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Archivio per la categoria ‘Attualità’

La moto d’epoca: una grande passione ostacolata da troppe regole

10 febbraio 2010 Melus 7 commenti

Acquistare una moto d’epoca da restaurare è di per se un’impresa abbastanza impegnativa.
Se poi ci mettiamo che è pure radiata o che è priva di libretto e di targa, allora la cosa diventa davvero problematica.
Il consiglio sarebbe quello di trovare una moto ancora marciante, dove il proprietario è in regola con i documenti, bollo e quant’altro.
Ma purtroppo è sempre più difficile trovare occasioni del genere, e chi vende mette in conto anche questi fattori per far lievitare il prezzo.
E allora quando ci si imbatte in un modello che desta il nostro interesse ma che purtroppo risulta radiato o privo di documenti, dobbiamo fare un pò di conticini e mettere anche nella bilancia un non indifferente esborso di denaro (oltre che una notevole perdita di tempo) per risolvere tutti i problemi del caso.
Difficilmente ci si imbatte in un lungo restauro per il solo fine di ammirarla all’interno del proprio box… chi resisterebbe al desiderio di farsi una bella sgroppata con il proprio “gioiello”?
Quindi si finisce sempre per incappare nelle complicate maglie della burocrazia.
Sembra comunque che i nostri legislatori ultimamente si stiano finalmente interessando a mettere un pò d’ordine in questa giungla, o meglio, di cercare di uniformare tutta la parte burocratica e la parte interpretativa delle leggi, decreti, delibere, circolari, scappatoie, interpretazioni e quant’altro regola questo settore. Speriamo che ciò avvenga presto e che tanti di quei “gioielli” tenuti segregati nelle cantine e nei box dei collezionisti, ritornino a vedere a testa alta, la luce del sole.
Dopotutto questi mezzi rappresentano delle vere e proprie opere d’arte, un bene della comunità, e come tale vanno quindi incentivate, salvaguardate e agevolate.
Inquinano troppo?
Non rientrano nelle norme anti inquinamento?
Ma cosa volete che inquini un mezzo che esce così raramente?
Sono pericolose perché mal frenate?
Ma a che velocità pensate che vadano queste nonnette?
Perché tutte queste attenzioni, tutti questi controlli, tutte queste interpretazioni?
Problemi con le misure delle gomme che prima erano indicate nel libretto di circolazione in pollici mentre adesso sono in millimetri… e per poterle installare sulla nostra moto occorre il nulla osta del costruttore con relativo aggiornamento della carta di circolazione… ma daiii!!!
Revisione del mezzo con scadenza dopo un anno, ma c’è chi propone dopo due, chi dopo quattro; adesso anche il bollino blu… ma daiii!!!
Per poter iscrivere la propria moto o il proprio scooter alla FMI occorre che questi sia perfettamente rispondente all’originale.
Quindi banditi un paraspruzzi d’epoca, una modanatura cromata sempre dell’epoca, una sella o una maniglietta di sollevamento sempre di quel periodo, persino un portabollo… ma daiii!!!
Che poi mi chiedo, ma se un mezzo dev’essere di interesse storico perché non lo dovrebbero essere anche gli accessori che già montava nella sua epoca?
Non lo sanno che poi il proprietario rimonterà il tutto com’era prima?
E allora perché tutta questa farsa?
Anche le assicurazioni agiscono in modo poco uniforme (ma questo è un argomento che tratterò in un altro articolo).
Cerchiamo allora di mettere un pò d’ordine in tutta questa confusione, cercando di semplificare, semplificare, ancora semplificare e poi unificare.
Fare leggi e regolamenti che non si prestino ad interpretazioni che variano da regione a regione né tanto meno che non prestino il fianco alle scappatoie ed ai cavilli, come generalmente accade oggi.
Le moto d’epoca non sono da vedere come mostri da tenere a freno, anche se sulla carta risulteranno più inquinanti di una euro tre, due o uno, che però circolano ed inquinano per tutto l’anno.
Vediamole invece come opere d’arte, come prodotto dell’acume dei suoi progettisti, come precursori di intuizioni stilistiche e meccaniche che pur con qualche modifica e qualche aggiornamento hanno fatto scuola fino ai giorni nostri!

