Una moto essenziale che incarna lo spirito delle autentiche custom old school. Design minimalista, linea snella e filante, dettagli rétro e poche cromature.
MILWAUKEE – USA (1 febbraio 2012) – Spogliate una Harley-Davidson Softail di tutto il superfluo e ciò che resta da vita al nuovo modello Slim. A partire dallo snello retrotreno fino all’elegante e corto parafango anteriore, lo Slim rappresenta semplicemente il non plus ultra dell’essenzialità: pochi coperchi, sella monoposto, cerchi e pneumatici di dimensioni inferiori e cromature ridotte all’osso. Potete definirla “spoglia” o “old school”. Oppure potete semplicemente definirla “un distillato di grinta”. Ciò che resta del modello di partenza è solo il profilo originario tipico dei Softail e l’iconico stile Harley-Davidson che richiama le classiche custom bobber degli anni ’50.
“È giunto il momento che il motore ritorni ad essere il fulcro della moto”, ha dichiarato Casey Ketterhagen, Senior Designer di H-D. “Per questo motivo abbiamo deciso di mettere ilSoftail a dieta, riducendo le proporzioni della moto. Abbiamo conferito al retrotreno un aspetto più snello e sottile, utilizzando un pneumatico di dimensioni inferiori e un parafango corto; in tal modo il motore assume il ruolo centrale che gli spetta. Inoltre abbiamo lasciato uno spazio tra la sella e il serbatoio per consentire al pilota di ammirare la parte superiore del motore. Mi piace l’idea di guardare in basso e intravedere il cuore pulsante che anima la moto”.
Per mantenere le linee pulite ed essenziali del retrotreno, lo Slim è dotato di un gruppo ottico posteriore che integra nelle luci di direzione anche le luci di stop e posizione. I supporti del parafango posteriore sono a vista e lasciano intravedere l’acciaio forgiato e i relativi fissaggi. Una sottile fascia in pelle nera ricopre la linea centrale di giunzione del serbatoio. Il gruppo di trasmissione è rifinito con coperchi valvole lucidati, anziché cromati e le alette dei cilindri non hanno la classica finitura lucidata. Il parafango anteriore FL è corto per lasciare in bella vista una porzione maggiore di pneumatico.
“La mia moto non ha neppure il parafango anteriore”, dichiara Ketterhagen, aggiungendo “ma sfortunatamente, su un modello di serie, non possiamo spingerci a tali estremi. Il modello Slim, vuole essere un’interpretazione delle custom realizzate artigianalmente negli anni ’40 e ’50; per il modello Slim abbiamo selezionato numerosi componenti che rievocano quell’epoca, cominciando dal classico manubrio Hollywood”.
Il manubrio Hollywood, caratterizzato dall’ampia curvatura e dalla presenza di un traversino, era un accessorio originariamente installato sulle Harley-Davidson d’anteguerra equipaggiate con la forcella Springer. Si ritiene che il nome del manubrio derivi dal fatto che i proprietari dell’epoca utilizzavano il traversino del manubrio per installare luci aggiuntive e borse conferendo alla moto quello “stile Hollywoodiano” ricco di personalizzazioni eccessive e stravaganti. Nel caso dello Slim, Ketterhagen ha scelto un traversino con finitura in nero lucido, la stessa che caratterizza anche i comandi manuali e il faro nacelle. Tra gli altri elementi di stile dell’epoca figura la console “Cat Eye” sul serbatoio, dotata di tachimetro con sfondo in stile rétro, le pedane pilota a forma di mezzaluna, il copri filtro aria ovale in colore nero lucido e i cerchi con il medesimo trattamento. La speciale sella monoposto con finitura “tuck-and-roll” è stata creata per il modello Slim.
“La sella è progettata per far sentire il pilota parte integrante della moto e non semplicemente seduto su di essa”, dichiara Ketterhagen. “Il manubrio presenta uno stile piacevole e un’impugnatura piuttosto bassa che offre una visibilità a tutto campo. Tutti elementi che rafforzano ulteriormente il concetto di moto essenziale in grado di offrire un’esperienza di guida tipica delle moto dure e pure del passato”.
