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Posts Tagged ‘moto’

Basta con questi mostri

22 novembre 2010 19 commenti

imageQuesto pomeriggio mi trovavo in giro a sbrigare le solite faccende quotidiane quando ad un tratto, in prossimità di un incrocio, vedo arrivare in derapata una Ducati Hypermotard con a bordo un ragazzetto sui venti.
E’ stato un attimo… e l’ attimo dopo lui era già per terra, e ciò che restava della moto era finito sotto una macchina.
Quasi con le gambe tremanti mi avvicinai al ragazzo per prestare immediato soccorso e insieme a me tanta gente intorno… gente comune… gente impaurita e preoccupata per quel ragazzetto che adesso stava li, disteso e senza nessun segno di vita.
Le sirene dell’ ambulanza facevano già da sottofondo quando riprese a muoversi.
Un gran botto, tanta paura e con ogni probabilità più di qualche osso rotto.
Tornando a casa ripensavo a quanto avevo appena visto e riflettevo su dove finivano le colpe del guidatore e iniziavano quelle di una moto dalla potenza esagerata con la licenza di poter essere guidata da chiunque… esperti piloti o pivelli dal portafoglio gonfio.
Ma siamo veramente in grado di guidare questi mostri che ci propinano le case motociclistiche?
Nessuno si rende conto che tali moto, in mano a delle persone incompetenti possono diventare estremamente pericolose?
Troppe moto sono sempre più simili a quelle usate in Moto GP, solo che i piloti sono dei ragazzi che magari qualche mese prima giravano in Vespa e che adesso a bordo dei loro bolidi girano su strade che non sono piste e dove al posto degli ampi spazi vi sono macchine, moto e soprattutto pedoni.
Qualcuno potrebbe obiettare dicendo che ognuno è padrone della propria vita, padrone di spendere i propri soldi come meglio crede e soprattutto in molti sostengono che anche un triciclo può essere pericoloso nelle mani di una persona poco coscenziosa.
E a dire il vero questo qualcuno mi troverebbe anche d’ accordo… ma solo in parte!
Bisogna guidarla un Hypermotard per capire di cosa parlo.
E anche l’ utente più esperto dovrà ammettere che avere sotto il culo tutti quei cavalli pronti a sbizzarrirsi con la minima inclinazione del polso, non è cosa di poco conto.
Quale sarebbe allora la soluzione?
Limitare la produzione di questi mostri e cercare nuovi fronti dove le case motociclistiche potranno confrontarsi… privilegiando i consumi, il minore impatto sull’inquinamento, il peso, la guidabilità e soprattutto la sicurezza.
Nel campo della tecnologia ci si può misurare soprattutto su questi altri valori, e non per forza sconfinando nel campo dell’ iper potente e del super veloce.

Donne bikers alla riscossa. Spazio a Paola Cammarota

17 novembre 2010 5 commenti

Paola Cammarota e la sua Harley Davidson 883 R

L’universo delle due ruote è così variegato, che farne una descrizione dettagliata risulta difficile.
La moltitudine dei soggetti che vi fanno parte è uno dei segreti che lo rende interessante, e quando a guidare una moto c’è una donna, l’intrigo aumenta.
Per fortuna sono sempre di più le rappresentanti del gentil sesso che dal sellino da passeggero hanno deciso di fare il salto su quello del conducente.

