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Archivio per la categoria ‘Racconti’

Un Harley-Davidson è più di una moto!

13 giugno 2011 Nessun commento

 

Harley-Davidson Forty-Eight

Come spiegare le sensazioni che si provano guidando un’ Harley-Davidson?
Vi è qualcosa di magico in queste moto!
Pensate che ogni qualvolta rientro da una passeggiata la mia schiena è a pezzi, anche perché non sono il tipo da fare il giretto di qualche chilometro.
Al ritorno, quando entro la moto nel box, sono sempre incazzato e dentro di me dico che non la toccherò finchè la mia schiena non avrà metabolizzato tutti i colpacci che ha preso, ovvero almeno per una settimana.
Ma stranamente l’indomani mattina sento già il bisogno di prenderla per riascoltare il sound del suo motore, godere della sua spinta e della serentità che dona nel condurla.
Mi piace guidarla lontano dalle autostrade, attraversando le strade strette dei paesi, dove lo scarico del bicilindrico si riflette sui muri producendo un suono possente ma per nulla fastidioso.
Mi piace osservare l’espressione di ammirazione dei passanti, letteralmente presi da quel pulsare asincrono che sembra distribuire suoni fatti di materia e non di onde sonore.
Mi piace notare coloro che si soffermano ad osservare il balzellante minimo da 60 giri al minuto, credendo che il motore si debba spegnere da un momento all’altro e rimanendo sbalorditi quando si accorgono che invece quel motore gira proprio così.
Mi piace fotografarla come fosse una modella quando trovo uno sfondo appropriato alla sua personalità.
Con le altre moto tutto ciò non mi era mai capitato!

Nuova Officina Italica presenta Mr. Speed

9 maggio 2011 6 commenti

Mr. Speed è un prototipo derivato da una Kawasaki Z400

Mr. Speed nasce dalla passione che induce un gruppo di amici di Savona a passare le notti in officina e cercare di creare qualcosa che piaccia… non solo a loro!
La motocicletta deriva da un Kawasaki Z400 del 1980 ed il suo nome da una canzone dei KISS.
Luca, Paolo, Corrado sono i creatori della moto, ma non sono mancati gli interventi degli amici che nelle notti fredde e deserte di Savona dicevano la loro sul da farsi.
Come essere al bar ma il bere te lo porti da casa… e senza far troppo casino.
Notti intere a disegnare su brandelli di carta mentre fuori pioveva.
Paolo che di professione fa il dentista, disegna e crea quello che stai immaginando con pochi passi di biro.
Luca, tecnico cantiere navale, quasi malavitosamente si intrufola a lavori cessati nella carrozzeria del padre pronto ad operare con qualsiasi tipo di macchinario trovi a sua disposizione.
Corrado, che di moto ne ha sempre avute, è una macchina da lavoro ed offre sempre piccoli suggerimenti derivati dai calli provocati dall’asfalto.
Poi c’è Gaspare – il meccanico – quello vero: gli porti la moto e lui le da la vita.
L’ambizione era grande!
Vedevano sui siti web grandi nomi di “costruttori” e le loro creazioni… e sognavano!
Volevano anche loro!
Loro che di moto e di belle cose ne hanno e ne avevano avute tante… dalle macchine americane alle moto più performanti o stilose… dai flipper in casa alle biciclette americane.
La voglia c’era, lo stile anche!
Vedere le moto sul web o su carta patinata non è esattamente la stessa cosa che costruirle; si può cadere nella volgarità sbagliando od aggiungendo un solo particolare.
La difficoltà maggiore poi subentra se vuoi guidarla in città con i vigili pronti al pezzo.
E qui la carta patinata offre al costruttore la possibilità di rendersi conto che moto giudicate precedentemente “straordinarie” risultino essere semplicemente “moto incomplete”.
Mr. Speed è omologata, ha le frecce, le luci, le spie, gli stop, l’interasse invariato, ha lo scarico 2 in 1 omologato TUV, frena (forse meglio essendo così leggera), gomme da libretto e targa del tutto leggibile… e poi è anche bella!
Quindi un bel traguardo direi.
Al prossimo inverno con N.O.I. – Nuova Officina Italica.
Contatti: lucalombardo@alice.it

Galleria fotografica di Mr. Speed (clicca sulle miniature per ingrandirle).