Il propulsore Twin Cam 103BTM con contralberi di bilanciamento è fissato rigidamente al telaio, creando un saldo legame tra moto e pilota. Il telaio del Softail è ispirato alle linee pulite ed essenziali degli hardtail tradizionali, ma è dotato di una sofisticata sospensione posteriore con ammortizzatori montati orizzontalmente e sapientemente nascosti. Grazie al connubio tra un’altezza da terra della sella di 650mm, delle comode pedane pilota e un cavalletto laterale leggero e semplice da azionare, lo Slim si adatta facilmente a motociclisti di tutte le altezze. Se poi si desidera arretrare il manubrio ancora di due pollici, senza modificare cavi e tubazioni, si possono installare gli appositi riser disponibili nella gamma Accessori Originali Harley-Davidson.
Prezzo consigliato Iva inclusa del modello Softail Slim: a partire da 19.500 Euro
Principali caratteristiche del modello Harley-Davidson Softail Slim 2012:
Motore Twin Cam 103BTM da 1690cc raffreddato ad aria, fissato rigidamente al telaio e dotato di contralberi di bilanciamento e di un sistema di rilascio automatico della compressione (Automatic Compression Release – ACR), in grado di erogare una coppia nominale massima pari a 132Nm a 3250 giri/min.
Motore verniciato a polvere nera con coperchi valvole lucidati.
Trasmissione Cruise DriveTM a 6 marce.
Scarichi “Shotgun” sovrapposti cromati, con terminali a taglio obliquo.
Coperchio filtro aria ovale in colore nero lucido.
Serbatoio carburante Fat Bob® da 18,9 litri.
Console “Cat Eye” di colore nero che include un tachimetro elettronico con sfondo in stile rétro.
Pneumatico Dunlop da 16″ sia anteriore (MT90B16) che posteriore (MU85B16).
Cerchi a raggi di colore nero.
Manubrio Hollywood con traversino.
Corpo faro in nero lucido con ghiera cromata.
Faro nacelle in nero lucido.
Pedane a mezzaluna e comandi a pedale in stile rétro.
Corto parafango posteriore con pneumatico posteriore a vista.
Corto parafango anteriore FL.
Gruppo ottico posteriore che integra negli indicatori di direzione le luci di stop e posizione.
Sella monoposto con finitura in vinile “tuck-and-roll”.
Supporti parafango posteriori forgiati.
Serbatoio olio in nero lucido.
Antifurto “Smart Security System” di serie, con telecomando dotato di funzione di riconoscimento a distanza.
ABS di serie.
Colori disponibili: Vivid Black, Denim Black e Ember Red Sunglo.
Come spiegare le sensazioni che si provano guidando un’ Harley-Davidson?
Vi è qualcosa di magico in queste moto!
Pensate che ogni qualvolta rientro da una passeggiata la mia schiena è a pezzi, anche perché non sono il tipo da fare il giretto di qualche chilometro.
Al ritorno, quando entro la moto nel box, sono sempre incazzato e dentro di me dico che non la toccherò finchè la mia schiena non avrà metabolizzato tutti i colpacci che ha preso, ovvero almeno per una settimana.
Ma stranamente l’indomani mattina sento già il bisogno di prenderla per riascoltare il sound del suo motore, godere della sua spinta e della serentità che dona nel condurla.
Mi piace guidarla lontano dalle autostrade, attraversando le strade strette dei paesi, dove lo scarico del bicilindrico si riflette sui muri producendo un suono possente ma per nulla fastidioso.
Mi piace osservare l’espressione di ammirazione dei passanti, letteralmente presi da quel pulsare asincrono che sembra distribuire suoni fatti di materia e non di onde sonore.
Mi piace notare coloro che si soffermano ad osservare il balzellante minimo da 60 giri al minuto, credendo che il motore si debba spegnere da un momento all’altro e rimanendo sbalorditi quando si accorgono che invece quel motore gira proprio così.
