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Iron 883 Special Edition. Un tributo all’Italia

Postato il 12 settembre 2012 da Willy in Recensioni

H-D Sportster Iron 883 Special Edition

DALLA CREATIVITA’ DI HARLEY-DAVIDSON ITALIA NASCE LO SPORTSTER IRON 883 SPECIAL EDITION
Chi l’ha detto che una moto special di serie debba essere anche cara?

Arese, settembre 2012. Entrare nel mondo Harley-Davidson è un po’ come aprire un fantastico libro delle favole. Sognare ad occhi aperti, lasciar correre la fantasia, liberare le emozioni. Un brand motociclistico in grado di offrire infinite possibilità di personalizzazione tanto da ispirare i migliori customizer, autori di vere opere d’arte a due ruote. Come questa: Sportster Iron 883 Special Edition. Creatura nata dall’estro di Harley-Davidson Italia, filiale della Casa di Milwaukee.
Da tempo era nell’aria la voglia di preparare qualcosa di unico, home made e ad un prezzo competitivo, che portasse orgogliosamente la bandiera tricolore.

Si tratta di una moto in edizione speciale nata sulla base del modello best seller Sportster Iron 883. Un’ottima partenza per una special di serie prodotta in esclusiva per il mercato italiano. L’anima di questa moto, così come il suo aspetto, è decisamente dark: nera, sexy e cattiva. Rispetto alla versione standard, è stato rivisto l’equilibrio degli elementi che creano il suo stile grazie all’aggiunta di nuovi accessori originali, selezionati dal vasto catalogo 2012. Vale la pena elencarli tutti: dragbar, specchietti montati sotto il manubrio, tubo freno in treccia aeronautica, comandi a pedale leggermente avanzati, pedane passeggero, sella Asy, sellino passeggero e ammortizzatori posteriori ribassati.

Ma il tratto distintivo di questa Harley-Davidson sta nella cover filtro aria, appositamente realizzata con logo Special Edition e bandiera tricolore. Tributo all’Italia, tributo alla nostra creatività.
Motore e telaio sono rimasti di serie, così come la carrozzeria in tinta nera e lo stile decisamente essenziale. Perfetti per questa moto americana di origini italiane.
Anche il prezzo dello Sportster Iron 883 Special Edition è da urlo: 9.800 Euro chiavi in mano (9.100 Euro nella versione standard).
Sarà disponibile da settembre presso le concessionarie ufficiali Harley-Davidson: www.harley- davidson.it.

SCHEDA TECNICA SPORTSTER IRON 883 SPECIAL EDITION

DIMENSIONI

Lunghezza (mm): 2,245
Altezza sella (mm): 608
Altezza sella senza carico (mm): 690 Luce a terra (mm): 100
Inclinazione cannotto sterzo (°): 30.5 Avancorsa (mm): 117
Interasse (mm): 1,510
Pneumatico anteriore: 100/90B19 57H Pneumatico posteriore: 150/80B16 77H Capacità serbatoio carburante (l): 12.5 Capacità carter olio (l): 2.6

MOTORE

Motore: Evolution, raffreddato ad aria Alesaggio (mm): 76.2
Corsa (mm): 96.8
Cilindrata (cc): 883
Rapporto di compressione: 9,0:1
Sistema di alimentazione: Iniezione Elettronica Sequenziale (ESPFI)

TRASMISSIONE

Trasmissione primaria: A catena, rapporto 57/34 Rapporto di trasmissione – 1^: 10.41
Rapporto di trasmissione – 2^: 7.436
Rapporto di trasmissione – 3^: 5.531
Rapporto di trasmissione – 4^: 4.584 Rapporto di trasmissione – 5^: 3.931 Rapporto di trasmissione – 6^: N/A

CHASSIS

Impianto di scarico: Scarichi “Shorty” gemellati sfalsati cromati Cerchi opzionali 4: N/A
Cerchio anteriore: A 13 razze in lega di alluminio, nero
Cerchio posteriore: A 13 razze in lega di alluminio, nero
Freni: Anteriore a 2 pistoncini; posteriore a 1 pistoncino Freno di stazionamento: N/A

