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Ma quanto mi costi…

Postato il 16 giugno 2010 da Willy in Attualità, Riflessioni

Ma è mai possibile che gran parte l’economia italiana campi sui proventi derivanti dai balzelli applicati a chi utilizza un mezzo motorizzato?
Salassi sulla tassa di proprietà, sulle assicurazioni, sui pedaggi, sulle strisce blu, sulle zone ZTL, sui parchimetri, sul bollino blu, sulle revisioni… e poi con gli autovelox, i tutor, i semafori killer T-Red, le telecamere di controllo sulle corsie preferenziali ecc.
Tutto questo per spillare più denaro possibile a noi “poveri” motorizzati che abbiamo la sfortuna di non poter circolare su un’auto blu con lampeggiatore sul tetto e tanto di scorta.
Andrà a finire che un giorno, sempre dietro la facciata dell’abbattimento delle emissioni nocive applicheranno una nuova tassa, quella sul chilometro.
Monteranno sulle nostre auto o moto una sorta di contatore chilometrico fiscale che annualmente conteggerà i nostri tragitti applicando una tassa addizionale per la quantità di chilometri annui percorsi.
Oppure in base all’iniziale del nostro cognome potrebbero imporci di circolare solo la mattina quelli dalla A alla F, il pomeriggio quelli dalla G alla O e la sera quelli dalla P alla Z.
Può sembrare un’utopia ma credetemi che di questo passo ci arriveremo, anzi non vorrei aver dato un’ idea a qualcuno!
Euro 0, 1, 2, 3, 4, ogni anno le auto scalano la vetta delle norme antinquinamento con una progressione impressionante al punto da far apparire obsoleta ed inquinante un’auto di pochi anni addietro.
Ogni anno si inventano nuovi balzelli e nuove restrizioni per le auto con qualche punto di euro in meno, e noi, terrorizzati che forse un giorno ci verrà persino vietato di circolare, corriamo a far debiti per comprarci un’auto euro 25.
Di qui non si passa se non si è euro tot, di lì inizia la zona ZTL A, dopo quella traversa scatta la zona ZTL B, circolazione con targhe dispari e pari, lì non si posteggia perché è zona blu, là ci sono i parchimetri, quello è un semaforo killer ecc.
Io penso comunque che ci sia un limite a tutto questo poiché non si può continuare così all’infinito.
Mi auguro che qualcuno che comanda e che abbia un pò di buonsenso si accorga che ormai la goccia ha fatto traboccare il vaso!

