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Posts Tagged ‘moto’

La crisi è adesso

29 luglio 2010 Willy Nessun commento

Sembra che la vera crisi stia arrivando proprio ora.
Avevano ragione certi osservatori che affermavano, quando si dava per scontata la ricrescita agli inizi del 2010, che ancora la vera crisi doveva arrivare.
E non sto qui ad elencare quello che oggi sta accadendo poiché è sotto gli occhi di tutti, e non passa giorno che vi non siano aziende che chiudono, anche le più solide e ferrate.
Marchi gloriosi che passano da una mano all’altra, sempre più operai in cassa integrazione (vedi la Fiat di Termini Imerese).
Chi ha denaro da investire arraffa e arraffa tutto, mette dentro e poi quando verranno tempi migliori si darà da fare per sciorinare i suoi nuovi prodotti, quelli acquistati in svendita, che naturalmente risorgeranno ma che di originale non avranno più nulla, snaturati da decine e decine di innesti per nulla compatibili con il prodotto originale, con la sua storia, con le sue intuizioni.
Oggi come oggi mi chiedo, qualora dovessi acquistare una moto nuova, cosa sceglierei per sentirmi più tranquillo, per avere la certezza che il mio investimento sia sicuro, che l’azienda a cui ho dato la mia fiducia non chiuda e svenda tutto il suo know-how ad una fabbrica di tagliaerba americana?
E’ pur vero che vi sono dei marchi che, considerata la loro estrema solidità, riusciranno a superare questo tragico momento, dando al compratore una certa tranquillità, ma occorre anche dire che il campo di scelta di una moto si va sempre più restringendo e che i nostri gloriosi marchi sono sempre più in cattive acque.

Ma quanto mi costi…

16 giugno 2010 Willy Nessun commento

Ma è mai possibile che gran parte l’economia italiana campi sui proventi derivanti dai balzelli applicati a chi utilizza un mezzo motorizzato?
Salassi sulla tassa di proprietà, sulle assicurazioni, sui pedaggi, sulle strisce blu, sulle zone ZTL, sui parchimetri, sul bollino blu, sulle revisioni… e poi con gli autovelox, i tutor, i semafori killer T-Red, le telecamere di controllo sulle corsie preferenziali ecc.
Tutto questo per spillare più denaro possibile a noi “poveri” motorizzati che abbiamo la sfortuna di non poter circolare su un’auto blu con lampeggiatore sul tetto e tanto di scorta.
Andrà a finire che un giorno, sempre dietro la facciata dell’abbattimento delle emissioni nocive applicheranno una nuova tassa, quella sul chilometro.
Monteranno sulle nostre auto o moto una sorta di contatore chilometrico fiscale che annualmente conteggerà i nostri tragitti applicando una tassa addizionale per la quantità di chilometri annui percorsi.
Oppure in base all’iniziale del nostro cognome potrebbero imporci di circolare solo la mattina quelli dalla A alla F, il pomeriggio quelli dalla G alla O e la sera quelli dalla P alla Z.
Può sembrare un’utopia ma credetemi che di questo passo ci arriveremo, anzi non vorrei aver dato un’ idea a qualcuno!
Euro 0, 1, 2, 3, 4, ogni anno le auto scalano la vetta delle norme antinquinamento con una progressione impressionante al punto da far apparire obsoleta ed inquinante un’auto di pochi anni addietro.
Ogni anno si inventano nuovi balzelli e nuove restrizioni per le auto con qualche punto di euro in meno, e noi, terrorizzati che forse un giorno ci verrà persino vietato di circolare, corriamo a far debiti per comprarci un’auto euro 25.
Di qui non si passa se non si è euro tot, di lì inizia la zona ZTL A, dopo quella traversa scatta la zona ZTL B, circolazione con targhe dispari e pari, lì non si posteggia perché è zona blu, là ci sono i parchimetri, quello è un semaforo killer ecc.
Io penso comunque che ci sia un limite a tutto questo poiché non si può continuare così all’infinito.
Mi auguro che qualcuno che comanda e che abbia un pò di buonsenso si accorga che ormai la goccia ha fatto traboccare il vaso!

