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	<title>Due Ruote Nel Web &#187; Riflessioni</title>
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	<description>Il blog di Carmelo e Walter Solarino</description>
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		<title>Limiti di velocità ed autovelox per prevenire&#8230; e non solo per punire</title>
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		<pubDate>Sat, 14 Jan 2012 14:12:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Willy</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Oggi più che mai si levano alti i cori di utenti della strada, specie dei motociclisti, contro i sistemi di controllo della velocità come autovelox e laser.
Sembra che ormai molti comuni italiani aggiustino i loro traballanti bilanci, con le entrate derivanti da questi sistemi di controllo.
Facciamo attenzione: l’utente della strada non chiede l’abolizione di questi metodi (questo dev’essere chiaro) ma si augura che gli stessi vengano utilizzati in maniera corretta ed al preciso scopo di prevenire e non solo punire.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="line-height: normal; text-align: justify;">
<div id="attachment_2850" class="wp-caption aligncenter" style="width: 595px"><a href="http://www.dueruotenelweb.it/2012/01/limiti-di-velocita-ed-autovelox-per-prevenire-e-non-solo-per-punire.html/vignetta-autovelox" rel="attachment wp-att-2850"><img class="size-large wp-image-2850" title="Vignetta autovelox" src="http://www.dueruotenelweb.it/blog/wp-content/uploads/Vignetta-autovelox-585x390.jpg" alt="" width="585" height="390" /></a><p class="wp-caption-text">Vignetta di Carmelo Solarino</p></div>
<p style="text-align: justify;">Oggi più che mai si levano alti i cori di utenti della strada, specie dei motociclisti, contro i sistemi di controllo della velocità come autovelox e laser.<br />
Sembra che ormai molti comuni italiani aggiustino i loro traballanti bilanci, con le entrate derivanti da questi sistemi di controllo.<br />
Facciamo attenzione: l’utente della strada non chiede l’abolizione di questi metodi (questo dev’essere chiaro) ma si augura che gli stessi vengano utilizzati in maniera corretta ed al preciso scopo di prevenire e non solo punire.<br />
Per questo occorre che gli autovelox vengano installati in luoghi dove veramente l&#8217;eccessiva velocità può dimostrarsi pericolosa per la particolare situazione del territorio che la strada attraversa.<br />
Mettere un limite di velocità di 50 Km/h in un centro abitato sta bene a tutti, ma posizionarlo su una strada nazionale, in un rettifilo di oltre un chilometro dove non vi sono nè abitazioni nè crocevia o strade intersecanti, mi sembra veramente eccessivo!<br />
Sono limiti di velocità che forse andavano bene una quarantina di anni fa quando un’auto che andava a 100 Km/h ti metteva addosso un’apprensione paurosa, e che i 50-60 Km/h potevano già rappresentare una velocità di crociera.<br />
Non certo oggi che i 100 Km/h si toccano con una vettura media inserendo già la seconda marcia.<br />
Come si può pretendere ai tempi odierni di percorrere un rettifilo interminabile stando con il contachilometri che punta sui 50 Km/h?<br />
E’ naturale che un autovelox installato in quel tratto di strada farà una strage di chiunque vi passi, portando nelle casse del comune che lo gestisce un discreto gruzzoletto.<br />
Senza tralasciare quei particolari casi di segnaletica veramente assurdi.<br />
Cartelli segnanti velocità di 30 Km/h lasciati lì dopo lavori di rifacimento della sede  stradale  eseguiti anni prima.<br />
Cosa succede se si monta un autovelox dopo quel cartello?<br />
Altro caso strano ed anche abbastanza frequente è l’avvicendarsi di cartelli segnalanti limiti di velocità che variano nell’arco di un centinaio di metri.<br />
Del tipo: 40 Km/h (in un rettifilo) e dopo 100 metri si passa con un cartello che ne indica 70 o addirittura il cartello bianco che segnala la fine del divieto.<br />