Mi piace fotografarla come fosse una modella quando trovo uno sfondo appropriato alla sua personalità.
Con le altre moto tutto ciò non mi era mai capitato!
Questo fine settimana Napoli sarà magnifico teatro del “Legend on Tour”, evento itinerante che vede sfilare le moto della casa di Milwaukee nelle più belle città italiane.
In Via Caracciolo per due giorni ci sarà l’imponente “Truck” dell’Harley Davidson, dove sarà possibile ammirare e provare le meraviglie Made in Usa.
Padrone di casa è la concessionaria On The Road, da undici anni punto riferimento dei bikers partenopei: “Sarà – spiega Giovanni Borrelli, socio dell’On The Road – una due giorni all’insegna del marchio Harley Davidson. Il programma prevede la possibilità di provare l’intera gamma 2011, con dodici moto a disposizione. Si potranno testare attraverso un percorso guidato, dove il piacere di cavalcare una Harley si unirà al piacere della vista di un panorama unico. All’interno del truck sarà adibita un’area hospitality, dove i bikers potranno scambiare le loro opinioni sulle moto provate.
A rendere più allegro l’evento sarà la presenza dei soci del Vesuvio Chapter”.
883 Sporster Tricke
A Napoli a fare bella mostra di sè non saranno solo i modelli di serie, ma anche una moto nata dal genio di Borrelli, la Sportster Tricke: “L’idea – racconta Giovanni – di aggiungere una ruota ad una 883 mi venne nel 2003 quando mi trovavo in America per lavoro. Mentre ero a passeggio per New York, fui colpito da un modello artigianale. M’informai e venni a sapere che purtroppo i kit della casa madre sono solo legati alle ammiraglie Softail e Touring. La cosa cadde così nel dimenticatoio. L’anno scorso ero in Florida nella sede di un’azienda specializzata nel settore e l’idea riaffiorò. Colsi l’occasione per chiedere la realizzazione di un kit per la 883, che mi è stato poi consegnato il mese scorso. Ho scelto come base di partenza una 883 R, per la presenza del doppio disco anteriore e per il colore. Con la collaborazione dei tecnici Antonio Tessitore e Benedetto Fontana ho realizzato così la prima Sportster Tricke. La moto è omologata per circolare a norma di legge sulle strade italiane, e la modifica non intacca assolutamente il telaio di serie. Il mio invito è rivolto a tutti coloro che amano la moto di venirci a trovare, per scoprire le novità 2011 e trascorrere momenti d’allegra e sana passione”.
Arese, 8 marzo 2011. La nuova grafica Harley-Davidson® è stata ultimata, ogni più piccola cromatura lucidata, i potenti motori messi a punto. Tutto è pronto per questa settima edizione di “The Legend On Tour”. Dopo la lunga pausa invernale, riparte l’evento itinerante che porterà il mondo Harley-Davidson® nelle piazze italiane. Prime tappe in agenda saranno le città di Ravenna e Viterbo, che ospiteranno sabato 19 e domenica 20 marzo gli imponenti camion americani simbolo dell’iniziativa.
L’apertura di stagione “The Legend On Tour” coincide inoltre con il primo fine settimana dello Spring Break, un “porte aperte” di nuova generazione che prevede dieci giorni di eventi presso le concessionarie Harley-Davidson. Assoluta protagonista di “The Legend On Tour” sarà la gamma Harley-Davidson® 2011, tra cui le ultime novità Softail® BlacklineTM e Sportster® 1200 Custom, a disposizione del pubblico per essere ammirate ma soprattutto provate gratuitamente. Da non dimenticare casco, giacca e patente di guida.
