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Posts Tagged ‘Ducati’

Partecipa al concorso TIM-DUCATI Social Experience. Vinci Ducati Monster 696

1 giugno 2011 Nessun commento

Quest’anno al connubio Ducati-TIM si è aggiunto il pluri campione del mondo Valentino Rossi, per una combinazione tricolore vincente.

Una partneship tutta italiana che attraverso i social media e in particolare la pagina ufficiale di Facebook di TIM ci racconta in modo divertente la storia di questo legame, con foto, video, news e testimonianze dal paddok.

Scopri come si diventa un campione direttamente dai racconti di Vale.

Il futuro, le donne, i fan, il look, raccontati attraverso un serie di video esclusivi.

Tutti i clienti TIM potranno partecipare al concorso TIM-Ducati Social Experience compilando il modulo d’iscrizione e rilasciando i dati richiesti.

Prova anche tu l’applicazione del concorso “Vinci con TIM-DUCATI“ e invita anche i tuoi amici  a partecipare aumentando così le tue possibilità di vincere una mitica Ducati Monster 696 rossa.

Ogni settimana dal 4 maggio al 12 giugno saranno estratti bellissimi premi e tutti i partecipanti che avranno risposto in modo corretto alle sei domande sul mondo delle moto parteciperanno il 14 giugno all’estrazione di fantastici superpremi Ducati!

Cosa stai aspettando, partecipa al concorso TIM-Ducati Social Experience sulla pagina Facebook di TIM e avrai la possibilità di vincere, all’estrazione del 21 giugno, una moto Ducati Monster 696 rossa… e non dimenticare che invitando i tuoi amici aumenterai possibilità di vincere i fantastici premi in palio.

Spero che qualcuno di voi, approfittando di questa bella iniziativa, si porti a casa qualche premio e invito tutti quanti a condividere le esperienze e quant’altro su questa pagina.

La Desmosedici GP11 di Valentino Rossi. Grande regina di Passione Moto

2 febbraio 2011 Nessun commento

Ducati Desmosedici GP11 di Valentino Rossi

Mentre a Sepang, In Malesia, sono cominciati i test invernali del Team Ducati con Valentino Rossi e Nicky Hayden, Mario Carlo Baccaglini, patron di Passione Moto annuncia che la Desmosedici GP11 del “Dottore” sarà, il 5 e 6 marzo, tra le grandi attrattive dell’appuntamento padovano di “Passione Moto”.

La Ducati Desmosedici GP11 é equipaggiata con un motore 4 tempi V4 a 90°, raffreddato a liquido, distribuzione desmodromica con doppio albero a camme in testa, 4 valvole per cilindro e 799cc di cilindrata. La potenza supera i 200 CV, consentendo una velocità massima superiore ai 310 Km/h.

Passione Moto, nuova manifestazione creata per gli appassionati di moto, porterà in scena sia la storia sia l’attualità del mondo delle due ruote e dei suoi protagonisti più rappresentativi come la Rossa di Borgo Panigale.

Passione Moto si estenderà su una superficie di 20.000 mq e nei seguenti settori: commercianti, preparatori e restauratori di moto d’epoca; club e registri storici, ricambistica, accessori e abbigliamento, custom d’epoca e il settore dei privati con moto d’epoca e usate in vendita. Non mancheranno inoltre eventi correlati e mostre tematiche per vivere a pieno il mondo della moto.

