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Posts Tagged ‘motocicli’

Benzina troppo cara?

5 luglio 2011 3 commenti

In considerazione del fatto che quanto prima ci troveremo e centellinare i litri di carburante, pagandoli alla stregua del miglior limoncello prodotto con gli agrumi che crescono alle pendici dell’ Etna, e che in un futuro molto imminente dovremo rimodulare le nostre abitudini motociclistiche… secondo voi come dovrebbero orientarsi le case costruttrici per produrre moto dai consumi bassissimi, senza per questo mortificare eccessivamente le nostre velleità motociclistiche?
In poche parole, quanti cavalli potrebbero bastare per farci divertire lo stesso, tenendo in considerazione che i consumi aumentano con l’aumentare della cavalleria?
Possono bastare 50-60 cavalli per fare un po’ di tutto, percorrendo la media di 30 chilometri al litro?
Personalmente penso di si… e voi?

Pass ZTL a Palermo: per i motocicli non servirà.

30 maggio 2008 Nessun commento

C’è molta confusione tra i cittadini e soprattutto sono molte le domande che i Palermitani si pongono in questi giorni: “Quali sono i documenti da presentare per richiedere il pass? Dove potrò circolare? Quali requisiti dovrà avere la mia auto? Dove dovrei rivolgermi per questo benedetto (o maledetto) pass?”
Sulla rete è facile perdersi tra centinaia di siti che trattano l’argomento, spesso in modo incompleto.
L’unico sito che va preso in considerazione, poichè è il sito ufficiale creato dal comune per informare correttamente i cittadini è: www.passpalermo.it.
Uno dei dubbi più diffusi riguarda la circolazione dei motocicli all’interno delle zone ztl; bene, è facile leggere tra le FAQ (domande frequenti) del sito www.passpalermo.it che “non è necessario registrare alcun Pass per i motocicli, fermo restando l`obbligo di essere in regola con le direttive sulle emissioni dei gas di scarico“.
Consiglio dunque, a tutti coloro che non hanno ancora le idee chiare di visitare il suddetto sito dove potrete trovare risposte alle vostre domande.
Probabilmente però non chiarirete forse il più grande dei dubbi: non saranno un pò troppi i circa 16 milioni di euro che percepirà la TD Group di Pisa per la gestione e distribuzione dei pass a Palermo?
Non saranno un pò troppi i circa 21 milioni di euro che entreranno nelle casse del comune?
Ricordo che i contribuenti saremo noi automobilisti, quindi cerchiamo di tenere gli occhi aperti e controlliamo che facciano un buon lavoro!

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ZTL a Palermo. Un nuovo balzello?

22 aprile 2008 2 commenti

Il giorno 5 maggio entrerà in vigore a Palermo l’ordinanza del sindaco sulle nuove zone a traffico limitato denominate ZTL la cui sigla appare già funesta in quanto ricorda un po’ lontanamente il famigerato acido Zyclon B usato dai nazisti per la gassificazione dei poveri deportati. Ma al contrario dello Zyclon B, le zone ZTL dovrebbero, almeno sulla carta, prefiggersi un obiettivo: contenere l’inquinamento nelle zone ad alto traffico veicolare.
Ma adesso vediamo un po’ di capire come funziona il sistema.

ZTL A: viene consentita la circolazione dalle ore 8,00 alle 20,00 esclusivamente ai veicoli che siano almeno Euro 3, mentre ai residenti che rientrano nella zona delimitata dall’ordinanza del sindaco sarà consentita la circolazione anche a veicoli di classe inferiore.

ZTL B: viene consentita la circolazione dalle ore 8,00 alle 20,00 ai veicoli almeno di classe Euro 1, mentre ai residenti sarà consentito di circolare, sempre nella zona delimitata dall’ordinanza del sindaco, anche con veicoli inferiori alla classe Euro 1.

Infine, all’interno delle zone ZTL A e B possono circolare motocicli e ciclomotori catalizzati, ai sensi della direttiva CE 97/24 (euro 1) e tutti i motocicli 4 tempi, naturalmente che siano in ordine per quanto riguarda la revisione periodica.

