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Moto di ieri…

Postato il 21 marzo 2011 da Willy in Epoca, Racconti, Riflessioni

Moto Guzzi V 7

Credo che non vi sia motociclista con un pò di annetti sul groppone che non abbia posseduto svariati modelli di moto.
Ogni moto posseduta lascia dietro di se un ricordo indelebile, a volte piacevole, a volte un po’ meno e a volte anche brutto!
Vi sono moto che si ricordano in modo particolare, e non tanto per la loro grande affidabilità, per la loro qualità o per le loro prestazioni, ma semplicemente perché ci hanno donato delle sensazioni particolari, o meglio perché ci hanno emozionato in maniera particolare.
Se uno chiede ad un motociclista con una certa carriera qual è fra le moto possedute quella che gli è piaciuta di più o che gli ha lasciato un ricordo indelebile, vi accorgerete che egli mezionerà il modello più datato.
Questo non accade perché le moto di prima erano da ritenere più affidabili o migliori di quelle di oggi, ma per il semplice fatto che le moto di qualche decennio fa pur se angustiate da qualche problemino riuscivano a donare qualche cosa in più.
Questo qualcosa in più io lo definirei (sempre che questo termine si possa associare ad un mezzo meccanico), “carattere”.
Si, le moto di una volta avevano carattere, quello che non riesco più a trovare nelle moto d’oggi.
Provate a chiedere a qualcuno che ha posseduto una Norton Commando o una Guzzi V 700 Sport, una Laverda 750, ma anche qualche moto di media cilindrata come l’ Honda CB 400 Four, la Morini 350 Sport o la Ducati Scrambler - e mi fermo qui – e vedrete cosa vi dirà!

Honda CB 400 Four

Erano moto che si riconoscevano ad un miglio di distanza, per il loro personale rombo, per i loro colori, per le loro linee.
Ragazzi che moto!
E non occorreva certo avere più di cento cavalli sotto le terga.
Chi non ha vissuto quel periodo non può certo capire, e tutto ciò che gli viene propinato oggi per lui va bene.
Moto anonime, tutte uguali!
Moto che viste davanti sembrano scooter… scooter che visti davanti sembrano moto.
E poi plastica, quanta plastica!
Così se fai una semplice scivolata devi sostituire almeno 5 pezzi concatenati fra di loro, ognuno col suo codicino, ognuno col suo costo, naturalmente grezzi, poiché andranno poi verniciati in un carrozziere che ti farà sborsare la stessa cifra che occorre per verniciare un’auto intera.
Sarà che ormai sono fatto grandicello e che appartengo ad un’altra “era motociclistica”, ma devo confessare che le moto di oggi, tranne qualche particolare modello non mi dicono più niente.
Inoltre ho la vaga sensazione che questa corsa alle potenze estreme, alle superprestazioni, alla ipertecnologia, alla ricerca del nuovo che deve sbalordire ad ogni costo, ci stia facendo perdere di vista quella che è la vera essenza della moto, o meglio, dell’andare in moto!

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Chi cerca trova… una moto d’epoca!

Postato il 19 febbraio 2011 da Willy in Epoca, Racconti, Restauro

Moto Guzzi Airone

Riportare in strada un particolare “pezzo” pregiato scovato dopo anni di oblio non è sempre facile. Ecco quali sono gli aspetti burocratici e le procedure per la reimmatricolazione di un veicolo d’epoca.