Moto di ieri…

21 marzo 2011 Nessun commento

Moto Guzzi V 7

Credo che non vi sia motociclista con un pò di annetti sul groppone che non abbia posseduto svariati modelli di moto.
Ogni moto posseduta lascia dietro di se un ricordo indelebile, a volte piacevole, a volte un po’ meno e a volte anche brutto!
Vi sono moto che si ricordano in modo particolare, e non tanto per la loro grande affidabilità, per la loro qualità o per le loro prestazioni, ma semplicemente perché ci hanno donato delle sensazioni particolari, o meglio perché ci hanno emozionato in maniera particolare.
Se uno chiede ad un motociclista con una certa carriera qual è fra le moto possedute quella che gli è piaciuta di più o che gli ha lasciato un ricordo indelebile, vi accorgerete che egli mezionerà il modello più datato.
Questo non accade perché le moto di prima erano da ritenere più affidabili o migliori di quelle di oggi, ma per il semplice fatto che le moto di qualche decennio fa pur se angustiate da qualche problemino riuscivano a donare qualche cosa in più.
Questo qualcosa in più io lo definirei (sempre che questo termine si possa associare ad un mezzo meccanico), “carattere”.
Si, le moto di una volta avevano carattere, quello che non riesco più a trovare nelle moto d’oggi.
Provate a chiedere a qualcuno che ha posseduto una Norton Commando o una Guzzi V 700 Sport, una Laverda 750, ma anche qualche moto di media cilindrata come l’ Honda CB 400 Four, la Morini 350 Sport o la Ducati Scrambler - e mi fermo qui – e vedrete cosa vi dirà!

Honda CB 400 Four

Erano moto che si riconoscevano ad un miglio di distanza, per il loro personale rombo, per i loro colori, per le loro linee.
Ragazzi che moto!
E non occorreva certo avere più di cento cavalli sotto le terga.
Chi non ha vissuto quel periodo non può certo capire, e tutto ciò che gli viene propinato oggi per lui va bene.
Moto anonime, tutte uguali!
Moto che viste davanti sembrano scooter… scooter che visti davanti sembrano moto.
E poi plastica, quanta plastica!
Così se fai una semplice scivolata devi sostituire almeno 5 pezzi concatenati fra di loro, ognuno col suo codicino, ognuno col suo costo, naturalmente grezzi, poiché andranno poi verniciati in un carrozziere che ti farà sborsare la stessa cifra che occorre per verniciare un’auto intera.
Sarà che ormai sono fatto grandicello e che appartengo ad un’altra “era motociclistica”, ma devo confessare che le moto di oggi, tranne qualche particolare modello non mi dicono più niente.
Inoltre ho la vaga sensazione che questa corsa alle potenze estreme, alle superprestazioni, alla ipertecnologia, alla ricerca del nuovo che deve sbalordire ad ogni costo, ci stia facendo perdere di vista quella che è la vera essenza della moto, o meglio, dell’andare in moto!

Chi cerca trova… una moto d’epoca!

19 febbraio 2011 2 commenti

Moto Guzzi Airone

Riportare in strada un particolare “pezzo” pregiato scovato dopo anni di oblio non è sempre facile. Ecco quali sono gli aspetti burocratici e le procedure per la reimmatricolazione di un veicolo d’epoca.

