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ZTL. Due tempi non catalizzati, addio?

5 maggio 2008 2 commenti

La delibera della giunta comunale di Palermo, per quanto riguarda i motoveicoli ed i ciclomotori, dice che la circolazione nelle zone ZTL è consentita a tutti i motocicli a 4 tempi, (catalizzati e non), purchè in regola con l’emissione dei gas di scarico.
Mentre per quanto riguarda i motocicli e ciclomotori con ciclo a 2 tempi non catalizzati l’ordinanza è abbastanza chiara, e così come accade a Milano, Roma, Bologna, Bolzano etc… la circolazione per loro è preclusa.
Ma nessuno si è degnato di dirci cosa dobbiamo fare di questi mezzi di locomozione che ancor oggi portano al lavoro e a spasso migliaia e migliaia di cittadini.
Li buttiamo a mare?
Ce li mettiamo in salotto a mò di scultura?
Li vendiamo come ferro vecchio?
Li usiamo solo per i raduni?
Li dobbiamo mettere sopra un carrello per uscire dai gioghi delle zone ZTL?
Per favore, qualcuno ce lo dica!
Siamo adulti e vaccinati e sappiamo benissimo che ormai le zone ZTL sono entrate a far parte del sistema.
Le più grandi capitali d’Italia le hanno adottate e come tale anche noi dobbiamo allinearci, anche se siamo tutti ben consapevoli che si tratta di un pannicello caldo e che l’inquinamento atmosferico non si combatte permettendo a delle auto considerate altamente inquinanti di circolare dopo aver pagato il dovuto balzello.
Le promesse che questi introiti serviranno per migliorare e rendere più confortevole la circolazione con i mezzi pubblici, invogliando il cittadino a servirsene più assiduamente mi lascia un po’ perplesso, così come le piste ciclabili che attraversano zone poco utilizzabili dai ciclisti, ed ancora l’installazione di potenti depuratori d’aria nelle zone a maggiore intensità di traffico.
Staremo a vedere che cosa accadrà.
Per adesso possiamo beneficiare di una proroga fino all’8 giugno per ottenere i pass, considerato che nemmeno centomila sono i cittadini che fino ad ora sono riusciti a mettersi in regola, su una stima di almeno 400 mila pass da consegnare.
In questo periodo di proroga i residenti di mezzi euro 3 non ancora in possesso del pass potranno circolare liberamente nella ZTL A e B, mentre i residenti delle ZTL B senza il possesso del pass potranno circolare liberamente solo nella zona B a patto che i loro mezzi siano almeno euro 1.
Una cosa è certa comunque: ci dovremo rassegnare alle zone ZTL e sarebbe alquanto illusorio pensare che una simile ordinanza del sindaco possa essere revocata!

ZTL a Palermo. Un nuovo balzello?

22 aprile 2008 2 commenti

Il giorno 5 maggio entrerà in vigore a Palermo l’ordinanza del sindaco sulle nuove zone a traffico limitato denominate ZTL la cui sigla appare già funesta in quanto ricorda un po’ lontanamente il famigerato acido Zyclon B usato dai nazisti per la gassificazione dei poveri deportati. Ma al contrario dello Zyclon B, le zone ZTL dovrebbero, almeno sulla carta, prefiggersi un obiettivo: contenere l’inquinamento nelle zone ad alto traffico veicolare.
Ma adesso vediamo un po’ di capire come funziona il sistema.

ZTL A: viene consentita la circolazione dalle ore 8,00 alle 20,00 esclusivamente ai veicoli che siano almeno Euro 3, mentre ai residenti che rientrano nella zona delimitata dall’ordinanza del sindaco sarà consentita la circolazione anche a veicoli di classe inferiore.

ZTL B: viene consentita la circolazione dalle ore 8,00 alle 20,00 ai veicoli almeno di classe Euro 1, mentre ai residenti sarà consentito di circolare, sempre nella zona delimitata dall’ordinanza del sindaco, anche con veicoli inferiori alla classe Euro 1.

