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BMW R 1200 R e R 1200 R Classic 2011. “Gallina vecchia fa buon brodo”

29 ottobre 2010 17 commenti

BMW R 1200 R (2011)

Novità in casa Bavarese che saranno presentate al salone dell’Eicma 2010.

La nuova BMW R 1200 R sarà equipaggiata per il 2011 con il tanto atteso propulsore di 1.170 cc con doppio albero a camme in testa, derivato dalla BMW HP2 Sport e già adottato dalla BMW R 1200 GS e R 1200 GT.

Rispetto alla precedente versione con singolo albero a camme in testa, adesso la coppia massima cresce da 115 a 119 Nm a 6.000 g/min, e i valori di elasticità sono nettamente migliorati per un maggiore piacere di guida su strade extraurbane. Aumenta anche la coppia ai regimi medi e bassi, ottenendo così un’erogazione più lineare. Quindi maggiore rapidità di risposta e dosaggio ottimizzato del gas, soprattutto in fase di rilascio. La potenza massima viene incrementata se pur di poco da 109 CV (80 kW) a 7.500 g/min a 110 CV (81 kW) a 7.750 g/min.

I costruttori della casa bavarese assicurano risultati ottimali e prestazioni da urlo per una Roadster che ha segnato un era.

Altra novità riguarda la presenza di due versioni: R 1200 R “Standard” e R 1200 R “Classic” che si differenzia per una livrea decisamente più “vintage”, oltre che per le tante cromature e per la scelta di adottare i cerchi a raggi.

BMW R 1200 R Classic (2011)

Questa scelta (del tutto commerciale) secondo me risponde alle tante critiche mosse da sempre più utenti che non ritrovavano più nelle nuove BMW quei tratti di sobrietà e classicismo che da sempre avevano contraddistinto questo marchio, rendendolo così glorioso e così tanto diverso stilisticamente da una Jap.

Personalmente mi trovo in accordo con queste critiche e apprezzo la scelta di voler proporre questa nuova 1200 anche nella versione “Classic”. Tra l’altro è un iniziativa del tutto in linea con la richiesta del mercato e non a caso altre case motociclistiche come Moto Guzzi, Triumph, Kawasaki (tanto per citarne alcune) stanno puntando molto sulla vendita di modelli che si rifanno stilisticamente a vecchie glorie del passato.

E’ proprio il caso di dirlo… “gallina vecchia fa buon brodo”.

BMW R 1200 R “Standard” (clicca sulle miniature per ingrandirle)

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BMW R 1200 R “Classic” (clicca sulle miniature per ingrandirle)

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Dalla R 80 GS alla R 1200 GS. Il boxer da fuoristrada!

9 settembre 2009 5 commenti
BMW R80 GS

BMW R 80 GS

Quando nel lontano autunno del 1980 la BMW presentò la sua R80 GS (Gelande-Strasse, ovvero fuoristrada-strada) fu immediatamente un “best seller”.
Nessuno aveva mai osato tanto!
Una moto di quasi un litro di cilindrata capace di affrontare autostrade a medie elevate o di trovarsi a proprio agio su sterrati o sulle sabbie del deserto.
Forcellone monobraccio della R 80 GSLa moto, con il suo propulsore ad aste e bilancieri, divenne un punto di riferimento per tutti i costruttori che intendevano cimentarsi nel settore delle tuttoterreno.
Nonostante la stragrande maggioranza dei suoi acquirenti non la adoperasse per usi specialistici, essa rappresentava quanto di meglio si potesse dare a chi ne avesse voluto fare un uso estremo.
In poche parole una moto polivalente, buona per andare in ufficio con giacca e cravatta, per fare il fighetto al bar, per gitarelle fuori porta, ma buona anche per sostenere dei raid estremamente impegnativi su qualunque tipo di terreno.
Il suo motore ampiamente collaudato nelle serie stradali aveva come punto di forza l’affidabilità, la robustezza, la facilità di manutenzione e cosa più essenziale, la facile reperibilità dei ricambi e la capillarità dell’assistenza.
A distanza di quasi trent’anni la GS continua ad essere il punto di riferimento, la moto da imitare, da eguagliare o da battere, l’ispirazione di tutti coloro che vorrebbero contrastarne la sua leaderschip.
Le BMW GS di oggi, a mio parere, hanno poco a che vedere con quel progetto iniziale che tanta fortuna portò al marchio.
Molto più complesse nella motorizzazione, con qualche decina di chiletti in più, con tanta elettronica e purtroppo con qualche problemino di affidabilità.
Vi è stato un periodo in cui nei blog motociclistici si parlava spesso di problemi di elettronica sopraggiunti con il nuovo modello R 1200 GS, ma mai nessuno si lamentava di essersi sentito abbandonato o bidonato dalla casa madre.

BMW R 1200 GS

BMW R 1200 GS

Anche i dirigenti della BMW ammisero che la moto aveva dei piccoli problemi e lo giustificarono con la grande quantità di richiese e naturalmente di pezzi prodotti.
Nonostante questa leale ammissione di colpa da parte dello staff dirigenziale della BMW e nonostante il passa parola degli acquirenti, il prodotto continuò a vendersi senza alcuna flessione negativa.
Come si spiega tutto questo?
Si spiega col fatto che la GS è stata frutto di un’intuizione, di un’idea geniale che ancora prima di lei nessuno era stato capace di mettere in atto.
Così come fu per la Vespa, la Mini, il Ranger Rover, la Smart, e fuoriuscendo dal campo dei mezzi motorizzati, il coltellino Victorinox, la Settimana Enigmistica, la Radio Cubo Brionvega, i Rolex, gli occhiali Ray-Ban e via dicendo.
Quanti tentativi si son fatti per eguagliare certi prodotti e quanto inchiostro si è sprecato per dire che un determinato modello sarà addirittura superiore ed attaccherà la leaderschip dell’altro di cui lui stesso è clone, magari costando anche di più.
E quanti flop si sono visti!
Penso che ognuno dovrebbe fare ciò che meglio sa fare, sfruttando le proprie tradizioni, il proprio stile, le proprie conoscenze, le proprie fantasie, intuizioni e idee.
Leggo adesso su una rivista motociclistica, che nel periodo che va da gennaio a giugno 2009 si sono vendute 2173 GS.
Per una moto che costa ben oltre 14.000 euro è quanto dire!

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