E’ bello andare alla ricerca di moto e scooter d’epoca da restaurare.
Una vera e propria caccia al tesoro.
Si seguono delle piste in base alla segnalazione di un tale che ricorda di aver visto un modello appetibile in un determinato luogo o che addirittura ne conosce la sua esatta ubicazione.
Ma anche la ricerca senza nessun indizio è altrettanto affascinante.
I territori di caccia preferiti sono i paesi o le borgate di città dove ancora la gente non è tanto “scannaliata”, così come si dice nel gergo palermitano.
Si gira a piedi, col motorino o in bici, e con fare distaccato, si sbircia dentro la saracinesche aperte delle piccole officine, nei garage, nelle rimesse dei casolari o all’interno dei capannoni rurali.
Può capitare che, magari, accanto ad un trattore, sotto un telone impolverato, si intraveda una ruota, una targa, un fanale, insomma un elemento che ci faccia intuire di aver trovato qualcosa che potrebbe rivelarsi interessante.
Alcune volte si può trattare di un rottame di nessun valore storico o affettivo, altre ci si può imbattere in una moto o uno scooter che vale la pena tentare di mettere nel nostro carniere.
Iniziamo così le trattative con il proprietario, il quale, potrebbe, nel migliore dei casi, chiedere cifre irrisorie pur di disfarsi di quell’ingombro che occupa spazio inutilmente, oppure pretendere cifre astronomiche che fanno scappare a gambe levate sin dal primo approccio.
Sembrerà strano, ma è più facile portare a casa un mezzo di un certo valore storico pagandolo per quanto vale che non un cumulo di ruggine di scarso pregio.
Le motivazioni di certe richieste elevate vengono giustificate da particolari motivi affettivi o solo perchè si ritiene (per ignoranza) che qualsiasi ferrovecchio rappresenti qualcosa di eccezionale.
Il consiglio da dare a chi desidera intraprendere questo tipo di attività hobbistica, è quello di portare a termine più rapidamente possibile la trattativa d’acquisto.
Perdere tempo dicendo di ritornare dopo averci ripensato, o cercare di allungare i tempi nell’intento di veder calare le aspettative del venditore significa, talvolta, rischiare di perdere l’affare.
Ma il più delle volte il cattivo fine della trattativa non è condizionato esclusivamente dal mancato accordo tra il venditore e l’acquirente…

Vespa 150 Struzzo

Perdere tempo dicendo di ritornare dopo averci ripensato, o cercare di allungare i tempi nell’intento di veder calare le aspettative del venditore significa, talvolta, rischiare di perdere l’affare.
Ma il più delle volte il cattivo fine della trattativa non è condizionato esclusivamente dal mancato accordo tra il venditore e l’acquirente.
Quante volte abbiamo fatto marcia indietro poichè ci siamo trovati di fronte a problemi burocratici.
Mezzi senza targa ma con libretto, o viceversa, oppure senza targa né libretto, o con i documenti il cui intestatario non è l’attuale detentore.
Sono delle circostanze che fanno scattare immediatamente un campanello d’allarme e che il più delle volte portano a desistere dall’impresa.
Seccature da risolvere con costi, tempi e pazienza non certo indifferenti.
Chi intende portare su strada un motociclo restaurato, che purtroppo non ha i requisiti per circolare, deve adempiere ad un bel pò di procedure.
Prima di iniziare le operazioni di immatricolazione è bene accertarsi della lecita provenienza del mezzo.
Per le moto demolite dai proprietari con consegna della targa al PRA occorre, per la loro reimmatricolazione, che abbiano raggiunto almeno i 20 anni di anzianità.
La strada da percorrere è lunga e può anche non condurre alla meta: visura, certificato d’origine, scrittura privata di compravendita da effettuare presso un notaio.
Poi, una volta restaurato il mezzo, si continua con: iscrizione al registro storico dell’ FMI, visita di collaudo alla motorizzazione che, se dovesse andare a buon fine, permetterà di ottenere targa e permesso di circolazione provvisori in attesa dei documenti definitivi.
Le operazioni possono sembrare semplici, ma purtroppo non è così.
Per chi non avesse tempo da spendere, o poca pazienza, è consigliabile rivolgersi a delle agenzie specializzate che penseranno a risolvere anche i casi più ingarbugliati, ma che naturalmente, si faranno pagare profumatamente!

