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Motociclisti… “carne da macello!”

Così ci ha definiti un signore dopo aver assistito ad un rovinoso scontro tra moto e auto!
Il povero motociclista si trovava steso per terra che gridava come un dannato per il dolore, e lui cosa va ad esclamare?
“Carne da macello!”
Ma possibile che siamo giunti a questi livelli di intolleranza?
Non ci sopportano gli automobilisti, ci odiano i pedoni e in particolar modo gli anziani, ci vedono di cattivo occhio i ciclisti.
Intolleranza o invidia?
Tutte e due, penso!
Per essersene uscito con quella pesante esclamazione quel passante doveva aver inghiottito qualche grosso rospo.
Certo, quando scooteristi e motociclisti viaggiano sui marciapiedi scambiando quest’ultimi per un’autostrada non credo che possano attirarsi simpatie fra i pedoni.
E nemmeno potremo attrarre simpatie quando nei passaggi pedonali il povero pedone (specie quello anziano) giunto a metà percorso sarà indeciso se procedere, fermarsi, o fare un passo indietro, poiché non riuscirà mai a capire se noi ci fermeremo, se gli passeremo davanti o se gli sfileremo da dietro.
E se ci accorgiamo che già 2 o 3 auto si sono messe in riga per fare transitare il pedone sulle sue strisce pedonali, noi dobbiamo obbligatoriamente imboccare l’ultimo corridoio, costringendo quest’ultimo ad uno scatto felino per trovare salvezza sul marciapiede.
La partenza al semaforo poi è un’altra storia!
Tutti lì, allineati, pronti allo scatto, quasi che il semaforo dovesse dare il via ad una prova del mondiale di moto GP.
Chi giungerà per primo al successivo semaforo salirà sul podio.
Naturalmente non manca chi, preso dalla foga della competizione, finisce per andare via ancora prima che scatti il verde, seguito naturalmente a ruota da un nugolo di concorrenti che non hanno nessuna intenzione di farsi lasciare indietro.
Uno spettacolo poco edificante!
E che dire delle partenze con la ruota impennata?
Una vera goduria per i nostri detrattori!
Ma un’altra peculiarità del motociclista odioso è quella di elargire centinaia di decibel sparati dai suoi cannoni in fibra di carbonio, accompagnati dagli altrettanti decibel delle micidiali sirene di allarme delle auto, che una volta “eccitati” contribuiscono a dare al nostro centauro ulteriore gioia e soddisfazione.
E che dire a quei gruppi di rompiscatole che con gli scarichi completamente aperti delle loro custom si dilettano in piena notte a far saltare dal letto interi abitati?
E sulle autostrade?
Le cose non cambiano!
Anche qui troviamo sempre il sistema per renderci antipatici e odiosi.
Certo, un po’ di invidia da parte degli automobilisti ci sta sempre, specie quando nelle lunghe code che molto spesso oggi assillano le autostrade noi riusciamo sempre a trovare un corridoio di salvezza (nostra e dei motori).
Ma ci rendiamo veramente odiosi quando dobbiamo sfilare lungo le corsie di emergenza a velocità elevate o inanellando in quello striminzito spazio persino dei duelli fra noi stessi.
Odiosi quando seminiamo il panico zigzagando tra le auto anche quando le velocità del traffico consente di marciare a ritmi decenti.
Non parliamo poi del nostro comportamento lungo le strade statali, quando dobbiamo superare ad ogni costo tutto ciò che ci si para davanti, anche nei punti dove non è consentito sorpassare, e persino in curva.
Non dimentichiamo poi le uscite in gruppo, quando cominciamo a forzare il ritmo per trasformare una pacifica passeggiata in un duello che ci vedrà combattere all’ultimo sangue per guadagnare qualche metro sul nostro avversario e, massima follia, superarlo scavalcando la linea di mezzeria di una curva cieca.
Tante altre cosette ci sarebbero da elencare, ma sono sicuro che poi nessuno finirebbe per leggerle, tanto l’articolo diverrebbe lungo.
Concludo dicendo che l’esclamazione “carne da macello” detta da un comune passante dinnanzi ad una scena “da brivido” mi è sembrata di un livore inaudito.
Segno di una totale insofferenza nei nostri confronti.
Chissà, forse dovremmo fermarci un attimo a riflettere!

Categorie:Racconti, Riflessioni, Sicurezza Tag:
  1. Roberto
    20 aprile 2010 a 15:43 | #1

    Sante parole, e lo dice uno che in moto ci va da 20 anni e purtroppo ha visto la categoria peggiorare di anno in anno. In città gli automobilisti pasati agli scooter pensano di poter fare quello che vogliono fregandosene del codice della strada e fuori città i “centauri” più bellicosi pensano che la strada sia una pista fino a quando in mezzo ad una curva non “incontrano” chi viaggia nella direzione opposta.
    Darsi tutti una calmata pensando che qualcuno probabilmente ci sta aspettando a casa sarebbe utile.

  2. 21 aprile 2010 a 18:12 | #2

    @Roberto
    Bella frase Roberto: “qualcuno probabilmente ci sta aspettando a casa”. Purtroppo conosco degli smanettoni che la domenica si calano nel personaggio del pilota di moto GP pur avendo a casa dei bambini che ancora le mogli allattano. Loro dicono che con questo sistema scaricano le tensioni e che quando tornano a casa hanno maggiore pazienza con tutti. Ma se un giorno non dovessero tornare? E se un giorno la loro foto dovesse andare a corredare quegli altarini con fiori che oggi si trovano ad ogni passo della strada? Il gioco valeva la candela? Forse era meglio tenersi addosso un pò di tensioni e rimanere vivi. Non pensano questi signori alle tensioni che potrebbero subire le mogli, i figli, i genitori ed i parenti in caso di un loro incidente? Durante le loro insensate scorribande non pensano che qualcuno li sta aspettando? Io dico proprio di no!!!

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