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Posts Tagged ‘Moto Guzzi’

Moto Guzzi Stelvio. Quegli occhioni tristi!

14 marzo 2008 2 commenti

Gran parlare in questi giorni della Moto Guzzi Stelvio.
Siti internet, blog, forum sono pieni di domande, di interrogativi, di perplessità.
Esaminando solo la parte estetica c’è chi la reputa orripilante e chi invece bella anche se non molto originale in quanto ricalca certe architetture alquanto simili ad un altro marchio che  tutti conosciamo benissimo ed a cui la Guzzi chiaramente si ispira.
Lasciano inoltre perplessi quei due fanaloni dallo sguardo spaurito che sembrano dire: speriamo che tutto vada per il verso giusto e che non ci sia qualche solita “sbadataggine” che possa compromettere il mio esordio.
Sembra proprio che siano questi fanaloni il principale pomo della discordia.
Ad essere sinceri non concedono nulla all’eleganza ed al design poiché sembrano messi lì solo per fare il loro dovere: la luce!
Ho letto che non sono altro che le parabole della vespa incastonate in un cupolino che anch’esso non dice gran che e che sembra sia stato montato nella fase sperimentale solo per proteggere i collaudatori ma poi lasciato lì in quanto ritenuto oltre che funzionale anche caratterizzante.
Ad onor del vero mi sarebbe dispiaciuto se  al posto di quegli occhioni tristi si fosse proceduto ad inserire la solita  fanaleria con gli occhi a mandorla a cui i signori giapponesi ci hanno ormai abituato al punto che non si concepisce più una carenatura senza questo tipo di soluzione.
Bene hanno fatto quindi i designers della Guzzi ad adottare queste forme che almeno nel bene o nel male caratterizzano frontalmente questo prodotto della nostra industria motociclistica.
Per quanto riguarda la parte meccanica non vi e proprio nulla da eccepire poiché siamo proprio al top.
La mia unica perplessità sono quelle quattro valvole per cilindro che la Guzzi puntualmente fa comparire e poi scomparire nelle sue motorizzazioni.
E dire che ormai i nostri rivali con gli occhi a mandorla ci hanno abituati a considerare le quattro valvole come la cosa più semplice e banale di questo mondo.
La Yamaha addirittura montava motori a cinque valvole per cilindro, che non hanno mai dato problemi a che poi sono stati riportati a quattro solo per ridurre i costi.
Il tempo comunque ci dirà se finalmente questo propulsore con quattro valvole, peraltro montato su altri recenti modelli della Guzzi, sarà veramente affidabile.
Per adesso i concessionari mettono la Stelvio a disposizione dei clienti o degli interessati per una prova su strada, ma il responso di chi ha avuto la fortuna di provarla è da ritenersi sommario.
Non si può valutare una moto effettuando solo un giretto di qualche chilometro dandone poi un responso negativo o positivo che sia.
Attendiamo quindi che la moto venga venduta e che i nostri centauri italici comincino a macinare un bel pò di chilometri su strade asfaltate e su sterrati.
Il loro responso unito al passa parola ci farà realmente capire quali siano i pregi e quali i difetti (se ve ne saranno) di questa moto che sulla carta sembra non abbia proprio nulla da invidiare alla sua sorella più blasonata.

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Cara Guzzi, ridacci un bel monocilindrico!

