Fino a qualche tempo fa ero convinto che fosse una passione che scaturisse solo sui soggetti che avevano un bel pò di anni sul groppone, vuoi perché alquanto dispendiosa, vuoi perché chi acquista o restaura moto d’epoca lo fa perché quel determinato modello di moto ha rappresentato qualcosa per lui nei tempi passati: la moto del padre, la sua stessa moto la moto tanto desiderata ma che non ci si sarebbe mai sognati di poter acquistare.
Ma oggi le cose vanno diversamente poiché vediamo sempre più giovani a cavallo di motocicli d’epoca che per loro non possono rappresentare nessun ricordo data la loro età.
Ma la moto d’epoca può rappresentare, per chi non ha la borsa molto gonfia, un mezzo di trasporto e di svago particolarmente economico proprio per i limitati costi di gestione che lei offre.
Bollo ed assicurazione sono veramente una bazzecola se paragonati ai normali costi di un’attuale moto.
Naturalmente dobbiamo dire che chi opterà per una moto d’epoca per i sopracitati motivi non andrà a scegliersi una Egli Vincent o un Norton Commando, un’ Honda CB 1000 a 6 cilindri o qualsivoglia altra moto che costa un occhio della testa e che richiede continue cure certosine, al punto da portare il suo proprietario ad usarle con il contagocce. Ma vi sono moto d’epoca meno blasonate e quindi meno costose che si possono trovare a prezzi veramente accessibili, restaurate di tutto punto. Basta farsi un giro su alcuni dei maggiori siti di moto usate e non sarà difficile trovare quello che fa al caso vostro.

Moto come le Kawasaki KH o Mach III 400, le varie Moto Guzzi V35, V50 e V65 o ancora la BMW R45 e R65 (tanto per elencarne alcune). Moto che consentono di essere usate giornalmente senza l’assillo che qualcosa si debba rompere da un momento all’altro.
Certo, l’uso che se ne deve fare è sempre moderato poiché non si può pretendere che una nonnina si metta a fare le cose di quando era giovane.
La logica comunque vuole che una moto d’epoca possa ritenersi più affidabile e meno gravosa nella manutenzione se quest’ultima si presenta con una motorizzazione semplice.
Un monocilindrico è sempre meno complesso di un bicilindrico o di un quadricilindrico. Un motore con distribuzione ad aste e bilancieri sarà meno complesso da mettere a punto di un doppio albero a camme in testa, come un monocarburatore sarà più facile da tarare rispetto ad una batteria di quattro. Ma bisogna ammettere che vi sono motori che nonostante la loro elevata frammentazione e la complessità meccanica riescono ad essere affidabili e facili da gestire anche dopo aver varcato la soglia dell’anzianità.
Vorrei citare in particolare una best seller degli anni ’70, una moto che oscurò tutta la concorrenza dei quattro cilindri di media cilindrata.
L’ Honda CB 400 Four.
Una moto indistruttibile e di facile gestione, che con la sua ecletticità riusciva a soddisfare lo smanettone, il manico o il semplice mototurista.
Ancor oggi questa moto si vede circolare disinvoltamente e senza nemmeno troppi patemi, a volte tirata a specchio da utenti amatori, altre volte usata senza nessun riguardo, come moto di tutti i giorni.
Come si suol dire, la bontà di un progetto si vede nel tempo!
Sembra che le case produttrici di motocicli stiano cercando un compromesso che possa accontentare tutti i futuri dueruotisti. Ma non si potrebbe continuare come si è fatto sempre? Ovvero costruire moto per i motociclisti e scooter per gli scooteristi? Purtroppo sembra che la carenza di carburante e i problemi inerenti l’inquinamento atmosferico ci portino a guardare sempre con maggiore interesse verso tutte le fonti alternative di energia. Quelle più papabili per la trazione di un mezzo a due ruote sembrano essere l’energia elettrica e l’idrogeno. Entrambe hanno però bisogno di una notevole riserva di energia elettrica e quindi di batterie. Conseguenzialmente occorrono dei mezzi capaci di consentire lo stivaggio di questi pesanti accumulatori. Occorre quindi molto spazio per collocarli su un mezzo a due ruote e proprio le moto, specie quelle odierne, non sembrano poterne garantire alcuna collocazione.
Solo lo scooter può offrire questa possibilità, visto l’ampio spazio ricavabile sia sotto la sella che sotto il pianale, ma tale mezzo purtroppo fa storcere il naso a quella categoria di dueruotisti chiamati motociclisti, i quali non si sognerebbero mai di poggiare le proprie terga su un mezzo che loro chiamano in maniera molto simpatica “plasticone”, “vasca da bagno”, “sputer”, etc… Bisogna quindi cercare di proporre qualcosa che possa andare bene sia per il motociclista che per lo scooterista. Una via di mezzo che non faccia storcere il naso ne ai primi ne ai secondi. E qualcosa sembra sia spuntato alla ribalta, e chi altro poteva essere a proporlo se non la mamma Honda? La sua motorizzazione è ancora a combustione interna, ma un giorno potrebbe tranquillamente accogliere la trazione elettrica.