E’ bello andare alla ricerca di moto e scooter d’epoca da restaurare.
Una vera e propria caccia al tesoro.
Si seguono delle piste in base alla segnalazione di un tale che ricorda di aver visto un modello appetibile in un determinato luogo o che addirittura ne conosce la sua esatta ubicazione.
Ma anche la ricerca senza nessun indizio è altrettanto affascinante.
I territori di caccia preferiti sono i paesi o le borgate di città dove ancora la gente non è tanto “scannaliata”, così come si dice nel gergo palermitano.
Si gira a piedi, col motorino o in bici, e con fare distaccato, si sbircia dentro la saracinesche aperte delle piccole officine, nei garage, nelle rimesse dei casolari o all’interno dei capannoni rurali.
Può capitare che, magari, accanto ad un trattore, sotto un telone impolverato, si intraveda una ruota, una targa, un fanale, insomma un elemento che ci faccia intuire di aver trovato qualcosa che potrebbe rivelarsi interessante.
Alcune volte si può trattare di un rottame di nessun valore storico o affettivo, altre ci si può imbattere in una moto o uno scooter che vale la pena tentare di mettere nel nostro carniere.
Iniziamo così le trattative con il proprietario, il quale, potrebbe, nel migliore dei casi, chiedere cifre irrisorie pur di disfarsi di quell’ingombro che occupa spazio inutilmente, oppure pretendere cifre astronomiche che fanno scappare a gambe levate sin dal primo approccio.
Sembrerà strano, ma è più facile portare a casa un mezzo di un certo valore storico pagandolo per quanto vale che non un cumulo di ruggine di scarso pregio.
Le motivazioni di certe richieste elevate vengono giustificate da particolari motivi affettivi o solo perchè si ritiene (per ignoranza) che qualsiasi ferrovecchio rappresenti qualcosa di eccezionale.
Il consiglio da dare a chi desidera intraprendere questo tipo di attività hobbistica, è quello di portare a termine più rapidamente possibile la trattativa d’acquisto.
Perdere tempo dicendo di ritornare dopo averci ripensato, o cercare di allungare i tempi nell’intento di veder calare le aspettative del venditore significa, talvolta, rischiare di perdere l’affare.
Ma il più delle volte il cattivo fine della trattativa non è condizionato esclusivamente dal mancato accordo tra il venditore e l’acquirente…

Vespa 150 Struzzo

Perdere tempo dicendo di ritornare dopo averci ripensato, o cercare di allungare i tempi nell’intento di veder calare le aspettative del venditore significa, talvolta, rischiare di perdere l’affare.
Ma il più delle volte il cattivo fine della trattativa non è condizionato esclusivamente dal mancato accordo tra il venditore e l’acquirente.
Quante volte abbiamo fatto marcia indietro poichè ci siamo trovati di fronte a problemi burocratici.
Mezzi senza targa ma con libretto, o viceversa, oppure senza targa né libretto, o con i documenti il cui intestatario non è l’attuale detentore.
Sono delle circostanze che fanno scattare immediatamente un campanello d’allarme e che il più delle volte portano a desistere dall’impresa.
Seccature da risolvere con costi, tempi e pazienza non certo indifferenti.
Chi intende portare su strada un motociclo restaurato, che purtroppo non ha i requisiti per circolare, deve adempiere ad un bel pò di procedure.
Prima di iniziare le operazioni di immatricolazione è bene accertarsi della lecita provenienza del mezzo.
Per le moto demolite dai proprietari con consegna della targa al PRA occorre, per la loro reimmatricolazione, che abbiano raggiunto almeno i 20 anni di anzianità.
La strada da percorrere è lunga e può anche non condurre alla meta: visura, certificato d’origine, scrittura privata di compravendita da effettuare presso un notaio.
Poi, una volta restaurato il mezzo, si continua con: iscrizione al registro storico dell’ FMI, visita di collaudo alla motorizzazione che, se dovesse andare a buon fine, permetterà di ottenere targa e permesso di circolazione provvisori in attesa dei documenti definitivi.
Le operazioni possono sembrare semplici, ma purtroppo non è così.
Per chi non avesse tempo da spendere, o poca pazienza, è consigliabile rivolgersi a delle agenzie specializzate che penseranno a risolvere anche i casi più ingarbugliati, ma che naturalmente, si faranno pagare profumatamente!

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FMI, moto d'epoca, PRA, reimmatricolazione, Restauro 2 Commenti Continua a leggere

Annunci moto d’epoca gratuiti su DRNW

Postato il 30 settembre 2010 da Willy in Novità

Era da diverso tempo che avevo intenzione di aprire una pagina del blog dedicata alla compravendita di moto d’epoca… inoltre in questi ultimi mesi sono stato stimolato da diversi lettori che mi mandavano le foto delle loro moto per avere un aiuto nella vendita – dati gli ovvi “agganci” che si possono avere gestendo un blog come il mio -.