Cosa è cambiato nell’arco di questo breve spazio?<br />
Poi nello stesso rettifilo dopo alcune centinaia di metri ricompare il cartello che indica la discesa a 50.<br />
Niente traverse, niente incroci, niente pericoli.<br />
Anche in questo caso, piazzando un autovelox dopo il cartello dei 50, sono multe assicurate.<br />
Cominciamo allora col togliere queste segnaletiche poste in luoghi dove non ha senso andare a 50 Km/h e togliamo anche quei cartelli dimenticati da tempo, apparentemente innocui ma pronti per essere sfruttati quando più avanti c&#8217;è un bell&#8217;autovelox che ci aspetta!</p>
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		<title>Benzina troppo cara?</title>
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		<pubDate>Tue, 05 Jul 2011 10:04:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Willy</dc:creator>
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		<description><![CDATA[In considerazione del fatto che quanto prima ci troveremo e centellinare i litri di carburante, pagandoli alla stregua del miglior limoncello prodotto con gli agrumi che crescono alle pendici dell’ Etna, e che in un futuro molto imminente dovremo rimodulare le nostre abitudini motociclistiche&#8230; secondo voi come dovrebbero orientarsi le case costruttrici per produrre moto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-2788" title="benzina" src="http://www.dueruotenelweb.it/blog/wp-content/uploads/benzina-248x300.jpg" alt="" width="199" height="241" /></p>
<p style="text-align: justify;">In considerazione del fatto che quanto prima ci troveremo e centellinare i litri di carburante, pagandoli alla stregua del miglior limoncello prodotto con gli agrumi che crescono alle pendici dell’ Etna, e che in un futuro molto imminente dovremo rimodulare le nostre abitudini motociclistiche&#8230; secondo voi come dovrebbero orientarsi le case costruttrici per produrre moto dai consumi bassissimi, senza per questo mortificare eccessivamente le nostre velleità motociclistiche?<br />
In poche parole, quanti cavalli potrebbero bastare per farci divertire lo stesso, tenendo in considerazione che i consumi aumentano con l’aumentare della cavalleria?<br />
Possono bastare 50-60 cavalli per fare un po&#8217; di tutto, percorrendo la media di 30 chilometri al litro?<br />
Personalmente penso di si&#8230; e voi?</p>
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		<title>Ma la strada è veramente una giungla d&#8217;asfalto?</title>
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		<pubDate>Sun, 08 May 2011 11:54:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Willy</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nonostante le nostre reiterate lamentele sulla sicurezza, le strade non verranno rivestite di gommapiuma ma solo di ruvido asfalto; i guard rail non verranno coperti con cuscini imbottiti di piuma d’oca ma resteranno sempre di tagliente e duro metallo; gli automobilisti non saranno mai cortesi ma adotteranno sempre la legge del più forte; le forze [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a rel="attachment wp-att-2682" href="http://www.dueruotenelweb.it/2011/05/ma-la-strada-e-veramente-una-giungla-dasfalto.html/strada"><img class="alignleft size-medium wp-image-2682" title="strada" src="http://www.dueruotenelweb.it/blog/wp-content/uploads/strada-300x175.jpg" alt="" width="300" height="175" /></a>Nonostante le nostre reiterate lamentele sulla sicurezza, le strade non verranno rivestite di gommapiuma ma solo di ruvido asfalto; i guard rail non verranno coperti con cuscini imbottiti di piuma d’oca ma resteranno sempre di tagliente e duro metallo; gli automobilisti non saranno mai cortesi ma adotteranno sempre la legge del più forte; le forze dell’ordine non faranno opera di prevenzione ma si limiteranno solo a piazzare i loro vari marchingegni punitivi; i motociclisti coglioni resteranno tali anche dopo aver