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Moto Targa Vincenzo Florio.

15 ottobre 2008 Nessun commento
Il Moto Club Le Aquile di Palermo il 28 di Settembre 2008 con il patrocinio dei Comuni ricadenti nel circuito motociclistico (Cerda, Caltavuturo, Polizzi Generosa, Collesano e Campofelice di Roccella) ha organizzato la Rievocazione Storica Motociclistica denominata “2° Moto Targa Vincenzo Florio”.

Alle 08,30 i motociclisti provenienti da ogni parte della Sicilia con bellissime moto d’epoca si sono dati appuntamento alle storiche tribune di Floriopoli (CERDA) per ripercorrere il tortuoso medio circuito delle Madonie di 108 Km che negli anni venti fù attraversato da temerari piloti del calibro di Oreste Malvisi su Harley Davidson (vincitore assoluto della prima gara del 1920), Ernesto Barraja su Bianchi, Mazzola, Vannoni e Pillitteri su Motosacoche, diedero vita ad appassionanti competizioni.
Sin dalle prime ore del mattino le tribune di Cerda sono state animate dalla presenza di un gran numero di semplici appassionati che hanno voluto ammirare e fotografare le splendide moto presenti al raduno e di motociclisti possessori di moto storiche e d’epoca protagoniste delle gare

motociclistiche che si disputavano negli anni passati.

(clicca sulle foto per ingrandirle)
Presenti alla partenza una splendida Ganna Racing 175 del 1929 ben conservata e resa ancora più bella dai segni del tempo, una Moto Guzzi Sport 15, una rarissima Moto Guzzi Condor 500, una Gilera Saturno 500, una splendida Morini 175 del 1956 con allestimento da corsa, una Moto Guzzi V7, una bellissima BMW con sidecar degli anni ’30.
Si facevano ammirare una splendida BMW R12 750 del 1936 alla prima uscita dopo un paziente restauro, una Norton 16 H 500 del 1937, una Sertum 500 MCN del 1940, un Benelli 500 del 1940, una Moto Guzzi Airone Sport del 1952 ed un restauratissimo Motom Delfino 163 c.c del 1954. Si potevano ammirare anche diversi esemplari di Vespa e Lambretta degli anni ’50 e ’60.
Il Moto Club Le Aquile di Palermo è un’associazione di appassionati motociclisti sia di moto moderne che di moto d’epoca che organizza e promuove il moto turismo, cura ed incentiva il recupero ed il restauro di moto d’epoca e di interesse storico.
Il Moto Club nato nel 2000 da un gruppo di amici con la comune passione per le Moto Guzzi si è costituito in associazione nel 2003 ed affiliatosi alla Federazione Motociclistica Italiana è diventato un Moto Club aperto a tutte le marche che oggi conta circa 1000 associati.
Sia nel 2006 che nel 2007 il Moto Club è stato premiato dalla Federazione Motociclistica Italiana quale Club siciliano con maggior numero di associati.
Per saperne di più, visitate il sito ufficiale www.leaquileguzzi.com.
*Questo post è una sintesi di un comunicato stampa fatto dal Presidente del Club, Giuseppe Porretta.
Categorie:Epoca, Raduni Tag: ,

La Targa Florio motociclistica.

1 ottobre 2008 Nessun commento

Dal 1920 al 1929 il nome della celebre corsa automobilistica è stato legato anche alle due ruote. Campioni provenienti da tutta Europa si sono dati battaglia lungo i 329 chilometri in terra battuta del circuito in eroiche sfide.

Quando si parla di Targa Florio si pensa immediatamente alle imprese compiute da arditi piloti di auto su un circuito a dir poco allucinante. Ma forse non tutti sanno che la Targa Florio si correva anche con le moto. Siamo nel 1920 e per un periodo che va fino agli anni ’30, motociclette di ogni marca e cilindrata si dettero battaglia lungo il massacrante circuito.