Info:
Segreteria organizzativa Intermeeting srl – tel. 049.7386856 – www.passionemotoexpo.it
info@passionemotoexpo.it

Ufficio stampa:
Studio ESSECI, Sergio Campagnolo – tel. 049.663499 – www.studioesseci.net
info@studioesseci.net

Basta con questi mostri

22 novembre 2010 19 commenti

imageQuesto pomeriggio mi trovavo in giro a sbrigare le solite faccende quotidiane quando ad un tratto, in prossimità di un incrocio, vedo arrivare in derapata una Ducati Hypermotard con a bordo un ragazzetto sui venti.
E’ stato un attimo… e l’ attimo dopo lui era già per terra, e ciò che restava della moto era finito sotto una macchina.
Quasi con le gambe tremanti mi avvicinai al ragazzo per prestare immediato soccorso e insieme a me tanta gente intorno… gente comune… gente impaurita e preoccupata per quel ragazzetto che adesso stava li, disteso e senza nessun segno di vita.
Le sirene dell’ ambulanza facevano già da sottofondo quando riprese a muoversi.
Un gran botto, tanta paura e con ogni probabilità più di qualche osso rotto.
Tornando a casa ripensavo a quanto avevo appena visto e riflettevo su dove finivano le colpe del guidatore e iniziavano quelle di una moto dalla potenza esagerata con la licenza di poter essere guidata da chiunque… esperti piloti o pivelli dal portafoglio gonfio.
Ma siamo veramente in grado di guidare questi mostri che ci propinano le case motociclistiche?
Nessuno si rende conto che tali moto, in mano a delle persone incompetenti possono diventare estremamente pericolose?
Troppe moto sono sempre più simili a quelle usate in Moto GP, solo che i piloti sono dei ragazzi che magari qualche mese prima giravano in Vespa e che adesso a bordo dei loro bolidi girano su strade che non sono piste e dove al posto degli ampi spazi vi sono macchine, moto e soprattutto pedoni.
Qualcuno potrebbe obiettare dicendo che ognuno è padrone della propria vita, padrone di spendere i propri soldi come meglio crede e soprattutto in molti sostengono che anche un triciclo può essere pericoloso nelle mani di una persona poco coscenziosa.
E a dire il vero questo qualcuno mi troverebbe anche d’ accordo… ma solo in parte!
Bisogna guidarla un Hypermotard per capire di cosa parlo.
E anche l’ utente più esperto dovrà ammettere che avere sotto il culo tutti quei cavalli pronti a sbizzarrirsi con la minima inclinazione del polso, non è cosa di poco conto.
Quale sarebbe allora la soluzione?
Limitare la produzione di questi mostri e cercare nuovi fronti dove le case motociclistiche potranno confrontarsi… privilegiando i consumi, il minore impatto sull’inquinamento, il peso, la guidabilità e soprattutto la sicurezza.
Nel campo della tecnologia ci si può misurare soprattutto su questi altri valori, e non per forza sconfinando nel campo dell’ iper potente e del super veloce.

Ducati Cruiser. Uno scooter d’epoca!