Senza patentino l’assicurazione non copre il danno

2 febbraio 2010 Matteo Nessun commento

Per chi possiede un ciclomotore, è indispensabile possedere una assicurazione per ciclomotore, ma questo non è l’unico documento necessario per mettersi alla guida in tutta sicurezza e legalità.

È infatti dal 2004 che tutti i minorenni e maggiorenni senza patente alla guida di un ciclomotore devono detenere un patentino, noto anche come certificato di idoneità, che ne attesti l’idoneità alla guida.

Chi dovesse essere protagonista di un sinistro alla guida di un ciclomotore ma sprovvisto di patente di guida o patentino, anche se coperto da una delle assicurazioni motorini disponibili online, potrebbe infatti trovarsi a dover risarcire il danno causato di tasca propria, in quanto la mancanza di patentino annulla la copertura dell’assicurazione.

Una volta accertato il possesso di patentino, nel momento della scelta dell’assicurazione è importante tenere a mente che anche le assicurazioni per ciclomotori, come quelle per auto, fanno uso di parametri come il valore del mezzo, la cilindrata e l’età del guidatore per calcolare il premio da pagare.

Le diverse compagnie di assicurazioni online trattano questi fattori in maniera diversa, ed è quindi importante richiedere piú preventivi al fine di essere certi di scegliere l’assicurazione piú conveniente.

L’Italia dei SUV

7 gennaio 2010 Melus 7 commenti

Jeep Commander

Scusate se l’argomento non è inerente allo spirito del blog, ma con qualcuno mi debbo pure sfogare!
Sto parlando dei SUV, acronimo di modelli di auto che dovrebbero trovarsi a loro agio su terreni particolarmente difficili ed impervi.
In pratica un fuoristrada a tutti gli effetti, ma in veste elegante.
La mia città è praticamente infestata da questi mezzi, pazzeschi per la loro potenza, per la loro cilindrata, per il loro costo e la loro manutenzione.
Ma quello che maggiormente mi fa riflettere è che in un’Italia letteralmente imbrigliata dal traffico, soffocata dall’inquinamento, dove i mass media parlano quotidianamente di effetto serra, di innalzamento della temperatura, del buco nell’ozono, di scioglimenti dei ghiacciai, di provvedimenti urgentissimi per ridurre l’inquinamento mondiale, ebbene noi anziché sensibilizzarci sul problema cercando di acquistare auto più compatte, meno inquinanti e dalle cilindrate ridotte (oggi con un buon 1.600 si può fare di tutto) con alimentazione a gas o addirittura ibride, cosa facciamo?
Ci andiamo ad ingozzare di questi mostri dai marchi più svariati, tanto che non si capisce più chi le produce.
Auto alte quanto dei furgoni e dagli ingombri simili ad essi.
Auto che non riescono più a trovare un parcheggio, che ingombrano le misere carreggiate delle nostre città.
Auto dalle cilindrate pazzesche che producono inquinamenti pazzeschi con i loro voluminosi  motori disel da 3.000 cc. e passa.
Naturalmente tutti con trazione sulle quattro ruote e differenziali autobloccanti.
Non mancano paraurti con mostruosi tubi cromati per salvaguardare l’auto e il suoi occupanti  da impatti contro animali vaganti come cervi, antilopi, tigri, elefanti e coccodrilli che giornalmente scansiamo per non investirli sui passaggi pedonali.
Anche i verricelli con robusti ganci vengono da alcuni installati per cavarsi fuori da sabbie mobili o da pantani causati dalle piogge monsoniche che oggi si abbattono anche qui in Italia..
Batterie di riflettori posti sul tetto vengono installati sui Pick Up di sei metri (furgoni con cassone aperto per caricare le eventuali prede) per illuminare le piste della savana durante i loro raid notturni.
I nomi che si danno a questi SUV sono i più disparati e richiamano sempre luoghi esotici, desertici, maledettamente impervi, ove il possesso di un 4 ruote motrici può cavarli sempre da ogni estrema situazione.
Ma non certo in città dove persone  alla guida di queste mostruosità, di cui disconoscono il peso,  gli ingombri le dimensioni e la potenza, vanno circolando nella piena convinzione di trovarsi su un mezzo che garantirà loro la sicurezza in caso di incidente, ma che naturalmente gli farà fare bella figura e genererà tanta invidia, specie nei confronti dei vicini di casa che magari circolano su una pidocchiosa Seicento.
Di loro si dirà che sono delle persone riuscite e magari anche dei gran signori poiché oggi l’importante è l’apparire e non l’essere.
Ho visto donne e anziani rincoglioniti sui loro SUV fare danni notevoli ad altre auto durante le manovre di parcheggio.
Ho anche visto un SUV che stava ribaltando perché colpito di fianco da una Fiat Grande Punto.
Ho visto SUV che non danno la precedenza agli stop contando sul fatto che la loro esuberante dimensione possa dissuadere chiunque ad intralciar loro la strada.
Ho visto SUV di 5 metri con mamme al volante che vanno a prendere il loro unico figlioletto a scuola, posteggiando la bestia sopra il marciapiede  impedendo completamente il transito sullo stesso, costringendo persino gli scolari a scendere sulla strada per superare l’ostacolo.
Ci sono SUV che costano quanto un appartamento e mi chiedo come in un momento dove tutti piagnucolano (specie i commercianti e gli albergatori i quali sono pronti ad impiccarsi se le cose vanno male di qualche punto percentuale rispetto agli anni precedenti, ma dove le Porsche, le Audi Q7 e le BMW X5 e X6, di loro proprietà, sostano immacolate davanti ai loro negozi ) per la crisi, un elevato numero di cittadini si possa permettere tali spese e dove una sosta al distributore di benzina non costerà meno di 50,00 euro.
Ma la cosa ancora più strana, e adesso chiudo, è che gli americani fanno accordi con la FIAT per acquisire conoscenze nella produzione di auto di media cilindrata,  e noi ci stiamo andando a comprare tutte le loro bestiacce dalle cubature pazzesche…