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L’Italia dei SUV

Postato il 7 gennaio 2010 da Melus in Attualità, Riflessioni

Jeep Commander

Scusate se l’argomento non è inerente allo spirito del blog, ma con qualcuno mi debbo pure sfogare!
Sto parlando dei SUV, acronimo di modelli di auto che dovrebbero trovarsi a loro agio su terreni particolarmente difficili ed impervi.
In pratica un fuoristrada a tutti gli effetti, ma in veste elegante.
La mia città è praticamente infestata da questi mezzi, pazzeschi per la loro potenza, per la loro cilindrata, per il loro costo e la loro manutenzione.
Ma quello che maggiormente mi fa riflettere è che in un’Italia letteralmente imbrigliata dal traffico, soffocata dall’inquinamento, dove i mass media parlano quotidianamente di effetto serra, di innalzamento della temperatura, del buco nell’ozono, di scioglimenti dei ghiacciai, di provvedimenti urgentissimi per ridurre l’inquinamento mondiale, ebbene noi anziché sensibilizzarci sul problema cercando di acquistare auto più compatte, meno inquinanti e dalle cilindrate ridotte (oggi con un buon 1.600 si può fare di tutto) con alimentazione a gas o addirittura ibride, cosa facciamo?
Ci andiamo ad ingozzare di questi mostri dai marchi più svariati, tanto che non si capisce più chi le produce.
Auto alte quanto dei furgoni e dagli ingombri simili ad essi.
Auto che non riescono più a trovare un parcheggio, che ingombrano le misere carreggiate delle nostre città.
Auto dalle cilindrate pazzesche che producono inquinamenti pazzeschi con i loro voluminosi  motori disel da 3.000 cc. e passa.
Naturalmente tutti con trazione sulle quattro ruote e differenziali autobloccanti.
Non mancano paraurti con mostruosi tubi cromati per salvaguardare l’auto e il suoi occupanti  da impatti contro animali vaganti come cervi, antilopi, tigri, elefanti e coccodrilli che giornalmente scansiamo per non investirli sui passaggi pedonali.
Anche i verricelli con robusti ganci vengono da alcuni installati per cavarsi fuori da sabbie mobili o da pantani causati dalle piogge monsoniche che oggi si abbattono anche qui in Italia..
Batterie di riflettori posti sul tetto vengono installati sui Pick Up di sei metri (furgoni con cassone aperto per caricare le eventuali prede) per illuminare le piste della savana durante i loro raid notturni.
I nomi che si danno a questi SUV sono i più disparati e richiamano sempre luoghi esotici, desertici, maledettamente impervi, ove il possesso di un 4 ruote motrici può cavarli sempre da ogni estrema situazione.
Ma non certo in città dove persone  alla guida di queste mostruosità, di cui disconoscono il peso,  gli ingombri le dimensioni e la potenza, vanno circolando nella piena convinzione di trovarsi su un mezzo che garantirà loro la sicurezza in caso di incidente, ma che naturalmente gli farà fare bella figura e genererà tanta invidia, specie nei confronti dei vicini di casa che magari circolano su una pidocchiosa Seicento.
Di loro si dirà che sono delle persone riuscite e magari anche dei gran signori poiché oggi l’importante è l’apparire e non l’essere.
Ho visto donne e anziani rincoglioniti sui loro SUV fare danni notevoli ad altre auto durante le manovre di parcheggio.
Ho anche visto un SUV che stava ribaltando perché colpito di fianco da una Fiat Grande Punto.
Ho visto SUV che non danno la precedenza agli stop contando sul fatto che la loro esuberante dimensione possa dissuadere chiunque ad intralciar loro la strada.
Ho visto SUV di 5 metri con mamme al volante che vanno a prendere il loro unico figlioletto a scuola, posteggiando la bestia sopra il marciapiede  impedendo completamente il transito sullo stesso, costringendo persino gli scolari a scendere sulla strada per superare l’ostacolo.
Ci sono SUV che costano quanto un appartamento e mi chiedo come in un momento dove tutti piagnucolano (specie i commercianti e gli albergatori i quali sono pronti ad impiccarsi se le cose vanno male di qualche punto percentuale rispetto agli anni precedenti, ma dove le Porsche, le Audi Q7 e le BMW X5 e X6, di loro proprietà, sostano immacolate davanti ai loro negozi ) per la crisi, un elevato numero di cittadini si possa permettere tali spese e dove una sosta al distributore di benzina non costerà meno di 50,00 euro.
Ma la cosa ancora più strana, e adesso chiudo, è che gli americani fanno accordi con la FIAT per acquisire conoscenze nella produzione di auto di media cilindrata,  e noi ci stiamo andando a comprare tutte le loro bestiacce dalle cubature pazzesche…

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auto, fuoristrada, inquinamento, Pick Up, suv, traffico 9 Commenti Continua a leggere

Riflessioni!

Postato il 5 gennaio 2009 da Melus in Attualità, Racconti, Riflessioni

Quest’ estate, stavo camminando all’interno della Riserva dello Zingaro (San Vito Lo Capo), quando ad un certo punto mi sono fermato in una caletta rocciosa, completamente deserta, per riposarmi un pò.
Il mare era liscio come l’olio e il suo colore era verde come lo smeraldo.
L’acqua era così limpida che da sopra uno scoglio potevo osservare il fondo come se avessi avuto una maschera.
Alle mie spalle si innalzava la montagna con la vegetazione tipica della riserva: macchia mediterranea e palma nana.
Un vero paradiso! Sono un uomo fortunato mi sono detto! Tutti gli esseri che vivono su questa terra sono fortunati!

Riflettendoci un pò, cosa che forse non facciamo mai profondamente perché abbiamo troppe cose da fare, dovremmo renderci conto che la nostra presenza su questa terra è una cosa veramente incredibile.
Viviamo su un pianeta forse unico in tutto l’universo.
Un universo formato da migliaia, milioni di sistemi solari, ognuno di essi circondati da pianeti che non consentono la formazione di alcun sistema di vita, vuoi perché troppo freddi, vuoi perché troppo caldi, vuoi perché senza un briciolo di ossigeno e quindi di acqua.