Paola Cammarota, soprannominata “Miss Harley”, è una di quelle che hanno scelto d’essere protagoniste attive alla guida di una moto, ed oggi con una Harley Davidson 883 R si diverte a girare il mondo con gli occhi di chi vive la propria passione senza limiti: “Ho iniziato – dice la biker napoletana – ad amare tutto ciò che avesse due ruote sin da piccola.
Ricordo che all’età di cinque anni, chiesi a Babbo Natale di regalarmi una di quelle Vespe per bambini che all’epoca erano tanto di moda.
Dopo una marea di giri su scooter, a sedici anni ho guidato la prima moto, una Honda XR 600 di un amico.
Lì capì che quello per la moto sarebbe stato un amore che mi avrebbe accompagnata per tutta la vita”.
La galassia Harley Davidson è forse quella più originale, e Paola una volta ammirata una stella cromata, rimane folgorata: “Un mio ex ragazzo – racconta Miss Harley – era un biker, e con lui ho vissuto molti raduni.
Nel 2005 decisi che era giunto il momento del grande salto, ed acquistai una Buell XB 9 S. La prima meta importante raggiunta guidando fu in occasione dell’hog inverno del 2005, che si tenne a Rimini.
Il viaggio lo feci sotto un diluvio, ma la gioia era così grande, che l’acqua non mi scoraggiò.
L’anno scorso, dietro suggerimento dell’amico Giovanni Borrelli, icona HD a Napoli, acquisto una 883 R.
Mi sembra d’averla sempre guidata, e la sento molto più mia rispetto alla Buell.
La utilizzo sempre, sia per raggiungere l’ufficio, sia per svago nei fine settimana”.
Le moto di Milwaukee una volta acquistate, subiscono quel processo di personalizzazione che le rende creazioni uniche: “Con le Harley – spiega – c’è tanto da divertirsi, perché le puoi modificare nei modi più fantasiosi.
Sulla mia ho cambiato la sella, ho istallato ammortizzatori più bassi, ho sostituito le marmitte con due modello King Fire, il contachilometri è contornato da swarosky, e al posto del sellino posteriore c’è una griglia portapacchi“.
Da tre anni Paola frequenta il Vesuvio Chapter, club capitanato da Alberto Damasco: “E’ – afferma – la mia seconda famiglia, che mi accompagna in questa grande passione.
Un bel gruppo d’amiche ed amici, e quando ci riuniamo il giovedì sera nella club house, il divertimento è di casa.
Cerco di non perdere nessuno degli appuntamenti che organizzano.
Viaggiare in moto è bello, perché assapori le bellezze naturali del tragitto.
Credo che oggi le donne bikers non siano un tabù, e che le esigenze di una centaura siano uguali a quelle di un centauro.
Forza ragazze, cosa aspettate a guidare una moto tutta vostra?”.

Alfredo Di Costanzo

Mettete dei fiori nei vostri cannoni

18 ottobre 2010 1 commento

La consuetudine di cambiare i silenziatori originali delle proprie moto è ormai divenuta dilagante.
Bicilindriche dagli scarichi tuonanti, tricilindriche dagli scarichi ruggenti, quadricilindriche dagli scarichi ululanti.
Il tutto votato non certo a quel misero aumento di potenza che può apportare un silenziatore aperto!
Molte volte mi sono chiesto del perché una persona possa pretendere che il suo fragoroso passaggio debba essere chiaramente percepito ed assimilato da decine o forse centinaia di persone!
Che sia questo un soggetto altruista che vuole far partecipi tutti i cittadini incontrati per la strada (ma anche nelle loro case) dell’ orgia di decibel che il suo motore elargisce e da cui lui stesso trae delizia?
Che al contrario sia tanto egoista da deliziarsi del baccano emesso dai suoi scarichi, che a lui infondono tanta forza e lo fanno sentire tanto cazzuto, infischiandosene altamente del fastidio che arreca alla gente?
Sappiamo tutti benissimo che con uno scarico aperto, non superando certi regimi, si può circolare anche senza fare tanto baccano.
Ed è proprio questo quello che dovrebbe fare un motociclista, quando con i suoi scarichi tuonanti, circola in zone dove è percepibile l’eventuale fastidio che potrebbe arrecare al prossimo.
Dopotutto vi sono tanti luoghi dove potere dare sfogo a tutti i decibel senza rompere i timpani della gente.
Penso che nessuno possa dimostrare apprezzamento se investito da tali docce di decibel, che il più delle volte si accompagnano al sibilo delle sirene degli allarmi delle auto (ulteriore libidine dei fracassoni… quella di far scattare gli allarmi).
Purtroppo la categoria dei motociclisti è sempre meno apprezzata (soprattutto dai nostri legislatori) e con atteggiamenti di questo tipo diventiamo sempre più antipatici e mal visti dal prossimo che ci considera una congrega di arroganti fracassoni, spacconi e menefreghisti.

Tutte le Moto del Mondo. Un applicazione per iPad e iPhone

23 settembre 2010 2 commenti

Essendo un grande appassionato di moto e di tecnologia, non potevo non segnalare questa applicazione – a mio parere davvero ben fatta – studiata appositamente per i possessori di iPad e iPhone.

Si tratta di un catalogo con più di 1000 moto e scooter a portata di un semplice click dai supporti digitali di Apple.