A questo punto mi pongo alcuni interrogativi e faccio alcune considerazioni:
Se lo scopo esclusivo di questa ordinanza è quello di dare un pò di respiro alle zone altamente trafficate e quindi con elevato tasso di inquinamento atmosferico, potrebbe essere già sufficiente mettere dei veti di circolazione nelle zone ZTL ai veicoli ritenuti altamente inquinanti, così come effettivamente recita l’ordinanza.
Quello che non capisco è il perché si debba far pagare ai residenti delle zone A e B questo balzello annuale.
Cosa dovrebbe produrre questa tassa?
Forse una diminuzione di circolazione da parte dei residenti i quali pur di non pagare la quota richiesta preferirà portare la propria auto euro 1 o euro 0 dal rottamatore optando per la camminata a piedi?
O che forse detta tassa annuale può trasformare i miasmi fuoriuscenti dallo scarico del motore in pura aria profumata?
Tutti correranno a mettere in regola la propria auto con i pass, e tutti continuarenno a circolare come prima.
E’ pur vero che i non residenti della zona A dovranno circolare con auto almeno euro 3 e che nella zona B dovranno essere almeno euro 1, dando un buon contributo all’abbattimento delle emissioni nocive, ma non capisco il perché i residenti, specie quelli con le auto euro 3 debbano pagare una tassa per transitare o sostare in quelle zone delimitate dall’ordinanza.
Ma come, prima ci inducono con incentivi e rottamazioni a fare salti mortali per acquistare un’auto euro 3 o 4 e poi ci fanno pagare una tassa per circolare dentro la nostra città e dentro il nostro rione?
Ci hanno detto che queste tasse serviranno per costruire parcheggi, per fare piste ciclabili per montare addirittura nei luoghi più inquinati dal traffico veicolare delle centrali che avrebbero il compito di aspirare e restituire poi l’aria filtrata.
Tanti bei propositi che forse resteranno sulla carta, mentre i bei soldoni guadagnati con balzelli e multe (che entreranno certamente a fiumi) potrebbero finire per andare a finanziare altri progetti di cui non frega nulla alla cittadinanza.

Cara Guzzi, ridacci un bel monocilindrico!

23 gennaio 2008 Nessun commento

Dopotutto la tua magnifica carriera ha avuto maggior risalto proprio su quegli stupendi monocilindrici, che hanno motorizzato e che hanno fatto la gioia di una infinità di motociclisti, da tempi ormai immemorabili.
Poi hai chiuso con i mono, vuoi perché le mode dettavano motori plurifrazionati, vuoi perché il monocilindrico non si prestava molto bene come propulsore per le nuove maxi degli anni ’70.
Il motore a V di 90 gradi, montato per prima sui mitici V 7 e poi, nella versione ridotta, sui piccoli bicilindrici della gestione De Tomaso, hanno decretato la fine dei tuoi stupendi mono dal timbro baritonale e dall’affidabilità da riferimento.
Perché non tornare a costruire un bel monocilindrico, ma non di quelli che sembrano fatti con i mattoncini della Lego e infilati dentro il telaio a martellate, tanto lo spazio è risicato!
Parlo di quei motori belli anche a vedersi, incorniciati da un bel telaio che lascia respirare tutto il resto e con dei cilindri turriti e ben alettati (lasciamo stare il raffreddamento a liquido per motori plurifrazionati e ben più potenti) che lasciano traspirare tutta la potenza del motore e che danno una immediata riconoscibilità a tutto lo stesso prodotto.
Penso che oggi sia il momento giusto per cominciare a sfornare qualcosa del genere, vuoi per gli elevati costi del carburante, vuoi perché sempre più frequentemente si levano gli appelli di quei motociclisti “puri” che sono convinti che con un buon monocilindrico ci si può ancora fare di tutto.
Allora, forza Guzzi, esci qualche bel progetto che sicuramente sarà chiuso da tempo nei tuoi cassetti e che non ha visto la luce solo perché le mode e l’opulenza che regna oggi in ognuno di noi ne hanno sconsigliato la sua realizzazione!

La prevenzione!

