
Track T-800CDI
Sempre più frequenti le notizie di progetti riguardanti motociclette mosse da propulsori diesel.
Viene da chiedersi se l’applicazione di questo tipo dl motore su un mezzo a due ruote sia effettivamente dovuto alle nuove esigenze relative alla carenza del prezioso petrolio ed alle sue conseguenti economie di consumo, o se non si tratti di un filone che dovrebbe creare una nuova nicchia di mercato, considerato che i numeri di vendita dei motocicli vanno sempre a diminuire!
Posso capire se un giorno vi dovessero essere delle restrizioni tali da centellinare il consumo del carburante e da renderne il suo acquisto quasi proibitivo!
Forse allora avere una moto diesel che consumi solo due litri di gasolio per percorrere 100 chilometri può avere veramente un senso.
Ma ancor oggi mi sembra che siamo ancora distanti da quel momento, e la moto diesel, così come la moto elettrica mi sembrano attualmente improponibili per il motociclista odierno.
Qual è quel motociclista che cambierebbe il rombo del suo scarico con un martellante ed impersonale suono di un motore diesel?
Oggi che quasi tutte le auto circolati sono mosse da motori diesel ci rendiamo conto di quanto era bello udire il rombo potente di un’auto sportiva, il frullare di un motore a sei cilindri, il tono portentoso di un motore Alfa.
Altri tempi!
Adesso tutto è appiattito da questi diesel totalmente privi di personalità che elargiscono decibel sotto forma di piccoli martelli pneumatici.
Qual è quel motociclista che rinuncerà all’accelerazione bruciante del suo quattro cilindri?
Qual è quel motociclista che rinuncerà a veder schizzare il contagiri alla minima apertura del comando del gas?
In poche parole, oggi, l’uso di un motore diesel è solo questione di economia poiché sinceramente non vedo all’orizzonte altre peculiarità.
Sembra comunque che un’azienda olandese, la EVA Products di Valkenburg abbia preso la cosa seriamente mettendo in cantiere una moto con propulsore a ciclo otto, la Track T-800CDI.
Si tratta del motore a tre cilindri turbodiesel a iniezione diretta di 800 cc. (preso pari, pari dalla Smart), che sviluppa alla ruota 48 cavalli, con una coppia di 120 Nm entro un range di 850 e 4250 giri.
Cambio con variatore automatico e trasmissione finale ad albero, made in BMW.
Il prezzo in Olanda sarà di 17.500 euro e pare che già siano stati effettuati 400 ordini.
La moto pesa 226 Kg e a quanto sembra raggiunge i 175 Km/h.
Sbalorditiva l’autonomia di circa 900 Km con un pieno di gasolio.
Attendiamo con ansia una prova di questa moto!
In una società dove ormai il mezzo meccanico rappresenta una appendice della persona che lo possiede, e dove il benestare di un soggetto si misura in base alla lunghezza di una barca ed al costo del suo SUV, e dove la cazzutaggine di un motociclista viene valutata in base alla quantità di cavalli che quest’ultima riesce a scatenare, ebbene, dinnanzi a tutto questo fa piacere sentire che sempre più frequentemente vi sia qualcuno che continua a stupirsi del fatto che le case motociclistiche siano sempre più orientate verso produzioni di moto altamente performanti, mentre scompaiono dai listini le moto di media cilindrata, quando per media cilindrata si intendono quelle moto che vanno dai 350 ai 500 centimetri cubici.
Occorre che le case motociclistiche capiscano che le medie cilindrate non sono esclusivo appannaggio di sfigati dal portafoglio sgonfio, o mezzo prediletto di neo patentati intimoriti dalla mole e dalle cilindrate, o ancora mezzo esclusivo per donne che hanno preferito la moto allo scooter.
Le case motociclistiche devono capire che il futuro della moto non può essere solo incentrato su un aumento costante delle cilindrate e dei cavalli fino all’infinito, e che invece quanto prima si ritroveranno a dover affrontare una inversione di marcia, proprio in base agli elevati costi del carburante, alla scarsezza e alla durata delle scorte, all’effetto serra.
Ma a prescindere dai problemi ambientali penso che sia venuto il momento, per le case motociclistiche, di rimboccarsi le maniche e cominciare a sfornare qualche bel modello di media cilindrata con motorizzazione moderna, leggera, economico nei consumi e nella manutenzione, performante nella sua classe di cilindrata, senza andare a depotenziare modelli di maggiore cilindrata o a ripescare i soliti progetti anni ‘70/ ‘80 riveduti e corretti.
Non moto mortificanti per motociclisti mortificati, così come sembra che vadano le cose oggi, ma moto di nuova generazione per motociclisti intelligenti che intendono ancora usare le due ruote per divertirsi e non solo per correre, che sanno benissimo che con 50/60 cavalli alla ruota e una moto leggera si può fare proprio di tutto.
(Foto: Moto Guzzi V7 Classic, Ducati GT 1000, Triumph Scrambler)
Girando un pò per i forum motociclistici leggo sempre con maggiore frequenza commenti di utenti che chiedono alle case costruttrici di moto di costruire modelli che riescano a fare almeno 20 chilometri al litro.