superato gli esami di abilitazione alla guida; gli altri rimanenti motociclisti coglioni rimarranno tali anche se qualcuno mandandoli a quel paese gli ricorderà quanto siano coglioni; le case motociclistiche continueranno a costruire ordigni da 200 cavalli &#8211; oggi &#8211; e da 400 domani; gli incoscienti che ancora nel 2011 si ostinano a circolare senza casco continueranno a farlo; gli smanettoni non rispetteranno i limiti di velocità e continueranno ad andare a 160 Km/h nelle tangenziali; gli scooteristi &#8211; esseri al di sopra di ogni regola stradale e civile &#8211; continueranno a guidare come hanno sempre fatto, innalzando esponenzialmente le statistiche degli incidenti in Italia.</p>
<p style="text-align: justify;">Forse in primis dovrei smettere di parlare di educazione stradale per i più giovani, di paternali, di maturità alla guida, di patenti speciali, di corsi scolastici preparativi, di strade, di buche, di guard rail, ecc&#8230;<br />
Personalmente non credo più a quel tipo di favola e non perché non esistano i sistemi per migliorare le cose, ma più semplicemente perché giunti al punto in cui siamo, mi sembra impossibile rimettere a posto le cose.<br />
La strada è sempre più simile ad una giungla d’asfalto, e chi vuole entrarci deve conoscerne tutti i segreti e tutte le insidie&#8230; e forse solo così potrà sopravvivere!</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Moto di ieri&#8230;</title>
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		<pubDate>Mon, 21 Mar 2011 10:08:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Willy</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Honda CB 400 Four]]></category>
		<category><![CDATA[moto d'epoca]]></category>
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		<description><![CDATA[Credo che non vi sia motociclista con un pò di annetti sul groppone che non abbia posseduto svariati modelli di moto. Ogni moto posseduta lascia dietro di se un ricordo indelebile, a volte piacevole, a volte un po’ meno e a volte anche brutto! Vi sono moto che si ricordano in modo particolare, e non [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_2546" class="wp-caption aligncenter" style="width: 595px"><a rel="attachment wp-att-2546" href="http://www.dueruotenelweb.it/2011/03/moto-di-ieri.html/moto-guzzi-v-7"><img class="size-large wp-image-2546" title="Moto Guzzi V 7" src="http://www.dueruotenelweb.it/blog/wp-content/uploads/Moto-Guzzi-V-7-585x390.jpg" alt="" width="585" height="390" /></a><p class="wp-caption-text">Moto Guzzi V 7</p></div>
<p style="text-align: justify;">Credo che non vi sia motociclista con un pò di annetti sul groppone che non abbia posseduto svariati modelli di moto.<br />
Ogni moto posseduta lascia dietro di se un ricordo indelebile, a volte piacevole, a volte un po’ meno e a volte anche brutto!<br />
Vi sono moto che si ricordano in modo particolare, e non tanto per la loro grande affidabilità, per la loro qualità o per le loro prestazioni, ma semplicemente perché ci hanno donato delle sensazioni particolari, o meglio perché ci hanno emozionato in maniera particolare.<br />
Se uno chiede ad un motociclista con una certa carriera qual è fra le moto possedute quella che gli è piaciuta di più o che gli ha lasciato un ricordo indelebile, vi accorgerete che egli mezionerà il modello più datato.<br />
Questo non accade perché le moto di prima erano da ritenere più affidabili o migliori di quelle di oggi, ma per il semplice fatto che le moto di qualche decennio fa pur se angustiate da qualche problemino riuscivano a donare qualche cosa in più.<br />
Questo qualcosa in più io lo definirei (sempre che questo termine si possa associare ad un mezzo meccanico), “carattere”.<br />
Si, le moto di una volta avevano carattere, quello che non riesco più a trovare nelle moto d’oggi.<br />
