La moto italiana è in crisi!
Ma cosa sta accadendo nel settore motociclistico italiano?
La MV Augusta acquistata dall’ Harley, è stata rivenduta ai cinesi; la Moto Morini versa in cattive acque; la Mondial è letteralmente scomparsa; la Moto Guzzi vuole effettuare dei licenziamenti; il marchio Benelli non è più risorto; le moto Gilera, tanto attese dagli appassionati del marchio, non si sono mai viste; il rilancio della Laverda si è fermato al semplice tentativo di apporre su uno scooter del sol levante il suo glorioso marchio; così come anche fatto dalla Lambretta con il suo scooter cinese Pato.
E’ tutta colpa della crisi?
Personalmente non ci giurerei!
Direi piuttosto che il tutto sia avvenuto per errate scelte da parte di chi sta nella stanza dei bottoni.
Possibile che di tutto il patrimonio motociclistico italiano, unico al mondo per quantità di marchi e di modelli, non si sia potuto salvare nulla?
Non sarà forse perché chi ha acquistato certi marchi appartiene ad un settore imprenditoriale che nulla sa e nulla conosce di motociclette e che pensa solo ai guadagni, cercando di cavare il massimo da prodotti che magari non lo valgono?
Forse ci si illude che un marchio pieno di storia possa far aprire le borse ad eventuali acquirenti, senza che questi possano fare i dovuti confronti con la concorrenza?
Non sarà perché si è scelta la strada sbagliata?
Immettendo nel mercato prodotti troppo sofisticati, potenti e costosi senza tener conto di quelle che furono le scuole passate?
Non sarà forse perché chi ha immesso nel mercato questi prodotti sofisticati e costosi non si è poi curato tanto del dopo, lasciando il cliente in balia di se stesso?
Non sarà forse perché chi ha tentato di rilanciare un marchio si è impegnato in un settore forse troppo elevato, entrando in un campo dove la concorrenza è assai agguerrita per mezzi e tecnologia… e dove il rapporto qualità prezzo versa sempre a loro favore?




 
 



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