5 maggio 2009 5 commenti
Ducati Cruiser

Ducati Cruiser

Quando si parla di scooter che hanno fatto la storia, la nostra attenzione si focalizza immediatamente sul duopolio di Vespa e Lambretta.
Per noi italiani non sono esistiti altri scooter, anche se occorre ricordare che molte case motociclistiche sin nell’immediato dopoguerra e nella loro breve o lunga vita hanno sempre tentato di inventare qualcosa che potesse coprire questo settore, che risultava essere molto promettente considerati i grandi sviluppi e i larghi consensi ottenuti dalla Piaggio e dalla Innocenti per i loro scooter.
Alcune case produttrici di motocicli hanno cercato di sfruttare questo filone pur non avendo ampie conoscenze in questo settore.
Si vedevano così delle moto ricoperte da pannelli e carenature che in un certo senso dovevano rendere tale mezzo più pulito, comodo e fruibile e il più possibile simile ad uno scooter.
Persino il motore veniva nascosto da una carenatura, poiché come negli scooter, questi non doveva  essere in vista.
Nacquero così degli ibridi che portarono a dei flop quasi immediati, anche se oggi tali moto scooterizzate sono molto ricercate dai collezionisti.
Vi furono invece altre case che pur producendo esclusivamente motocicli si rimboccarono le maniche progettando ex novo degli scooter che non avevano nemmeno un bullone in comune con la originaria produzione motociclistica.
Purtroppo l’originalità e la qualità  dei progetti Vespa e Lambretta  portava la concorrenza a sconfinare in soluzioni a volte troppo ricercate e sofisticate  per essere accettate da un pubblico abituato alla razionalità ed alla semplicità dei due miti italiani che avevano fatto scuola nel mondo.
Questo fu il caso della Ducati, la quale presentò alla Fiera di Milano del gennaio 1952 uno scooter di altissima qualità e dalle soluzioni tecniche d’avanguardia, sicuramente superiori a quanto offriva in quel periodo il mercato.
Si trattava del Ducati Cruiser, dotato di un motore a 4 tempi di 175 cc. (primo in Italia per la motorizzazione di uno scooter) con valvole comandate da aste e bilancieri e gruppo termico orizzontale disposto trasversalmente al telaio.
Il cambio, altra grande novità, era idromeccanico a convertitore di coppia, mentre l’accensione elettrica veniva comandata da un pulsante azionabile con il piede.
Notevole la potenza: 8 cavalli a 4.000 giri.
Lo studio del telaio e della carrozzeria  venne affidato alla matita del carrozziere Ghia, mentre la parte meccanico-tecnica all’estro ed all’inventiva dell’ing. Antonio Fessia, con precedenti in campo aeronautico.
Fra le altre peculiarità del Cruiser vi è il gruppo cambio completamente distaccato dal gruppo termico da cui prende il moto tranne un albero con giunto elastico.
Esso fungerà da forcellone posteriore mentre le sue oscillazioni verranno ammortizzate da sospensioni composte da tamponi in gomma.
La forcella anteriore è invece monobraccio lavorante su biellette ed ammortizzata anch’essa da tamponi in gomma.
Il gruppo termico veniva ulteriormente raffreddato da un’ampie presa d’aria poste sia sullo schermo anteriore dello scooter che sui pannelli laterali.
A dire il vero la linea del Cruiser, forse anche a causa delle sua dimensioni extra large risultava un po’ pesante, sia di linea che di peso, considerato che eravamo nell’ordine dei 100 Kg.
La ruota di scorta, a differenza di quanto avveniva  sugli altri scooter trovava posto, perfettamente celata dietro lo scudo sinistro.  Dobbiamo anche dire che il Cruiser fu il primo scooter a montare le frecce.
Purtroppo la causa del suo elevato prezzo, dovuto alle elevate soluzioni tecniche (300.000 lire, ovvero circa tre volte il costo di una Vespa) non portò a quegli obiettivi di vendita sperati e così anche il Cruiser ben presto si rivelò un flop.
Ne vennero prodotti circa 1.000 in un periodo compreso fra il 1952  fino al 1953.
Oggi questo scooter è ricercatissimo dai collezionisti che non disdegnano di sborsare cifre elevate anche per un modello che richiede grandi cure per il suo restauro.
Nelle riviste specialistiche viene quotato circa 2.000 euro nelle condizioni di buona conservazione, ma ad onor del vero mi sembra una quotazione che non rispecchia la realtà.
Difficilissimo da reperire vuoi per la limitata produzione, vuoi perché ritenuto quasi immediatamente un oggetto da collezionismo, proprio per le sue soluzioni tecniche d’avanguardia, il Cruiser risulta alquanto laborioso da restaurare proprio per la scarsa  disponibilità di pezzi di ricambio.
Per chi si volesse cimentare in un’operazione del genere il mio consiglio personale è quello cercare un mezzo che sia perfettamente completo ed originale nella sua componentistica.
La carrozzeria, anche se malmessa e con qualche punto di ruggine non dovrebbe presentare problemi.
Molta attenzione invece alla ruggine sul pianale ed alla costola di irrigidimento dello stesso.
L’ideale sarebbe trovare un mezzo marciante, sperando sempre che il cambio idromeccanico ad invertitore di coppia sia a posto.