Provate a chiedere a qualcuno che ha posseduto una <strong>Norton Commando</strong> o una <strong>Guzzi V 700 Sport</strong>, una <strong>Laverda 750</strong>, ma anche qualche moto di media cilindrata come l&#8217; <strong>Honda CB 400 Four</strong>, la <strong>Morini 350 Sport</strong> o la <strong>Ducati Scrambler </strong>- e mi fermo qui &#8211; e vedrete cosa vi dirà!</p>
<div id="attachment_2547" class="wp-caption aligncenter" style="width: 595px"><a rel="attachment wp-att-2547" href="http://www.dueruotenelweb.it/2011/03/moto-di-ieri.html/honda-cb-400-four"><img class="size-large wp-image-2547" title="Honda CB 400 Four" src="http://www.dueruotenelweb.it/blog/wp-content/uploads/Honda-CB-400-Four-585x391.jpg" alt="" width="585" height="391" /></a><p class="wp-caption-text">Honda CB 400 Four</p></div>
<p style="text-align: justify;">Erano moto che si riconoscevano ad un miglio di distanza, per il loro personale rombo, per i loro colori, per le loro linee.<br />
Ragazzi che moto!<br />
E non occorreva certo avere più di cento cavalli sotto le terga.<br />
Chi non ha vissuto quel periodo non può certo capire, e tutto ciò che gli viene propinato oggi per lui va bene.<br />
Moto anonime, tutte uguali!<br />
Moto che viste davanti sembrano scooter&#8230; scooter che visti davanti sembrano moto.<br />
E poi plastica, quanta plastica!<br />
Così se fai una semplice scivolata devi sostituire almeno 5 pezzi concatenati fra di loro, ognuno col suo codicino, ognuno col suo costo, naturalmente grezzi, poiché andranno poi verniciati in un carrozziere che ti farà sborsare la stessa cifra che occorre per verniciare un’auto intera.<br />
Sarà che ormai sono fatto grandicello e che appartengo ad un’altra “era motociclistica”, ma devo confessare che le moto di oggi, tranne qualche particolare modello non mi dicono più niente.<br />
Inoltre ho la vaga sensazione che questa corsa alle potenze estreme, alle superprestazioni, alla ipertecnologia, alla ricerca del nuovo che deve sbalordire ad ogni costo, ci stia facendo perdere di vista quella che è la vera essenza della moto, o meglio, dell’andare in moto!</p>
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		<title>Basta con questi mostri</title>
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		<pubDate>Mon, 22 Nov 2010 21:35:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Willy</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Questo pomeriggio mi trovavo in giro a sbrigare le solite faccende quotidiane quando ad un tratto, in prossimità di un incrocio, vedo arrivare in derapata una Ducati Hypermotard con a bordo un ragazzetto sui venti.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a class="highslide-image" onclick="return hs.expand(this);" href="http://i12.photobucket.com/albums/a223/willygt/DucatiHypermotard796.png"><img class="alignleft" title="clicca per ingrandire (Ducati Hypermotard)" src="http://i12.photobucket.com/albums/a223/willygt/DucatiHypermotard796.png" alt="image" width="385" height="237" /></a>Questo pomeriggio mi trovavo in giro a sbrigare le solite faccende quotidiane quando ad un tratto, in prossimità di un incrocio, vedo arrivare in derapata una <strong>Ducati Hypermotard </strong>con a bordo un ragazzetto sui venti.<br />
E&#8217; stato un attimo… e l&#8217; attimo dopo lui era già per terra, e ciò che restava della moto era finito sotto una macchina.<br />
Quasi con le gambe tremanti mi avvicinai al ragazzo per prestare immediato soccorso e insieme a me tanta gente intorno… gente comune… gente impaurita e preoccupata per quel ragazzetto che adesso stava li, disteso e senza nessun segno di vita.<br />
Le sirene dell&#8217; ambulanza facevano già da sottofondo quando riprese a muoversi.<br />
Un gran botto, tanta paura e con ogni probabilità più di qualche osso rotto.<br />
Tornando a casa ripensavo a quanto avevo appena visto e riflettevo su dove finivano le colpe del guidatore e iniziavano quelle di una moto dalla potenza esagerata con la licenza di poter essere guidata da chiunque… esperti piloti o pivelli dal portafoglio gonfio.<br />