Gli smanettoni della domenica

15 aprile 2010 Melus 1 commento

Domenica scorsa sono uscito in auto per raggiungere la mia residenza estiva.
105 Km suddivisi fra autosrada e strada nazionale.
Nessun problema tranne il tratto nazionale che vede un percorso ricco di curve e brevi rettifili, particolarmente adatto per gli smanettoni della domenica, ma anche frequentato da tanti camper, camion, gruppi di ciclisti e famiglie in auto che si recano nelle loro residenze di villeggiatura o che vanno a trascorrere una bella giornata a contatto con la natura. Un percorso bellissimo ma proporzionalmente insidioso in quanto non è difficile trovare in una curva cieca dei ciclisti che faticano in una salita o dei camper stracarichi che arrancano incolonnati come dei mezzi militari.
In questo varigato scenario di umanità che si sposta durante una giornata da dedicare allo svago e al riposo vi sono “loro”, gli smanettoni della domenica, i quali padroni assoluti di quel nastro ricoperto di asfalto, intrecciano i loro assurdi duelli noncuranti di tutto ciò che sta a loro attorno.
Accecati dall’adrenalina, orde di motociclisti si sfidano eseguendo delle manovre a dir poco racapriccianti.
Le loro moto sono tutte iper, super, special, xxx, zzz… mentre i loro piloti, inguainati nelle loro tute, duellano dimostrando all’avversario di turno la loro grande bravura, ma anche le particolari performance della loro moto dotata di uno scarico speciale, delle sospensioni modificate o della centralina elettronica rimappata.
Ho assistito ad un sorpasso effettuato su un breve rettifilo dove un manico demente, ad una velocita supersonica, riusciva ancora ad impennare la ruota anteriore.
Un gioco che ha il sapore della roulette russa, ma dove la sorte può a volte colpire colui che non c’entra nulla, durante una bella gita domenicale.
Cosa si può dire a questi signori del brivido?
Non ci sono parole per qualificarli, nè tanto meno mi sento personalmente in grado di giudicarli.
Bisogna però ammettere che questi smanettoni della domenica contribuiscono a rendere odiosa l’immagine del motociclista!

Quando in moto fa freddo…

9 aprile 2010 Melus Nessun commento

Conosco molti giovani che già soffrono di dolori alle ginocchia e che in inverno sono costretti a ricorrere a pomate e ginocchiere per lenire i fastidi.
Nel periodo invernale vedo molti giovani uscire in moto ben bardati e protetti, ma sotto un giubbotto supertecnico, un bellissimo integrale e un protettivo paio di guanti, il più delle volte si intravede un semplice jeans, magari più pesante del solito, ma completamente inadeguato al caso.
Cerchiamo quindi di fare in modo che le nostre ginocchia non soffrano mai il freddo.
Il segreto?
Nessun segreto… occorre solo un po’ di esperienza! Purtroppo quasi nessun neo motociclista ha tempo da perdere per fare esperienza, mentre i consigli dei più anziani suonano un po come delle monotone litanie.
E’ sempre meglio ascoltare i consigli di chi c’è già passato!
E allora, oltre ad indossare il capo giusto, quello che vi permetterà di stare con gli arti inferiori al calduccio, è sempre consigliabile portarsi dietro (specie quando si va fuori porta, e sempre che abbiate un luogo dove riporli) un capo da aggiungere (una calzamaglia, un sottopantalone di pile, un soprapantalone cerato, delle ginocchiere del tipo Gibaud).
Ci si ferma in un bar, si prende qualcosa di caldo, poi si va in bagno, ci si calano le braghe, e si aggiunge un elemento.
Basta avere la volontà di farlo!
Qualora siamo colti dal freddo e non abbiamo niente da aggiungere consiglio innanzi tutto di abbassare la media velocistica, poi di fermarsi ogni tanto e fare un po’ di movimenti per riattivare la circolazione.
Le flessioni sulle gambe sono ottime ma fatelo solo dopo aver scaldato i muscoli.
Errato cercare di continuare lo stesso, aumentando addirittura la velocità di crociera, nell’illusione che prima si giungerà alla meta, meno lunghe saranno le sofferenze da sopportare!