Infine, all’interno delle zone ZTL A e B possono circolare motocicli e ciclomotori catalizzati, ai sensi della direttiva CE 97/24 (euro 1) e tutti i motocicli 4 tempi, naturalmente che siano in ordine per quanto riguarda la revisione periodica.

A questo punto mi pongo alcuni interrogativi e faccio alcune considerazioni:
Se lo scopo esclusivo di questa ordinanza è quello di dare un pò di respiro alle zone altamente trafficate e quindi con elevato tasso di inquinamento atmosferico, potrebbe essere già sufficiente mettere dei veti di circolazione nelle zone ZTL ai veicoli ritenuti altamente inquinanti, così come effettivamente recita l’ordinanza.
Quello che non capisco è il perché si debba far pagare ai residenti delle zone A e B questo balzello annuale.
Cosa dovrebbe produrre questa tassa?
Forse una diminuzione di circolazione da parte dei residenti i quali pur di non pagare la quota richiesta preferirà portare la propria auto euro 1 o euro 0 dal rottamatore optando per la camminata a piedi?
O che forse detta tassa annuale può trasformare i miasmi fuoriuscenti dallo scarico del motore in pura aria profumata?
Tutti correranno a mettere in regola la propria auto con i pass, e tutti continuarenno a circolare come prima.
E’ pur vero che i non residenti della zona A dovranno circolare con auto almeno euro 3 e che nella zona B dovranno essere almeno euro 1, dando un buon contributo all’abbattimento delle emissioni nocive, ma non capisco il perché i residenti, specie quelli con le auto euro 3 debbano pagare una tassa per transitare o sostare in quelle zone delimitate dall’ordinanza.
Ma come, prima ci inducono con incentivi e rottamazioni a fare salti mortali per acquistare un’auto euro 3 o 4 e poi ci fanno pagare una tassa per circolare dentro la nostra città e dentro il nostro rione?
Ci hanno detto che queste tasse serviranno per costruire parcheggi, per fare piste ciclabili per montare addirittura nei luoghi più inquinati dal traffico veicolare delle centrali che avrebbero il compito di aspirare e restituire poi l’aria filtrata.
Tanti bei propositi che forse resteranno sulla carta, mentre i bei soldoni guadagnati con balzelli e multe (che entreranno certamente a fiumi) potrebbero finire per andare a finanziare altri progetti di cui non frega nulla alla cittadinanza.

ZTL a Palermo.

12 marzo 2008 15 commenti

Il sindaco Diego Cammarata ha firmato una ordinanza che sancisce l’entrata in vigore da giorno 5 Maggio delle nuove zone a traffico limitato (ZTL) in città.
L’obiettivo è quello di contenere l’inquinamento atmosferico nelle aree urbane caratterizzate da intenso traffico veicolare.
Il comune di Palermo ha deciso di creare 2 zone a traffico limitato, la Z.T.L. A e la Z.T.L. B (clicca sulla mappa per ingrandirla).
All’interno della Z.T.L. “A” sarà consentita la circolazione veicolare dalle ore 08.00 alle 20.00 esclusivamente ai veicoli di classe almeno EURO 3 e ai residenti all`interno della Z.T.L. A anche con veicoli di categoria inferiore all`EURO 3.
All’interno della Z.T.L. “B” sarà consentita la circolazione veicolare dalle ore 08.00 alle 20.00, esclusivamente ai veicoli di classe almeno EURO 1 e ai residenti all`interno della Z.T.L. B anche con veicoli di categoria inferiore all`EURO 1.
Per accedere all`interno delle 2 Z.T.L. sarà necesssario registrare il proprio veicolo in uno degli esercizi convenzionati in modo da ricevere il permesso autorizzatorio da esporre sulla propria vettura.
Per maggiori informazioni vi consiglio di visitare il sito: www.passpalermo.it

La prevenzione!

