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Posts Tagged ‘incidenti’

Ma la strada è veramente una giungla d’asfalto?

8 maggio 2011 2 commenti

Nonostante le nostre reiterate lamentele sulla sicurezza, le strade non verranno rivestite di gommapiuma ma solo di ruvido asfalto; i guard rail non verranno coperti con cuscini imbottiti di piuma d’oca ma resteranno sempre di tagliente e duro metallo; gli automobilisti non saranno mai cortesi ma adotteranno sempre la legge del più forte; le forze dell’ordine non faranno opera di prevenzione ma si limiteranno solo a piazzare i loro vari marchingegni punitivi; i motociclisti coglioni resteranno tali anche dopo aver superato gli esami di abilitazione alla guida; gli altri rimanenti motociclisti coglioni rimarranno tali anche se qualcuno mandandoli a quel paese gli ricorderà quanto siano coglioni; le case motociclistiche continueranno a costruire ordigni da 200 cavalli – oggi – e da 400 domani; gli incoscienti che ancora nel 2011 si ostinano a circolare senza casco continueranno a farlo; gli smanettoni non rispetteranno i limiti di velocità e continueranno ad andare a 160 Km/h nelle tangenziali; gli scooteristi – esseri al di sopra di ogni regola stradale e civile – continueranno a guidare come hanno sempre fatto, innalzando esponenzialmente le statistiche degli incidenti in Italia.

Forse in primis dovrei smettere di parlare di educazione stradale per i più giovani, di paternali, di maturità alla guida, di patenti speciali, di corsi scolastici preparativi, di strade, di buche, di guard rail, ecc…
Personalmente non credo più a quel tipo di favola e non perché non esistano i sistemi per migliorare le cose, ma più semplicemente perché giunti al punto in cui siamo, mi sembra impossibile rimettere a posto le cose.
La strada è sempre più simile ad una giungla d’asfalto, e chi vuole entrarci deve conoscerne tutti i segreti e tutte le insidie… e forse solo così potrà sopravvivere!

Io la moto l’ho scelta per vivere!

29 dicembre 2008 7 commenti

Triumph ThruxtonLa moto è un mezzo stupendo, che ci rende diversi, liberi, che dona sensazioni uniche, ma è al contempo pericoloso oltre che molto instabile, dove persino un piccolo animale che ci viene tra le ruote  può modificare il corso della nostra vita.
Il gatto o il cane che ti viene sotto, l’automobilista con la sua guida scriteriata, le insidie della strada, le macchie d’olio, le buche, il brecciolino, la pioggia, il gelo, le pozze d’acqua, tutti questi sono fattori difficili da valutare e da prevedere, che possono insidiare seriamente la nostra incolumità, ma che tutti sappiamo fanno parte del gioco.
Dinnanzi all’ imponderabile ci sono al contrario  fattori che possono essere gestiti e controllati dal motociclista, come la velocità, il rispetto dei limiti imposti dal codice, il buon senso, l’educazione.
Questi, assieme alla serietà, alla maturità e all’esperienza ci possono aiutare a ridurre notevolmente le mille insidie a cui periodicamente siamo soggetti.
Ma se chi usa la moto ne fa un mezzo d’arrembaggio, infischiandosene di tutto e di tutti, allora vuol dire che questo soggetto non ha proprio capito che con la moto ci si può far veramente male.
Lo testimoniano le statistiche, ma se qualcuno è particolarmente distratto da  non volersene rendere conto, allora che soffermi la propria attenzione su quei mazzi di fiori disseminati sul ciglio delle strade, a volte legati ad un palo o al montante di un guardrail, a volte posti dinnanzi a piccole cappelle con la foto e il nome di qualcuno che proprio in quel punto ha terminato la sua esistenza, e la stragrande maggioranza dei casi vuole che siano motociclisti.
E di questi luoghi di memoria adesso ce n’ è tanti… troppi!
Qualcuno li ha messi per ricordare, e forse anche a monito di chi ogni tanto dimentica… augurandosi che simili tragedie non debbano accadere a nessuno.
Ogni qualvolta mi capita di passare dinnanzi a questi luoghi mi viene la pelle d’oca, pensando alla disgrazia immane subita da quella famiglia, e mi rendo conto di quanto sia letale questo mezzo.
Tanto pericoloso quanto stupendo!
E allora riduco il ritmo e centuplico la mia concentrazione, perché io la moto l’ho scelta per vivere!

Motociclisti: categoria di strafottenti, imprudenti e incoscienti…?