PERFORMANCE

Coppia Motore – Normativa: EEC/95/1
Coppia motore (Nm): 70
Coppia motore (giri): 3,750
Angolo di inclinazione, dx (°): 29
Angolo di inclinazione, sx (°): 30
Consumo carburante percorso misto: 4.6 l/100 km

H-D Sportster Iron 883 Special Edition

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Donne bikers alla riscossa. Spazio a Paola Cammarota

Postato il 17 novembre 2010 da Willy in Racconti

Paola Cammarota e la sua Harley Davidson 883 R

L’universo delle due ruote è così variegato, che farne una descrizione dettagliata risulta difficile.
La moltitudine dei soggetti che vi fanno parte è uno dei segreti che lo rende interessante, e quando a guidare una moto c’è una donna, l’intrigo aumenta.
Per fortuna sono sempre di più le rappresentanti del gentil sesso che dal sellino da passeggero hanno deciso di fare il salto su quello del conducente.

Paola Cammarota, soprannominata “Miss Harley”, è una di quelle che hanno scelto d’essere protagoniste attive alla guida di una moto, ed oggi con una Harley Davidson 883 R si diverte a girare il mondo con gli occhi di chi vive la propria passione senza limiti: “Ho iniziato – dice la biker napoletana – ad amare tutto ciò che avesse due ruote sin da piccola.
Ricordo che all’età di cinque anni, chiesi a Babbo Natale di regalarmi una di quelle Vespe per bambini che all’epoca erano tanto di moda.
Dopo una marea di giri su scooter, a sedici anni ho guidato la prima moto, una Honda XR 600 di un amico.
Lì capì che quello per la moto sarebbe stato un amore che mi avrebbe accompagnata per tutta la vita”.
La galassia Harley Davidson è forse quella più originale, e Paola una volta ammirata una stella cromata, rimane folgorata: “Un mio ex ragazzo – racconta Miss Harley – era un biker, e con lui ho vissuto molti raduni.
Nel 2005 decisi che era giunto il momento del grande salto, ed acquistai una Buell XB 9 S. La prima meta importante raggiunta guidando fu in occasione dell’hog inverno del 2005, che si tenne a Rimini.
Il viaggio lo feci sotto un diluvio, ma la gioia era così grande, che l’acqua non mi scoraggiò.
L’anno scorso, dietro suggerimento dell’amico Giovanni Borrelli, icona HD a Napoli, acquisto una 883 R.
Mi sembra d’averla sempre guidata, e la sento molto più mia rispetto alla Buell.
La utilizzo sempre, sia per raggiungere l’ufficio, sia per svago nei fine settimana”.
Le moto di Milwaukee una volta acquistate, subiscono quel processo di personalizzazione che le rende creazioni uniche: “Con le Harley – spiega – c’è tanto da divertirsi, perché le puoi modificare nei modi più fantasiosi.
Sulla mia ho cambiato la sella, ho istallato ammortizzatori più bassi, ho sostituito le marmitte con due modello King Fire, il contachilometri è contornato da swarosky, e al posto del sellino posteriore c’è una griglia portapacchi“.
Da tre anni Paola frequenta il Vesuvio Chapter, club capitanato da Alberto Damasco: “E’ – afferma – la mia seconda famiglia, che mi accompagna in questa grande passione.
Un bel gruppo d’amiche ed amici, e quando ci riuniamo il giovedì sera nella club house, il divertimento è di casa.
Cerco di non perdere nessuno degli appuntamenti che organizzano.
Viaggiare in moto è bello, perché assapori le bellezze naturali del tragitto.
Credo che oggi le donne bikers non siano un tabù, e che le esigenze di una centaura siano uguali a quelle di un centauro.
Forza ragazze, cosa aspettate a guidare una moto tutta vostra?”.

