Motociclisti, mosche bianche… scooteristi, come le mosche!

Honda Griffon. Il maxi scooter Honda anti T-Max
Purtroppo lo dobbiamo ammettere: la motocicletta è un mezzo in estinzione.
Basta prestare un pò d’ attenzione ai mezzi che circolano per le nostre strade per accorgerci immediatamente di questa realtà.
Chi ha vinto è lo scooter!
Se guardiamo gli appositi posteggi dedicati ai mezzi a due ruote ci accorgiamo che la schiacciante maggioranza è costituita da scooter; se ci soffermiamo ad osservare i mezzi posteggiati sui marciapiedi ci accorgeremo che per il 90% sono degli scooter; se dovessimo soffermarci per alcuni minuti ai bordi di un asse viario principale e ci metessimo a contare il transito dei mezzi a due ruote (così come mi è capitato di fare durante l’attesa di un autobus) potremmo annotare, su 100 mezzi, il passaggio di 95 scooter a discapito di 5 motociclette.
Qualcuno potrebbe obiettare dicendo che lo scooter è la regina dei centri abitati e la moto invece rimane l’ incontrastata regina della strada aperta.
Anche qui sorge qualche dubbio poiché le elevate potenze e velocità raggiunte dalle ultime generazioni di scooter, unite alla comodità, alla facilità di guida ed alle notevoli capacità di carico, hanno fatto si che anche lo scooter sia diventato un mezzo per eccellenza su questo tipo di strade.
Nulla da ridire su tutto ciò, poiché è ormai chiaro che lo scooter, o ciò che ne uscirà in futuro dalla fusione di due filosofie e due stili, sarà il mezzo del domani!
E lo vediamo già oggi con delle moto che assomigliano sempre più ad uno scooter e scooter che a guardarli non sono altro che moto rivestite da ampie strutture di plastica.
Dopotutto le motorizzazioni future faranno grande uso di energia elettrica, di gas, di idrogeno e qualche altra diavoleria che per adesso resta nei cassetti di chi ha il comando nella stanza dei bottoni.
Occorrono quindi dei mezzi capaci di ampia possibilità di stivaggio per contenere accumulatori, per applicare cellule fotovoltaiche, per installare bombole e quant’altro possa servire a garantire l’erogazione di una fonte di energia che possa far funzionare un motore.
E questo lo si può ottenere solo con gli scooter.
Gli appassionati della cambiata all’ultimo giro, del propulsore tutto a vista, del serbatoio sotto il mento, dell’ ululato del “quattro cilindri” o del bombardamento del bicilindrico o ancora del sound pacioso e borbottante tipico del “V” stretto longitudinale, dovranno rinunciare a tutto questo.
Niente più cromature da lucidare, niente catene da lubrificare, niente silenziatori da modificare, niente motori da coccolare.
Solo un acceleratore, un freno e tanta anonima plastica monocolore.
Tutto molto più semplice per le nuove generazioni che cercano la vita facile e che non amano porsi tanti problemi.
Il futuro sarà quindi dello scooter, mentre le moto saranno costrette a gravitare in un ambiente di nicchia, dove motociclisti nostalgici o testardi continueranno ad armeggiare con cambio e frizione, accomodandosi su selle scomode che non smorzeranno di certo l’azione di sospensioni tarate sul rigido.
In cambio avranno un mezzo che risponderà all’unisono a tutte le loro volontà facendoli sentire un tutt’ uno nel rapporto uomo-macchina, quel rapporto tanto amato dai motociclisti di ieri e da quelli che ancora rimangono oggi!




 
 



Oggi, complice una bella giornata seppur freddina, ho fatto un giro in moto dalle mie parti e… diemine se hai ragione…
Spero che non andremo totalmente in estinzione come “categoria”… in alternativa sarò contentissimo di rimanere un fossile sulla mia bicilindrica… ;-p
Purtroppo è vero , spero sempre di sbagliarmi ma siamo motociclisti in via di estinzione, anzi sempre più d’elite ( mi piace pensare positivo ) ……… vuol dire che le nostre moto con marce manuali ce le dobbiamo tenere strette strette.
un saluto da Gamberetto e felipeto
@manuele ( Felipeto )
Diventare una classe in estinzione non mi preoccupa molto, anzi… Vuol dire che quelli che resteranno saranno i migliori. La cosa che mi preoccupa del fenomeno “scootermania”, a parte il fatto che lo scooter evita a molti di usare l’auto e quindi ad abbattere l’inquinamento atmosferico, è la constatazione che gli scooter sono diventati dei missili, specie in accelerazione e che molto spesso questi mezzi vanno in mano a dei giovinastri che li considerano quasi dei giocattoli, sottovalutando la pericolosità di un mezzo che in pochi attimi può raggiungere velocità improponibili in un centro urbano dove generalmente i mezzi di trasporto e privato viaggiano a velocità ben inferiori. Ho potuto constatare, per fare un esempio, durante le mie uscite in veste di pedone, che nei passaggi pedonali occorre fare grandissima attenzione prima di impegnarsi nel suo attraversamento, che in prossimità non giungano degli scooter, poichè loro non si fermano mai e tu devi capire se ti passeranno di davanti o se ti sfileranno da dietro. Meglio quindi evitare ed attendere che la strada sia libera dallo sciamare di questi scooteranti.
Sottoscrivo! Pochi ma buoni!
E poi se vogliamo proprio fare un’analisi più a larga scala, sappiate che basta passare le alpi per contraddire tranquillamente questo articolo: lo “sputer” è una moda tutta italiana. Nel resto d’Europa ci sono sì i plasticoni ma non sono certo in percentuale superiore alle moto e non li vedi così spesso sulle strade extraurbane come da noi.
Per cui se volete tirarvi su il morale e sentirvi ancora “attuali” caricate le valigie sulla moto e fatevi un bel giretto fuori dall’Italia ;o)
Burp!
@Birra
Effettivament hai ragione: è una moda tutta italiana. In questo contesto vorrei aprofittarne per dare un consiglio a tutti i pedoni: quando vi trovate ad attraversare una strada, specie se sulle strisce pedonali, fatelo solo se all’orizzonte non vi è uno scooterante. Loro non si fermeranno mai e faranno in modo di sfilarvi davanti o alle vostre spalle. Ma il più delle volte non si riesce ad entrare in sintonia (specie gli anziani) con le loro intenzioni, ed allora se non si è ben allenati nello scatt finale, o se si indugia magari facendo qualche passo indietro, allora si finisce per essere arrotati. Sembra che il problema dello scooterante sia quello della partenza. La frizione automatica lo aiuta poichè deve solo ruotare la manopola del gas, ma il motore deve girare molto in alto per dare l’abbrivio necessario alla partenza, considerato anche il fatto che questi mezzi, che dovrebbero essere leggerissimi proprio per l’uso cittadino che se ne fa, pesano invece un accidente. Ecco allora che si preferisce sgattaiolare fra le auto, intrufolarsi fra i pedoni, percorrere i marciapiedi come fossero strade a loro riservate., non fermarsi mai davanti alle strisce pedonali.
Ma non è vero,io ad esempio uso lo scooter da undici anni per andare a lavorare e faccio sempre attenzione alle strisce pedonali,e se c’è qualcuno che deve attraversare,mi fermo sempre.Al contrario di quelli con le biciclette che ti sbucano fuori all’improvviso con il rischio di farti cadere,come è già capitato!