Ma siamo veramente in grado di guidare questi mostri che ci propinano le case motociclistiche?<br />
Nessuno si rende conto che tali moto, in mano a delle persone incompetenti possono diventare estremamente pericolose?<br />
Troppe moto sono sempre più simili a quelle usate in Moto GP, solo che i piloti sono dei ragazzi che magari qualche mese prima giravano in Vespa e che adesso a bordo dei loro bolidi girano su strade che non sono piste e dove al posto degli ampi spazi vi sono macchine, moto e soprattutto pedoni.<br />
Qualcuno potrebbe obiettare dicendo che ognuno è padrone della propria vita, padrone di spendere i propri soldi come meglio crede e soprattutto in molti sostengono che anche un triciclo può essere pericoloso nelle mani di una persona poco coscenziosa.<br />
E a dire il vero questo qualcuno mi troverebbe anche d&#8217; accordo… ma solo in parte!<br />
Bisogna guidarla un Hypermotard per capire di cosa parlo.<br />
E anche l&#8217; utente più esperto dovrà ammettere che avere sotto il culo tutti quei cavalli pronti a sbizzarrirsi con la minima inclinazione del polso, non è cosa di poco conto.<br />
Quale sarebbe allora la soluzione?<br />
Limitare la produzione di questi mostri e cercare nuovi fronti dove le case motociclistiche potranno confrontarsi… privilegiando i consumi, il minore impatto sull’inquinamento, il peso, la guidabilità e soprattutto la sicurezza.<br />
Nel campo della tecnologia ci si può misurare soprattutto su questi altri valori, e non per forza sconfinando nel campo dell’ iper potente e del super veloce.</p>
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		<title>Mettete dei fiori nei vostri cannoni</title>
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		<pubDate>Mon, 18 Oct 2010 13:25:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Willy</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La consuetudine di cambiare i silenziatori originali delle proprie moto è ormai divenuta dilagante.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a rel="attachment wp-att-2246" href="http://www.dueruotenelweb.it/2010/10/mettete-dei-fiori-nei-vostri-cannoni.html/scarico-moto"><img class="size-medium wp-image-2246 alignleft" title="scarico moto" src="http://www.dueruotenelweb.it/blog/wp-content/uploads/scarico-moto-300x225.jpg" alt="" width="270" height="203" /></a>La consuetudine di cambiare i silenziatori originali delle proprie moto è ormai divenuta dilagante.<br />
Bicilindriche dagli scarichi tuonanti, tricilindriche dagli scarichi ruggenti, quadricilindriche dagli scarichi ululanti.<br />
Il tutto votato non certo a quel misero aumento di potenza che può apportare un silenziatore aperto!<br />
Molte volte mi sono chiesto del perché una persona possa pretendere che il suo fragoroso passaggio debba essere chiaramente percepito ed assimilato da decine o forse centinaia di persone!<br />
Che sia questo un soggetto altruista che vuole far partecipi tutti i cittadini incontrati per la strada (ma anche nelle loro case) dell’ orgia di decibel che il suo motore elargisce e da cui lui stesso trae delizia?<br />
Che al contrario sia tanto egoista da deliziarsi del baccano emesso dai suoi scarichi, che a lui infondono tanta forza e lo fanno sentire tanto cazzuto, infischiandosene altamente del fastidio che arreca alla gente?<br />
Sappiamo tutti benissimo che con uno scarico aperto, non superando certi regimi, si può circolare anche senza fare tanto baccano.<br />
Ed è proprio questo quello che dovrebbe fare un motociclista, quando con i suoi scarichi tuonanti, circola in zone dove è percepibile l’eventuale fastidio che potrebbe arrecare al prossimo.<br />
Dopotutto vi sono tanti luoghi dove potere dare sfogo a tutti i decibel senza rompere i timpani della gente.<br />
Penso che nessuno possa dimostrare apprezzamento se investito da tali docce di decibel, che il più delle volte si accompagnano al sibilo delle sirene degli allarmi delle auto (ulteriore libidine dei fracassoni&#8230; quella di far scattare gli allarmi).<br />