Si tratta dell’ Honda DN – 01, un mezzo veramente nuovo che riunisce in uno tutte le peculiarità di moto e scooter. Ruote leggermente più piccole di quelle di una moto e poco più grandi di quelle di uno scooter. Motore prettamente motociclistico da 680 cc., con i suoi cilindri a V bene in vista, ma privo di frizione e con un sistema di trasmissione sequenziale automatica HFT che garantisce un controllo sicuro in ogni situazione di guida, con un sistema di utilizzo che può passare dall’automatico, al manuale e allo sportivo. Basso come uno scooter ma con un assetto da moto custom. Niente catena per la trasmissione finale, ma un bel cardano che fa dimenticare la manutenzione. Molta più carrozzeria di una normale moto ma sempre meno rispetto allo scooter.

La presenza del motore, visibile ma non troppo, accontenta sia i motociclisti che amano vederlo sempre in primo piano, sia gli scooteristi che invece preferiscono tenerlo celato sotto una coltre di plastica. Saranno così le moto del futuro? Sarà l’ Honda DN–01 la capostipite di questo nuovo corso?
(clicca sulle immagini per ingrandirle)
Nel luglio del 2007 era stata presentata come moto “concept” al Tokio Motor Show.
L’ Honda CB 1100 F è una “modern classic” ispirata alle CB degli anni 70-80 che tanto furono amate in quel periodo.
Ed è proprio questa impostazione classica, come il telaio in acciaio, i quattro cilindri in linea raffreddati ad aria, i classici e ormai quasi dimenticati ammortizzatori al posteriore e il fascinoso scarico 4 in 1 cromato che sicuramente saranno la chiave del successo di questa attesissima moto, che tanto piacerà a tutti i nostalgici, che come me hanno un idea della motocicletta quasi essenziale: un serbatoio, una sella, un faro e un bel motore “nudo” da mettere in mostra senza vergogna.
Per adesso non c’è conferma della commercializzazione nel mercato europeo mentre qualcosa si sta muovendo negli USA.
Ovviamente l’interesse che verrà generato intorno a questa moto potrà essere la chiave per far decidere di importarla anche qui da noi.
(clicca sulle immagini per ingrandirle)
Nulla invece si è detto sulla versione R (Honda CB 1100 R) che sarebbe la sorella “sportiva”.
Anche questa moto ha riscontrato un notevole successo ma le parti speciali di cui è composta richiederebbero un costo di produzione troppo elevato, tale da non rendere conveniente la commercializzazione.
Restiamo in attesa di nuovi sviluppi e per adesso non ci resta che goderci le poche immagini che si trovano in giro per la rete.
6.000 morti, 80.000 feriti e 20.000 casi di invalidità permanente a livello nazionale.
1.605 a Palermo nell’ultimo anno e ben 373 dall’inizio del 2008.
Sono numeri da capogiro quelli degli incidenti in moto, soprattutto nella fascia di età 18-30 anni, la cui responsabilità principale è da riscontare nel fattore umano più che da legare al veicolo o all’ambiente.
Proprio per sensibilizzare i giovani e non solo sul corretto uso della moto è nata la manifestazione Due Ruote sicure.
L’evento, in collaborazione con il Comando di Polizia Municipale – Nucleo Educazione Stradale, si svilupperà in una tre giorni, dal 17 al 19 aprile a Palermo (dalle 10:00 alle 20:00), di stage teorici e pratici in compagnia di insegnanti di guida sicura. Il corso, che avrà la durata di circa un’ora e sarà organizzato a Piazza Unità d’Italia, rientra nel progetto di salvaguardia della vita denominato Weekend for life.
A guidare gli apprendisti piloti nel complesso ed affascinante mondo delle due ruote ci saranno esperti di guida sicura, guidati appunto da Mario Zito (titolare di SZ Motor, concessionario ufficiale Honda), che avranno il compito di illustrare le principali tecniche per un corretto comportamento di guida.
Sia con prove teoriche, attraverso un simulatore fornito dalla Honda, sia con prove pratiche in sella a moto di cilindrata diversa (50cc, 125cc, 150cc e 300cc).
La sicurezza alla guida, quindi, non può prescindere dalla conoscenza e dal rispetto delle norme stradali e su questi punti Due Ruote Sicure premerà fortemente.
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