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Caro benzina. La soluzione più imminente è la moto!

3 giugno 2008 3 commenti

I costi della benzina hanno ormai raggiunto livelli inimmaginabili.
Qui non si parla più di aumenti annuali, semestrali o trimestrali.
Le colonnine dei distributori ormai sono come delle slot machine che aggiornano in tempo reale le oscillazioni di mercato (naturalmente solo quando sono in rialzo).
Fra qualche tempo solo i ricconi potranno permettersi il lusso di camminare con le loro auto, mentre tutti i comuni mortali dovranno trovare una soluzione per potere ancora usufruire di un mezzo di circolazione privato.
Soluzioni imminenti che possano costituire un’alternativa ai carburanti ancora non se ne vedono, o meglio, ci sono ma rappresentano solo pannicelli caldi che non potranno mai dare una rapida soluzione al problema del caro carburante e dell’inquinamento atmosferico.
L’unica soluzione attuabile in questo momento è quella di produrre mezzi che riescano ad effettuare molti chilometri con poco carburante, mezzi che riescano a muoversi agevolmente nel traffico limitando notevolmente i tempi di percorrenza e senza avere grossi problemi di posteggio.
Stiamo parlando naturalmente degli scooter e delle moto, quelli che ci aiuteranno a superare questo periodo di transizione fra carburanti tradizionali e nuove fonti di energia.
Sembra però che le maggiori case motociclistiche non abbiano ancora afferrato il problema.
Esse anzichè spostare la produzione verso mezzi di cilindrata medio bassa, continuano imperterrite a battere la strada delle maxicilindrate e della maxipotenze, sia nel campo delle moto che degli scooter, poiché sembra che solo così le case costruttrici possano dimostrare la propria supremazia tecnologica rispetto ad un altro marchio.
Sembra ormai che un progetto, per potere fare cassa, debba essere contraddistinto obbligatoriamente dalla trilogia che vede cilindrata-potenza-velocità come fattori trainanti ed essenziali per gratificare un motociclista.
Ma i tempi stringono e presto arriveremo al punto che le nostre cavalcature da 100 cavalli e passa sembreranno delle inutili e voraci macchine mangiasoldi.
Le venderemo allora per due lire e forse nessuno le vorrà più nemmeno per quella stessa cifra.
E allora cosa fare?
Dobbiamo goderci i nostri potenti e amati mezzi fino a quando un giorno qualcuno ci dirà che è venuto il momento di gettare tutto a mare?
Dobbiamo continuare a comprare moto da 160 cavalli finchè un giorno dovremo accendere un mutuo per infilare nel serbatoio 20 litri di benzina?
Penso invece che noi motociclisti dovremmo essere i primi a dimostrare coscienza e responsabilità cominciando a chiedere ad alta voce che si costruiscano mezzi più economici, anche se tutto ciò andrà a discapito delle nostre vanità e velleità velocistiche!

Perché la donna in moto fa sempre notizia?

27 maggio 2008 7 commenti

Tempo addietro, sfogliando una rivista a tiratura regionale la mia attenzione è caduta su un articolo a sfondo motociclistico infarcito di fotografie: sei ragazze motocicliste su tre monsterini, due hornettine e una Ninja, a cui viene dedicato un servizio di ben quattro pagine intitolato: Poveri maschietti: costretti a cedere alle donne anche il titolo di centauri.
Le ragazze sono fotografate su una piazzola panoramica a pochi chilometri dalla città, attrezzate e truccate di tutto punto accanto alle loro “potenti cavalcature”, raccontano del come e perchè sono diventate motocicliste.
Ma io dico: dove stà la notizia?  E dico ancora: ma chi se ne frega?
Le donne ormai fanno parte di tutte le missioni spaziali, vanno a fare il servizio di leva, sono dovunque in polizia, finanza, esercito aeronautica, marina, giocano a calcio, fanno pugilato e coltivano gli sport più pesanti ed estremi, e noi ci andiamo ancora a meravigliare se un gruppetto di ragazze si fanno ogni tanto un giretto fuori porta con le loro moticelle.
Leggo per finire un trafiletto dell’articolo riportato in grassetto, che mi ha fatto veramente ridere: “Non mancano le sportive come la Ninja, rigorosamente verde acido, come le facce degli uomini che non riescono ad abituarsi a mangiare polvere rosa”.
Ma dai!!!

