Il rapporto stechiometrico. Quel rapporto… che ci fa tanto male!
Quando si parla di inquinamento generato dai motori a combustione interna si citano monossido di carbonio, anidride carbonica, ossido di azoto, zolfo, piombo, polveri sottili etc.
Ma spesso si tralascia un dato molto importante, ovvero che gran parte dell’inquinamento che produciamo con i nostri motori è anche dovuto alla quantità di aria che gli stessi propulsori aspirano e che letteralmente bruciano distruggendo ogni molecola di ossigeno, tanto per intenderci, quella che a noi serve per respirare.
Il rapporto stechiometrico indica la quantità d’aria e la quantità di benzina necessari per formare quella miscela che opportunamente compressa nella camera di scoppio verrà poi fatta esplodere da una scintilla.
Il rapporto per i motori a benzina è in media di 14,5 : 1, ovvero 14,5 parti di aria (in peso) e una parte di benzina.
Quindi affinché un motore possa utilizzare un grammo di benzina per la sua alimentazione occorre che questa venga combinata ad una quantità d’aria pari a 14,5 grammi. Considerato che il peso specifico di un litro d’aria, in condizioni ottimali, equivale a circa 1,25 grammi, ne consegue che per bruciare un grammo di benzina occorrono circa 11,6 litri d’aria!!!!!
Se rapportiamo tali quantità d’aria bruciata ad un consumo di 30 chilogrammi di carburante (peso specifico della benzina 0,75 Kgl), ovvero a 40 litri, vedremo esaurire delle quantità d’aria (respirabili e quindi di tutti) pari a circa 348.000 litri.
Anche se dallo scarico delle auto, delle moto e dei ciclomotori, dopo la combustione dovesse uscire essenza di gelsomino e nessun altro veleno avremmo da noi soli sottratto all’atmosfera quantità enormi d’aria respirabile.
Sarebbe quindi interessante tenere d’occhio anche questo problema, ovvero quello dell’esaurimento delle scorte d’aria, considerato anche che il pianeta non riesce più a rimpiazzarle.
Sarebbe anche interessante oggi, oltre a indicare il consumo di carburante di un motore a combustione interna, che si indicasse anche il consumo d’aria nell’arco dei cento chilometri.
Forse potrebbe farci riflettere!


 
 


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