23 gennaio 2008 Nessun commento

Dopotutto la tua magnifica carriera ha avuto maggior risalto proprio su quegli stupendi monocilindrici, che hanno motorizzato e che hanno fatto la gioia di una infinità di motociclisti, da tempi ormai immemorabili.
Poi hai chiuso con i mono, vuoi perché le mode dettavano motori plurifrazionati, vuoi perché il monocilindrico non si prestava molto bene come propulsore per le nuove maxi degli anni ’70.
Il motore a V di 90 gradi, montato per prima sui mitici V 7 e poi, nella versione ridotta, sui piccoli bicilindrici della gestione De Tomaso, hanno decretato la fine dei tuoi stupendi mono dal timbro baritonale e dall’affidabilità da riferimento.
Perché non tornare a costruire un bel monocilindrico, ma non di quelli che sembrano fatti con i mattoncini della Lego e infilati dentro il telaio a martellate, tanto lo spazio è risicato!
Parlo di quei motori belli anche a vedersi, incorniciati da un bel telaio che lascia respirare tutto il resto e con dei cilindri turriti e ben alettati (lasciamo stare il raffreddamento a liquido per motori plurifrazionati e ben più potenti) che lasciano traspirare tutta la potenza del motore e che danno una immediata riconoscibilità a tutto lo stesso prodotto.
Penso che oggi sia il momento giusto per cominciare a sfornare qualcosa del genere, vuoi per gli elevati costi del carburante, vuoi perché sempre più frequentemente si levano gli appelli di quei motociclisti “puri” che sono convinti che con un buon monocilindrico ci si può ancora fare di tutto.
Allora, forza Guzzi, esci qualche bel progetto che sicuramente sarà chiuso da tempo nei tuoi cassetti e che non ha visto la luce solo perché le mode e l’opulenza che regna oggi in ognuno di noi ne hanno sconsigliato la sua realizzazione!

Moto Guzzi Stelvio: sfida alla BMW GS.

28 dicembre 2007 6 commenti

Moto Guzzi Stelvio 1200Leggo su un’autorevole rivista motociclistica un articolo sulla nuova Stelvio della Moto Guzzi dal titolo: Moto Guzzi Stelvio, sfida alla BMW GS.
Su un’altra rivista leggo: Moto Guzzi Stelvio l’anti GS.
Ma dico io, come si può di una moto che ancora è allo stato di prototipo, decretarne il suo successo, al punto da poter insidiare la GS la cui stessa sigla fa già venire le fregole a chi sogna di possedere una enduro?
Adesso non voglio dire che questa Stelvio non incontrerà i favori del pubblico, anzi gli auguro personalmente di venderne a camionate, ma non riesco a capire perché quando la Guzzi sforna una novità subito si scrive che quel modello debba diventare l’anti BMW o l’anti chissachecosa.
Ce ne vuole di coraggio e fantasia!
Quando uscì la Breva 1100 le riviste decretarono che sarebbe diventata l’anti BMW della serie R, quest’ultima venduta a carrettate specie nella mia città.
Volete sapere quante volte ho incontrato una Breva da quanto è entrata in commercio?
Due volte! Una vera e propria mosca bianca!

Poi è uscita la Griso, una nuda che a dire dei media doveva infastidire anch’essa la BMW nel settore delle naked.
Non ne ho mai incontrata una, dico mai!

Poi è uscita la Norge che doveva contrastare la BMW RT, ma appena uscita ha accusato, come peraltro le prime Breva, dei problemi di gioventù, Forse per un’ affrettata messa in produzione.
Anche di questa moto, vera e propria mosca bianca non ne ho mai incontrata una (vista solo dai rivenditori).

Passiamo alla Bellagio.
Questa moto doveva rappresentare la filosofia custom all’italiana e doveva porsi in commercio come una valida alterativa dell’ Harley Davidson.
Moto vendute nella mia città: forse poco più di una!
Viste in circolazione: non credo che mai la vedrò!

Adesso questa Stelvio monta il motore a otto valvole che già altri marchi Bmw R 1200 GSadottano da una vita, e sembra che la Guzzi, che peraltro l’ha montato e tolto diverse volte dai suoi motori, l’abbia perfezionato solo ora dopo trent’anni.
A questo punto vorrei ricordare ai signori che scrivono per le varie riviste motociclistiche, di avere un pò di pazienza ed attendere un qualche tempo prima di decretare il successo di una moto o di scrivere che quest’ultima possa scalzare alla sua nascita lo strapotere di certi modelli ormai divenuti dei best seller per la loro qualità, affidabilità, diffusione e tenuta del valore nel tempo.
Cerchiamo di essere un pò più realisti!

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