La scelta di pubblicare annunci di sole moto d’epoca è abbastanza ovvia. Tralasciando il fatto che sono un grande appassionato di questi “pezzi di storia” rilascio ai tanti siti specializzati l’onere di pubblicare annunci di moto generiche… nel mio blog ho voluto creare uno spazio per così dire “di nicchia”.

Così sono lieto di informarvi che da oggi è possibile inserire i propri annunci di moto d’epoca seguendo pochi semplici passi alla seguente pagina.

Una volta che avrò visionato e approvato ogni singolo annuncio, lo vedrete pubblicato nella pagina “Annunci moto d’epoca“, dove rimarrà visibile per almeno 30 giorni, per poi essere rimosso.

Spero che questa iniziativa sia di vostro gradimento e quindi bando alle ciance… inserite i vostri annunci!!

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annunci, cerco, compro, moto d'epoca, scambio, vendo Nessun commento Continua a leggere

La moto d’epoca: una grande passione ostacolata da troppe regole

Postato il 10 febbraio 2010 da Melus in Attualità, Epoca, Riflessioni

Acquistare una moto d’epoca da restaurare è di per se un’impresa abbastanza impegnativa.
Se poi ci mettiamo che è pure radiata o che è priva di libretto e di targa, allora la cosa diventa davvero problematica.
Il consiglio sarebbe quello di trovare una moto ancora marciante, dove il proprietario è in regola con i documenti, bollo e quant’altro.
Ma purtroppo è sempre più difficile trovare occasioni del genere, e chi vende mette in conto anche questi fattori per far lievitare il prezzo.
E allora quando ci si imbatte in un modello che desta il nostro interesse ma che purtroppo risulta radiato o privo di documenti, dobbiamo fare un pò di conticini e mettere anche nella bilancia un non indifferente esborso di denaro (oltre che una notevole perdita di tempo) per risolvere tutti i problemi del caso.
Difficilmente ci si imbatte in un lungo restauro per il solo fine di ammirarla all’interno del proprio box… chi resisterebbe al desiderio di farsi una bella sgroppata con il proprio “gioiello”?
Quindi si finisce sempre per incappare nelle complicate maglie della burocrazia.
Sembra comunque che i nostri legislatori ultimamente si stiano finalmente interessando a mettere un pò d’ordine in questa giungla, o meglio, di cercare di uniformare tutta la parte burocratica e la parte interpretativa delle leggi, decreti, delibere, circolari, scappatoie, interpretazioni e quant’altro regola questo settore. Speriamo che ciò avvenga presto e che tanti di quei “gioielli” tenuti segregati nelle cantine e nei box dei collezionisti, ritornino a vedere a testa alta, la luce del sole.
Dopotutto questi mezzi rappresentano delle vere e proprie opere d’arte, un bene della comunità, e come tale vanno quindi incentivate, salvaguardate e agevolate.
Inquinano troppo?
Non rientrano nelle norme anti inquinamento?
Ma cosa volete che inquini un mezzo che esce così raramente?
Sono pericolose perché mal frenate?
Ma a che velocità pensate che vadano queste nonnette?
Perché tutte queste attenzioni, tutti questi controlli, tutte queste interpretazioni?
Problemi con le misure delle gomme che prima erano indicate nel libretto di circolazione in pollici mentre adesso sono in millimetri… e per poterle installare sulla nostra moto occorre il nulla osta del costruttore con relativo aggiornamento della carta di circolazione… ma daiii!!!
Revisione del mezzo con scadenza dopo un anno, ma c’è chi propone dopo due, chi dopo quattro; adesso anche il bollino blu… ma daiii!!!
Per poter iscrivere la propria moto o il proprio scooter alla FMI occorre che questi sia perfettamente rispondente all’originale.
Quindi banditi un paraspruzzi d’epoca, una modanatura cromata sempre dell’epoca, una sella o una maniglietta di sollevamento sempre di quel periodo, persino un portabollo… ma daiii!!!
Che poi mi chiedo, ma se un mezzo dev’essere di interesse storico perché non lo dovrebbero essere anche gli accessori che già montava nella sua epoca?
Non lo sanno che poi il proprietario rimonterà il tutto com’era prima?
E allora perché tutta questa farsa?
Anche le assicurazioni agiscono in modo poco uniforme (ma questo è un argomento che tratterò in un altro articolo).
Cerchiamo allora di mettere un pò d’ordine in tutta questa confusione, cercando di semplificare, semplificare, ancora semplificare e poi unificare.
Fare leggi e regolamenti che non si prestino ad interpretazioni che variano da regione a regione né tanto meno che non prestino il fianco alle scappatoie ed ai cavilli, come generalmente accade oggi.
Le moto d’epoca non sono da vedere come mostri da tenere a freno, anche se sulla carta risulteranno più inquinanti di una euro tre, due o uno, che però circolano ed inquinano per tutto l’anno.
Vediamole invece come opere d’arte, come prodotto dell’acume dei suoi progettisti, come precursori di intuizioni stilistiche e meccaniche che pur con qualche modifica e qualche aggiornamento hanno fatto scuola fino ai giorni nostri!

