Mentre a Sepang, In Malesia, sono cominciati i test invernali del Team Ducati con Valentino Rossi e Nicky Hayden, Mario Carlo Baccaglini, patron di Passione Moto annuncia che la Desmosedici GP11 del “Dottore” sarà, il 5 e 6 marzo, tra le grandi attrattive dell’appuntamento padovano di “Passione Moto”.
La Ducati Desmosedici GP11é equipaggiata con un motore 4 tempi V4 a 90°, raffreddato a liquido, distribuzione desmodromica con doppio albero a camme in testa, 4 valvole per cilindro e 799cc di cilindrata. La potenza supera i 200 CV, consentendo una velocità massima superiore ai 310 Km/h.
Passione Moto, nuova manifestazione creata per gli appassionati di moto, porterà in scena sia la storia sia l’attualità del mondo delle due ruote e dei suoi protagonisti più rappresentativi come la Rossa di Borgo Panigale.
Passione Moto si estenderà su una superficie di 20.000 mq e nei seguenti settori: commercianti, preparatori e restauratori di moto d’epoca; club e registri storici, ricambistica, accessori e abbigliamento, custom d’epoca e il settore dei privati con moto d’epoca e usate in vendita. Non mancheranno inoltre eventi correlati e mostre tematiche per vivere a pieno il mondo della moto.
Novità in casa Bavarese che saranno presentate al salone dell’Eicma 2010.
La nuova BMW R 1200 R sarà equipaggiata per il 2011 con il tanto atteso propulsore di 1.170 cc con doppio albero a camme in testa, derivato dalla BMW HP2 Sport e già adottato dalla BMW R 1200 GS e R 1200 GT.
Rispetto alla precedente versione con singolo albero a camme in testa, adesso la coppia massima cresce da 115 a 119 Nm a 6.000 g/min, e i valori di elasticità sono nettamente migliorati per un maggiore piacere di guida su strade extraurbane. Aumenta anche la coppia ai regimi medi e bassi, ottenendo così un’erogazione più lineare. Quindi maggiore rapidità di risposta e dosaggio ottimizzato del gas, soprattutto in fase di rilascio. La potenza massima viene incrementata se pur di poco da 109 CV (80 kW) a 7.500 g/min a 110 CV (81 kW) a 7.750 g/min.
I costruttori della casa bavarese assicurano risultati ottimali e prestazioni da urlo per una Roadster che ha segnato un era.
Altra novità riguarda la presenza di due versioni: R 1200 R “Standard” e R 1200 R “Classic” che si differenzia per una livrea decisamente più “vintage”, oltre che per le tante cromature e per la scelta di adottare i cerchi a raggi.
BMW R 1200 R Classic (2011)
Questa scelta (del tutto commerciale) secondo me risponde alle tante critiche mosse da sempre più utenti che non ritrovavano più nelle nuove BMW quei tratti di sobrietà e classicismo che da sempre avevano contraddistinto questo marchio, rendendolo così glorioso e così tanto diverso stilisticamente da una Jap.
Personalmente mi trovo in accordo con queste critiche e apprezzo la scelta di voler proporre questa nuova 1200 anche nella versione “Classic”. Tra l’altro è un iniziativa del tutto in linea con la richiesta del mercato e non a caso altre case motociclistiche come Moto Guzzi, Triumph, Kawasaki (tanto per citarne alcune) stanno puntando molto sulla vendita di modelli che si rifanno stilisticamente a vecchie glorie del passato.
E’ proprio il caso di dirlo… “gallina vecchia fa buon brodo”.
BMW R 1200 R “Standard” (clicca sulle miniature per ingrandirle)
BMW R 1200 R “Classic”(clicca sulle miniature per ingrandirle)
Domani sarà il gran giorno dell’attesissima Moto Guzzi V7 Racer, ammirabile presso i migliori concessionari Moto Guzzi d’Italia.
La casa di Mandello conferma la volontà di guardare al futuro prendendo ancora una volta spunto dal proprio passato e in particolare da quello che fu uno dei più grandi miti degli anni ’70… la V7 Sport.
Esperimento già “parzialmente” riuscito qualche anno fa con il lancio della V7 Classic, e dico parzialmente perchè a mio avviso il motore e la ciclistica della V7 Classic non sono assolutamente all’altezza del nome che portano.
Ma tornando a parlare della V7 Racer, si tratta di una vera e propria special di serie: ispirata alle motociclette che negli anni settanta si sfidavano nella categoria “Derivate di Serie”, competizioni per gentleman riders animate dall’accesa rivalità tra i sostenitori delle potenti ma poco guidabili moto giapponesi e gli appassionati delle sportive italiane, con qualche cavallo in meno ma superiori nella ciclistica e nella frenata.