17 gennaio 2008 4 commenti

Le statistiche parlano chiaro: ogni anno vi è un aumento crescente di incidenti motociclistici mortali, e purtroppo quando si parla dei motociclisti dobbiamo includervi anche scooter e ciclomotori.
Adesso i mass media e anche i nostri legislatori non fanno altro che parlare di prevenzione, come sistema per evitare che si avverino incidenti.
Meglio prevenire che curare!
E su questo siamo d’accordo!
Ma come intendono attuare questa benedetta prevenzione?
Forse aumentando l’organico dei tutori dell’ordine preposti al controllo della circolazione stradale?
Niente affatto, la prevenzione oggi si attua installando ovunque marchingegni elettronici, vedi autovelox, tutor, T-Red, ovvero il semaforo che rileva il passaggio con il rosso, telecamere di controllo delle corsie preferenziali e qualche altra diavoleria che ancora nemmeno noi conosciamo.
Ma in che cosa consiste questa prevenzione?
Uno corre in autostrada a 180 Km/h e l’autovelox lo immortala con un bella fotografia ad alta risoluzione?
Lui naturalmente non se ne accorge neanche  e continua imperterrito nella sua allegra marcia.
L’indomani lo fa nuovamente, e così nei giorni o mesi a venire.
Gli autovelox continuano ancora a regalargli belle istantanee e lui continua ancora imperterrito a mantenere la sua media velocistica.
Quando poi un giorno cominceranno ad arrivare i primi verbali, forse, comincerà a capire che sarà il caso di calmare i suoi bollenti spiriti.
Ma prima di quel momento lui continuerà  a rappresentare un pericolo per l’incolumità altrui e quella propria.
La stessa cosa dicasi per i semafori che rilevano il passaggio con il rosso o le corsie preferenziali con telecamere di controllo, e così via dicendo.
Chi attua tecniche scorrette di guida continuerà a farlo per un bel pezzo prima di accorgersi che è “stato “visto” dall’occhio vigile!
Secondo il mio umile parere, senza voler malignare su questioni di introiti pecuniari e sul come vengano utilizzati i vari proventi, questa non mi sembra prevenzione, ma solo ed esclusivamente punizione!
Se poi il soggetto poco osservante delle norme continua ancora imperterrito a circolare per giorni o per mesi, questo poco importa.
Pagando la somma della sanzione pecuniaria e qualche punto tolto dalla patente lui non rappresenterà più alcun pericolo poiché ha pagato.
Questa è prevenzione?
Allora, se vogliamo che questi marchingegni elettronici servano veramente a prevenire, occorre che l’inosservante venga immediatamente informato della sua infrazione, e questo si può fare solo con la presenza di tutori dell’ordine che fermano il soggetto immediatamente dopo l’infrazione stessa, compilando il relativo verbale e chiedendone la conciliazione o meno.
Questa è prevenzione!
Certo occorre molto più personale, specie nei semafori che rivelano il passaggio con il rosso, dove un vigile deve immediatamente fermare il soggetto ed attuare la procedura di rito, con controllo dei documenti ed elevazione del verbale.
Un circolare del prefetto di Lodi, (n.993) del gennaio 2007 ha precisato che per le apparecchiature T-red (semafori con sistema di rilevamento elettronico delle infrazioni) occorre sempre la presenza di un vigile, anche se il marchingegno risulta omologato per funzionare automaticamente, effettuando in tempo reale la contestazione della infrazione.
Questa si, e chiedo scusa per la ripetizione, che è vera prevenzione!

Combattiamo gli automobil-cellularisti!

15 novembre 2007 6 commenti

cellulare in autoQualcuno mi dia l’opportunità di arruolarmi come ausiliario nel corpo dei vigili urbani o della polizia.
Non esiste un corpo di ausiliari addetto al controllo degli automobil-cellularisti?
Che lo si istituisca!
Dopotutto non abbiamo già gli ausiliari che appioppano multe a destra e a manca a chi posteggia nelle zone blu senza il pass o il pagamento del ticket?
Io sarei il primo ad aderire!
Datemi una paletta rossa, un distintivo  ed un bel blocchetto delle multe e diverrò il castigatore di questo popolo di telefonisti su quattro ruote.
Potrebbero modificare ulteriormente le norme del codice della strada e punire con l’ergastolo e un miliardo di sanzione pecuniaria chi guida con una mano ed il cellulare all’orecchio.
Non otterremmo nulla poiché  noi italici siamo soggetti che non si lasciamo intimorire, specie quando siamo certi che nessuno ci verrà a mettere i bastoni fra le ruote.
Ho fatto dell’ironia  sulle mie intenzioni di arruolamento, ma credetemi certe volte vorrei avere una bella paletta rossa con tanto di scritta polizia di stato o corpo dei vigili urbani per andarla a spiattellare sotto il naso di certi soggetti.
E allora io dico, perché non istituire un corpo di motociclisti ausiliari (naturalmente assunti a contratto o a tempo indeterminato) aventi la mansione di  multare quei soggetti non osservanti le nuove norme in materia di telefonia mobile, applicata ai conducenti di autoveicoli?
A questo punto applicare  multe da 10 mila o da 100 mila euro potrebbe anche avere un senso!