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assicurazione, FMI, gomme, moto d'epoca, Restauro, revisione 7 Commenti Continua a leggere

Moto d’epoca da restaurare: qualche consiglio!

Postato il 21 maggio 2009 da Melus in Epoca, Restauro

imageVi sono molti fattori di cui bisogna tenere conto quando ci si accinge ad avventurarsi nell’acquisto di una moto d’epoca.
Innanzi tutto, se si decide di acquistare un pezzo da restaurare occorre fare alcuni valutazioni.
Si può acquistare un ferrovecchio oppure una moto conservata o una perfettamente restaurata.
Nel primo caso non si ha alcuna possibilità di poter valutare l’entità del restauro poiché il motore rappresenta un’incognita notevole.
Potrebbe ancora essere in grado di girare dopo qualche operazione di routine oppure rimanere completamente bloccata, rappresentando peraltro la causa per cui la moto in precedenza è stata abbandonata.
Un pistone grippato, un cilindro ovalizzato, una biella spezzata, le valvole bruciate, un cambio distrutto, un carter lesionato, una dinamo fuori uso possono essere fattori che potrebbero comportare grossi problemi proprio per il difficile reperimento dei ricambi.
In secondo piano passano gli elementi che compongono i telaio i quali non debbono essere deformati né presentare segni di saldature o di ruggine passante.
Inoltre, occorre mettere nel calderone la revisione degli ammortizzatori e della forcella i cui anelli di tenuta sono ormai cotti e stracotti.
Infine bisogna prestare grande attenzione al serbatoio del carburante il quale oltre a non avere ruggine al suo interno non dovrebbe nemmeno presentare ammaccature consistenti.
Ritrovarsi con un serbatoio inutilizzabile è un grosso problema.
Infine vi è la parte burocratica inerente le pratiche per la reimmatricolazione del motoveicolo, ovvero presenza o meno di targa o anche del libretto di circolazione.
Quando dovessero mancare entrambi la cosa diventa abbastanza complessa, mentre la presenza o della targa o del libretto facilitano le operazioni.
Questi ultimi fattori possono contribuire notevolmente sulla trattativa del mezzo da acquistare.
Chi dovesse avere la borsa abbastanza gonfia e non vuol perdere tempo o ne ha poco da dedicare al restauro può benissimo optare per l’acquisto di una moto già restaurata.
Anche qui bisogna stare mooolto attenti poiché quando ci si trova davanti ad una moto già lucidata a specchio ed imbellettata come una ballerina da avanspettacolo, bisogna aprire bene gli occhi.
Purtroppo vi sono dei restauratori che curano perfettamente sia la parte meccanica che quella telaistica e di carrozzeria.
Altri invece preferiscono curare bene la parte estetica tralasciando di approfondire la cura della parte meccanica.
A loro basta che il motore si accenda e che l’eventuale compratore rimanga abbagliato da cromature e verniciature estremamente brillanti e curate.
Ma in una moto vi sono anche bielle, pistoni, cilindri, carburatori, cambi, ingranaggi, pompe, dinamo, impianti elettrici, ammortizzatori, forcelle e freni.
Diffidare quindi da moto già restaurate ma dai prezzi stracciati.
Nascondono qualche problema che il restauratore non ha saputo o voluto risolvere, vuoi per mancanza dei pezzi, vuoi per non spendere ulteriore denaro che andrebbe ad aumentare il costo dell’opera finale.

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