Scooteromani!

30 dicembre 2009 Melus 4 commenti

scooter nel trafficoMiei cari scooteristi, così non va!
E visto che ormai lo scooter è diventato una mania, da oggi in poi vi chiamerò con l’appellativo di scooteromani.
Il modo di guidare della stragrande vostra maggioranza è riprovevole.
E’ pur vero che in queste giornate di pura follia, dovute alle ricorrenze delle festività natalizie e di fine anno, dove la gente corre a destra e a manca in una spasmodica e febbrile ricerca di regali e cotillions, il traffico cittadino è diventato una vera bolgia infernale, portando molti automobilisti ad effettuare manovre scellerate.
Ma voi mi sembra che abbiate toccato il fondo, anzi, lo state raschiando.
In queste giornate ho visto cose inaudite, una sorta di anarchia totale verso tutto ciò che dovrebbe essere regolamentato dal codice della strada.
Adesso c’è anche chi non può attendere nemmeno che il verde del semaforo gli consenta l’attraversamento di un crocevia.
Si passa anche con il rosso, e chi s’è visto s’è visto!
Tanto di vigili urbani agli incroci non ce n’è nemmeno l’ombra (qui a Palermo li vediamo solo quando deve venire un’autorità) e quindi perché rispettare le regole del codice e del buon senso? Cosa può cambiare attendere ulteriori 30 secondi o un minuto nell’attesa che giunga il verde? Totalmente nulla dal lato spazio-tempo, ma se si finisce per essere investiti in pieno da un automobilista che attraversa l’incrocio nel pieno diritto che gli consente quella luce verde, allora le cose cambiano, e come se cambiano.
E lo sanno i conducenti delle ambulanze, il pronto soccorso degli ospedali, lo sanno i chirurghi che suturano le ferite, lo sanno gli ortopedici e i fisioterapisti.
Una volta lo scooter aveva un’altra connotazione e veniva considerato dai più come un mezzo utilitario dove si procedeva al riparo dagli schizzi, dalle intemperie e dove la velocità contava poco o nulla.
Oggi tutto è cambiato e lo scooter è diventato uno strumento offensivo: potente, velocissimo, ma anche maledettamente pesante e mal frenato in proporzione alla sua esuberanza, il più delle volte viene usato da giovani incoscienti che non si rendono conto di cosa hanno in mano, ma anche da automobilisti incazzati che si convertono a tale mezzo e lo vedono come una rivalsa nei confronti di tutti quei momenti in cui sono rimasti imbottigliati tra le maglie del traffico con le loro scatole di lamiera.
Forse dovreste fare un passo indietro, riconsiderando questo mezzo per quello che effettivamente è: un mezzo utilitaristico.
Ma occorre anche che cambi la vostra mentalità, cari scooteromani, poiché il possesso di tale mezzo non vi autorizza ad agire in piena anarchia, e ricordatevi che il più delle volte chi ci rimette siete proprio voi!