Manico, smanettone, fermone. Le tre identità del motociclista

4 novembre 2007 9 commenti

Il manico: animale da asfalto, gode di una particolare sensibilità che gli consente di sfruttare fino all’estremo limite le prestazioni e la meccanica del suo mezzo.
Il suo campo di battaglia è il misto, meglio se stretto, dove riesce ad esprimere la sua naturale vocazione.
Il suo divertimento maggiore è dare la paga a motociclisti con mezzi più performanti e blasonati.
Corre dove c’è da correre e rispetta quando può i limiti di velocità. Uno dei suoi maggiori pregi è quello di conoscere a menadito il territorio dove generalmente agisce.
Sa esattamente dove frenare, dove aprire, dove trovare il giusto punto di corda, quanto inclinare, quanto osare.
Nonostante agli occhi di un inesperto possa sembrare uno spericolato, lui ha sempre la situazione sotto controllo e non effettua mai manovre che possono mettere a rischio l’incolumità altrui.
Ama la moto più di qualunque altro motociclista e la considera come parte integrante del suo corpo.
Non è portato agli imbellettamenti, ma tiene molto alla sostanza e quindi all’efficienza delle parti meccaniche, pretendendo il meglio dalle sospensioni, dai freni e dalle gomme.
Non nutre molta simpatia per le forze dell’ordine e per gli autovelox ma riesce a conviverci senza subire grossi danni.

Lo smanettone non ama il mezzo di per se, conosce poco la sua meccanica e molto volentieri ne affida la manutenzione alle cure di un meccanico.
Le sue moto sono sempre tirate a lucido, potenti, ben assettate e… rumorose.
Non brilla particolarmente per bravura ed ecletticità.
Il suo campo di battaglia è qualunque luogo dove si possa spalancare la manetta del gas e scatenare tutta la cavalleria, ma non fa mai le cose per bene.
Uno dei luoghi dove preferisce sfoderare le sue velleità corsaiole è il centro urbano e le strade di periferia.
Ama inanellare duelli con altri motociclisti, specie se di calibro inferiore, ma quando incontra un manico…
In autostrada non disdegna le puntate al massimo dei giri, ma nei curvoni veloci mostra la corda.
Quando l’adrenalina entra in circolo ai livelli massimi è capace di qualunque azione, anche superare un rivale invadendo la corsia opposta in una curva cieca.
Per questo alcune volte assaggia il morso dell’asfalto e altre volte…
E’ un grande cultore dell’after market con parti speciali in lega leggera, silenziatori aperti, centraline modificate, e gomme a non finire.
Non considera la moto come parte integrante del suo corpo ma semplicemente un oggetto su cui farsi notare, sia visivamente che acusticamente.
Generalmente non ama i lunghi tragitti come non gradisce avere un passeggero dietro la sua sella.
Odia le forze dell’ordine e i limiti di velocità.
Gli autovelox sono il suo peggior nemico, mentre non disdegna di adottare sistemi che possano rendere difficoltosa l’identificazione della sua targa.

Il fermone non ama correre nè gareggiare.
Lui apprezza la moto principalmente come mezzo che gli consente di muoversi liberamente a contatto con la natura.
Predilige moto con elevate dosi di coppia motrice che richiedono un moderato uso del cambio.
Conosce bene la meccanica della sua moto ma non osa metterci le mani.
Cura scrupolosamente la normale manutenzione e molto spesso si diletta nella pulizia e alla lucidatura del suo mezzo.
Predilige l’autostrada e il misto veloce ma non si diletta a far strisciare le pedane sull’asfalto.
Tiene sotto controllo il contachilometri ma ignora completamente il contagiri.
La velocità non lo esalta particolarmente e se deve correre lo fa solo in determinati frangenti.
Il tragitto che deve percorrere viene da lui considerato come parte del divertimento e lo centellina chilometro dopo chilometro.
Ama le moto che consentono una postura corretta e non disdegna i lunghi percorsi.
Le sue moto sono spesso dotate di borse e di sella abbastanza accogliente, anche per il passeggero, con cui ama condividere i piaceri di questa pratica.
Quando esce in gruppo lo fa solo ed esclusivamente con motociclisti selezionati che la pensano come lui.
Adotta una guida particolarmente responsabile quando ha un passeggero alle spalle.
Non è portato ad effettuare modifiche nel suo mezzo, tranne che per migliorarne il confort e la capacità di carico.
Tollera le forze dell’ordine poiché non ha nulla da temere, ma alla loro vista prova sempre un pizzico di timore, poiché quando loro vogliono…

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