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La moto d’epoca: una grande passione ostacolata da troppe regole

Acquistare una moto d’epoca da restaurare è di per se un’impresa abbastanza impegnativa.
Se poi ci mettiamo che è pure radiata o che è priva di libretto e di targa, allora la cosa diventa davvero problematica.
Il consiglio sarebbe quello di trovare una moto ancora marciante, dove il proprietario è in regola con i documenti, bollo e quant’altro.
Ma purtroppo è sempre più difficile trovare occasioni del genere, e chi vende mette in conto anche questi fattori per far lievitare il prezzo.
E allora quando ci si imbatte in un modello che desta il nostro interesse ma che purtroppo risulta radiato o privo di documenti, dobbiamo fare un pò di conticini e mettere anche nella bilancia un non indifferente esborso di denaro (oltre che una notevole perdita di tempo) per risolvere tutti i problemi del caso.
Difficilmente ci si imbatte in un lungo restauro per il solo fine di ammirarla all’interno del proprio box… chi resisterebbe al desiderio di farsi una bella sgroppata con il proprio “gioiello”?
Quindi si finisce sempre per incappare nelle complicate maglie della burocrazia.
Sembra comunque che i nostri legislatori ultimamente si stiano finalmente interessando a mettere un pò d’ordine in questa giungla, o meglio, di cercare di uniformare tutta la parte burocratica e la parte interpretativa delle leggi, decreti, delibere, circolari, scappatoie, interpretazioni e quant’altro regola questo settore. Speriamo che ciò avvenga presto e che tanti di quei “gioielli” tenuti segregati nelle cantine e nei box dei collezionisti, ritornino a vedere a testa alta, la luce del sole.
Dopotutto questi mezzi rappresentano delle vere e proprie opere d’arte, un bene della comunità, e come tale vanno quindi incentivate, salvaguardate e agevolate.
Inquinano troppo?
Non rientrano nelle norme anti inquinamento?
Ma cosa volete che inquini un mezzo che esce così raramente?
Sono pericolose perché mal frenate?
Ma a che velocità pensate che vadano queste nonnette?
Perché tutte queste attenzioni, tutti questi controlli, tutte queste interpretazioni?
Problemi con le misure delle gomme che prima erano indicate nel libretto di circolazione in pollici mentre adesso sono in millimetri… e per poterle installare sulla nostra moto occorre il nulla osta del costruttore con relativo aggiornamento della carta di circolazione… ma daiii!!!
Revisione del mezzo con scadenza dopo un anno, ma c’è chi propone dopo due, chi dopo quattro; adesso anche il bollino blu… ma daiii!!!
Per poter iscrivere la propria moto o il proprio scooter alla FMI occorre che questi sia perfettamente rispondente all’originale.
Quindi banditi un paraspruzzi d’epoca, una modanatura cromata sempre dell’epoca, una sella o una maniglietta di sollevamento sempre di quel periodo, persino un portabollo… ma daiii!!!
Che poi mi chiedo, ma se un mezzo dev’essere di interesse storico perché non lo dovrebbero essere anche gli accessori che già montava nella sua epoca?
Non lo sanno che poi il proprietario rimonterà il tutto com’era prima?
E allora perché tutta questa farsa?
Anche le assicurazioni agiscono in modo poco uniforme (ma questo è un argomento che tratterò in un altro articolo).
Cerchiamo allora di mettere un pò d’ordine in tutta questa confusione, cercando di semplificare, semplificare, ancora semplificare e poi unificare.
Fare leggi e regolamenti che non si prestino ad interpretazioni che variano da regione a regione né tanto meno che non prestino il fianco alle scappatoie ed ai cavilli, come generalmente accade oggi.
Le moto d’epoca non sono da vedere come mostri da tenere a freno, anche se sulla carta risulteranno più inquinanti di una euro tre, due o uno, che però circolano ed inquinano per tutto l’anno.
Vediamole invece come opere d’arte, come prodotto dell’acume dei suoi progettisti, come precursori di intuizioni stilistiche e meccaniche che pur con qualche modifica e qualche aggiornamento hanno fatto scuola fino ai giorni nostri!

  1. 10 febbraio 2010 a 23:44 | #1

    tutto vero melus..ma ormai siam ferrati alle uscite della ns classe politica,tutta,inetta e bacchettona a volte pure grottesca vedasi il caso lombardia dove si penalizzavano le 2 ruote ma si lasciavan scorrazzare i SUV nelle città fosse anche il mastodontico hummer.quando ci riconosceranno il merito di esser noi collezionisti di auto e moto d epoca i custodi del parco storico circolante?e che dire dei cinquantini senza possibilità di assicurarli come d epoca se non prima iscritti prima ad un club affiliato FMI finendo per sborsare tra quote e premi più di n assicurazione ordinaria?

  2. Cocco
    11 febbraio 2010 a 11:43 | #2

    La revisione annuale è veramente chiedere troppo.
    Che mi spiegassero almeno il senso.
    Ma poi 64,50 euro… per mettere un tubicino nello scarico e dirmi di anno in anno che è tutto ok.

  3. 11 febbraio 2010 a 14:52 | #3

    si come no tutto ok come il vespino che entra 50 e torna 130 : D

  4. Donatello
    15 febbraio 2010 a 12:24 | #4

    “Dopotutto questi mezzi rappresentano delle vere e proprie opere d’arte, un bene della comunità, e come tale vanno quindi incentivate, salvaguardate e agevolate”
    Stamperei questa frase nella fronte di chi siede nella stanza dei bottoni… il nostro purtroppo è un paese dove si riesce a fare sempre di tutto per complicare le cose… e questa è la riprova!

  5. 15 febbraio 2010 a 19:49 | #5

    @Donatello
    .
    Oggi si danno incentivi per tutto. Non so come funzionano le cose negli altri stati, ma sembra che qui da noi si stia un pò esagerando. Gli incentivi secondo il mio parere hanno il solo scopo di dare un’immagine deformata sulla realtà del mercato. Gli incentivi per le auto, per fare un esempio, porteranno dei numeri positivi nelle statistiche delle case costruttrici, ma quando un giorno queste agevolazioni cesseranno, e le auto torneranno a prezzo pieno, si dovranno fare salti mortali per venderne una. E quello che si è venduto prima (con gli incentivi) non si venderà dopo quando questi cesseranno. E allora saremo a punto d’accapo.
    Se dovessi spararne una direi che dei premi andrebbero dati a chi con il proprio paziente e scrupoloso lavoro riesce a far ritornare in vita un mezzo d’epoca che ormai era ritenuto morto e sepolto. Ma a chi dovrebbe mai venire un’idea simile?

    Ciao

  6. 15 febbraio 2010 a 19:56 | #6

    @Juriruy
    Il fenomeno dei suv è la cartina al Tornasole di ciò che è la follia umana. Ma è meglio non toccare questo tasto poichè un utente del blog ritiene che chi si manifesta detrattore dei suv lo fa per invidia. Personalmente, a dire il vero, io li compatisco.

    Ciao

  7. 16 febbraio 2010 a 10:06 | #7

    follia è la parola giusta se no come spiegare la porsche di king kong?ahahah : D

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