Troppi marchi italiani sono andati persi: perchè non farne rinascere qualcuno?

Aermacchi Ala Verde 250
Troppi marchi motociclistici italiani sono caduti nell’oblio: Rumi, Moto Maserati, Guazzoni, Parilla, Motobi, Laverda, Aermacchi, etc.
Tutte moto stupende che hanno segnato un passo della storia motociclistica italiana.
Pensate che sia improponibile farne rinascere qualcuno?
Possibile che non vi sia un imprenditore con un pò di soldini da investire, che non sia capace di acquistare uno di questi marchi e mettere sù una fabbrica che ricalchi le sue produzioni e le sue filosofie?
E non certo andando a cercare qualche assemblatore coreano o cinese che ci appioppa sopra il marchio originale della casa e che poi ci fa uno scooter o qualche altra moto dalle connotazioni chiaramente orientali, magari con frizione automatica!
Se fossi un imprenditore mi metterei al lavoro cercando di produrre moto il più simili possibile ai modelli storici, che ancor oggi fanno girare la testa a chi le osserva e a chi ne capisce ancora di moto!
Non mi andrei ad impelagare in progetti megalattici cercando di operare il rilancio facendo leva su produzioni di maxi-mega-ultra-iper moto, ma più semplicemente rispettando quelli che furono i canoni della casa, ovvero stupende monocilindriche o bicilindriche dalla cubatura media, leggere, agili, filanti e toste.
Un motore che ancora fa sentire i suoi colpi senza l’interposizione di catene, catenelle ed equilibratori.
Moto che vanno veloci perché i loro motori, anche se non straripanti di cavalli, dovranno spingere delle masse filanti che pesano poco, dal rapporto peso-potenza ottimale.
E allora signori imprenditori del settore, la strada è già aperta, i marchi sono pronti per essere “adottati”, la storia c’è pure, il mito non manca e la voglia di vederli ritornare in auge neanche!
Cosa aspettate?




 
 