Di seguito vi riporto la descrizione offerta dal sito di iTunes che vi farà capire più specificatamente di cosa si tratta:

Tutte le moto del mondo sul tuo iPhone IPad. Oltre mille modelli, dai bolidi da pista agli scooter da città, presentati nel modo più completo con l’autorevolezza di Motociclismo, la rivista leader del settore. Troverete tutti i prezzi aggiornati, i dati tecnici, le Gallery e le prestazioni vere, rilevate e garantite dal Centro Prove di Motociclismo. Non solo : potrete comparare i modelli (solo Ipad) e per ogni Marca collegarvi subito per telefono (solo IPhone) con il concessionario più vicino.
“Tutte le moto del mondo by Motociclismo” è il più ricco e affidabile catalogo interattivo mai realizzato nel campo delle due ruote.

Potete scaricare questa applicazione cliccando QUI (verrete indirizzati direttamente sulla pagina del download).

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Indicatori di direzione: ovvero frecce

13 settembre 2010 4 commenti

Qualche giorno fa ho ricevuto un’ email da un lettore e per la precisione da una lettrice del blog che mi ha decisamente incuriosito.
E’ sempre più raro leggere dei commenti diciamo di “spessore” ed è un piacere per me condivideli e dargli visibilità attraverso il mio blog che vanta migliaia di visite giornaliere.
Di seguito riporto l’email così com’è stata scritta da Valeria, la quale ringrazio per aver sollevato un quesito davvero interessante (ma che a dire il vero già adottato su alcuni scooter).

Indicatori di direzione, ovvero frecce: perché le moto non hanno di serie un dispositivo acustico che ne ricordi il disinserimento dopo la manovra?
Di più. Privilegio dei piloti a quattro ruote, perché un tic tac ritmato e forse un tantino esasperante redarguisce il pilota a quattro ruote un po’ svampito in merito ad una più che eventuale dimenticanza che, per altro, una semplice rotazione del volante perdona da sé senza neanche rimprovero?
Misteriosa disparità fra autoveicoli e motocicli, sorprendente davvero considerato quanto attuale sia, per tutti – a maggior ragione per una categoria potenzialmente “debole” quale quella dei motociclisti – la questione della sicurezza.
Sono una motociclista in erba e forse l’interrogativo strapperà il sorriso ai veterani.
Eppure, con tutta l’ingenuità di cui sono capace, non riesco a capire la ragione per cui gli indicatori di direzione, comunque per legge obbligatori dal 1993 su tutti i motocicli – tranne alcune rare e comprensibili eccezioni (le “biciclette con motore” o moto quali il Caballero 50 versione “competione racing” e simili) –, siano in questo caso sprovvisti di un segnale acustico in grado di salvaguardere l’incolumità di tutti, specialmente se i centuri alla guida sono smemorati.
Giro la riflessione all’attenzione delle case costruttrici che in fase di omologazione potrebbero risolvere assai semplicemente la cosa montando un banale cicalino.
E perché, aggiungo in chiusura, oltre alle frecce direzionali destra/sinistra, non predisporre un dispositivo in grado di segnalare la sosta forzata del veicolo?
Potrebbe, all’occorrenza, valere un lampeggiamento in sincro delle frecce tanto più che l’arci-noto segnale mobile di pericolo di forma triangolare che è e rimane ancora prerogativa esclusiva dei “quattroruotisti”.

Motociclisti da strapazzo. Il nuovo libro di Carmelo Solarino

4 settembre 2010 1 commento

Scritto da Leo Strozzieri.

È in libreria in questi giorni, pubblicato per interessamento della sorella Anna dall’editrice ACCA di Roma, un prezioso volumetto, opera postuma di Carmelo Solarino, dal titolo “Motociclisti da strapazzo”, riccamente illustrato dal pittore siciliano, residente a Roma, Emanuele Pandolfini. Si tratta di un lavoro ove l’autore, grande esperto di moto con oltre quarant’anni di esperienza e maturità acquisite nel settore, analizza il comportamento del motociclista odierno, spesso portato ad infrangere non solo i limiti della legge, ma anche del buon senso e proprio per questo ritenuto bestia nera dei legislatori e dei cittadini.

