Moto GP
Quest’ anno, sarò più assiduo nel nel seguire il massimo campionato di moto, e mi auguro anche d’ intervenire nei dibattiti dei vari forum sparsi per il web, cosa che non ho mai fatto in precedenza.
Cos’ è cambiato?
E’ cambiato che non mi sento più d’essere uno sfegatato antirossiano come lo ero in precedenza, al punto da non seguire più un Moto GP per non vederlo vincere.
Devo ammettere che Rossi mi fa ancora una grande antipatia, che viene accentuata da quei demenziali spot pubblicitari che ce lo propinano in maniera martellante in ogni attimo della giornata, con quella sua cantilena che a me fa accapponare la pelle.
Ma a pensarci bene questo non ha nulla a che vedere con colui che ha vinto una marea di mondiali, che rappresenta la nostra Italia, e che ormai è diventato un mito.
Mi sono reso conto che un campione va accettato e valutato per il ruolo che gli compete sul campo e non per quello che fa quando lascia gli attrezzi della sua attività.
Pensate che un giorno sono persino giunto ad esultare quando Valentino prese uno scivolone.
Adesso mi vergogno a raccontarlo, e me ne vergognai quello stesso giorno, quando mio figlio, tifoso di Valentino, con grande sdegno mi fece notare che mi ero comportato come un selvaggio e che un campione durante la gara va sempre rispettato, qualunque sia il suo quoziente di gradimento che noi gli attribuiamo.
A volte mi chiedo se sia più costruttivo tifare per un campione straniero che porta in alto un marchio italiano o per un campione italiano che porta in alto un marchio straniero.
Io comunque continuerò a tifare per Stoner e non certo per particolari motivi di simpatia (non mi risulta che sia un tipo particolarmente simpatico) ma perché penso che lui abbia le capacità per portare alla vittoria un marchio italiano che fa sforzi inauditi per poter stare alla pari con dei colossi come Yamhaha, Honda e Suzuki.
Ed in questo momento, personalmente, penso che sia più importante avere un marchio italiano che possa trarre innegabili benefici di immagine e quindi di vendite, dalle vittorie delle sue creature.
Certo, l’ideale sarebbe avere un campione del mondo italiano su moto italiana, e chissà che un giorno…
Ma per adesso nell’attesa mi contenterò di tifare Ducati e Stoner, diversamente da come feci però negli gli anni precedenti.
Niente odi ed antipatie, ma solo un grande rispetto per tutti i suoi avversari!
ABS obbligatorio e potenza limitata a 74 KW su tutte le moto europee
La Commissione Europea ha lanciato una consultazione pubblica, dove tutti i cittadini europei possono dare il loro contributo rispondendo ad un questionario.
I settori di intervento sui quali si dovrebbe esprimere un parere, per ciò che interessa noi motociclisti, riguardano la sicurezza.
Le domande sono due:
- se si ritiene opportuno rendere obbligatorio per le moto l’ABS, dando anche la possibilità di dare suggerimenti alternativi;
- la possibilità di limitare la potenza delle moto a 74 KW (100 CV) in tutta l’Europa.
Non so con quali criteri e quali modalità si potrà partecipare a questa consultazione pubblica.
Da parte mia, se me ne daranno la possibilità, sarò ben lieto di farlo.
Per quanto riguarda l’obbligatorietà degli impianti di ABS sulle moto (non si specifica se solo sulle moto o su tutti i mezzi a due ruote) sono pienamente d’accordo poiché tale impianto sarebbe dovuto nascere ancor prima sulle moto anziché sulle auto.
Per quanto riguarda invece la questione dei 74 KW avrei qualcosa da ridire, anche se in un primo momento la proposta sembrerebbe la soluzione migliore per far diminuire gli incidenti causati dagli smanettoni o dai pivelli che pensano di poter gestire una moto da 160 cavalli solo perché hanno avuto la possibilità di comprarsela.
Tali moto nelle mani di un inesperto si possono trasformare in armi da guerra, e come tali provocare danni anche al prossimo.
A questo punto io dico che anche 100 cavalli per una moto sono una potenza abbastanza consistente considerato che il rapporto peso potenza per una moto da 170 chilogrammi è quasi da formula uno.
Stabilire per legge che una moto non debba superare i 100 cavalli (oggi raggiungibili da una buona 600) significherebbe che i costruttori comincerebbero a battagliare fra di loro sciorinando le loro massime conoscenze, giocando sull’elettronica, la tecnologia motoristica, la leggerezza dei materiali e altre diavolerie, riuscendo lo stesso ad offrire un prodotto altamente prestazionale che nulla avrebbe da invidiare ai banditi propulsori da 160 cavalli e oltre.
Inoltre si innescherebbe una sorta di ricerca allo sfruttamento massimo del propulsore, perpetrato dagli stessi privati i quali ricorrerebbero a centraline modificate o ad elaborazioni motoristiche che renderebbero estremamente pericolosa una moto, telaisticamente nata per dare solo 100 cavalli.
Ritengo inoltre che una moto da 100 cavalli sia pericolosa quanto una di 160, se il proprietario della prima è un incosciente e non collega il cervello alla manetta del gas.
Per questi motivi io lascerei le cose come stanno, lasciando le superpotenze a chi crede di essere in grado di poterle gestire e le moto più modeste a chi crede che tale potenza sia adatta alle proprie esigenze ed alla propria esperienza.
Se proprio dovessi fare una proposta direi che sarei d’accordo ad elevare l’età richiesta per la guida di tali mezzi, proporzionalmente alla potenza espressa dalla moto in questione.
Qualche annetto in più significherebbe maggiore maturità, e alla guida di tali bolidi ciò non guasterebbe.
Non solo due ruote… Effetti nocivi della telefonia mobile
Perchè si parla così poco degli eventuali effetti nocivi della telefonia mobile sull’essere umano?
Si fanno campagne contro il fumo, contro l’alcool, contro le droghe, e nei telegiornali si parla di inquinamento atmosferico, di riscaldamento della terra, di mozzarelle di bufala alla diossina, di vino con l’acido muriatrico, etc., e nulla si dice sui danni che i cellulari potrebbero arrecarci, anche se l’effetto lo potremo riscontrare fra una decina d’anni.
Attualmente non c’è nulla di veramente certo che possa stabilire una correlazione fra tumori al cervello e microonde.
Ma forse tutti non sanno, e questo è un vero guaio, che i telefonini cellulari lavorano ad una frequenza che va dai 900 MHz fino ai 1800 MHz.
Tali frequenze rientrano nello spettro elettromagnetico delle microonde.
Abbiamo quindi un generatore di microonde che noi appoggiamo all’orecchio a strettissima distanza dal cranio e quindi dal cervello.
Le radiazioni di questa lunghezza d’onda vengono assorbite in maniera particolare da quei tessuti che contengono liquidi (vedi funzionamento del forno a microonde).
Il riscaldamento di questi tessuti (vedi massa cerebrale) potrebbe costituire un serio pericolo per la nostra salute.
Si dice anche che dentro un ambiente particolarmente ristretto, come per esempio l’abitacolo dell’auto le microonde emesse da un telefonino, riflettendo sulle pareti possano diventare ancora più incisive e causare un bombardamento più mirato sia su chi lo utilizza, sia sugli eventuali passeggeri.
A questo punto mi chiedo se sia giusto utilizzare un telefonino in un ambiente metallico e particolarmente affollato qual è un mezzo pubblico.
Oggi vi sono delle persone che già salgono sull’autobus con il telefonino attaccato all’orecchio e stanno a conversare, magari ad alta voce, allietandoci di discorsi a dir poco demenziali, specie, da parte degli adolescenti, che sembra non riescano più a vivere senza fiatare dentro questo strumento.
La cosa bella è che a volte si arrivano a contare diverse persone impegnate a conversare, così, tanto per ammazzare il noioso tempo del tragitto.
Telefonate insignificanti che si potrebbero senz’altro fare una volta scesi dal bus, ma a cui il nostro utente telefonista non può sicuramente rinunciare.
L’autobus così si trasforma in un forno a microonde, alimentato da diversi generatori sparsi lungo la superficie del mezzo, mentre i passeggeri rappresentano l’alimento da cucinare.
Mi chiedo a questo punto se non sia giusto sensibilizzare la popolazione a spegnere questo strumento durante il tragitto su un mezzo pubblico, così come si fa quando si va al cinema, al teatro, in chiesa, in una conferenza, etc… anche se in questi casi si tratta di una semplice questione di educazione e buon senso.
Ma in un luogo pubblico abbastanza ristretto, come quello del bus, oltre a trattarsi di buon senso si tratta anche di salvaguardare la nostra salute, poichè lì siamo sottoposi ad un bombardamento di microonde che nessuno ci ha prescritto e di cui potremmo fare volentieri a meno!
Honda CB 400 Four: la piccola samurai!