17 gennaio 2008 4 commenti

Le statistiche parlano chiaro: ogni anno vi è un aumento crescente di incidenti motociclistici mortali, e purtroppo quando si parla dei motociclisti dobbiamo includervi anche scooter e ciclomotori.
Adesso i mass media e anche i nostri legislatori non fanno altro che parlare di prevenzione, come sistema per evitare che si avverino incidenti.
Meglio prevenire che curare!
E su questo siamo d’accordo!
Ma come intendono attuare questa benedetta prevenzione?
Forse aumentando l’organico dei tutori dell’ordine preposti al controllo della circolazione stradale?
Niente affatto, la prevenzione oggi si attua installando ovunque marchingegni elettronici, vedi autovelox, tutor, T-Red, ovvero il semaforo che rileva il passaggio con il rosso, telecamere di controllo delle corsie preferenziali e qualche altra diavoleria che ancora nemmeno noi conosciamo.
Ma in che cosa consiste questa prevenzione?
Uno corre in autostrada a 180 Km/h e l’autovelox lo immortala con un bella fotografia ad alta risoluzione?
Lui naturalmente non se ne accorge neanche  e continua imperterrito nella sua allegra marcia.
L’indomani lo fa nuovamente, e così nei giorni o mesi a venire.
Gli autovelox continuano ancora a regalargli belle istantanee e lui continua ancora imperterrito a mantenere la sua media velocistica.
Quando poi un giorno cominceranno ad arrivare i primi verbali, forse, comincerà a capire che sarà il caso di calmare i suoi bollenti spiriti.
Ma prima di quel momento lui continuerà  a rappresentare un pericolo per l’incolumità altrui e quella propria.
La stessa cosa dicasi per i semafori che rilevano il passaggio con il rosso o le corsie preferenziali con telecamere di controllo, e così via dicendo.
Chi attua tecniche scorrette di guida continuerà a farlo per un bel pezzo prima di accorgersi che è “stato “visto” dall’occhio vigile!
Secondo il mio umile parere, senza voler malignare su questioni di introiti pecuniari e sul come vengano utilizzati i vari proventi, questa non mi sembra prevenzione, ma solo ed esclusivamente punizione!
Se poi il soggetto poco osservante delle norme continua ancora imperterrito a circolare per giorni o per mesi, questo poco importa.
Pagando la somma della sanzione pecuniaria e qualche punto tolto dalla patente lui non rappresenterà più alcun pericolo poiché ha pagato.
Questa è prevenzione?
Allora, se vogliamo che questi marchingegni elettronici servano veramente a prevenire, occorre che l’inosservante venga immediatamente informato della sua infrazione, e questo si può fare solo con la presenza di tutori dell’ordine che fermano il soggetto immediatamente dopo l’infrazione stessa, compilando il relativo verbale e chiedendone la conciliazione o meno.
Questa è prevenzione!
Certo occorre molto più personale, specie nei semafori che rivelano il passaggio con il rosso, dove un vigile deve immediatamente fermare il soggetto ed attuare la procedura di rito, con controllo dei documenti ed elevazione del verbale.
Un circolare del prefetto di Lodi, (n.993) del gennaio 2007 ha precisato che per le apparecchiature T-red (semafori con sistema di rilevamento elettronico delle infrazioni) occorre sempre la presenza di un vigile, anche se il marchingegno risulta omologato per funzionare automaticamente, effettuando in tempo reale la contestazione della infrazione.
Questa si, e chiedo scusa per la ripetizione, che è vera prevenzione!

Combattiamo gli automobil-cellularisti!

