Il sindaco Diego Cammarata ha firmato una ordinanza che sancisce l’entrata in vigore da giorno 5 Maggio delle nuove zone a traffico limitato (ZTL) in città.
L’obiettivo è quello di contenere l’inquinamento atmosferico nelle aree urbane caratterizzate da intenso traffico veicolare.
Il comune di Palermo ha deciso di creare 2 zone a traffico limitato, la Z.T.L. A e la Z.T.L. B (clicca sulla mappa per ingrandirla).
All’interno della Z.T.L. “A” sarà consentita la circolazione veicolare dalle ore 08.00 alle 20.00 esclusivamente ai veicoli di classe almeno EURO 3 e ai residenti all`interno della Z.T.L. A anche con veicoli di categoria inferiore all`EURO 3.
All’interno della Z.T.L. “B” sarà consentita la circolazione veicolare dalle ore 08.00 alle 20.00, esclusivamente ai veicoli di classe almeno EURO 1 e ai residenti all`interno della Z.T.L. B anche con veicoli di categoria inferiore all`EURO 1.
Per accedere all`interno delle 2 Z.T.L. sarà necesssario registrare il proprio veicolo in uno degli esercizi convenzionati in modo da ricevere il permesso autorizzatorio da esporre sulla propria vettura.
Per maggiori informazioni vi consiglio di visitare il sito: www.passpalermo.it
Quando le balle cominciano a girare più del dovuto e quando la routine di tutti i giorni mi toglie quasi il respiro, afferro la moto e mi vado a purificare da tutti i miasmi che ci regala la vita quotidiana, specie quella di città.
Naturalmente l’ itinerario non lo scelgo a caso nè tanto meno mi vado ad impelagare in tragitti che potrebbero farmi incappare in qualche situazione caotica.
Sono tragitti brevi (70, 100 chilometri fra andata e ritorno) su strada nazionale, dove occhi, spirito, cuore, e motore possono trarne benefici influssi.
Il mio itinerario preferito è un paesino rivierasco distante una trentina di chilometri da Palermo.
Si chiama Terrasini, e la sua particolare caratteristica è quella di avere una passeggiata panoramica che si sviluppa su una costa rocciosa a strapiombo sul mare.
Ma non è solo questo!
La roccia calcarea stratificata orizzontalmente sovrappone parti di colore rossastro e parti di roccia color nocciola.
Un vero mistero della natura.
C’è una panchina (la mia) da dove si può osservare una caletta sabbiosa posta ad una trentina di metri più in basso, dove i gabbiani si divertono a stallare sulle correnti ascensionali rimanendo immobili a distanza di pochi metri dal tuo punto di osservazione (o meglio di meditazione).
Poi c’è un piccolo bar, di quelli dove ti puoi soffermare a scambiare quattro chiacchiere con persone semplici e senza fretta, e dove il gestore, quando mi vede arrivare, mi dice che con quella bella giornata sapeva benissimo che sarei arrivato!
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