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Dalla R 80 GS alla R 1200 GS. Il boxer da fuoristrada!

9 settembre 2009 Melus 4 commenti
BMW R80 GS

BMW R 80 GS

Quando nel lontano autunno del 1980 la BMW presentò la sua R80 GS (Gelande-Strasse, ovvero fuoristrada-strada) fu immediatamente un “best seller”.
Nessuno aveva mai osato tanto!
Una moto di quasi un litro di cilindrata capace di affrontare autostrade a medie elevate o di trovarsi a proprio agio su sterrati o sulle sabbie del deserto.
Forcellone monobraccio della R 80 GSLa moto, con il suo propulsore ad aste e bilancieri, divenne un punto di riferimento per tutti i costruttori che intendevano cimentarsi nel settore delle tuttoterreno.
Nonostante la stragrande maggioranza dei suoi acquirenti non la adoperasse per usi specialistici, essa rappresentava quanto di meglio si potesse dare a chi ne avesse voluto fare un uso estremo.
In poche parole una moto polivalente, buona per andare in ufficio con giacca e cravatta, per fare il fighetto al bar, per gitarelle fuori porta, ma buona anche per sostenere dei raid estremamente impegnativi su qualunque tipo di terreno.
Il suo motore ampiamente collaudato nelle serie stradali aveva come punto di forza l’affidabilità, la robustezza, la facilità di manutenzione e cosa più essenziale, la facile reperibilità dei ricambi e la capillarità dell’assistenza.
A distanza di quasi trent’anni la GS continua ad essere il punto di riferimento, la moto da imitare, da eguagliare o da battere, l’ispirazione di tutti coloro che vorrebbero contrastarne la sua leaderschip.
Le BMW GS di oggi, a mio parere, hanno poco a che vedere con quel progetto iniziale che tanta fortuna portò al marchio.
Molto più complesse nella motorizzazione, con qualche decina di chiletti in più, con tanta elettronica e purtroppo con qualche problemino di affidabilità.
Vi è stato un periodo in cui nei blog motociclistici si parlava spesso di problemi di elettronica sopraggiunti con il nuovo modello R 1200 GS, ma mai nessuno si lamentava di essersi sentito abbandonato o bidonato dalla casa madre.

BMW R 1200 GS

BMW R 1200 GS

Anche i dirigenti della BMW ammisero che la moto aveva dei piccoli problemi e lo giustificarono con la grande quantità di richiese e naturalmente di pezzi prodotti.
Nonostante questa leale ammissione di colpa da parte dello staff dirigenziale della BMW e nonostante il passa parola degli acquirenti, il prodotto continuò a vendersi senza alcuna flessione negativa.
Come si spiega tutto questo?
Si spiega col fatto che la GS è stata frutto di un’intuizione, di un’idea geniale che ancora prima di lei nessuno era stato capace di mettere in atto.
Così come fu per la Vespa, la Mini, il Ranger Rover, la Smart, e fuoriuscendo dal campo dei mezzi motorizzati, il coltellino Victorinox, la Settimana Enigmistica, la Radio Cubo Brionvega, i Rolex, gli occhiali Ray-Ban e via dicendo.
Quanti tentativi si son fatti per eguagliare certi prodotti e quanto inchiostro si è sprecato per dire che un determinato modello sarà addirittura superiore ed attaccherà la leaderschip dell’altro di cui lui stesso è clone, magari costando anche di più.
E quanti flop si sono visti!
Penso che ognuno dovrebbe fare ciò che meglio sa fare, sfruttando le proprie tradizioni, il proprio stile, le proprie conoscenze, le proprie fantasie, intuizioni e idee.
Leggo adesso su una rivista motociclistica, che nel periodo che va da gennaio a giugno 2009 si sono vendute 2173 GS.
Per una moto che costa ben oltre 14.000 euro è quanto dire!

Moto Guzzi Stelvio: sfida alla BMW GS.

28 dicembre 2007 Melus 6 commenti

Moto Guzzi Stelvio 1200Leggo su un’autorevole rivista motociclistica un articolo sulla nuova Stelvio della Moto Guzzi dal titolo: Moto Guzzi Stelvio, sfida alla BMW GS.
Su un’altra rivista leggo: Moto Guzzi Stelvio l’anti GS.
Ma dico io, come si può di una moto che ancora è allo stato di prototipo, decretarne il suo successo, al punto da poter insidiare la GS la cui stessa sigla fa già venire le fregole a chi sogna di possedere una enduro?
Adesso non voglio dire che questa Stelvio non incontrerà i favori del pubblico, anzi gli auguro personalmente di venderne a camionate, ma non riesco a capire perché quando la Guzzi sforna una novità subito si scrive che quel modello debba diventare l’anti BMW o l’anti chissachecosa.
Ce ne vuole di coraggio e fantasia!
Quando uscì la Breva 1100 le riviste decretarono che sarebbe diventata l’anti BMW della serie R, quest’ultima venduta a carrettate specie nella mia città.
Volete sapere quante volte ho incontrato una Breva da quanto è entrata in commercio?
Due volte! Una vera e propria mosca bianca!

Poi è uscita la Griso, una nuda che a dire dei media doveva infastidire anch’essa la BMW nel settore delle naked.
Non ne ho mai incontrata una, dico mai!

Poi è uscita la Norge che doveva contrastare la BMW RT, ma appena uscita ha accusato, come peraltro le prime Breva, dei problemi di gioventù, Forse per un’ affrettata messa in produzione.
Anche di questa moto, vera e propria mosca bianca non ne ho mai incontrata una (vista solo dai rivenditori).

Passiamo alla Bellagio.
Questa moto doveva rappresentare la filosofia custom all’italiana e doveva porsi in commercio come una valida alterativa dell’ Harley Davidson.
Moto vendute nella mia città: forse poco più di una!
Viste in circolazione: non credo che mai la vedrò!

Adesso questa Stelvio monta il motore a otto valvole che già altri marchi Bmw R 1200 GSadottano da una vita, e sembra che la Guzzi, che peraltro l’ha montato e tolto diverse volte dai suoi motori, l’abbia perfezionato solo ora dopo trent’anni.
A questo punto vorrei ricordare ai signori che scrivono per le varie riviste motociclistiche, di avere un pò di pazienza ed attendere un qualche tempo prima di decretare il successo di una moto o di scrivere che quest’ultima possa scalzare alla sua nascita lo strapotere di certi modelli ormai divenuti dei best seller per la loro qualità, affidabilità, diffusione e tenuta del valore nel tempo.
Cerchiamo di essere un pò più realisti!

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