
Honda CB 400 F (Four)
Giapponese, quattro cilindri raffreddati ad aria per solamente 405 cc. Nata nel 1974 offre ancora oggi soluzioni tecniche d’avanguardia, una linea piacevole e ottime prestazioni. Le mode cambiano ma lei è sempre attuale.
Gli anni sono passati anche per lei, e adesso son più di 30 dalla sua nascita.
Una moto d’epoca con le carte in regola, ma che ancor oggi, viene utilizzata quotidianamente dai suoi possessori che, forse, ancora non si sono resi conto di avere fra le gambe un gioiello.
Occorre avere più riguardo nei suoi confronti, e magari, centellinarne l’ uso onde preservarla dalle usure e dai pericoli della strada?
Questo potrebbe essere il pensiero di chi, appassionato di moto antiche, non ha mai avuto la possibilità di guidare questa quattro cilindri nipponica.
Se lo avesse fatto si sarebbe ben presto reso conto che, nonostante gli anni, le sue prestazioni, la robustezza e la proverbiale affidabilità non possono essere minimamente inficiate da un suo uso costante.
Brillante e maneggevole rappresentò un vero miracolo della tecnologia, considerato anche la complessità meccanica del propulsore che a tutt’oggi non ha nulla da invidiare ai più moderni propulsori a quattro tempi.
Anche la sua linea non ha risentito del trascorrere del tempo, si potrebbe scambiare per una moto di nuova produzione in stile un po’ retrò.
Questo modello comparve negli anni ’70 (1974 – 1978) in un periodo in cui eravamo già abituati a ciò che i signori giapponesi sapevano costruire.
Ci avevano sbalordito con le stupende Honda CB 750 Four, con le brutali Kawasaki tricilindriche a due tempi, o con le indistruttibili Suzuki Titan.
Sembrava che dopo quell’esplosione di moto marziane di grossa cubatura nient’ altro avrebbe potuto impressionare il motociclista italico.
Sembrava che dopo quell’esplosione di moto marziane di grossa cubatura nient’ altro avrebbe potuto impressionare il motociclista italico.
Ed invece ecco che nel 1972 i laboriosi tecnici giapponesi della Honda decidono di riversare tutta la tecnologia e la complessità meccanica delle grosse “Four k” su motorizzazioni di piccola cilindrata.
Miniaturizzando ogni componente e dimostrando che l’affidabilità e la robustezza di un propulsore non sono direttamente proporzionali alla quantità di materia impiegata per costruirli.
Mostrarono inoltre che un motore prodotto in gran serie può girare a regimi elevatissimi senza per questo sbiellare, sfarfallare, vibrare o avere vita breve.
Nacque così l’Honda CB 350 Four, una moto che ricalcava in scala ridotta le sembianze dell’ammiraglia “Four K”.
La moto era bella e funzionava come un orologio svizzero ma il motore risultò un po’ fiacco di potenza e troppo scarso di coppia ai medi regimi.
Inoltre la sua linea risultava un pò antiquata, forse anche a causa di quei quattro silenziatori che, se nella “Four K” facevano tanta scena, nel suo caso contribuirono ad appesantirla ulteriormente.
Inoltre quel manubrio troppo alto e largo, sicuramente progettato per il mercato americano, fece storcere il naso al motociclista italico, notoriamente affezionato ad una posizione più caricata in avanti.
La moto non rappresentò affatto un flop poiché fu ben venduta sia in Italia che negli altri mercati, ma ben presto il costruttore Honda si rese conto che occorreva mettere in commercio qualcosa di più moderno e sportivo, qualcosa che potesse attrarre maggiormente un pubblico giovanile, pur rimanendo nel tema di una cilindrata media con motorizzazione a 4 cilindri.
Nel 1974 nacque così l’Honda CB 400 F, (denominata poi 400 SS).
Una moto eclettica, dalle ottime prestazioni e dall’aspetto veramente accattivante.
Questa volta venne adottato un solo silenziatore dove convogliavano, in un armonioso gioco di curve e controcurve, i quattro collettori di scarico.
Una scenografia di grande effetto dovuta anche alla qualità dei metalli e delle cromature che non tendevano mai ad assumere quel colore violaceo, caratteristico di certi collettori sottoposti ad elevate temperature.
Anche il serbatoio, adesso più squadrato e voluminoso concorreva a rendere la linea della moto più moderna ed attuale.
La maggiore larghezza, inoltre, riusciva a minimizzare l’ingombro trasversale del propulsore, specie guardandolo dal posto di guida.
Definita indistruttibile dai meccanici, rappresentò negli anni ’70 quanto di meglio potesse pretendere un giovane motociclista dalle velleità sportive.
Trovare oggi una di queste moto in discrete condizioni e perfettamente marciante non è difficile come non è affatto difficile reperire i ricambi, soprattutto tramite internet.
Prima di un eventuale acquisto è bene controllare lo stato della catena di distribuzione, la cui sostituzione comporta una spesuccia non indifferente ed eventuali trafilagli d’olio fra testata e blocco cilindri, la cui eliminazione comporta anch’essa un esborso monetario non trascurabile.

Honda CB 400 F (Four)
SCHEDA TECNICA HONDA CB 400 Four
Motore
- tipo: 4 tempi, 4 cilindri
- raffreddamento: aria
- alesaggio e corsa: 51 x 50 mm
- cilindrata: 405,8 cc
- distribuzione: 1 albero a camme in testa comandato da catena centrale
- potenza: 35 CV a 9.400 giri;
- rapporto compressione: 9,4:1
- alimentazione: 4 carburatori Kein da 20 mm
- frizione: dischi multipli in bagno d’olio
- cambio: 6 rapporti
- impianto elettrico: 12 Volt
- avviamento: elettrico e a pedale
- scarico: 4 in 1
Telaio
- tipo: a culla sdoppiata in tubi di acciaio
- sospensione anteriore: ammortizzatore idraulico con forcella telescopica
- sospensione posteriore: ammortizzatore idraulico con braccio oscillante
- freno anteriore: a disco singolo con comando idraulico
- freno posteriore: a tamburo con comando meccanico
Dimensioni e pesi
- altezza totale: 1120 mm
- lunghezza totale: 2160 mm
- larghezza totale: 885 mm
- altezza sella: mm 790
- interasse: mm 1355
- peso a secco kg 170
Velocità, consumi e rifornimenti
- velocità massima: 168 Km/h
- consumi medi: 20 km al litro
- serbatoio benzina: 14 litri
- serbatorio dell’olio: 3,5 litri;
- olio del cambio: 3,5 litri SAE 10W – 40
Gomme
- ruota anteriore: 3,00S – 18 PR4
- ruota posteriore: 3,50S – 18 PR4



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