Alfredo Di Costanzo

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883, donne bikers, intervista, moto, Paola Cammarota 5 Commenti Continua a leggere

Moto Guzzi Bellagio. Un’ Aquila che vola alto

Postato il 1 ottobre 2009 da Melus in Attualità, Recensioni, Riflessioni
Moto Guzzi Bellagio

Moto Guzzi Bellagio

Quando fu presentata nell’aprile del 2007 fu subito etichettata dai soliti giornalisti del settore come una custom e naturalmente, come sempre accade per ogni nuovo  modello della Guzzi, le fu affibbiato il ruolo di antagonista delle mitiche H-D 883 e 1200 Sportster.
Niente di più sbagliato, poiché la Bellagio non ha nulla a che spartire con tali moto, tranne forse la filosofia delle custom.
Ma a guardarla attentamente nemmeno custom si può definire poiché la Bellagio è una via di mezzo fra custom e naked.
Anche se un po’ improvvisata nelle sue sovrastrutture (si poteva fare di più a livello serbatoio, sella e parafango posteriore) la moto risulta comunque piacevole, agile e diversa dalle tante imitazioni Jap.
Inoltre quegli scarichi sovrapposti e perfettamente paralleli aggiungono una nota di personalità così come accadde per il Nuovo Falcone 500.
La parte del leone la fa sempre il motore poiché non esiste una custom con simile disposizione, differenziandosi totalmente da quella che è la tendenza attuale, cioè del bicilindrico a V stretto longitudinale che tante case hanno adottato nei cloni Harley.
Ma passiamo alla parte dinamica della Bellagio, tenendo sempre un confronto con la sua sorella Harley.
Chi come me ha posseduto un’ H-D 883 o 1200 Sporster conosce benissimo le qualità ed i limiti di queste moto.
Tutte votate alla coppia, alla pastosità del motore, al sound inconfondibile, alle good vibration, che nonostante l’abbondante uso di silent blok ci sono ancora.
Ma sono moto da utilizzare quasi esclusivamente per trotterellare in pieno relax senza forzare troppo la mano con la manopola del gas ed usando il cambio senza mai portarlo ai limiti di rotazione.
La ciclistica poi è quella che ben conosciamo: forcella anteriore da 35 mm e ammortizzatori posteriori stereo a corsa breve (purtroppo la cinghia di trasmissione finale non consente grandi oscillazioni al forcellone).
Ciò che ne deriva è un confort di marcia alquanto discutibile ulteriormente mortificato da una sella che nulla di buono concede alle nostre preziose terga.
Infine un peso di 260 Kg che oltre a mettere facilmente in crisi la forcella anteriore e fare andare a pacco gli ammortizzatori posteriori crea non pochi problemi negli spostamenti a mano.
Terminato il periodo di infatuazione della mia 883 ho cominciato a vedere le cose sotto un’ottica differente.
Avevo bisogno di una moto rilassante, è vero, ma anche di una ciclistica più solida, di un motore più prestante e di un confort maggiore.
Inoltre mia moglie, dopo la prima uscita in coppia, si era rifiutata categoricamente di risalire su quella moto.
Eccomi così nuovamente alla caccia di un qualcosa che possa soddisfare le mie velleità di customista che pretende anche un motore che abbia una sostanziosa cavalleria, tanto per intenderci quella che puoi sfoderare quando devi cavarti fuori da qualche impiccio, e una comodità di cui un soggetto di ormai 63 anni comincia a pretendere.
Scartando completamente i cloni Jap senza carattere, senza storia e senza gloria, l’alternativa alla mia Harley diveniva veramente ardua.
Immagine 3Ma ecco che un giorno, a seguito di segnalazioni di alcuni forumisti la mia attenzione cadde sulla Bellagio, moto che a dire il vero non avevo mai considerato, preso ancora dalla febbre Harley.
Mi reco così dal concessionario Guzzi della mia città e con grande meraviglia entro in un ampio salone dove in bella mostra è esposta tutta la gamma delle moto dell’Aquila.
Mi catapulto immediatamente sulla Bellagio la quale spicca fra le altre per la sua bellissima livrea argento-avorio (tutta un’altra storia rispetto al modello nero opaco).
Comincio a studiarla attentamente e mi accorgo subito di alcune peculiarità di grande pregio.
Tanto per cominciare una solida forcella anteriore da 45 mm, regolabile nel precarico; un impianto frenante con doppi dischi da 320 mm e pinze Brembo a 4 pistoncini; una sospensione posteriore con mono-ammortizzatore che agisce su leveraggi progressivi e regolazione dell’idraulica tramite pomello registrabile a mano; un cardano CARC che non finisce mai; una sella dalle dimensioni regali, anche per il passeggero.
Ma la mia grande meraviglia è stata quando mi sono abbassato per guardare il telaio.Immagine 2
Avevo letto che per la Bellagio i tecnici della Guzzi avevano optato per un progetto inedito particolarmente adatto per donare compattezza e guidabilità alla moto.
Andando a sbirciare sotto il voluminoso serbatoio rimango di stucco: mi trovo di fronte al telaio che non mi sembra tanto inedito, anzi a dire il vero assomiglia molto a quello della mitica V7 Sport, progettato da Lino Tonti.
Manca solo la chiusura della culla inferiore, che in questo modello è assente e viene sostituita dallo stesso motore che va a chiudere il doppia culla. Stupendo!
Immagino già cosa si potrà fare con questa moto, peraltro dotata di ruote a raggi e copertoni dall’impronta notevole.
Qualche appunto lo farei su quei perfili posticci che ornano il serbatotio e il codone che altro non sono che piccole bande adesive applicate senza una protezione di vernice trasparente.
Facile immaginare quindi quale sarà il loro futuro!Le pedane per il passeggero sono poste troppo in alto, costringendo quest’ultimo ad una posizione delle gambe troppo rannicchiata.
Un vero peccato poichè con questa nuova sella si era dato un particolare riguardo alle terga del passeggero.
Immagine 1Sicuramente la conformazione dei due scarichi sovrapposti ha condizionato il posizionamento della pedana sinistra.
Trovare una soluzione sarebbe auspicabile.
Infine il manubrio, il quale è molto bello a vedere ma comporta una posizione (specie per chi è corto di braccia) caricata in avanti.
E’ pur vero che la moto è una via di mezzo tra una custom e una naked e che nella guida veloce è bene spostare il busto in avanti caricando i polsi, ma non dimentichiamo che l’essenza principale di questa moto (almeno così ho avuto modo di credere) sia la guida in tutto relax gustandosi motore e paesaggio.
Forse un manubrio con i corni più arretrati e leggermente rialzati non avrebbe guastato allo spirito della moto.
Infine la posizione del pilota in sella: le pedane a lui riservate sembrano un pò alte ed arretrate, costringendo quest’ultimo (specie se di gamba lunga) ad una posizione anche in questo caso, troppo rannicchiata.
Per quanto riguarda il motore, un aste e bilancieri a due valvole, ultrasperimentato ed ultracollaudato, penso che non ci siano problemi.
Con i suoi 75 cavalli si potrà fare di tutto.
Dopo 45 anni dall’ultima esperienza Guzzi (la mitica V7) sento che quanto prima ritornerò a cavalcare…… o meglio, a volare con l’Aquila e questa sarà la Guzzi Bellagio… forse!