Motociclisti, mosche bianche… scooteristi, come le mosche!

8 dicembre 2009 Melus 5 commenti

Honda Griffon. Il maxi scooter Honda anti T-Max

Honda Griffon. Il maxi scooter Honda anti T-Max

Purtroppo lo dobbiamo ammettere: la motocicletta è un mezzo in estinzione.
Basta prestare un pò d’ attenzione ai mezzi che circolano per le nostre strade per accorgerci immediatamente di questa realtà.
Chi ha vinto è lo scooter!
Se guardiamo gli appositi  posteggi dedicati ai mezzi a due ruote ci accorgiamo che la schiacciante maggioranza è costituita da scooter; se ci soffermiamo ad osservare i mezzi posteggiati sui marciapiedi ci accorgeremo che per il 90% sono degli scooter; se dovessimo soffermarci per alcuni minuti ai bordi di un asse viario principale e ci metessimo a contare il transito dei mezzi a due ruote (così come mi è capitato di fare durante l’attesa di un autobus) potremmo annotare, su 100 mezzi,  il passaggio di 95 scooter a discapito di 5 motociclette.
Qualcuno potrebbe obiettare  dicendo che lo scooter è la regina dei centri abitati e la moto invece rimane l’ incontrastata regina della strada aperta.
Anche qui sorge qualche dubbio poiché le elevate potenze e velocità raggiunte dalle ultime generazioni di scooter, unite alla comodità, alla facilità di guida ed alle notevoli capacità di carico, hanno fatto si che anche lo scooter sia diventato un mezzo per eccellenza su questo tipo di strade.
Nulla da ridire su tutto ciò, poiché è ormai chiaro che lo scooter, o ciò che ne uscirà in futuro dalla fusione di due filosofie e due stili, sarà il mezzo del domani!
E lo vediamo già oggi con delle moto che assomigliano sempre più ad uno scooter e scooter che a guardarli  non sono altro che moto rivestite da ampie strutture di plastica.
Dopotutto le motorizzazioni future faranno grande uso di energia elettrica, di gas, di idrogeno e qualche altra diavoleria che per adesso resta nei cassetti di chi ha il comando nella stanza dei bottoni.
Occorrono quindi dei mezzi capaci di ampia possibilità di stivaggio per contenere accumulatori, per applicare cellule fotovoltaiche, per installare bombole e quant’altro possa servire a garantire l’erogazione di una fonte di energia che possa far funzionare un motore.
E questo lo si può ottenere solo con gli scooter.
Gli appassionati della cambiata all’ultimo giro, del propulsore tutto a vista, del serbatoio sotto il mento, dell’ ululato del “quattro cilindri” o del bombardamento del bicilindrico o ancora del sound pacioso e borbottante tipico del “V” stretto longitudinale, dovranno rinunciare a tutto questo.
Niente più cromature da lucidare, niente catene da lubrificare, niente silenziatori da modificare, niente motori da coccolare.
Solo un acceleratore, un freno e tanta  anonima plastica monocolore.
Tutto molto più semplice per le nuove generazioni che cercano la vita facile e che non amano porsi tanti problemi.
Il futuro sarà quindi dello scooter, mentre le moto saranno costrette a gravitare in un ambiente di nicchia, dove motociclisti nostalgici o testardi continueranno ad armeggiare con cambio e frizione, accomodandosi  su selle scomode che non smorzeranno di certo l’azione di sospensioni tarate sul rigido.
In cambio avranno un mezzo che risponderà all’unisono a tutte le loro volontà facendoli sentire un tutt’ uno nel rapporto uomo-macchina, quel rapporto tanto amato dai motociclisti di ieri e da quelli che ancora rimangono oggi!

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