Lasciamo la storia alla storia. Il futuro non ha più bisogno di certi tricicli. Mio caro Melus, tu non vuoi arrenderti al fatto che i tempi sono cambiati e che certe cose fanno parte di un passato che difficilmente tornerà attuale… e io penso che sia giusto così!
Non intendevo certo dire che avrei auspicato la rinascita di certi marchi, basando la loro produzione su copie identiche di determinati modelli dei tempi che furono. Per questo c’è un mercato alquanto vivace e prolifico per i veri nostalgici di quel periodo, e si chiama mercato dei mezzi d’epoca e di interesse storico. Ma si potrebbe, tanto per fare un esempio ed augurandosi anche che un imprenditore possa rilevare uno di quei marchi che ho sopra citato, rilanciare il marchio Aermacchi producendo delle monocilindriche da 350 o 500cc, con cilindro orizzontale, quattro valvole, iniezione elettronica, sospensioni moderne, copertoni maggiorati, una cinquantina di cavalli alla ruota e delle sovrastrutture che ricalcano grosso modo quelle originarie, rispettando la filosofia di moto all’italiana, leggera, filante e tosta.
Ti sembrerebbe questa un’operazione nostalgia per vecchi centauri nostalgici ? Non so quanti motociclisti conosci tu, ma il mio giro è abbastanza ampio e conosco anche moltissime opinioni di motociclisti che la pensano come me. Dopotutto la Ducati, la Triumph, la Guzzi, l’Harley ed ultimamente anche l’ Honda, non hanno riproposto dei modelli in voga negli anni ’70 ed anche prima?
E delle auto cosa ne pensi? La wolkswagen non ha riproposto la New Bettle, e la nuova Fiat 500? E la Morgan? E la Porche 356 che viene riprodotta fedelmente utilizzando telai del vecchio Maggiolino e carrozzeria in vetroresina?
Ciao
Secondo me sarà già un miracolo se sopravviveranno quelle rimaste…
(vedi Guzzi che sta in cassaintegrazione)
@Birra
Sarebbe un vero peccato perdere un marchio glorioso come la Moto Guzzi!
La storia insegna che tutto può succedere ma speriamo che le cose vadano per il meglio… forza Guzzi!!
Certo che se le varie marche( vedi moto Guzzi ) non pertecipano alla varie competizioni, chi se le compra? oggi per vendere devi essere vincente guardate la Yamaha di Valentino è si una moto vincente ma è tutt’altro che giapponese freni e dischi brembo cerchi marchesini telai italiani o rivisitati qui in italia motoristi internazionali oltre quelli già di gagiva,Mv, e qualcuno giapp…terminale italiano accensione elettronica (guarda caso da dopo che ha perso il mondiale contro stoner e ducati)magneti marelli, gomme brigeston (guarda caso anche qui come prima)adesso si che è vincente e detto ciò come vogliono vendere guzzi ed altro? dicendo che sono moto d’epoca???? ma dai.
Oggi l’Harley ha un debito di 85 milioni di dollari…vi basta è sull’orlo del fallimento…….non si vende se non si corre capito ora la ducati stava facendo 15 anni fa la stessa fine. a buon interditor, poche parole…..
@losdiablo
Cosa dire se le tue notizie sono fondate? Certo che 85 milioni di dollari non sono una siocchezza. Ma in America l’Harley ha sempre l’appoggio del Governo, al contrario che in Italia dove le sorti di una casa motociclistica non sono mai tenute in consierazione, e dove non è mai stato scucito un euro per salvarle dalle grinfie di acquirenti che comprano a prezzi stracciati. Al contraio invece delle auto, dove il nostro governo non bada a spese in incentivi per ridare fiato al mercato. Personalmente non mi preoccuperei molto per le sorti dell’Harley. La BMW non corre ma vende un sacco. La Ducati 15 anni fa stava facendo una brutta fine perchè le sue moto non erano molto affidabili e richiedevano continue e costose manutenzioni.
Ciao
Come si evince del mio nikname non sono più giovanissimo, e ho vissuto i mitici anni 60 quando cerano le moto di cui tu fai menzione, anzi ne posseggo più di una e sono tuttora in funzione con l’invidia dei miei amici che vanno sugli scooteroni. Certo bisogna andarci piano con le frenate, i tamburi o non frenano o inchiodano e ti trovi steso, ci vuole mestiere , come si diceva una volta.
Sarebbe bellissimo che gli imprenditori si metsero a costruire moto con l’estetica vintage, pensa ad una 350 c con motore fatto come il Parilla 175 camma rialzata . con 30hp e ciclistica moderna per quanto riguarda freni gomme ed ammortizzazione .
Purtroppo la dura legge dei soldi non li premierebbe , ed oggi se uno ha tanti soldi da investire per poter fare una cosa cosi non lo fà perche si è persa la coltura del lavoro a favore di quella del guadagno facile . Nessuno pensa che con il lavoro degli operai Italiani, dico Italiani, si potrebbe far rinascere e fiorire l’economia di questo disastrato paese. E’ una vergogna sociale , ma ora questo è il mondo.
@MOTOBI1943
Forse la vera colpa è delle nuove generazioni che non capirebbero mai una tale moto.
30 cavalli oggi è considerata una cilindrata da scooter, abituati ormai alle cavallerie odierne. Pensa che ci si lamenta dei 106 cavalli di una nacked 600. Ci si domanda se sono sufficienti a fare del turismo anche in coppia, quando non molto tempo addietro tale potenza era considerata cosa da supermanici con le palle quadrate. Stai tranquillo che se un giorno qualcuno dovesse rispolverare il marchio Parilla si cimenterebbe in qualche mostro da almeno 160 cavalli. così come e hanno fatto altre case dai marchi ripescati dall’oblio, senza considerare le tradizioni, le tecniche e la storia di quei prodotti. Risutato: moto iperboliche buttate allo sbaraglio, senza personalità, piene di vizi, poca assistenza e……niente ricambi.
salve.a mio modo di pensare gli scooter stan per segnare il passo prova ne è la vertiginosa corsa all aumento di cilindrate ke finirà per strozzare il mercato di sti frullatori x es.un’honda sh 150 oggi nn se la fila nessuno perkè puoi prender la sorella d cc superiore la 300 idem per la vespa passata a 250 cc e prevedibilmente giungerà a 400 o 500 cc del beverly sali e poi sali alla fine 1 scooter costerà quanto na moto vedi il tmax della yama o il gilera gp 800 e si perderà la filosofia di sti mezzi ke puntava sull economia dei costi.w le moto
anzi la vespa è arrivata a 300 cc.a sto punto nn è difficile pensar ke un padre(ank egli scooterista)compri al suo ragazzo la suddetta cilindrata 300 piuttosto ke la 125 anke se ci vuole n età e na patente superiore..
per quanto riguarda le riedizioni delle storike anke in kiave moderna nn sn daccordo meglio puntare sì al blasone d un markio storico ma fare moto cn soluzioni tecnike all avanguardia e possibilmente inedite pur restando nell ambito della filosofia del markio per es.in quanti oggi pensan ke durino i freni a disco?c sarà n evoluzione ai freni?e le coperture avran mai na misura dignitosa o diventeran dopo sti salvagenti anke canotti o gommoni di guerra?
E’ vero che oggi 30 hp non fano più impressione, ma dove volete andare. con i limiti di velocità e il traffico tutti i cavalli delle ipermoto non servono ad un tubo, sono solo frustrazioni inespresse. Provate a guidare 30 hp su 100 kg con ruote da 2,75 / 3,00 X 18″su di una strada appeninica e vedrete che belle emozioni si provano . Comunque l’esempio che non cè piu mercato per vecchi marchi lo dimostra Morini che non riesce a vendere , Benelli che la segue a ruota, MV che fatica a stare in piedi. Comunque stanno battendo la strada sbagliata, troppi cavalli e prezzi da nababbi. Torniamo con i piedi perterra e faciamo tornare i giovani ad appasonarsi alle cose più semplici e fatte in casa nostra. Si crive globalizzazione e si legge fregatura, poveri i nostri nipoti. un caro saluto a tutti..Motobi 1943.
@motobi1943
Caro amico, oggi non c’è più spazio per i sentimentalismi. Le nuove generazioni hanno ben altro che pensare e non saranno certo loro ad alimentare le vendite di una ipotetica moto da 30 cavalli con tanto di blasone. Sarebbe una vergogna nei confronti dei loro simili che viaggiano su moto con minimo 100 cavalli alla ruota. Ormai siamo orientati verso la globalizzazione totale, luogo dove si compra senza alcun criterio di logica.
Ciao