Perchè si parla così poco degli eventuali effetti nocivi della telefonia mobile sull’essere umano?
Si fanno campagne contro il fumo, contro l’alcool, contro le droghe, e nei telegiornali si parla di inquinamento atmosferico, di riscaldamento della terra, di mozzarelle di bufala alla diossina, di vino con l’acido muriatrico, etc., e nulla si dice sui danni che i cellulari potrebbero arrecarci, anche se l’effetto lo potremo riscontrare fra una decina d’anni.
Attualmente non c’è nulla di veramente certo che possa stabilire una correlazione fra tumori al cervello e microonde.
Ma forse tutti non sanno, e questo è un vero guaio, che i telefonini cellulari lavorano ad una frequenza che va dai 900 MHz fino ai 1800 MHz.
Tali frequenze rientrano nello spettro elettromagnetico delle microonde.
Abbiamo quindi un generatore di microonde che noi appoggiamo all’orecchio a strettissima distanza dal cranio e quindi dal cervello.
Le radiazioni di questa lunghezza d’onda vengono assorbite in maniera particolare da quei tessuti che contengono liquidi (vedi funzionamento del forno a microonde).
Il riscaldamento di questi tessuti (vedi massa cerebrale) potrebbe costituire un serio pericolo per la nostra salute.
Si dice anche che dentro un ambiente particolarmente ristretto, come per esempio l’abitacolo dell’auto le microonde emesse da un telefonino, riflettendo sulle pareti possano diventare ancora più incisive e causare un bombardamento più mirato sia su chi lo utilizza, sia sugli eventuali passeggeri.
A questo punto mi chiedo se sia giusto utilizzare un telefonino in un ambiente metallico e particolarmente affollato qual è un mezzo pubblico.
Oggi vi sono delle persone che già salgono sull’autobus con il telefonino attaccato all’orecchio e stanno a conversare, magari ad alta voce, allietandoci di discorsi a dir poco demenziali, specie, da parte degli adolescenti, che sembra non riescano più a vivere senza fiatare dentro questo strumento.
La cosa bella è che a volte si arrivano a contare diverse persone impegnate a conversare, così, tanto per ammazzare il noioso tempo del tragitto.
Telefonate insignificanti che si potrebbero senz’altro fare una volta scesi dal bus, ma a cui il nostro utente telefonista non può sicuramente rinunciare.
L’autobus così si trasforma in un forno a microonde, alimentato da diversi generatori sparsi lungo la superficie del mezzo, mentre i passeggeri rappresentano l’alimento da cucinare.
Mi chiedo a questo punto se non sia giusto sensibilizzare la popolazione a spegnere questo strumento durante il tragitto su un mezzo pubblico, così come si fa quando si va al cinema, al teatro, in chiesa, in una conferenza, etc… anche se in questi casi si tratta di una semplice questione di educazione e buon senso.
Ma in un luogo pubblico abbastanza ristretto, come quello del bus, oltre a trattarsi di buon senso si tratta anche di salvaguardare la nostra salute, poichè lì siamo sottoposi ad un bombardamento di microonde che nessuno ci ha prescritto e di cui potremmo fare volentieri a meno!
L’altro giorno mentre percorrevo una tratta autostradale, mi ritrovai a dover superare un’auto che viaggiava a bassa velocità ed in una posizione quasi a cavallo delle due carreggiate.
Il conducente procedeva senza tenere una traiettoria lineare, e nel momento in cui mi accingevo a superarlo sembrava volesse tagliarmi la strada.
Dopo un ulteriore accostamento mi accorgo che alla guida c’è una giovane donna con il cellulare incollato all’orecchio ed una sola mano al volante.
L’auto viaggiava senza le luci di posizione accese.
La ragazza, in uno stato di evidente trance cellularistica entrava in una galleria scarsamente illuminata (per lavori di manutenzione) ad una velocità ridottissima rispetto alle normali medie autostradali.
Mentre ero ancora dietro di lei ho azionato immediatamente le luci di emergenza (in dotazione nella mia moto) ed ho cominciato a lampeggiarle negli specchietti.
Avrei potuto superarla e lasciarla al suo destino, togliendomi anch’io dal rischio di vedermi piombare addosso qualche auto che giungeva alle mie spalle a velocità sostenuta.
Bastava inserire la freccia, un colpetto di acceleratore, e mi sarei tolto da quella situazione pericolosa.
E invece no! Le sono rimasto dietro a guardarle le spalle con i miei lampeggiatori di emergenza azionati.
Terminata la galleria, prima di superarla aprii la visiera del casco e quando giunsi all’altezza del suo finestrino le gridai di accendere le luci dell’auto, ma la donna mi lanciò un’occhiata tale che dovetti immediatamente desistere.
Avevo disturbato la sua conversazione! 
La lasciai al suo destino con un deciso colpo alla manopola del gas e un sonoro vaffanculo!
Strada facendo mi posi delle domande su quella vicenda appena trascorsa:
- quando quella benedetta donna è entrata nella galleria quasi buia non si è accorta che non si vedeva ad un palmo di naso?
- non ha notato che anche gli strumenti della plancia erano tutti al buio?
- non ha pensato che senza le luci di posizione accese poteva rappresentare un bersaglio per chi entrava in galleria ad una velocità più sostenuta?
- non ha capito che il mio continuo lampeggio doveva avvisarla di qualcosa che non andava?
Ebbene, nulla di tutto questo!
Quella mina vagante circolava mettendo a repentaglio la sua vita e quella degli altri!
Qualcuno mi dia l’opportunità di arruolarmi come ausiliario nel corpo dei vigili urbani o della polizia.
Non esiste un corpo di ausiliari addetto al controllo degli automobil-cellularisti?
Che lo si istituisca!
Dopotutto non abbiamo già gli ausiliari che appioppano multe a destra e a manca a chi posteggia nelle zone blu senza il pass o il pagamento del ticket?
Io sarei il primo ad aderire!
Datemi una paletta rossa, un distintivo ed un bel blocchetto delle multe e diverrò il castigatore di questo popolo di telefonisti su quattro ruote.
Potrebbero modificare ulteriormente le norme del codice della strada e punire con l’ergastolo e un miliardo di sanzione pecuniaria chi guida con una mano ed il cellulare all’orecchio.
Non otterremmo nulla poiché noi italici siamo soggetti che non si lasciamo intimorire, specie quando siamo certi che nessuno ci verrà a mettere i bastoni fra le ruote.
Ho fatto dell’ironia sulle mie intenzioni di arruolamento, ma credetemi certe volte vorrei avere una bella paletta rossa con tanto di scritta polizia di stato o corpo dei vigili urbani per andarla a spiattellare sotto il naso di certi soggetti.
E allora io dico, perché non istituire un corpo di motociclisti ausiliari (naturalmente assunti a contratto o a tempo indeterminato) aventi la mansione di multare quei soggetti non osservanti le nuove norme in materia di telefonia mobile, applicata ai conducenti di autoveicoli?
A questo punto applicare multe da 10 mila o da 100 mila euro potrebbe anche avere un senso!
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