Motociclisti, mosche bianche… scooteristi, come le mosche!

8 dicembre 2009 Melus 5 commenti

Honda Griffon. Il maxi scooter Honda anti T-Max

Honda Griffon. Il maxi scooter Honda anti T-Max

Purtroppo lo dobbiamo ammettere: la motocicletta è un mezzo in estinzione.
Basta prestare un pò d’ attenzione ai mezzi che circolano per le nostre strade per accorgerci immediatamente di questa realtà.
Chi ha vinto è lo scooter!
Se guardiamo gli appositi  posteggi dedicati ai mezzi a due ruote ci accorgiamo che la schiacciante maggioranza è costituita da scooter; se ci soffermiamo ad osservare i mezzi posteggiati sui marciapiedi ci accorgeremo che per il 90% sono degli scooter; se dovessimo soffermarci per alcuni minuti ai bordi di un asse viario principale e ci metessimo a contare il transito dei mezzi a due ruote (così come mi è capitato di fare durante l’attesa di un autobus) potremmo annotare, su 100 mezzi,  il passaggio di 95 scooter a discapito di 5 motociclette.
Qualcuno potrebbe obiettare  dicendo che lo scooter è la regina dei centri abitati e la moto invece rimane l’ incontrastata regina della strada aperta.
Anche qui sorge qualche dubbio poiché le elevate potenze e velocità raggiunte dalle ultime generazioni di scooter, unite alla comodità, alla facilità di guida ed alle notevoli capacità di carico, hanno fatto si che anche lo scooter sia diventato un mezzo per eccellenza su questo tipo di strade.
Nulla da ridire su tutto ciò, poiché è ormai chiaro che lo scooter, o ciò che ne uscirà in futuro dalla fusione di due filosofie e due stili, sarà il mezzo del domani!
E lo vediamo già oggi con delle moto che assomigliano sempre più ad uno scooter e scooter che a guardarli  non sono altro che moto rivestite da ampie strutture di plastica.
Dopotutto le motorizzazioni future faranno grande uso di energia elettrica, di gas, di idrogeno e qualche altra diavoleria che per adesso resta nei cassetti di chi ha il comando nella stanza dei bottoni.
Occorrono quindi dei mezzi capaci di ampia possibilità di stivaggio per contenere accumulatori, per applicare cellule fotovoltaiche, per installare bombole e quant’altro possa servire a garantire l’erogazione di una fonte di energia che possa far funzionare un motore.
E questo lo si può ottenere solo con gli scooter.
Gli appassionati della cambiata all’ultimo giro, del propulsore tutto a vista, del serbatoio sotto il mento, dell’ ululato del “quattro cilindri” o del bombardamento del bicilindrico o ancora del sound pacioso e borbottante tipico del “V” stretto longitudinale, dovranno rinunciare a tutto questo.
Niente più cromature da lucidare, niente catene da lubrificare, niente silenziatori da modificare, niente motori da coccolare.
Solo un acceleratore, un freno e tanta  anonima plastica monocolore.
Tutto molto più semplice per le nuove generazioni che cercano la vita facile e che non amano porsi tanti problemi.
Il futuro sarà quindi dello scooter, mentre le moto saranno costrette a gravitare in un ambiente di nicchia, dove motociclisti nostalgici o testardi continueranno ad armeggiare con cambio e frizione, accomodandosi  su selle scomode che non smorzeranno di certo l’azione di sospensioni tarate sul rigido.
In cambio avranno un mezzo che risponderà all’unisono a tutte le loro volontà facendoli sentire un tutt’ uno nel rapporto uomo-macchina, quel rapporto tanto amato dai motociclisti di ieri e da quelli che ancora rimangono oggi!

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