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Semplicemente Motom!

Motom 12/D del 1948

Motom 12/D del 1948

Non si poteva definire un ciclomotore ma nemmeno una moto. Era semplicemente “Motom”!

Le nuove generazioni forse non l’hanno mai visto, ma sono certo che nei racconti delle disavventure motociclistiche dei loro padri o dei loro nonni, lo avranno sicuramente sentito nominare.
Il Motom rappresentava il trampolino di lancio per chi volesse cominciare a guidare un mezzo motorizzato a due ruote.
Ricordo che hai miei tempi il Motom 48 si affittava nei negozi di riparazione bici.
Trecentolire l’ora e non ti chiedevano nemmeno se eri in grado di guidarlo.
Era leggerissimo e robusto come una roccia e qualora dopo le nostre scorribande si riportava indietro con qualche piccolo danno, il biciclettaio non se ne faceva grossi problemi, tanto era facile da riparare.
Tranne quando un giorno lo riportai con il pedale e il manubrio completamente piegati!
Fortunatamente il buon padre di famiglia, capì che non avrei mai potuto risarcire di tasca mia il danno (sapeva benissimo che i genitori erano all’oscuro di tutto) e così mise mano a martello e fiamma ossidrica e rimise tutto a posto.
I suoi pedali erano provvidenziali poiché le nostre scarse disponibilità economiche  non potevamo consentirci grossi  approvvigionamenti di carburante e così finivamo sempre per ritornare indietro… pedalando.
La nascita del Motom si deve ad Ernesto Frua De Angeli, industriale tessile, che forse stanco di lavorare con i tessuti, decide nel 1945 di mettersi a produrre moto.
Con la collaborazione del progettista Battista Giuseppe Falchetto mette a punto il motore il quale viene assemblato presso le officine meccaniche Ghirò di Torino.
Per quanto riguarda invece il telaio, De Angeli si rivolge alla carrozzeria Farina.
Il telaio è ottenuto dalla saldatura di due gusci, senza interposizione di altri elementi tubolari.
Semplice, robusto e leggero, rappresenta la vera anima del progetto.
Il tutto viene assemblato nello stabilimento tessile Frua, a Milano.
Il motore, un quattro tempi di 48 cc. con valvole in testa comandate da aste e bilancieri, sviluppa 1,4 cavalli.
Una potenza modesta ma che su un ciclomotore dal peso di soli 35 kg fornisce delle ottime prestazioni.
La prima serie, nata nel 1947 è priva della sospensione posteriore, mentre all’anteriore vi è  una forcella a parallelogramma con molla posta davanti al canotto di sterzo.
La trasmissione finale avviene tramite una lunga catena dotata (nella prima serie) di tenditore manuale.
Il suo costo è di 165.000 lire.
imageIl primo Motom si chiama 12/2 Motomic ma tale denominazione viene cambiata dopo circa due anni dalla sua entrata in commercio assumendo il nome definitivo di Motom.
Il Motom nasce praticamente esente da difetti; inoltre alcune sue peculiarità, quali la leggerezza, i bassissimi consumi, la robustezza, la facilità di manutenzione, il motore a quattro tempi, fanno si che ben presto riesca a trovare pieno consenso nei confronti di una popolazione che sentiva il bisogno di motorizzarsi.
Rimane in listino per oltre vent’anni, prodotto in 34 versioni e venduto in 600 mila esemplari.
I modelli più rappresentativi, tanto per intenderci quelli menzionati nei racconti dei nostri padri12 o dei nostri nonni sono il primo modello seguito dai modelli 12/A e dallo Sport, tutti rigorosamente 48 cc.
Ma la motom non si limitò solo alla produzione del suo 48 cc.
Nel 1950 la casa  presenta il Delfino, una moto a quattro  tempi di 160 cc.
Ruote di medio diametro, motore sotto la sella raffreddato ad aria forzata, telaio monotubo di grosso diametro, serbatoio librato nell’aria, pedane poggiapiedi scooteristiche.
Una tendenza costruttiva molto in voga in quel periodo.
Analoghi modelli furono costruiti dalla Iso con la sua Isoscooter, dalla Guzzi con il Galletto, dalla Aermacchi con la Chimera, dalla MV con la Pullman, dalla Parilla con il Bracco, etc.
Il Motom Delfino, che rimane in produzione fino al 1957 forse anche a causa del prezzo abbastanza elevato (265.000 già nel 1953) non avrà  grandi numeri di vendita e vede la sua produzione attestarsi su una quota di circa 5.500 esemplari.
Sempre sullo stesso filone della moto ibrida la Motom  presentò al Salone del Motociclo di Milano la 98/T e la 98/TS.