Dalla lettura di queste poche più di cento pagine scritte con un linguaggio mirabilmente comprensibile a tutti, frutto di esperienze vissute in prima persona o raccontate da altri durante i numerosi forum per motociclisti ai quali l’autore ha preso parte, si evince quanto sia variegata questa categoria di persone e come questo fenomeno ormai divenuto di massa abbia bisogno di un chiaro messaggio etico che potrebbe riassumersi in una massima che lo stesso Carmelo ha posto nel frontespizio del libro: “La vita è un dono immenso e va vissuta anche se essere felici è diventato raro”. Soprattutto i giovani scooteristi che per la prima volta vogliono provare l’ebbrezza della velocità dovrebbero meditare su questa massima e leggere i libro con grande attenzione.

Dieci i capitoli dell’opera, con uno particolarmente rilevante, ovvero il nono quando si affronta il problema drammatico della guida sotto l’effetto dell’alcool o della droga.

La pubblicazione, dal modesto costo di 10 euro, andrebbe raccomandata, per i preziosi consigli che un esperto come Solarino ha potuto formulare.

Questo un breve profilo dell’autore e dell’artista Pandolfini che ha appositamente eseguito disegni illustrativi.

Carmelo Solarino è nato a Roma nel 1946. Trascorre la sua infanzia prima nella capitale, poi a Ostia e Arezzo. A 15 anni si trasferisce a Palermo dove completa i suoi studi, iniziando a collaborare con la rivista “Sicilia Moto”, con un’apposita rubrica “Storica”. Ha gestito il blog “Due ruote nel Web” frequentato da migliaia di appassionati di moto. Egli è anche autore di altri libri sullo stesso tema: “Papà mi compri il motorino?” (Gremese editore, 2001); “Mi faccio la moto” (Gremese editore, 2002).

Emanuele Pandolfini. Nato a Palermo nel 1929, ha portato avanti da sempre una ricerca iconica con cicli di opere sullo stesso soggetto: assai nota la serie di lavori grafici sul tema della donna, ove si registra una vena di erotismo espressa talvolta in chiave caricaturale. Si veda a questo proposito il volume “I disegni di Emanuele Pandolfini” presentato da Costanzo Costantini, con un’ampia antologia critica ( tra gli altri scritti su Pandolfini quelli di Guttuso, Rafael Alberti, Caruso, Quasimodo, Villa, Biancale, Venturoli, Buttitta). Numerose le personali tenute in Italia a partire dalla prima allestita alla Galleria Flaccovio della sua città natale (1959). Si ricordano poi le personali alla Margutta di Pescara (1971), alla Galleria Il Leone di Roma (1987) ed alla Ca’ D’Oro sempre di Roma nel 1999. Pandolfini si è anche cimentato con successo nella scultura (da citare la scultura monumentale di Garibaldi situata in una piazza di Bucarest).

Se avete difficoltà a reperire una copia del libro contattatemi su info@dueruotenelweb.it

La crisi è adesso

29 luglio 2010 Nessun commento

Sembra che la vera crisi stia arrivando proprio ora.
Avevano ragione certi osservatori che affermavano, quando si dava per scontata la ricrescita agli inizi del 2010, che ancora la vera crisi doveva arrivare.
E non sto qui ad elencare quello che oggi sta accadendo poiché è sotto gli occhi di tutti, e non passa giorno che vi non siano aziende che chiudono, anche le più solide e ferrate.
Marchi gloriosi che passano da una mano all’altra, sempre più operai in cassa integrazione (vedi la Fiat di Termini Imerese).
Chi ha denaro da investire arraffa e arraffa tutto, mette dentro e poi quando verranno tempi migliori si darà da fare per sciorinare i suoi nuovi prodotti, quelli acquistati in svendita, che naturalmente risorgeranno ma che di originale non avranno più nulla, snaturati da decine e decine di innesti per nulla compatibili con il prodotto originale, con la sua storia, con le sue intuizioni.
Oggi come oggi mi chiedo, qualora dovessi acquistare una moto nuova, cosa sceglierei per sentirmi più tranquillo, per avere la certezza che il mio investimento sia sicuro, che l’azienda a cui ho dato la mia fiducia non chiuda e svenda tutto il suo know-how ad una fabbrica di tagliaerba americana?
E’ pur vero che vi sono dei marchi che, considerata la loro estrema solidità, riusciranno a superare questo tragico momento, dando al compratore una certa tranquillità, ma occorre anche dire che il campo di scelta di una moto si va sempre più restringendo e che i nostri gloriosi marchi sono sempre più in cattive acque.

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