Moto Guzzi Bellagio

Moto Guzzi Bellagio

BELLAGIO > Scheda tecnica

Motore

Tipo Bicilindrico a V di 90°, 4 tempi
Raffreddamento Ad aria
Cilindrata 935.6 cc
Alesaggio e corsa 95 x 66 mm
Rapporto di compressione 10
Distribuzione 2 valvole in testa comandate da aste in lega leggera e bilancieri azionati da punterie meccaniche
apertura valvola aspirazione 24 ° P.P.M.S.
chiusura valvola aspirazione 52 ° D.P.M.I.
apertura valvola scarico 54 ° P.P.M.I.
chiusura valvola scarico 22 ° D.P.M.S.
misurati con gioco di controllo bilanciere-valvola
Potenza massima 55 Kw a 7200 rpm
Coppia massima 78 Nm a 6000 Rpm
Alimentazione Iniezione elettronica Multipoint, sequenziale, fasata Magneti Marelli IAW, sistema alfa-n; 2 corpi farfallati di Ø 40 mm con iniettori Weber IW 031
Avviamento Elettrico
Impianto di scarico In acciaio inox, 2 tubi collegati ad 1 camera di espansione, collegata a due silenziatori in acciaio cromati; catalizzatore a 3 vie con sonda Lambda
Omologazione Euro 3

