Lettera ad un motociclista furbacchione…
Ti ho incontrato l’altra mattina, tu in moto ed io in auto.
Finchè camminavi appaiato al mio finestrino ti ho ammirato, ma nell’attimo in cui mi sei passato davanti tutto è crollato!
Quel grosso lucchetto che ballonzolava, guarda caso, proprio sopra la tua targa mi ha fatto ricredere immediatamente.
Ora capisco perché viaggiavi così fiero sulla tua moto!
Non certo perché sentivi di appartenere a una categoria che tu ritenevi privilegiata, ma solo perché avevi escogitato un qualcosa che ti avrebbe consentito di nascondere la tua identità, e come tale di potere circolare per le strade facendo i tuoi porci comodi.
Adesso sono io ad appaiarmi a te e non mi sembri più quell’essere fiero, ma solo un meschino che con il suo comportamento sta gettando fango sulla categoria dei motociclisti.
Eppure tu non hai capito nulla della gravità del tuo atto, anzi direi che ne sei gratificato poiché stai dimostrando al prossimo di essere il più furbo.
Puoi passare con il rosso, svoltare dove non è consentito, fregartene dei limiti di velocità, andare controsenso, scorazzare sulle corsie preferenziali, circolare sui marciapiedi, e perché no, investire anche qualche vecchietto sul passaggio pedonale e svignartela tranquillamente.
Continuo a seguirti quasi ipnotizzato dai riflessi di quel luccicante lucchetto che ballonzola sulla targa dai caratteri illeggibili.
Adesso mi fermo dinnanzi ad un semaforo che segna il rosso.
Non vi è alcuna abilitazione per la svolta a destra, ma tu caro furbacchione non hai tempo da perdere e così imbocchi la svolta senza curarti minimamente delle auto che ti sfiorano e di un automobilista che inveisce nei tuoi confronti.
Vai tranquillo grande uomo!
Provo ad immaginare come sarai nella vita e non riesco a pensare a nulla di positivo.
Chiunque tu sia e qualunque cosa tu faccia ci sarà sempre un momento in cui troverai l’occasione per fregare il prossimo utilizzando un luccicante lucchetto!




 
 



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