Motom 98/T

Motom 98/T

Una moto pregna di soluzioni tecniche e dall’aspetto avveniristico tanto da sembrare di grande anticipo sui tempi rispetto a tutto ciò che si era prodotto fino a quel momento, al punto da essere esposta al Museum of Modern Art di New York.
Progettata dall’ingegnere Piero Remor la moto era un vero e proprio laboratorio di soluzioni tecniche, di inventiva e di linee.
Nonostante i notevoli pregi la moto viene penalizzata da un prezzo troppo alto e dal alcuni problemi meccanici che non furono mai risolti, ma sicuramente anche dalle soluzioni tecniche troppo avanzate che l’utente di allora non riuscì a metabolizzare.
Fu venduta in soli 1.736 esemplari.
La Motom cessò la sua attività nel 1970.

  1. Flavio
    8 giugno 2009 a 18:20 | #1

    Il 98/D che c’è in foto è una vera e propria opera d’arte.

  2. 10 giugno 2009 a 11:36 | #2

    Complimenti per questo breve tuffo nel passato. Mi ha dato l’ispirazione per scrivere due righe sul mio blog (http://pocodarider.blogspot.com/2009/06/come-eravamo.html) e ve ne sono grato.

  3. 10 giugno 2009 a 14:57 | #3

    @Dino Sauro
    Siamo felici di essere la tua musa ispiratrice :)

  4. Anonimo
    4 agosto 2009 a 17:02 | #4

    Il modello 12D è stato costruito solo a partire dal 1951. Se quello in foto è un 12D (ma non ne sarei sicurissimo) non può quindi essere del ’48.

  5. 7 agosto 2009 a 1:38 | #5

    @Anonimo
    Era il 1948, appena finita la guerra, quando il ciclomotore Motom 12/D venne progettato dall’ Ingegner Battista Falchetto.
    Nel 1951 venne finalmente realizzato e prodotto.

  6. Anonimo
    1 settembre 2009 a 21:36 | #6

    @Willy

    Scusa se insisto ma ciò che dici non è vero; la produzione è iniziata nel ’47 (il Motomic) cui sono poi seguiti a partire dal ’48 il 12A, il 12C e, nel ’51, il 12D (il 12B non citato non è una dimenticanza, questa sigla non è mai stata usata).

  7. 1 settembre 2009 a 21:49 | #7

    @Anonimo
    Nessun problema :smile:
    Ti ripeto che il 12/D è entrato in produzione nel 1951 ma era già stato progettato nel 1948 dall’Ing. battista Falchetto.
    Ho fatto un giro su Google e ho trovato questo sito: http://www.virtualcar.it/?p=13512

  8. roberto
    4 febbraio 2010 a 2:44 | #8

    vendo fotocopie del libretto di uso e manutenzione motom 48.
    e vendo anche quelle del catalogo parti di ricambio motom 48 e derivati
    esserefly@hotmail.com

  9. Giorgio
    21 febbraio 2010 a 18:03 | #9

    Vendo MOTOM 48 del 1963 completo di libretto di circolazione. Contattatemi per altre info.

  10. beppe
    30 novembre 2011 a 10:45 | #10

    sono di reggio emilia e sto cercando MOTOMISTI per organizzare un bel MOTOMRADUNO nel 2012
    grazie

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