22 ottobre 2008 3 commenti
I telegiornali trasmettono molto spesso scene di incidenti a dir poco raccapriccianti, dove le auto, a causa dell’elevata velocità si riducono a brandelli. Lamiere accartocciate che nulla hanno a che vedere con quanto originariamente rappresentavano.
Altro che air bag, cellule di sopravvivenza, cruscotti imbottiti, volanti collassabili e cinture di sicurezza con pretensionatori.
Tutto va a puttane quando un’auto si sbriciola dinnanzi ad un urto a velocità elevata.
La causa è sempre la velocità poiché in un’auto difficilmente ci si fa male in un incidente dove i mezzi transitano a ritmi non sostenuti.
Qualche graffio, qualche contusione, molto spavento, e niente più. Però la stampa, stranamente, dinnanzi a questa moria di automobilisti non calca la mano (o non vuole poiché l’auto rappresenta il pane per tutti).
Ci si limita solo alla mera elencazione del numero delle vittime ed alle eventuali cause che sono come sempre la velocità, il sonno, l’alcool, la droga, ricorrendo per di più ad agghiaccianti statistiche di mortalità rispetto agli anni precedenti.
La stessa cosa non accade invece per gli incidenti motociclistici, peraltro causati nella maggior parte da scooteristi, dove invece la notizia viene evidenziata con toni gravi e dove molte volte viene usata la frase: “motociclista si schianta”, che generalmente definisce l’epilogo di un incidente che vede coinvolto un mezzo a due ruote.
E quando si dice “motociclista si schianta” si immagina sempre un kamikaze che a velocità pazzesca perde il controllo del mezzo e si va a spalmare su un palo o su un guard rail.
Oppure ancora: “motociclista si schianta contro un’auto”.
E lì tutti a pensare a questa moto che per motivi sempre legati ad una folle corsa ed alla leggerezza del suo conducente abbandona la sua traiettoria per andarsi a disintegrare sull’auto di un povero disgraziato che veniva in senso contrario.
Non si danno spiegazioni sulla causa dell’incidente e il più delle volte si ricorre alla solita formula: “le cause dell’incidente sono al vaglio delle forze dell’ordine, ma si presume che l’alta velocità sia alla base di tutto”.
E si, perché quando un centauro, motociclista o scooterista che sia, muore o si procura gravi lesioni in un incidente allora la causa sarà sempre e solo quella: l’alta velocità e la mancanza di prudenza.
Ed allora ecco tutti puntare il dito sui motociclisti, categoria di strafottenti, imprudenti ed incoscienti.
Ed ecco allora che sorgono come funghi predicatori saccenti che fanno andare in fibrillazione i nostri legislatori che poi finiscono per produrre leggine, divieti, obblighi, restrizioni, inasprimenti.
Ma chi non capisce un tubo di moto non può immaginare che su un mezzo a due ruote, dall’equilibrio instabile come mai, si può avere un incidente mortale andando a 50 Km/h o anche meno.
Basta che qualcuno ti tagli la strada o ti costringa ad una manovra brusca che ti porta a finire chissà dove, e sei bello che fritto.
Ma un motociclista che va a finire su un palo, un albero, un muretto o su un guard rail o che prende di petto un’auto, o che inspiegabilmente esce di strada (magari per colpa di una irregolarità del manto stradale) è sempre uno che si “schianta”, anche se tutto avviene a velocità di codice!
Ma purtroppo lui è un motociclista, strafottente, incosciente e imprudente.
C’è una spiegazione a tutto questo? Forse si!
La colpa è di quei conduttori di mezzi a due ruote, che per l’appunto non chiamo motociclisti, che con le loro scorrerie hanno oscurato l’immagine del buon motociclista, rendendolo agli occhi di chi osserva come un soggetto strafottente ed inosservante delle regole.
E come tutti sappiamo, non è difficile fare di un filo d’erba un intero fascio!

Due ruote sicure. Dal 17 al 19 aprile a Palermo.

13 aprile 2008 Nessun commento

6.000 morti, 80.000 feriti e 20.000 casi di invalidità permanente a livello nazionale.
1.605 a Palermo nell’ultimo anno e ben 373 dall’inizio del 2008.
Sono numeri da capogiro quelli degli incidenti in moto, soprattutto nella fascia di età 18-30 anni, la cui responsabilità principale è da riscontare nel fattore umano più che da legare al veicolo o all’ambiente.