Basta con questi mostri

22 novembre 2010 19 commenti

imageQuesto pomeriggio mi trovavo in giro a sbrigare le solite faccende quotidiane quando ad un tratto, in prossimità di un incrocio, vedo arrivare in derapata una Ducati Hypermotard con a bordo un ragazzetto sui venti.
E’ stato un attimo… e l’ attimo dopo lui era già per terra, e ciò che restava della moto era finito sotto una macchina.
Quasi con le gambe tremanti mi avvicinai al ragazzo per prestare immediato soccorso e insieme a me tanta gente intorno… gente comune… gente impaurita e preoccupata per quel ragazzetto che adesso stava li, disteso e senza nessun segno di vita.
Le sirene dell’ ambulanza facevano già da sottofondo quando riprese a muoversi.
Un gran botto, tanta paura e con ogni probabilità più di qualche osso rotto.
Tornando a casa ripensavo a quanto avevo appena visto e riflettevo su dove finivano le colpe del guidatore e iniziavano quelle di una moto dalla potenza esagerata con la licenza di poter essere guidata da chiunque… esperti piloti o pivelli dal portafoglio gonfio.
Ma siamo veramente in grado di guidare questi mostri che ci propinano le case motociclistiche?
Nessuno si rende conto che tali moto, in mano a delle persone incompetenti possono diventare estremamente pericolose?
Troppe moto sono sempre più simili a quelle usate in Moto GP, solo che i piloti sono dei ragazzi che magari qualche mese prima giravano in Vespa e che adesso a bordo dei loro bolidi girano su strade che non sono piste e dove al posto degli ampi spazi vi sono macchine, moto e soprattutto pedoni.
Qualcuno potrebbe obiettare dicendo che ognuno è padrone della propria vita, padrone di spendere i propri soldi come meglio crede e soprattutto in molti sostengono che anche un triciclo può essere pericoloso nelle mani di una persona poco coscenziosa.
E a dire il vero questo qualcuno mi troverebbe anche d’ accordo… ma solo in parte!
Bisogna guidarla un Hypermotard per capire di cosa parlo.
E anche l’ utente più esperto dovrà ammettere che avere sotto il culo tutti quei cavalli pronti a sbizzarrirsi con la minima inclinazione del polso, non è cosa di poco conto.
Quale sarebbe allora la soluzione?
Limitare la produzione di questi mostri e cercare nuovi fronti dove le case motociclistiche potranno confrontarsi… privilegiando i consumi, il minore impatto sull’inquinamento, il peso, la guidabilità e soprattutto la sicurezza.
Nel campo della tecnologia ci si può misurare soprattutto su questi altri valori, e non per forza sconfinando nel campo dell’ iper potente e del super veloce.

Donne bikers alla riscossa. Spazio a Paola Cammarota

17 novembre 2010 5 commenti

Paola Cammarota e la sua Harley Davidson 883 R

L’universo delle due ruote è così variegato, che farne una descrizione dettagliata risulta difficile.
La moltitudine dei soggetti che vi fanno parte è uno dei segreti che lo rende interessante, e quando a guidare una moto c’è una donna, l’intrigo aumenta.
Per fortuna sono sempre di più le rappresentanti del gentil sesso che dal sellino da passeggero hanno deciso di fare il salto su quello del conducente.