Il calendario 2011 è già fitto di appuntamenti con decine di tappe ad oggi confermate e molte altre in arrivo. Una crescita esponenziale dalla prima edizione. Formula che vince non si cambia pertanto anche per questo settimo anno di “The Legend On Tour” i test moto saranno indiscussi protagonisti, ma non è tutto. I concessionari, fautori dell’iniziativa in collaborazione con Harley-Davidson Italia, hanno in serbo per i propri ospiti anche altre proposte tra cui scuola guida donne, shopping fuori orario, expo moto special, aperitivi e tanto altro ancora. Ogni tappa sarà unica in quanto diversa dalla altre, ogni appuntamento una scoperta. L’invito è per tutti, clienti e futuri tali, appassionati e curiosi.
Il segreto del successo è semplice e nasce dalla convinzione che il miglior modo per far apprezzare il bicilindrico di Milwaukee sia provarlo. Una buona dose di nuove amicizie non potrà che rendere ogni giornata di “The Legend On Tour” un po’ speciale.
L’elenco delle tappe di “The Legend On Tour” 2011 è disponibile al sito www.harley-davidson.it ed aggiornamenti in tempo reale saranno pubblicati sulla pagina Facebook di Harley-Davidson Italia.
Quando fu presentata nell’aprile del 2007 fu subito etichettata dai soliti giornalisti del settore come una custom e naturalmente, come sempre accade per ogni nuovo modello della Guzzi, le fu affibbiato il ruolo di antagonista delle mitiche H-D 883 e 1200 Sportster.
Niente di più sbagliato, poiché la Bellagio non ha nulla a che spartire con tali moto, tranne forse la filosofia delle custom.
Ma a guardarla attentamente nemmeno custom si può definire poiché la Bellagio è una via di mezzo fra custom e naked.
Anche se un po’ improvvisata nelle sue sovrastrutture (si poteva fare di più a livello serbatoio, sella e parafango posteriore) la moto risulta comunque piacevole, agile e diversa dalle tante imitazioni Jap.
Inoltre quegli scarichi sovrapposti e perfettamente paralleli aggiungono una nota di personalità così come accadde per il Nuovo Falcone 500.
La parte del leone la fa sempre il motore poiché non esiste una custom con simile disposizione, differenziandosi totalmente da quella che è la tendenza attuale, cioè del bicilindrico a V stretto longitudinale che tante case hanno adottato nei cloni Harley.
Ma passiamo alla parte dinamica della Bellagio, tenendo sempre un confronto con la sua sorella Harley.
Chi come me ha posseduto un’ H-D 883 o 1200 Sporster conosce benissimo le qualità ed i limiti di queste moto.
Tutte votate alla coppia, alla pastosità del motore, al sound inconfondibile, alle good vibration, che nonostante l’abbondante uso di silent blok ci sono ancora.
Ma sono moto da utilizzare quasi esclusivamente per trotterellare in pieno relax senza forzare troppo la mano con la manopola del gas ed usando il cambio senza mai portarlo ai limiti di rotazione.
La ciclistica poi è quella che ben conosciamo: forcella anteriore da 35 mm e ammortizzatori posteriori stereo a corsa breve (purtroppo la cinghia di trasmissione finale non consente grandi oscillazioni al forcellone).
Ciò che ne deriva è un confort di marcia alquanto discutibile ulteriormente mortificato da una sella che nulla di buono concede alle nostre preziose terga.
Infine un peso di 260 Kg che oltre a mettere facilmente in crisi la forcella anteriore e fare andare a pacco gli ammortizzatori posteriori crea non pochi problemi negli spostamenti a mano.
Terminato il periodo di infatuazione della mia 883 ho cominciato a vedere le cose sotto un’ottica differente.
Avevo bisogno di una moto rilassante, è vero, ma anche di una ciclistica più solida, di un motore più prestante e di un confort maggiore.
Inoltre mia moglie, dopo la prima uscita in coppia, si era rifiutata categoricamente di risalire su quella moto.
Eccomi così nuovamente alla caccia di un qualcosa che possa soddisfare le mie velleità di customista che pretende anche un motore che abbia una sostanziosa cavalleria, tanto per intenderci quella che puoi sfoderare quando devi cavarti fuori da qualche impiccio, e una comodità di cui un soggetto di ormai 63 anni comincia a pretendere.