Purtroppo la categoria dei motociclisti è sempre meno apprezzata (soprattutto dai nostri legislatori) e con atteggiamenti di questo tipo diventiamo sempre più antipatici e mal visti dal prossimo che ci considera una congrega di arroganti fracassoni, spacconi e menefreghisti.</p>
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		<title>Indicatori di direzione: ovvero frecce</title>
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		<pubDate>Mon, 13 Sep 2010 10:55:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Willy</dc:creator>
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		<category><![CDATA[moto]]></category>
		<category><![CDATA[segnale acustico]]></category>

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		<description><![CDATA[Indicatori di direzione, ovvero frecce: perché le moto non hanno di serie un dispositivo acustico che ne ricordi il disinserimento dopo la manovra?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong><a rel="attachment wp-att-2049" href="http://www.dueruotenelweb.it/2010/09/indicatori-di-direzione-ovvero-frecce.html/indicatori-di-direzione"><img class="alignleft size-medium wp-image-2049" title="indicatori di direzione" src="http://www.dueruotenelweb.it/blog/wp-content/uploads/indicatori-di-direzione-300x224.jpg" alt="" width="243" height="182" /></a></strong>Qualche giorno fa ho ricevuto un&#8217; email da un lettore e per la precisione da una lettrice del blog che mi ha decisamente incuriosito.<br />
E&#8217; sempre più raro leggere dei commenti diciamo di &#8220;spessore&#8221; ed è un piacere per me condivideli e dargli visibilità attraverso il mio blog che vanta migliaia di visite giornaliere.<br />
Di seguito riporto l&#8217;email così com&#8217;è stata scritta da Valeria, la quale ringrazio per aver sollevato un quesito davvero interessante (ma che a dire il vero già adottato su alcuni scooter).</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Indicatori di direzione, ovvero frecce: perché le moto non hanno di serie un dispositivo acustico che ne ricordi il disinserimento dopo la manovra?<br />
Di più. Privilegio dei piloti a quattro ruote, perché un tic tac ritmato e forse un tantino esasperante redarguisce il pilota a quattro ruote un po’ svampito in merito ad una più che eventuale dimenticanza che, per altro, una semplice rotazione del volante perdona da sé senza neanche rimprovero?<br />
Misteriosa disparità fra autoveicoli e motocicli, sorprendente davvero considerato quanto attuale sia, per tutti – a maggior ragione per una categoria potenzialmente “debole” quale quella dei motociclisti – la questione della sicurezza.<br />
Sono una motociclista in erba e forse l’interrogativo strapperà il sorriso ai veterani.<br />
Eppure, con tutta l’ingenuità di cui sono capace, non riesco a capire la ragione per cui gli indicatori di direzione, comunque per legge obbligatori dal 1993 su tutti i motocicli – tranne alcune rare e comprensibili eccezioni (le “biciclette con motore” o moto quali il Caballero 50 versione &#8220;competione racing&#8221; e simili) –, siano in questo caso sprovvisti di un segnale acustico in grado di salvaguardere l’incolumità di tutti, specialmente se i centuri alla guida sono smemorati.<br />
Giro la riflessione all’attenzione delle case costruttrici che in fase di omologazione potrebbero risolvere assai semplicemente la cosa montando un banale cicalino.<br />
E perché, aggiungo in chiusura, oltre alle frecce direzionali destra/sinistra, non predisporre un dispositivo in grado di segnalare la sosta forzata del veicolo?<br />
Potrebbe, all’occorrenza, valere un lampeggiamento in sincro delle frecce tanto più che l’arci-noto segnale mobile di pericolo di forma triangolare che è e rimane ancora prerogativa esclusiva dei “quattroruotisti”.</em></p>
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