più sparato, mi pare che lago fosse sui trecento, ma glielo giuro che l’ho tenuti solo per un lampo.
Il limite è 50, io lo capisco, e 170 in più sono un abbisso, ma caro agente cerchi di capire, non sono moto fatte per soffrire! 100 all’ora io li faccio in una tirata, con la prima marcia sempre ingranata, e se scendo a 50 e infilo la seconda il motore pare che si spenga.
Minchia signor poliziotto, mi lasci andare, 600 euri sono tanti e ciò le rate da pagare.
Faccia finta che quel raggio ha colpito qualcosa di passaggio, un oggetto non identificato che filava come un dannato.
Lei dice che non si può fare?
E che anche il mezzo mi verrà sequestrato?
Michia signor poliziotto come mi ha incu#@to.
Si scherza


 
 


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