Paola Cammarota, soprannominata “Miss Harley”, è una di quelle che hanno scelto d’essere protagoniste attive alla guida di una moto, ed oggi con una Harley Davidson 883 R si diverte a girare il mondo con gli occhi di chi vive la propria passione senza limiti: “Ho iniziato – dice la biker napoletana – ad amare tutto ciò che avesse due ruote sin da piccola.
Ricordo che all’età di cinque anni, chiesi a Babbo Natale di regalarmi una di quelle Vespe per bambini che all’epoca erano tanto di moda.
Dopo una marea di giri su scooter, a sedici anni ho guidato la prima moto, una Honda XR 600 di un amico.
Lì capì che quello per la moto sarebbe stato un amore che mi avrebbe accompagnata per tutta la vita”.
La galassia Harley Davidson è forse quella più originale, e Paola una volta ammirata una stella cromata, rimane folgorata: “Un mio ex ragazzo – racconta Miss Harley – era un biker, e con lui ho vissuto molti raduni.
Nel 2005 decisi che era giunto il momento del grande salto, ed acquistai una Buell XB 9 S. La prima meta importante raggiunta guidando fu in occasione dell’hog inverno del 2005, che si tenne a Rimini.
Il viaggio lo feci sotto un diluvio, ma la gioia era così grande, che l’acqua non mi scoraggiò.
L’anno scorso, dietro suggerimento dell’amico Giovanni Borrelli, icona HD a Napoli, acquisto una 883 R.
Mi sembra d’averla sempre guidata, e la sento molto più mia rispetto alla Buell.
La utilizzo sempre, sia per raggiungere l’ufficio, sia per svago nei fine settimana”.
Le moto di Milwaukee una volta acquistate, subiscono quel processo di personalizzazione che le rende creazioni uniche: “Con le Harley – spiega – c’è tanto da divertirsi, perché le puoi modificare nei modi più fantasiosi.
Sulla mia ho cambiato la sella, ho istallato ammortizzatori più bassi, ho sostituito le marmitte con due modello King Fire, il contachilometri è contornato da swarosky, e al posto del sellino posteriore c’è una griglia portapacchi“.
Da tre anni Paola frequenta il Vesuvio Chapter, club capitanato da Alberto Damasco: “E’ – afferma – la mia seconda famiglia, che mi accompagna in questa grande passione.
Un bel gruppo d’amiche ed amici, e quando ci riuniamo il giovedì sera nella club house, il divertimento è di casa.
Cerco di non perdere nessuno degli appuntamenti che organizzano.
Viaggiare in moto è bello, perché assapori le bellezze naturali del tragitto.
Credo che oggi le donne bikers non siano un tabù, e che le esigenze di una centaura siano uguali a quelle di un centauro.
Forza ragazze, cosa aspettate a guidare una moto tutta vostra?”.

Alfredo Di Costanzo

Lettera ad un motociclista furbacchione…

12 luglio 2010 Nessun commento

Ti ho incontrato l’altra mattina, tu in moto ed io in auto.
Finchè camminavi appaiato al mio finestrino ti ho ammirato, ma nell’attimo in cui mi sei passato davanti tutto è crollato!
Quel grosso lucchetto che ballonzolava, guarda caso, proprio sopra la tua targa mi ha fatto ricredere immediatamente.
Ora capisco perché viaggiavi così fiero sulla tua moto!
Non certo perché sentivi di appartenere a una categoria che tu ritenevi privilegiata, ma solo perché avevi escogitato un qualcosa che ti avrebbe consentito di nascondere la tua identità, e come tale di potere circolare per le strade facendo i tuoi porci comodi.
Adesso sono io ad appaiarmi a te e non mi sembri più quell’essere fiero, ma solo un meschino che con il suo comportamento sta gettando fango sulla categoria dei motociclisti.
Eppure tu non hai capito nulla della gravità del tuo atto, anzi direi che ne sei gratificato poiché stai dimostrando al prossimo di essere il più furbo.
Puoi passare con il rosso, svoltare dove non è consentito, fregartene dei limiti di velocità, andare controsenso, scorazzare sulle corsie preferenziali, circolare sui marciapiedi, e perché no, investire anche qualche vecchietto sul passaggio pedonale e svignartela tranquillamente.
Continuo a seguirti quasi ipnotizzato dai riflessi di quel luccicante lucchetto che ballonzola sulla targa dai caratteri illeggibili.
Adesso mi fermo dinnanzi ad un semaforo che segna il rosso.
Non vi è alcuna abilitazione per la svolta a destra, ma tu caro furbacchione non hai tempo da perdere e così imbocchi la svolta senza curarti minimamente delle auto che ti sfiorano e di un automobilista che inveisce nei tuoi confronti.
Vai tranquillo grande uomo!
Provo ad immaginare come sarai nella vita e non riesco a pensare a nulla di positivo.
Chiunque tu sia e qualunque cosa tu faccia ci sarà sempre un momento in cui troverai l’occasione per fregare il prossimo utilizzando un luccicante lucchetto!

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