E noi su questo pianeta, in un sistema solare posto in un punto qualunque dell’universo, abbiamo tutte le condizioni ideali per concedere una forma di vita.
Luce, calore, ossigeno, acqua, mare, fiumi, laghi, flora, fauna, uomo.
Io non credo che il nostro pianeta sia l’unico in tutto l’universo ad avere simili condizioni, ma sono anche convinto che qualora ve ne fosse uno posto in un sistema solare distante milioni di anni luce, saremmo da considerarci ugualmente soli per l’incommensurabile distanza che ci separa.
Una vera fortuna quindi la nostra, che però il più delle volte non riusciamo ad apprezzare nella sua giusta dimensione…
Ma quando ci troviamo in un luogo tranquillo a contatto della natura, con una compagnia scelta o meglio ancora da soli, soffermiamoci un attimo a meditare su tutto ciò.
Il nostro pianeta è una cosa estremamente perfetta, immenso, incredibilmente bello ed assolutamente irripetibile.
Ma lo stiamo distruggendo noi, piccoli uomini, con le nostre tecnologie, con le nostre esigenze, con i nostri motori che aspirano aria e restituiscono veleno in quantità enormi, paurose, e che lo stesso pianeta non riesce più a metabolizzare.
E noi continuiamo imperterriti finchè le ultime molecole d’aria consentiranno ai nostri corpi farfallati di far esplodere dentro i cilindri quella micidiale miscela composta da un grammo di carburante e quindici d’aria.
La colpa di tutto questo in parte è nostra poiché non sappiamo più rinunciare ad un mezzo di locomozione anche per andare a prendere le sigarette.

Ma chi muove i fili nella stanza delle marionette sa benissimo che non sono più sufficienti i loro ridicoli provvedimenti, le auto euro quattro, cinque o dieci, le domeniche a piedi, le targhe alterne, gli eco pass…
Tutti pannicelli caldi che non risolveranno mai nulla.
La terra ormai sta soffocando e di questo ormai ne hanno contezza.
Ma le auto devono continuare a vendersi e ogni anno devono superare il record dell’anno precedente.
Il carburante giungerà alle stelle, e noi continueremo a comprarlo, altrimenti le auto euro 10 che abbiamo acquistato con sacrifici, magari rottamando una euro 6 non avrebbero motivo di esistere!
E’ giunto il momento di prendere delle decisioni coraggiose, anche drastiche se è il caso; è giunto il momento di uscire dal cassetto quelle fonti alternative di energia che ancora sono chiuse lì in attesa che l’ultimo barile di petrolio venga battuto all’asta di sotheby’s all’incredibile cifra di 100 mila dollari!

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carburante, energia alternativa, inquinamento, meditazioni, riserva dello zingaro, san vito lo capo 2 Commenti Continua a leggere

Non solo due ruote… Il pericolo amianto è cessato?