15 novembre 2007 6 commenti

cellulare in autoQualcuno mi dia l’opportunità di arruolarmi come ausiliario nel corpo dei vigili urbani o della polizia.
Non esiste un corpo di ausiliari addetto al controllo degli automobil-cellularisti?
Che lo si istituisca!
Dopotutto non abbiamo già gli ausiliari che appioppano multe a destra e a manca a chi posteggia nelle zone blu senza il pass o il pagamento del ticket?
Io sarei il primo ad aderire!
Datemi una paletta rossa, un distintivo  ed un bel blocchetto delle multe e diverrò il castigatore di questo popolo di telefonisti su quattro ruote.
Potrebbero modificare ulteriormente le norme del codice della strada e punire con l’ergastolo e un miliardo di sanzione pecuniaria chi guida con una mano ed il cellulare all’orecchio.
Non otterremmo nulla poiché  noi italici siamo soggetti che non si lasciamo intimorire, specie quando siamo certi che nessuno ci verrà a mettere i bastoni fra le ruote.
Ho fatto dell’ironia  sulle mie intenzioni di arruolamento, ma credetemi certe volte vorrei avere una bella paletta rossa con tanto di scritta polizia di stato o corpo dei vigili urbani per andarla a spiattellare sotto il naso di certi soggetti.
E allora io dico, perché non istituire un corpo di motociclisti ausiliari (naturalmente assunti a contratto o a tempo indeterminato) aventi la mansione di  multare quei soggetti non osservanti le nuove norme in materia di telefonia mobile, applicata ai conducenti di autoveicoli?
A questo punto applicare  multe da 10 mila o da 100 mila euro potrebbe anche avere un senso!

Il rapporto stechiometrico. Quel rapporto… che ci fa tanto male!

6 novembre 2007 4 commenti

Quando si parla di inquinamento generato dai motori a combustione interna si citano monossido di carbonio, anidride carbonica, ossido di azoto, zolfo, piombo, polveri sottili etc.
Ma spesso si tralascia un dato molto importante, ovvero che gran parte dell’inquinamento che produciamo con i nostri motori è anche dovuto alla quantità di aria che gli stessi propulsori aspirano e che letteralmente bruciano distruggendo ogni molecola di ossigeno, tanto per intenderci, quella che a noi serve per respirare.
Il rapporto stechiometrico indica la quantità d’aria e la quantità di benzina necessari per formare quella miscela che opportunamente compressa nella camera di scoppio verrà poi fatta esplodere da una scintilla.
Il rapporto per i motori a benzina è in media di 14,5 : 1, ovvero 14,5 parti di aria (in peso) e una parte di benzina.
Quindi affinché un motore possa utilizzare un grammo di benzina per la sua alimentazione occorre che questa venga combinata ad una quantità d’aria pari a 14,5 grammi. Considerato che il peso specifico di un litro d’aria, in condizioni ottimali, equivale a circa 1,25 grammi, ne consegue che per bruciare un grammo di benzina occorrono circa 11,6 litri d’aria!!!!!
Se rapportiamo tali quantità d’aria bruciata ad un consumo di 30 chilogrammi di carburante (peso specifico della benzina 0,75 Kgl), ovvero a 40 litri, vedremo esaurire delle quantità d’aria (respirabili e quindi di tutti) pari a circa 348.000 litri.
Anche se dallo scarico delle auto, delle moto e dei ciclomotori, dopo la combustione dovesse uscire essenza di gelsomino e nessun altro veleno avremmo da noi soli sottratto all’atmosfera quantità enormi d’aria respirabile.
Sarebbe quindi interessante tenere d’occhio anche questo problema, ovvero quello dell’esaurimento delle scorte d’aria, considerato anche che il pianeta non riesce più a rimpiazzarle.
Sarebbe anche interessante oggi, oltre a indicare il consumo di carburante di un motore a combustione interna, che si indicasse anche il consumo d’aria nell’arco dei cento chilometri.
Forse potrebbe farci riflettere!