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A cosa serve…

8 maggio 2008 4 commenti

A cosa serve un parafango posteriore distante 50 centimetri dalla ruota?
A cosa serve una sella rivestita da un solo centimetro di gommapiuma?
A cosa servono le pedane per il passeggero poste a 20 centimetri sotto la sella?
A cosa serve quella piccola unghia di plastica appiccicata sopra la ruota anteriore?
A cosa servono quei silenziatori che passano sotto il sedere di conducente e passeggero?
A cosa serve quel microscopico display che ti da mille informazioni se poi sotto la luce del sole non si vede niente?
A cosa servono quelle sospensioni rigidissime che garantiscono un’ottima stabilità a 200 Km/h se poi ci cammini sempre in città?
A cosa servono quei cupolini che non proteggono dall’aria?
A cosa serve una moto con 160 cavalli alla ruota se non puoi nemmeno superare i 130 Km/h?
Meditate ragazzi, meditate…

Moto Guzzi V7 Classic. Il mito è tornato?

7 maggio 2008 11 commenti

Quando fu presentata al motosalone sembrava semplicemente un’esercitazione stilistica sul tema Guzzi V7 e invece questa moto è entrata in produzione e a quanto sembra è già in vendita dai concessionari.
La sigla V7 ha sicuramente fatto vibrare le corde delle rimembranze ai vecchi guzzisti, quelli che in passato hanno avuto la fortuna di possederne una o altri che hanno sbavato al solo vederla ma che non avrebbero mai potuto permettersela.
Vorrei tranquillizzare questi signori facendo presente che questa moto non ha nulla a che vedere con la vecchia V7 Sport, divenuta ormai un mito.
Sotto il bellissimo serbatoio preso pari pari dalla sua antenata poi non v’è più nulla che possa anche lontanamente somigliarci.
E’ pur vero che sotto batte un motore a V di 90 gradi frontemarcia, ma nulla a che vedere con il biclindrico che motorizzò le vere V7.
Qui siamo dinnanzi ad un aste e bilancieri nato sotto la gestione De Tomaso che non ha mai avuto radicali innovazioni se non quelle atte a migliorarne l’affidabilità, che nelle vecchie versioni V35, V500 e V65 non brillava certo.
Adesso siamo giunti ad un 750, peraltro già montato sulle piccole Breva, che non è  certo un mostro di potenza, anche se si tratta di un aste e bilancieri.
Non so quante V7 Classic potrà vendere la Guzzi, ma non mi sembra una moto che possa fare grandi numeri anche perché il prezzo non mi sembra abbastanza concorrenziale, considerando che si tratta di una piccola Breva mascherata da V7.
Prima di mettere in commercio un modello di moto occorre sempre fare alcuni conticini con ciò che offre la concorrenza e con le attuali tendenze dei motociclisti.
Purtroppo con la cifra che occorre sborsare per portarsi a casa questa V7 la concorrenza offre molto di più in termini di prestazioni, cavalli, coppia e allestimenti, senza bisogno poi di andare a raggiungere cilindrate di 750 cc.
Si fa leva, in particolare,  sui nostalgici del modello e del  mito che rappresenta il marchio?
Ma non credo che con questo concetto, considerato il costo di questa moto, si possano fare grandi numeri!
Il vero V7 aveva un motore che non finiva mai e non credo che questo del Classic possa esservi paragonato anche lontanamente.
Cinquanta cavalli per un 750 sono un po’ riduttivi, specie se l’impostazione della moto induce a farne un uso turistico, invogliando a viaggiare con un passeggero e del bagaglio.