Proprio per sensibilizzare i giovani e non solo sul corretto uso della moto è nata la manifestazione Due Ruote sicure.
L’evento, in collaborazione con il Comando di Polizia Municipale – Nucleo Educazione Stradale, si svilupperà in una tre giorni, dal 17 al 19 aprile a Palermo (dalle 10:00 alle 20:00), di stage teorici e pratici in compagnia di insegnanti di guida sicura. Il corso, che avrà la durata di circa un’ora e sarà organizzato a Piazza Unità d’Italia, rientra nel progetto di salvaguardia della vita denominato Weekend for life.

A guidare gli apprendisti piloti nel complesso ed affascinante mondo delle due ruote ci saranno esperti di guida sicura, guidati appunto da Mario Zito (titolare di SZ Motor, concessionario ufficiale Honda), che avranno il compito di illustrare le principali tecniche per un corretto comportamento di guida.
Sia con prove teoriche, attraverso un simulatore fornito dalla Honda, sia con prove pratiche in sella a moto di cilindrata diversa (50cc, 125cc, 150cc e 300cc).

La sicurezza alla guida, quindi, non può prescindere dalla conoscenza e dal rispetto delle norme stradali e su questi punti Due Ruote Sicure premerà fortemente.

La prevenzione!

17 gennaio 2008 4 commenti

Le statistiche parlano chiaro: ogni anno vi è un aumento crescente di incidenti motociclistici mortali, e purtroppo quando si parla dei motociclisti dobbiamo includervi anche scooter e ciclomotori.
Adesso i mass media e anche i nostri legislatori non fanno altro che parlare di prevenzione, come sistema per evitare che si avverino incidenti.
Meglio prevenire che curare!
E su questo siamo d’accordo!
Ma come intendono attuare questa benedetta prevenzione?
Forse aumentando l’organico dei tutori dell’ordine preposti al controllo della circolazione stradale?
Niente affatto, la prevenzione oggi si attua installando ovunque marchingegni elettronici, vedi autovelox, tutor, T-Red, ovvero il semaforo che rileva il passaggio con il rosso, telecamere di controllo delle corsie preferenziali e qualche altra diavoleria che ancora nemmeno noi conosciamo.
Ma in che cosa consiste questa prevenzione?
Uno corre in autostrada a 180 Km/h e l’autovelox lo immortala con un bella fotografia ad alta risoluzione?
Lui naturalmente non se ne accorge neanche  e continua imperterrito nella sua allegra marcia.
L’indomani lo fa nuovamente, e così nei giorni o mesi a venire.
Gli autovelox continuano ancora a regalargli belle istantanee e lui continua ancora imperterrito a mantenere la sua media velocistica.
Quando poi un giorno cominceranno ad arrivare i primi verbali, forse, comincerà a capire che sarà il caso di calmare i suoi bollenti spiriti.
Ma prima di quel momento lui continuerà  a rappresentare un pericolo per l’incolumità altrui e quella propria.
La stessa cosa dicasi per i semafori che rilevano il passaggio con il rosso o le corsie preferenziali con telecamere di controllo, e così via dicendo.
Chi attua tecniche scorrette di guida continuerà a farlo per un bel pezzo prima di accorgersi che è “stato “visto” dall’occhio vigile!
Secondo il mio umile parere, senza voler malignare su questioni di introiti pecuniari e sul come vengano utilizzati i vari proventi, questa non mi sembra prevenzione, ma solo ed esclusivamente punizione!
Se poi il soggetto poco osservante delle norme continua ancora imperterrito a circolare per giorni o per mesi, questo poco importa.
Pagando la somma della sanzione pecuniaria e qualche punto tolto dalla patente lui non rappresenterà più alcun pericolo poiché ha pagato.
Questa è prevenzione?
Allora, se vogliamo che questi marchingegni elettronici servano veramente a prevenire, occorre che l’inosservante venga immediatamente informato della sua infrazione, e questo si può fare solo con la presenza di tutori dell’ordine che fermano il soggetto immediatamente dopo l’infrazione stessa, compilando il relativo verbale e chiedendone la conciliazione o meno.
Questa è prevenzione!
Certo occorre molto più personale, specie nei semafori che rivelano il passaggio con il rosso, dove un vigile deve immediatamente fermare il soggetto ed attuare la procedura di rito, con controllo dei documenti ed elevazione del verbale.
Un circolare del prefetto di Lodi, (n.993) del gennaio 2007 ha precisato che per le apparecchiature T-red (semafori con sistema di rilevamento elettronico delle infrazioni) occorre sempre la presenza di un vigile, anche se il marchingegno risulta omologato per funzionare automaticamente, effettuando in tempo reale la contestazione della infrazione.
Questa si, e chiedo scusa per la ripetizione, che è vera prevenzione!

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