Questo si estendeva lungo un tracciato di 108 chilometri, il cosiddetto circuito medio, da percorrere per ben tre volte, per un totale di 324 chilometri. Una vera impresa considerato che si doveva correre su strade dove il manto stradale era esclusivamente in terra battuta. Partendo da Cerda, dove si trovavano le tribune, il circuito attraversava i paesi del comprensorio delle Madonie, in un continuo saliscendi Si toccava Caltavuturo (600 mt. sul livello del mare), Polizzi Generosa (920 mt.), Collesano (468 mt.), Campofelice (54 mt) per poi scendere sul livello del mare lungo il rettilifilo di Bonfornello. La Targa motociclistica vide fra i suoi concorrenti grandi piloti di fama internazionale, ma anche svariati piloti privati che corsero con ardore e coraggio con mezzi che fino a qualche giorno prima della gara venivano normalmente usati per diporto personale. Anche molti siciliani corsero nella mitica targa e i loro nomi si potevano spesso leggere nei primi posti delle graduatorie di arrivo. Le moto che maggiormente si distinsero e che più frequentemente capeggiavano le parti alte della classifiche erano le potenti bicilindriche Harley 1000, le Indian, le BMW 500, le monocilindriche Sarolea, Frera, Moto Guzzi, AJS, Rudge. Quei centauri, veri e propri pionieri, correvano su strade che erano più o meno delle “trazzere”, piene di buche ed insidie, con moto dalla frenatura quasi inesistente e con pneumatici distanti anni luce da ciò che si produce oggi. Difatti le forature erano frequentissime e quando ciò avveniva ci si doveva aiutare da soli poiché il più delle volte il povero centauro si trovava in zone dove non vi era anima viva. Le medie velocistiche oggi farebbero sorridere anche il possessore di un Liberty 50, ma se le rapportiamo al tipo di circuito, alle difficoltà, ai problemi tecnici, alle potenze espresse da quei propulsori, ed infine alle massacranti sollecitazioni a cui erano sottoposti piloti e macchine, si può senz’altro affermare che si trattava proprio di tempi sul giro non indifferenti.

Per fare qualche esempio, nella prima Targa Florio motociclistica i 324 chilometri del circuito furono percorsi in 7 ore e due minuti alla media di km/h 46,094. L’anno successivo fu percorso in 6 ore 19 minuti alla media di 51,183 km/h. La media si abbasserà notevolmente nel 1928 dove i 324 chilometri verranno percorsi in 4 ore e 58 minuti, alla media di 67,068 km/h con Ernest Henne, primo su BMW 500. Sicuramente il cattivo tempo giocava un ruolo determinante, considerato che correre sul fango in una gara di velocità non aiuta certo a migliorare le medie, ma una cosa è certa: con il tempo si capì che non occorrevano moto di elevata cilindrata e potenza per ottenere ottimi piazzamenti nelle classifiche. In quel tipo di circuito occorrevano moto agili e con un rapporto peso potenza ottimale. E lo dimostrarono gli ottimi piazzamenti di moto come la belga Sarolea, le italiane Frera, Bianchi, Moto Guzzi, le inglesi AJS e Rudge.

Qualche curiosità: nella targa del 1924 il premio per il primo assoluto era di 3000 lire, 1000 per il secondo, 500 per il terzo, mentre al primo di categoria veniva assegnata una medaglia d’oro, al secondo quella d’argento, al terzo il bronzo. Le iscrizioni dovevano essere inviate alla sede del Raci di Palermo e dovevano essere accompagnate da un versamento di 100 lire. Ai partecipanti che dovevano effettuare la “trasferta” venivano rimborsate le spese di viaggio di andata e ritorno in seconda classe e il trasporto delle moto sul piroscafo Napoli-Palermo. Purtroppo esiste poco materiale su ciò che riguarda la Targa motociclistica, e documentarsi diventa veramente difficile. Per esempio, oltre ai marchi delle moto che hanno partecipato alla Targa Florio, sarebbe interessante riuscire a determinarne anche i modelli, gli anni di produzione e le loro tabelle tecniche. Mi riprometto di effettuare delle ricerche in questo campo andando a spulciare fra enciclopedie motociclistiche, riviste e quotidiani di quel periodo. Per gli appassionati di moto d’epoca e della Targa Florio che fu anche motociclistica, vorrei ricordare che il Moto Club “Le Aquile” di Palermo da ormai due anni organizza una rievocazione storica della corsa (Moto Targa Vincenzo Florio). Un’iniziativa encomiabile che consente ai partecipanti di ripercorrere per intero un circuito ormai entrato nella leggenda e di rivivere sulla propria pelle la storia e le emozioni dei pionieri delle due ruote. Godendo anche di quei panorami, di quei colori, di quelle fragranze che purtroppo loro non poterono assaporare, presi dalla concentrazione e dalla foga della competizione.
(Questo articolo lo trovate anche nella rivista Sicilia Moto di ottobre 2008).

Le foto sono state reperite dall’archivio del sito www.targaflorio.info.

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