Ciclistica

Telaio Tubolare a doppia culla scomponibile in acciaio ad alto limite di snervamento
Interasse 1.570 mm
Avancorsa 165 mm
Inclinazione canotto di sterzo 28°
Sospensione anteriore Forcella telescopia idraulica Marzocchi, Ø 45 mm, regolabile separatamente
Escursione ruota anteriore 140 mm
Sospensione posteriore Monobraccio con leveraggio progressivo, monoammortizzatore regolabile in estensione e con manopola ergonomica per la regolazione del precarico
Escursione ruota posteriore 120 mm
Freno anteriore Doppio disco flottante in acciaio inox, Ø 320 mm, pinze Brembo, 2 pistoni paralleli
Freno posteriore Disco fisso in acciaio inox, Ø 282 mm, pinza flottante Brembo, 2 pistoni paralleli
Ruote A raggi con cerchi in lega di alluminio (tubeless)
Cerchio anteriore 3,50” x 18”
Cerchio posteriore 5,50” x 17”
Pneumatico anteriore 120/70 ZR 18 M/C (59W) TL Roadtec Z6
Pneumatico posteriore 180/55 ZR 17 M/C (73W) TL Roadtec Z6

Dimensione

Lunghezza 2.270 mm
Larghezza 890 mm
Altezza (parabrezza posizione alta) 1.310 mm
Altezza sella 780 mm
Altezza mimima da terra 150 mm
Altezza manubrio 1.050 mm
Altezza pedante conducente 326 mm
Altezza pedante passeggero 385 mm
Peso a secco 224 kg
Capacità serbatoio carburante 19 litri
Riserva 4 litri

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883, Bellagio, custom, Harley Davidson, moto, Moto Guzzi 8 Commenti Continua a leggere

Acciaio nero! La nuova 883 Iron

Postato il 30 gennaio 2009 da Willy in Anteprima, Recensioni, Video

Decisamente “cattiva” ma nello stesso tempo facile da domare; è la nuova proposta della casa di Milwaukee, un colosso capace di vendere oltre 300.000 moto all’anno.

La 883 Iron fa parte della serie Sportster che sono le H-D più apprezzate in Europa e soprattutto in Italia (pù di 1.400 pezzi venduti lo scorso anno tra la 1200 e la 883).

Il motore è interamente verniciato a polvere, neri i cerchi, nera la forcella, nere le poche sovrastrutture, compreso l’immancabile serbatoio “peanuts” da 12,5 litri.

La sella è monoposto ma si può aggiungere sia il sellino passeggero che lo schienalino.

In America è già ricercatissima e sono sicuro che anche in Italia verrà molto apprezzata. Considerando anche che le moto “dark” hanno da sempre avuto un grande fascino e soprattutto un grande riscontro nelle vendite.

 

Harley Davidson 883 Iron

Harley Davidson 883 Iron

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La mia 883!

Postato il 26 giugno 2008 da Melus in Racconti
Così bassa che ti puoi sdraiare sul manto stradale
e quel motore che batte con forza ancestrale.
Dinnanzi a te solo un piccolo strumento rotondo
che manco guardi se attorno gira il mondo.

Ha qualcosa di magico questa 883, con la sua coppia imponente
che ti spinge da dietro come la mano buona di un gigante.
Poca fretta con lei e nessuna velleità corsaiola

dev’essere trattata con calma ed estrema cura.

Lungi da lei i frettolosi, i manici e gli smanettoni
gli amanti del contagiri gli stanno sui coglioni.
E se le curve non le fai con il ginocchio per terra
a lei poco importa, non deve scendere in guerra.

Ci si diverte con 50 cavalli trotterellando a velocità da passeggio
e te ne fotti di chi ti supera a 200 mostrando il suo coraggio.
Dietro la visiera del casco rigorosamente aperto
compare un sorriso nei confronti di quell’esperto.

Lui non ha capito niente del valore della vita
e se la gioca alla roulette russa ad ogni sua uscita.
La velocità è l’appagamento di ogni sua ambizione
ma dalla mia 883 lo vedo come un gran coglione.

Il suo motore a quattro, urla come un dannato
e lui tutto ingobbito sul manubrio si sente realizzato.
Il suo strumento segna appena 10 mila rotazioni
ce ne sarebbero ancora 5000 per giungere alle massime prestazioni.

Lui giungerà prima di me qualunque sia il suo itinerario
e si congratulerà con se per il suo perfetto orario.
E racconterà ai suoi amici, ogni due e tre
di come superò a 200 all’ora un pirla sull’883.

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