Di contro però nessuno vuole rinunciare alle potenze a cui ormai i costruttori ci hanno abituato, potenze che una volta erano relegate solo a moto da gran premio e che oggi ci ritroviamo sotto il sedere con una patente fresca, fresca di giornata.
Ma con i motori a scoppio non si possono fare magie!
Se si vogliono cavare da una media cilindrata (leggasi oggi 600 cc.) oltre 100 cavalli alla ruota non vi sono scappatoie!
L’alchimia consiste nel dare da bere la quantità di benzina proporzionata alle prestazioni che si desiderano ottenere, altrimenti quel motore non renderà più di un 250 che consuma la sua dovuta quantità di carburante.
Miracoli quindi non se ne possono fare!
Vogliamo moto che consumino 20/25 chilometri al litro?
Bene, allora accontentiamoci di un 600 con 60 cavalli, ben costruito, affidabile e non considerato come moto per sfigati, e ci accorgeremo che anche con quella potenza ci potremo divertire un sacco e le nostre tasche non si svuoteranno.
Ma per ottenere questo occorre che noi per primi ci convinciamo che la strada da percorrere, in questo momento, dove ancora non vi sono alternative valide alla benzina, è quella di ridurre cilindrate e potenze.
Questo lo dovrebbero capire anche i nostri costruttori di moto che ancora continuano a gareggiare su iperpotenze ed ipermoto.
Son finiti i tempi delle vacche grasse e purtroppo dobbiamo adeguarci!
In considerazione del fatto che quanto prima ci troveremo e centellinare i litri di carburante, pagandoli alla stregua del migliore limoncello prodotto con gli agrumi che crescono alle pendici dell’ Etna, e che in un futuro molto imminente dovremo rimodulare le nostre abitudini motociclistiche, secondo voi come dovrebbero orientarsi le case costruttrici per produrre moto dai consumi bassissimi, senza per questo mortificare eccessivamente le nostre velleità motociclistiche?
In poche parole, quanti cavalli potrebbero bastare per farci divertire lo stesso, tenendo in considerazione che i consumi aumentano con l’aumentare della cavalleria?
Possono bastare 50-60 cavalli per fare un po’ di tutto, percorrendo la media di 30 chilometri al litro?
Personalmente penso di si!

ABS, STC, frzione antisaltellamento, frizione automatica, cambio automatico, cambio sequenziale, centraline elettroniche che colloquiano con il motore, variazione del range di utilizzo del motore, fasature variabili, carburatori con cornetti di aspirazione a lunghezza variabile, ammortizzatori a regolazione elettronica e qualche altra diavoleria tecnica che per ora non viene in mente, sono i gadget tanto in voga, applicati sulle moto moderne.
Forse finalmente i costruttori hanno capito che non si può dettare la propria supremazia nel settore motociclistico solo sul campo della maxicilidrate e delle iperpotenze!
Il nuovo campo di battaglia è adesso la tecnologia.
Il petrolio ormai sta finendo e se anche ve ne fossero scorte per mille anni, lo stato di fibrillazione che ha ormai coinvolto tutti gli abitanti del pianeta, lo porterebbe a raggiungere prezzi tali che solo gli sceicchi ed i nababbi potrebbero utilizzarlo per i loro mezzi a motore.
I più grandi scienziati del mondo sono d’accordo nel dire che il pianeta terra è sull’orlo del collasso, quasi al punto di non ritorno.
Entro il 2015 si dovrà trovare il sistema per bloccare l’escalation dell’inquinamento.
Dopodichè, se vogliamo che la terra guarisca dai suoi mali, dovremo fare qualche passo indietro, ed ho l’impressione che si comincerà proprio cercando di tagliare il consumo dei carburanti.
Che ci possano essere ancora grandi scorte poco importa.
L’oro nero è diventato il più grande nemico da combattere, e se noi sin da adesso entriamo nell’ordine di idee che questi pochi anni che ci restano ce li dobbiamo sparare alla grande, bruciando benzina e gasolio a più non posso, abbiamo sbagliato di molto.
Dovremmo cominciare a capire che le superpotenze e le ipercavallerie hanno fatto il loro tempo.
Che a noi interessano moto che non consumino molto e che non inquinino molto.
Che ben vengano le diavolerie elettroniche che consentiranno di risparmiare sul carburante (finchè ancora lo potremo usare) di abbassare l’inquinamento e di migliorare la nostra sicurezza.
Serviranno ad accompagnarci lentamente ma inesorabilmente verso quel passo che dovremo fare un giorno.
Fra le novità presentate all’ EICMA di Milano non ho visto nulla di nuovo.
L’unica vera novità per me è stato il Vectrix, un maxi scooter elettrico, di quelli giusti, con un motore all’avanguardia e con batterie leggere di nuova generazione che consentono un’ottima riserva di energia e con ricariche rapide e a basso costo.
Quello sarà per adesso il più imminente futuro.
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