ZTL. Due tempi non catalizzati, addio?

5 maggio 2008 2 commenti

La delibera della giunta comunale di Palermo, per quanto riguarda i motoveicoli ed i ciclomotori, dice che la circolazione nelle zone ZTL è consentita a tutti i motocicli a 4 tempi, (catalizzati e non), purchè in regola con l’emissione dei gas di scarico.
Mentre per quanto riguarda i motocicli e ciclomotori con ciclo a 2 tempi non catalizzati l’ordinanza è abbastanza chiara, e così come accade a Milano, Roma, Bologna, Bolzano etc… la circolazione per loro è preclusa.
Ma nessuno si è degnato di dirci cosa dobbiamo fare di questi mezzi di locomozione che ancor oggi portano al lavoro e a spasso migliaia e migliaia di cittadini.
Li buttiamo a mare?
Ce li mettiamo in salotto a mò di scultura?
Li vendiamo come ferro vecchio?
Li usiamo solo per i raduni?
Li dobbiamo mettere sopra un carrello per uscire dai gioghi delle zone ZTL?
Per favore, qualcuno ce lo dica!
Siamo adulti e vaccinati e sappiamo benissimo che ormai le zone ZTL sono entrate a far parte del sistema.
Le più grandi capitali d’Italia le hanno adottate e come tale anche noi dobbiamo allinearci, anche se siamo tutti ben consapevoli che si tratta di un pannicello caldo e che l’inquinamento atmosferico non si combatte permettendo a delle auto considerate altamente inquinanti di circolare dopo aver pagato il dovuto balzello.
Le promesse che questi introiti serviranno per migliorare e rendere più confortevole la circolazione con i mezzi pubblici, invogliando il cittadino a servirsene più assiduamente mi lascia un po’ perplesso, così come le piste ciclabili che attraversano zone poco utilizzabili dai ciclisti, ed ancora l’installazione di potenti depuratori d’aria nelle zone a maggiore intensità di traffico.
Staremo a vedere che cosa accadrà.
Per adesso possiamo beneficiare di una proroga fino all’8 giugno per ottenere i pass, considerato che nemmeno centomila sono i cittadini che fino ad ora sono riusciti a mettersi in regola, su una stima di almeno 400 mila pass da consegnare.
In questo periodo di proroga i residenti di mezzi euro 3 non ancora in possesso del pass potranno circolare liberamente nella ZTL A e B, mentre i residenti delle ZTL B senza il possesso del pass potranno circolare liberamente solo nella zona B a patto che i loro mezzi siano almeno euro 1.
Una cosa è certa comunque: ci dovremo rassegnare alle zone ZTL e sarebbe alquanto illusorio pensare che una simile ordinanza del sindaco possa essere revocata!

Due ruote sicure. Dal 17 al 19 aprile a Palermo.

13 aprile 2008 Nessun commento

6.000 morti, 80.000 feriti e 20.000 casi di invalidità permanente a livello nazionale.
1.605 a Palermo nell’ultimo anno e ben 373 dall’inizio del 2008.
Sono numeri da capogiro quelli degli incidenti in moto, soprattutto nella fascia di età 18-30 anni, la cui responsabilità principale è da riscontare nel fattore umano più che da legare al veicolo o all’ambiente.

Proprio per sensibilizzare i giovani e non solo sul corretto uso della moto è nata la manifestazione Due Ruote sicure.
L’evento, in collaborazione con il Comando di Polizia Municipale – Nucleo Educazione Stradale, si svilupperà in una tre giorni, dal 17 al 19 aprile a Palermo (dalle 10:00 alle 20:00), di stage teorici e pratici in compagnia di insegnanti di guida sicura. Il corso, che avrà la durata di circa un’ora e sarà organizzato a Piazza Unità d’Italia, rientra nel progetto di salvaguardia della vita denominato Weekend for life.