Postato il 5 luglio 2008 da Melus in Attualità, Riflessioni

(clicca sulle foto per ingrandirle)
Già negli anni ’80 cominciarono a palesarsi dei gravi sospetti derivanti dall’uso dell’amianto.
Chi era addetto alle lavorazioni di questo materiale accusava spesso gravi malesseri a livello polmonare.
Solo nel 1992 fu emanata una legge, la 297/92, la quale sanciva la cessazione immediata di ogni lavorazione dell’asbesto e inoltre dava istruzioni alle regioni per il suo smaltimento, sensibilizzando anche la popolazione sulla pericolosità di questo materiale.
Nel meno che non si dica scoppiò la psicosi dell’amianto e ognuno di noi divenne un “untore” poichè chi fuori, chi dentro, aveva nelle proprie case o nelle proprie ville un manufatto composto da amianto. Cominciarono a proliferare ditte specializzate nello smaltimento del micidiale prodotto, dove pagando cifre esorbitanti, proporzionate al peso stesso del prodotto da smaltire, ci si poteva liberare dello scomodo ingombro ed anche dal rimorso di esser forse stati, a nostra insaputa, propagatori di tumori e di asbestosi.
Ricordo che bastava vedere anche un solo frammento del nefasto materiale, abbandonato vicino ad un cassonetto o lungo un marciapiede, che tutti si andava in fibrillazione.
Bastava telefonare ai numeri di pronto intervento e nel giro di poco tempo quel materiale veniva circoscritto e subito dopo prelevato. L’amianto era diventato uno dei pericoli più grandi dell’umanità, responsabile della maggior parte dei tumori e delle malattie polmonari che affliggevano l’uomo.
L’asbesto si trovava ovunque: nei sottotetti, sotto i pavimenti, nelle coperture ondulate dei capannoni, nei pannelli di coibentazione, nei cassoni dell’acqua, nelle cisterne.
Fiumi di denaro sono stati spesi per la sua eliminazione ma ancor oggi sollevando lo sguardo sui tetti dei palazzi e nei balconi interni delle cucine si possono ancora notare un’infinità di recipienti di riserva dell’acqua fatti ancora con questo materiale, molti dei quali ormai inefficienti.
Si dice che finchè non si polverizza e si inala, questo materiale non è per nulla dannoso.
E quindi questi cassoni giacciono tranquillamente sui tetti, tanto finchè rimangono sani…
Se poi qualcuno volesse procedere alla loro sostituzione con altri i materiale plastico, allora se la dovrà vedere con queste ditte addette allo smaltimento, che chiederanno cifre da capogiro.
La soluzione migliore allora diventa quella di dare una bella mancia a chi installa il nuovo recipiente e quest’ultimo provvederà al suo smaltimento ricorrendo ai metodi tradizionali, ovvero la frantumazione sul luogo e l’abbandono in qualche discarica abusiva o in mezzo ad un cumulo di immondizie.
Come io stesso ho potuto vedere con i miei occhi, questi cumuli di manufatti di amianto sono anche visti da altri poiché non sono affatto nascosti.
E allora mi chiedo: se è vero che l’amianto è così pericoloso (ed io ne sono convinto) perché lasciarlo così esposto nelle discariche abusive, o in mezzo ai luoghi di raccolta dell’immondizia?
Se vi è stato qualche incosciente che lo ha gettato in un luogo qualunque, non si deve pensare che quel manufatto altamente pericoloso sia ormai diventato figlio di nessuno e quindi possa essere abbandonato per finire un giorno chissà dove, senza un trattamento speciale di smaltimento!
Come dicevo prima, le ditte specializzate nel trattamento dell’asbesto si fanno pagare care, ma occorre pur trovare un sistema per consentire sia al privato che hai comuni di poter dare “la dovuta sepoltura” a questi materiali senza dover accendere un mutuo per il suo smaltimento.
Se anni addietro l’amianto era stato ritenuto altamente cancerogeno penso che non sia cambiato nulla e come lo è stato ieri lo sarà anche oggi.
Ed allora perché ormai rimaniamo indifferenti quando ne vediamo un bel cumulo abbandonato proprio accanto al nostro cassonetto dell’immondizia?

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amianto, immondizia, inquinamento, salute 2 Commenti Continua a leggere

Addio alle zone a traffico limitato (ZTL) di Palermo: ecco dove rivolgersi per il rimborso.

Postato il 30 giugno 2008 da Willy in Attualità

Come ben saprete, in questi giorni il TAR di Palermo ha accolto il ricorso contro le zone a traffico limitato (ZTL), annullando così il provvedimento del Comune di Palermo dello scorso 6 maggio che prevedeva due zone (A e B) dove l’ingresso nelle aree era riservato soltano agli automobilisti muniti di pass.
Il provvedimento è stato considerato illeggittimo perchè è stato emesso in assenza di un piano urbano traffico (PUT) chè è obbligatorio per i comuni con popolazione residente superiore a 30.000 abitanti.
Viene logico da pensare che adesso che le suddete zone sono state dichiarate illeggittime, i circa 290 mila possessori dei pass, chiederanno un rimborso al Comune di Palermo che ammonta a circa 5 milioni di euro.
Alcune associazioni dei consumatori si sono messe a disposizione per raccogliere le richieste di rimborso; di seguito vi segnalo dove inoltrare le vostre domande di risarcimento:

ADICONSUM
Via Notabartolo, 5
90141 – Palermo
telefono
091/307761
fax
091/301979
email
adiconsumsicilia@tiscali.it

FEDERCONSUMATORI
Via Roma,72
90133 Palermo
telefono 091/6173434
fax 091/6162937
email federconsumatori_pa@libero.it

UNIONE NAZIONALE
CONSUMATORI

Comitato Provinciale
di Palermo
Piazza P.pe Camporeale, 27
90138 Palermo
telefono 091/6832032
cellulare 333/4290185
email concetta.spampinato@alice.it

E’ possibile anche compilare dei moduli per la richiesta del risarcimento presso il sito ZTLCONSUMATORI.COM al seguente indirizzo web: http://www.ztlconsumatori.com/moduloScelta.htm

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