Manico, smanettone, fermone. Le tre identità del motociclista

4 novembre 2007 9 commenti

Il manico: animale da asfalto, gode di una particolare sensibilità che gli consente di sfruttare fino all’estremo limite le prestazioni e la meccanica del suo mezzo.
Il suo campo di battaglia è il misto, meglio se stretto, dove riesce ad esprimere la sua naturale vocazione.
Il suo divertimento maggiore è dare la paga a motociclisti con mezzi più performanti e blasonati.
Corre dove c’è da correre e rispetta quando può i limiti di velocità. Uno dei suoi maggiori pregi è quello di conoscere a menadito il territorio dove generalmente agisce.
Sa esattamente dove frenare, dove aprire, dove trovare il giusto punto di corda, quanto inclinare, quanto osare.
Nonostante agli occhi di un inesperto possa sembrare uno spericolato, lui ha sempre la situazione sotto controllo e non effettua mai manovre che possono mettere a rischio l’incolumità altrui.
Ama la moto più di qualunque altro motociclista e la considera come parte integrante del suo corpo.
Non è portato agli imbellettamenti, ma tiene molto alla sostanza e quindi all’efficienza delle parti meccaniche, pretendendo il meglio dalle sospensioni, dai freni e dalle gomme.
Non nutre molta simpatia per le forze dell’ordine e per gli autovelox ma riesce a conviverci senza subire grossi danni.

Lo smanettone non ama il mezzo di per se, conosce poco la sua meccanica e molto volentieri ne affida la manutenzione alle cure di un meccanico.
Le sue moto sono sempre tirate a lucido, potenti, ben assettate e… rumorose.
Non brilla particolarmente per bravura ed ecletticità.
Il suo campo di battaglia è qualunque luogo dove si possa spalancare la manetta del gas e scatenare tutta la cavalleria, ma non fa mai le cose per bene.
Uno dei luoghi dove preferisce sfoderare le sue velleità corsaiole è il centro urbano e le strade di periferia.
Ama inanellare duelli con altri motociclisti, specie se di calibro inferiore, ma quando incontra un manico…
In autostrada non disdegna le puntate al massimo dei giri, ma nei curvoni veloci mostra la corda.
Quando l’adrenalina entra in circolo ai livelli massimi è capace di qualunque azione, anche superare un rivale invadendo la corsia opposta in una curva cieca.
Per questo alcune volte assaggia il morso dell’asfalto e altre volte…
E’ un grande cultore dell’after market con parti speciali in lega leggera, silenziatori aperti, centraline modificate, e gomme a non finire.
Non considera la moto come parte integrante del suo corpo ma semplicemente un oggetto su cui farsi notare, sia visivamente che acusticamente.
Generalmente non ama i lunghi tragitti come non gradisce avere un passeggero dietro la sua sella.
Odia le forze dell’ordine e i limiti di velocità.
Gli autovelox sono il suo peggior nemico, mentre non disdegna di adottare sistemi che possano rendere difficoltosa l’identificazione della sua targa.

Il fermone non ama correre nè gareggiare.
Lui apprezza la moto principalmente come mezzo che gli consente di muoversi liberamente a contatto con la natura.
Predilige moto con elevate dosi di coppia motrice che richiedono un moderato uso del cambio.
Conosce bene la meccanica della sua moto ma non osa metterci le mani.
Cura scrupolosamente la normale manutenzione e molto spesso si diletta nella pulizia e alla lucidatura del suo mezzo.
Predilige l’autostrada e il misto veloce ma non si diletta a far strisciare le pedane sull’asfalto.
Tiene sotto controllo il contachilometri ma ignora completamente il contagiri.
La velocità non lo esalta particolarmente e se deve correre lo fa solo in determinati frangenti.
Il tragitto che deve percorrere viene da lui considerato come parte del divertimento e lo centellina chilometro dopo chilometro.
Ama le moto che consentono una postura corretta e non disdegna i lunghi percorsi.
Le sue moto sono spesso dotate di borse e di sella abbastanza accogliente, anche per il passeggero, con cui ama condividere i piaceri di questa pratica.
Quando esce in gruppo lo fa solo ed esclusivamente con motociclisti selezionati che la pensano come lui.
Adotta una guida particolarmente responsabile quando ha un passeggero alle spalle.
Non è portato ad effettuare modifiche nel suo mezzo, tranne che per migliorarne il confort e la capacità di carico.
Tollera le forze dell’ordine poiché non ha nulla da temere, ma alla loro vista prova sempre un pizzico di timore, poiché quando loro vogliono…

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