A guidare gli apprendisti piloti nel complesso ed affascinante mondo delle due ruote ci saranno esperti di guida sicura, guidati appunto da Mario Zito (titolare di SZ Motor, concessionario ufficiale Honda), che avranno il compito di illustrare le principali tecniche per un corretto comportamento di guida.
Sia con prove teoriche, attraverso un simulatore fornito dalla Honda, sia con prove pratiche in sella a moto di cilindrata diversa (50cc, 125cc, 150cc e 300cc).

La sicurezza alla guida, quindi, non può prescindere dalla conoscenza e dal rispetto delle norme stradali e su questi punti Due Ruote Sicure premerà fortemente.

Moto Guzzi Stelvio. Quegli occhioni tristi!

14 marzo 2008 2 commenti

Gran parlare in questi giorni della Moto Guzzi Stelvio.
Siti internet, blog, forum sono pieni di domande, di interrogativi, di perplessità.
Esaminando solo la parte estetica c’è chi la reputa orripilante e chi invece bella anche se non molto originale in quanto ricalca certe architetture alquanto simili ad un altro marchio che  tutti conosciamo benissimo ed a cui la Guzzi chiaramente si ispira.
Lasciano inoltre perplessi quei due fanaloni dallo sguardo spaurito che sembrano dire: speriamo che tutto vada per il verso giusto e che non ci sia qualche solita “sbadataggine” che possa compromettere il mio esordio.
Sembra proprio che siano questi fanaloni il principale pomo della discordia.
Ad essere sinceri non concedono nulla all’eleganza ed al design poiché sembrano messi lì solo per fare il loro dovere: la luce!
Ho letto che non sono altro che le parabole della vespa incastonate in un cupolino che anch’esso non dice gran che e che sembra sia stato montato nella fase sperimentale solo per proteggere i collaudatori ma poi lasciato lì in quanto ritenuto oltre che funzionale anche caratterizzante.
Ad onor del vero mi sarebbe dispiaciuto se  al posto di quegli occhioni tristi si fosse proceduto ad inserire la solita  fanaleria con gli occhi a mandorla a cui i signori giapponesi ci hanno ormai abituato al punto che non si concepisce più una carenatura senza questo tipo di soluzione.
Bene hanno fatto quindi i designers della Guzzi ad adottare queste forme che almeno nel bene o nel male caratterizzano frontalmente questo prodotto della nostra industria motociclistica.
Per quanto riguarda la parte meccanica non vi e proprio nulla da eccepire poiché siamo proprio al top.
La mia unica perplessità sono quelle quattro valvole per cilindro che la Guzzi puntualmente fa comparire e poi scomparire nelle sue motorizzazioni.
E dire che ormai i nostri rivali con gli occhi a mandorla ci hanno abituati a considerare le quattro valvole come la cosa più semplice e banale di questo mondo.
La Yamaha addirittura montava motori a cinque valvole per cilindro, che non hanno mai dato problemi a che poi sono stati riportati a quattro solo per ridurre i costi.
Il tempo comunque ci dirà se finalmente questo propulsore con quattro valvole, peraltro montato su altri recenti modelli della Guzzi, sarà veramente affidabile.
Per adesso i concessionari mettono la Stelvio a disposizione dei clienti o degli interessati per una prova su strada, ma il responso di chi ha avuto la fortuna di provarla è da ritenersi sommario.
Non si può valutare una moto effettuando solo un giretto di qualche chilometro dandone poi un responso negativo o positivo che sia.
Attendiamo quindi che la moto venga venduta e che i nostri centauri italici comincino a macinare un bel pò di chilometri su strade asfaltate e su sterrati.
Il loro responso unito al passa parola ci farà realmente capire quali siano i pregi e quali i difetti (se ve ne saranno) di questa moto che sulla carta sembra non abbia proprio nulla da invidiare alla sua sorella più blasonata.

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