Moto GP

20 marzo 2009 5 commenti

imageQuest’ anno, sarò più assiduo nel nel seguire il massimo campionato di moto, e mi auguro anche d’ intervenire nei dibattiti dei vari forum sparsi per  il web, cosa che non ho mai fatto in precedenza.
Cos’ è cambiato?
E’ cambiato che non mi sento più d’essere uno sfegatato antirossiano come lo ero in precedenza, al punto da non seguire più un Moto GP per non vederlo vincere.
Devo ammettere che Rossi mi fa ancora una grande antipatia, che viene accentuata da quei demenziali spot pubblicitari che ce lo propinano in maniera martellante in ogni attimo della giornata, con quella sua cantilena che a me fa accapponare la pelle.
Ma a pensarci bene questo non ha nulla a che vedere con colui che ha vinto una marea di mondiali, che rappresenta la nostra Italia, e che ormai è diventato un mito.
Mi sono reso conto che un campione va accettato e valutato per il ruolo che gli compete sul campo e non per quello che fa quando lascia gli attrezzi della sua attività.
Pensate che un giorno sono persino giunto ad esultare quando Valentino prese uno scivolone.
Adesso mi vergogno a raccontarlo, e me ne vergognai quello stesso giorno, quando mio figlio, tifoso di Valentino, con grande sdegno mi fece notare che mi ero comportato come un selvaggio e che un campione durante la gara va sempre rispettato, qualunque sia il suo quoziente di gradimento che noi gli attribuiamo.
A volte mi chiedo se sia più costruttivo tifare per un campione straniero che porta in alto un marchio italiano o per un campione italiano che porta in alto un marchio straniero.
Io comunque continuerò a tifare per Stoner e non certo per particolari
motivi di simpatia (non mi risulta che sia un tipo particolarmente simpatico) ma perché penso che lui abbia le capacità per portare alla vittoria un marchio italiano che fa sforzi inauditi per poter stare alla pari con dei colossi come Yamhaha, Honda e Suzuki.
Ed in questo momento, personalmente, penso che sia più importante avere
un marchio italiano che possa trarre innegabili benefici di immagine e quindi di vendite, dalle vittorie delle sue creature.
Certo, l’ideale sarebbe avere un campione del mondo italiano su moto italiana, e chissà che un giorno…
Ma per adesso nell’attesa mi contenterò di tifare Ducati e Stoner,
diversamente da come feci però negli gli anni precedenti.
Niente odi ed antipatie, ma solo un grande rispetto per tutti i suoi avversari!

Foto di “Pilotino”

8 ottobre 2008 4 commenti
Pilotino e la sua Ducati 999

Pilotino e la sua Ducati 999

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Ducati Monster 1100: un “Mostro” dal peso piuma!

29 settembre 2008 2 commenti
Proprio così, il “Mostro” è la moto più leggera della sua categoria. In soli 169 Kg è racchiuso un motore da 1100 cc Desmodromico a due valvole, con 95 CV erogati a 7500 giri/min e con l’impressionante coppia di 10,5 Kgm a 6000 giri/min. Daltronde lo spirto del progetto Monster è sempre stato quello di creare una moto leggera, compatta e soprattutto potente, ma senza mai trascurare l’inconfondibile look aggressivo e accattivante.
(clicca sulle immagini per visualizzarle in alta risoluzione)
Oltre alla versione standard ci sarà anche una versione S che differisce principalmente per la presenza di sospensioni in stile racing come la forcella e il monoammortizzatore Öhlins. Il peso è stato ridotto ulteriormente di 1 Kg rispetto alla versione base grazie all’utilizzo del carbonio per il parafango anteriore, le cartelle copricinghia e il paracalore dei silenziatori. Altra caratteristica distintiva saranno i cerchi a 5 razze colorati in “Racing gold”.
(clicca sulle immagini per visualizzarle in alta risoluzione)
La presentazione ufficiale della Monster 1100 è prevista per l’ Intermot 2008, il Salone internazionale della moto, dall’ 8 al 12 ottobre.
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