Scartando completamente i cloni Jap senza carattere, senza storia e senza gloria, l’alternativa alla mia Harley diveniva veramente ardua. Ma ecco che un giorno, a seguito di segnalazioni di alcuni forumisti la mia attenzione cadde sulla Bellagio, moto che a dire il vero non avevo mai considerato, preso ancora dalla febbre Harley.
Mi reco così dal concessionario Guzzi della mia città e con grande meraviglia entro in un ampio salone dove in bella mostra è esposta tutta la gamma delle moto dell’Aquila.
Mi catapulto immediatamente sulla Bellagio la quale spicca fra le altre per la sua bellissima livrea argento-avorio (tutta un’altra storia rispetto al modello nero opaco).
Comincio a studiarla attentamente e mi accorgo subito di alcune peculiarità di grande pregio.
Tanto per cominciare una solida forcella anteriore da 45 mm, regolabile nel precarico; un impianto frenante con doppi dischi da 320 mm e pinze Brembo a 4 pistoncini; una sospensione posteriore con mono-ammortizzatore che agisce su leveraggi progressivi e regolazione dell’idraulica tramite pomello registrabile a mano; un cardano CARC che non finisce mai; una sella dalle dimensioni regali, anche per il passeggero.
Ma la mia grande meraviglia è stata quando mi sono abbassato per guardare il telaio.
Avevo letto che per la Bellagio i tecnici della Guzzi avevano optato per un progetto inedito particolarmente adatto per donare compattezza e guidabilità alla moto.
Andando a sbirciare sotto il voluminoso serbatoio rimango di stucco: mi trovo di fronte al telaio che non mi sembra tanto inedito, anzi a dire il vero assomiglia molto a quello della mitica V7 Sport, progettato da Lino Tonti.
Manca solo la chiusura della culla inferiore, che in questo modello è assente e viene sostituita dallo stesso motore che va a chiudere il doppia culla. Stupendo!
Immagino già cosa si potrà fare con questa moto, peraltro dotata di ruote a raggi e copertoni dall’impronta notevole.
Qualche appunto lo farei su quei perfili posticci che ornano il serbatotio e il codone che altro non sono che piccole bande adesive applicate senza una protezione di vernice trasparente.
Facile immaginare quindi quale sarà il loro futuro!Le pedane per il passeggero sono poste troppo in alto, costringendo quest’ultimo ad una posizione delle gambe troppo rannicchiata.
Un vero peccato poichè con questa nuova sella si era dato un particolare riguardo alle terga del passeggero. Sicuramente la conformazione dei due scarichi sovrapposti ha condizionato il posizionamento della pedana sinistra.
Trovare una soluzione sarebbe auspicabile.
Infine il manubrio, il quale è molto bello a vedere ma comporta una posizione (specie per chi è corto di braccia) caricata in avanti.
E’ pur vero che la moto è una via di mezzo tra una custom e una naked e che nella guida veloce è bene spostare il busto in avanti caricando i polsi, ma non dimentichiamo che l’essenza principale di questa moto (almeno così ho avuto modo di credere) sia la guida in tutto relax gustandosi motore e paesaggio.
Forse un manubrio con i corni più arretrati e leggermente rialzati non avrebbe guastato allo spirito della moto.
Infine la posizione del pilota in sella: le pedane a lui riservate sembrano un pò alte ed arretrate, costringendo quest’ultimo (specie se di gamba lunga) ad una posizione anche in questo caso, troppo rannicchiata.
Per quanto riguarda il motore, un aste e bilancieri a due valvole, ultrasperimentato ed ultracollaudato, penso che non ci siano problemi.
Con i suoi 75 cavalli si potrà fare di tutto.
Dopo 45 anni dall’ultima esperienza Guzzi (la mitica V7) sento che quanto prima ritornerò a cavalcare…… o meglio, a volare con l’Aquila e questa sarà la Guzzi Bellagio… forse!