Il nuovo modello ripercorre quindi la carriera agonistica della V7 Sport, e sarà prodotto in tiratura limitata e numerata.
Il serbatoio è sicuramente l’elemento che più vi salterà all’occhio.
Completamente cromato e realizzato con una nuova tecnologia di deposito di particelle metalliche che lo rende meno “delicato” di quello che sembra; abbellito da una raffinata cinghia in pelle.
Il telaio è tinteggiato di rosso, volutamente ispirato alle 150 V7 Sport con telaio al cromo; il trattamento è esteso anche ai mozzi ruota e forcellone.
La sella è rigorosamente monoposto ma è disponobile a richiesta la sella biposto e le pedane passeggero.
Sul codone finale sono state integrate le tabelle portanumero come anche sul piccolo cupolino anteriore, ricordando il leggendario frontale della Gambalunga.
Tra gli elementi maggiormente distintivi di questa special edition vi è un largo impiego di inediti elementi in alluminio spazzolato e forato.
Da notare anche i soffietti sugli steli della forcella, le pedane arretrate e regolabili, i semimanubri, la coppia di ammortizzatori Bitubo a gas (regolabili) e la ruota anteriore da 18 pollici.
Per gli amanti del sound e delle prestazioni è disponibile su richiesta un sistema di scarico Arrow… ovviamente non omologato.
Insomma, per quanto mi riguarda è una moto che sulla carta mi ha incuriosito… non resta che provarla per scoprire se oltre al fumo c’è anche l’arrosto
Di seguito vi riporto qualche dettaglio tecnico.
Moto Guzzi V7 Racer
MOTORE Tipo: bicilindrico a V di 90°, 4 tempi Cilindrata: 744 cc Alesaggioe corsa: 80×74 mm Rapporto di compressione: 9,6:1 Distribuzione: 2 valvole ad aste in lega leggera e bilancieri Potenzamassima: 35,5 kW a 6.800 giri/minuto (48,8 CV) Coppia massima: 54,7 Nm a 3.600 giri/minuto Alimentazione: iniezione elettronica Weber-Marelli Impianto di scarico: catalizzato 3 vie con sonda Lambda
TRASMISSIONE Cambio: 5 marce Trasmissione primaria: ad ingranaggi Trasmissione finale: a cardano Frizione: Monodisco a secco con parastrappi
CICLISTICA Telaio: tubolare a doppia culla scomponibile in acciaio ALS Interasse: 1.449 mm Avancorsa: 109 Inclinazione canotto di sterzo: 27° 50′ Sospenzione anteriore: forcella telescopica idraulica Marzocchi Sospenzione posteriore: forcellone oscillante pressofuso in lega leggera con 2 ammortizzatori Bitubo regolabili Impianto frenante: Brembo Ruote: cerchi a raggi in acciaio (ant. 2,50″ x 18″ – post. 3,50″ x 17″) Pneumatici: Pirelli Sport Demon
DIMENSIONI Lunghezza: 2.185 mm Larghezza: 800 mm Altezza: 1.115 mm Altezza sella: 805 mm Altezza minima da terra: 182 mm Peso a secco: 182 Kg Peso in ordine di marcia: 198 Kg Capacità serbatoio carburante: 17 litri Riserva: 2,5 litri
GALLERIA FOTOGRAFICA(clicca sulle miniature per ingrandirle)
Sempre più frequenti le notizie di progetti riguardanti motociclette mosse da propulsori diesel.
Viene da chiedersi se l’applicazione di questo tipo dl motore su un mezzo a due ruote sia effettivamente dovuto alle nuove esigenze relative alla carenza del prezioso petrolio ed alle sue conseguenti economie di consumo, o se non si tratti di un filone che dovrebbe creare una nuova nicchia di mercato, considerato che i numeri di vendita dei motocicli vanno sempre a diminuire!
Posso capire se un giorno vi dovessero essere delle restrizioni tali da centellinare il consumo del carburante e da renderne il suo acquisto quasi proibitivo!
Forse allora avere una moto diesel che consumi solo due litri di gasolio per percorrere 100 chilometri può avere veramente un senso.
Ma ancor oggi mi sembra che siamo ancora distanti da quel momento, e la moto diesel, così come la moto elettrica mi sembrano attualmente improponibili per il motociclista odierno.
Qual è quel motociclista che cambierebbe il rombo del suo scarico con un martellante ed impersonale suono di un motore diesel?
Oggi che quasi tutte le auto circolati sono mosse da motori diesel ci rendiamo conto di quanto era bello udire il rombo potente di un’auto sportiva, il frullare di un motore a sei cilindri, il tono portentoso di un motore Alfa.
Altri tempi!
Adesso tutto è appiattito da questi diesel totalmente privi di personalità che elargiscono decibel sotto forma di piccoli martelli pneumatici.