Honda CB 400 F (Four)
Sembrava che dopo quell’esplosione di moto marziane di grossa cubatura nient’ altro avrebbe potuto impressionare il motociclista italico.

Honda CB 400 F (Four)
SCHEDA TECNICA HONDA CB 400 F
- 4 cilindri in linea fronte marcia, quattro tempi, raffreddato ad aria;
- alesaggio e corsa: mm, 51 x mm. 50;
- distribuzione: 1 albero a camme in testa comandato da catena centrale, due valvole per cilindro;
- cilindrata: 405 cc.;
- potenza: 35 cv a 9.400 giri;
- rapporto compressione: 9,4:1;
- alimentazione: 4 carburatori Kein da 20 mm.;
- impianto elettrico: 12 Volt;
- frizione: a dischi multipli a bagno d’olio;
- avviamento: elettrico e a pedale
Telaio
- a culla sdoppiata in tubi di acciaio;
- sospensioni: forcella anteriore telescopica con frenatura idraulica a doppio effetto;
- ammortizzatori: regolabili nel precarico molla;
- freno anteriore: a disco singolo con comando idraulico;
- freno posteriore: a tamburo con comando meccanico.
Dimensioni e pesi
- altezza: mm 1120;
- larghezza: 505 mm;
- altezza sella: mm 790;
- interasse: mm 1355;
- peso a secco kg 167.
Velocità, consumi e rifornimenti
- 168 Km/h;
- 20 km al litro;
- Serbatoio benzina: 14 litri;
- riserva: 3,5 litri;
- olio motore: 3,5 litri SAE 10W – 40.
Gomme
- ruota anteriore: 3,00S – 18 PR4;
- ruota posteriore: 3,50S – 18 PR4.



 
 


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