Moto Guzzi Bellagio
BELLAGIO > Scheda tecnica
Motore
Tipo
Bicilindrico a V di 90°, 4 tempi
Raffreddamento
Ad aria
Cilindrata
935.6 cc
Alesaggio e corsa
95 x 66 mm
Rapporto di compressione
10
Distribuzione
2 valvole in testa comandate da aste in lega leggera e bilancieri azionati da punterie meccaniche
apertura valvola aspirazione 24 ° P.P.M.S.
chiusura valvola aspirazione 52 ° D.P.M.I.
apertura valvola scarico 54 ° P.P.M.I.
chiusura valvola scarico 22 ° D.P.M.S.
misurati con gioco di controllo bilanciere-valvola
Potenza massima
55 Kw a 7200 rpm
Coppia massima
78 Nm a 6000 Rpm
Alimentazione
Iniezione elettronica Multipoint, sequenziale, fasata Magneti Marelli IAW, sistema alfa-n; 2 corpi farfallati di Ø 40 mm con iniettori Weber IW 031
Avviamento
Elettrico
Impianto di scarico
In acciaio inox, 2 tubi collegati ad 1 camera di espansione, collegata a due silenziatori in acciaio cromati; catalizzatore a 3 vie con sonda Lambda
Omologazione
Euro 3
Ciclistica
Telaio
Tubolare a doppia culla scomponibile in acciaio ad alto limite di snervamento
Interasse
1.570 mm
Avancorsa
165 mm
Inclinazione canotto di sterzo
28°
Sospensione anteriore
Forcella telescopia idraulica Marzocchi, Ø 45 mm, regolabile separatamente
Escursione ruota anteriore
140 mm
Sospensione posteriore
Monobraccio con leveraggio progressivo, monoammortizzatore regolabile in estensione e con manopola ergonomica per la regolazione del precarico
Escursione ruota posteriore
120 mm
Freno anteriore
Doppio disco flottante in acciaio inox, Ø 320 mm, pinze Brembo, 2 pistoni paralleli
Freno posteriore
Disco fisso in acciaio inox, Ø 282 mm, pinza flottante Brembo, 2 pistoni paralleli
Ruote
A raggi con cerchi in lega di alluminio (tubeless)
The Legend on Tour, l’evento itinerante giunto alla sua quinta edizione porterà anche quest’anno il mondo Harley-Davidson nelle più belle piazze d’Italia.
Più di 20 week-end per avvicinare il grande pubblico al marchio americano attraverso i Demo Rides occasioni imperdibili che consentiranno di testare gratuitamente una Harley-Davidson della gamma 2009. CLICCA QUI per vedere il calendario completo dell’evento.
La stagione 2009 sarà ancora più entusiasmante grazie alle quattro “SPECIAL EDITION” che si svolgeranno in circuito.
I quattro appuntamenti proporranno la seconda edizione del trofeo monomarca dedicato al modello XR1200.
Un tributo alla sportività, al quale faranno da contorno tantissime altre attività tra le quali Demo Rides, Women Academy, Stunt Shows, Expo abbigliamento e moto e tanta musica!
Decisamente “cattiva” ma nello stesso tempo facile da domare; è la nuova proposta della casa di Milwaukee, un colosso capace di vendere oltre 300.000 moto all’anno.
La 883 Iron fa parte della serie Sportster che sono le H-D più apprezzate in Europa e soprattutto in Italia (pù di 1.400 pezzi venduti lo scorso anno tra la 1200 e la 883).
Il motore è interamente verniciato a polvere, neri i cerchi, nera la forcella, nere le poche sovrastrutture, compreso l’immancabile serbatoio “peanuts” da 12,5 litri.
La sella è monoposto ma si può aggiungere sia il sellino passeggero che lo schienalino.
In America è già ricercatissima e sono sicuro che anche in Italia verrà molto apprezzata. Considerando anche che le moto “dark” hanno da sempre avuto un grande fascino e soprattutto un grande riscontro nelle vendite.
Gli attuali guard rail sono inadeguati alla salvaguardia dei motociclisti. Esponi anche tu questo banner e unisciti alla protesta contro le mannaie-guard rail.
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