Qual è quel motociclista che rinuncerà all’accelerazione bruciante del suo quattro cilindri?
Qual è quel motociclista che rinuncerà a veder schizzare il contagiri alla minima apertura del comando del gas?
In poche parole, oggi, l’uso di un motore diesel è solo questione di economia poiché sinceramente non vedo all’orizzonte altre peculiarità.
Sembra comunque che un’azienda olandese, la EVA Products di Valkenburg abbia preso la cosa seriamente mettendo in cantiere una moto con propulsore a ciclo otto, la Track T-800CDI.
Si tratta del motore a tre cilindri turbodiesel a iniezione diretta di 800 cc. (preso pari, pari dalla Smart), che sviluppa alla ruota 48 cavalli, con una coppia di 120 Nm entro un range di 850 e 4250 giri.
Cambio con variatore automatico e trasmissione finale ad albero, made in BMW.
Il prezzo in Olanda sarà di 17.500 euro e pare che già siano stati effettuati 400 ordini.
La moto pesa 226 Kg e a quanto sembra raggiunge i 175 Km/h.
Sbalorditiva l’autonomia di circa 900 Kmcon un pieno di gasolio.
Attendiamo con ansia una prova di questa moto!
Decisamente “cattiva” ma nello stesso tempo facile da domare; è la nuova proposta della casa di Milwaukee, un colosso capace di vendere oltre 300.000 moto all’anno.
La 883 Iron fa parte della serie Sportster che sono le H-D più apprezzate in Europa e soprattutto in Italia (pù di 1.400 pezzi venduti lo scorso anno tra la 1200 e la 883).
Il motore è interamente verniciato a polvere, neri i cerchi, nera la forcella, nere le poche sovrastrutture, compreso l’immancabile serbatoio “peanuts” da 12,5 litri.
La sella è monoposto ma si può aggiungere sia il sellino passeggero che lo schienalino.
In America è già ricercatissima e sono sicuro che anche in Italia verrà molto apprezzata. Considerando anche che le moto “dark” hanno da sempre avuto un grande fascino e soprattutto un grande riscontro nelle vendite.
Eicma 2008; Moto Guzzi presenta la nuova V7 Cafè Classic.
Già nel corso di quest’anno la casa di Mandello aveva pensato ai più nostalgici inserendo nel mercato la buona V7 Classic; una rivisitazione in chiave moderna di quella che fu un vero e proprio mito degli anni ’70.
La versione Cafè, di base rimane identica alla sorella più turistica; motore bicilindrico da 750 cc., due valvole per cilindro con comando ad aste e bilanceri, iniezione elettronica, omologazione Euro3, una potenza di 48 cv a 6800 giri/min e una coppia di 54,7 N/m a 3600 giri/min. A mio modesto parere i cavalli sono appena sufficenti, considerando anche il peso che si aggira intorno ai 200 Kg a secco, ma a quanto pare la Guzzi ha preferito dedicarsi maggiomente alla cura dei dettagli estetici piuttosto che al propulsore.
L’impronta in stile cafè racer è inconfondibile: semi manubri ribassati, ruote a raggi, scarichi rialzati, parafango posteriore più aggressivo, gomme antiscivolo applicate ai fianchi del serbatoio e soprattutto una sella monoposto (a dispetto del passeggero).
Il tutto condito da una superba cura per i dettagli e dalla livrea verde Legnano che tanto entusiasma chi gli anni ’70 li ha vissuti per davvero!
Dopo il grande successo riscontrato dalla vendutissima Street Triple, dal prossimo autunno vedremo nei concessionari Triumph una versione R, in grado di offrire prestazioni ancora più esaltanti.
La piccola naked inglese è leggera, maneggevole e con un motore potente e sfruttabile.
La ciclistica è stata rivista in stile decisamente racing: sospensioni completamente regolabili; freni radiali Nissin derivanti dalla Daytona 675; forcella a steli rovesciati da 41 mm, anch’essi completamente regolabili; manubrio Magura in alluminio a sezione variabile; sella rialzata di 5 mm rispetto alla precedente versione.
Con un motore a tre cilindri da 675cc che sviluppa 107CV, la nuova Street Triple R si afferma sicuramente come punto di riferimento delle naked di media cilindrata, capace di dare del filo da torcere anche alle sorelle più sportive.
La Street Triple R si rifà anche il look con due nuove colorazioni: Matt Graphite con grafiche arancio e Matt Blazing Orange con grafiche grafite, quest’ultimo disponibile da Gennaio 2009.
In entrambe colorazioni la sella è bicolore nero/grafite.
Gli attuali guard rail sono inadeguati alla salvaguardia dei motociclisti. Esponi anche tu questo banner e unisciti alla protesta contro le mannaie-guard rail.
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