E se un giorno ritornassero i sidecar?
Tempo addietro, parlando con un amico appassionato di moto, il discorso cadde sui sidecar.
Lui asseriva che ormai il sidecar è da considerare estinto poiché il tipo di circolazione d’oggi non consente più ad un mezzo del genere di districarsi agevolmente fra gli spazi ristrettissimi ormai a disposizione.
Rimanere intrappolati fra le maglie del traffico inalando i miasmi degli scarichi non è cosa da augurare a nessuno.
Cose d’altri tempi, quando questi rappresentava un efficace mezzo di trasporto per una intera famiglia, naturalmente quando non c’erano i soldi per potersi comprare una topolino, e quando le strade non erano ancora le bolgie che son diventate oggi.
Era un mezzo di trasporto per il lavoro, ma anche di svago nei giorni festivi, quando si caricava all’inverosimile per andare a trascorrere una giornata al mare.
Ci si metteva tutta la famiglia (a volte anche 4 persone).
Lui naturalmente alla guida, lei seduta sul carrozzino con un piccolo fra le gambe aggrappato al maniglione, il figlio maggiore seduto dietro il conducente, e se ce n’era un altro questi si andava a piazzare in uno strapuntino che si trovava nella coda del carrozzino, (non tutti ne erano dotati) aprendo un piccolo portello che bloccandosi in posizione verticale fungeva da schienale.
Tutte le vettovaglie si piazzavano dentro il muso del carrozzino, mentre l’ombrellone e qualche sediolina si legavano dove c’era la possibilità di attaccarli.
Camminare con il side non dava grandi soddisfazioni di guida, specie se caricato in quel modo, ma era pur sempre un mezzo che consentiva di allontanarsi autonomamente per raggiungere la meta preferita.
Un rimedio per chi non poteva acquistare un’auto, ma anche ambito da chi nemmeno poteva permettersi di comprare una Vespa.
Sul finire degli anni cinquanta cominciò il suo declino poiché il boom dell’auto prese campo anche in Italia dove le piccole Fiat Cinquecento e poi le Seicento, ne interruppero definitivamente la sua lodevole carriera.
Ho avuto modo negli anni ’80 di condurre una moto con side, ed esattamente una Jawa 350 con motore bicilindrico a due tempi.
Non era certo un grande andare: oltre i 70 all’ora già te la facevi addosso, e dopo alcuni chilometri le braccia e i polsi avevano bisogno delle attenzioni di un fisioterapista.
Però era un gran piacere guidarlo, specie quando riuscivi a trovare dei tragitti stradali con fondo regolare e prive di traffico.
Poi tutti ti guardavano incuriositi, magari pensando che una cosa del genere non serviva proprio a nulla se non per fare della “pomata”.
Ricordo poi un particolare curioso!
Un giorno attraversando una borgata della mia città, un gruppo di ragazzotti seduti su un muretto cominciarono a ridere a squarciagola e dulcis in fundo mi presero anche a pernacchie.
Capii che il side era considerato da loro come una stravaganteria, qualcosa per farsi guardare, e non certo il mezzo da loro sognato, quello che li avrebbe tolti dalla loro condizione di appiedati.
Ma ritornando ai nostri giorni ed all’affermazione del mio amico, io gli risposi che forse un giorno sarebbero ritornati e non tanto come dettame di una moda, ma più semplicemente come un mezzo ecologico.
Alla parola ecologico lui si incuriosì poiché non riusciva a capire cosa poteva avere un side di ecologico.
Gli spiegai che un giorno non molto lontano la trazione elettrica si sarebbe
dimostrata una valida alternativa ai motori che utilizzano carburanti derivanti dal petrolio e che avrebbe certamente rappresentato una sorta di ponte fra quest’ultime motorizzazioni e quelle alternative che vedranno l’utilizzo di energie differenti dal petrolio.
Ecco il mio pensiero: un sidecar elettrico, che consente di stivare nel suo carrozzino tutte le batterie che si vogliono e che gli consentirà autonomie per ora impensabili ad un normale mezzo a due ruote.
Molto più piccolo e maneggevole di un’auto, poco più grande di questi mastodonti a due ruote con immense borse rigide, che oggi chiamiamo supertourer.




 
 



Comunque puoi dire al tuo amico che i sidecar sono tutt’altro che superati… semmai siamo noi italiani che siamo rimasti indietro sia di testa (anche perchè parlando di sidecar pensiamo solo a mezzi d’epoca) che di leggi/normative. Basta mettere il naso oltreconfine e ne vedrai di ogni tipo. (http://www.sidecar-cz.com/sajdkary/moto_sidecar/obr_v/Yamaha_FJR1300_The_Merlin_Super_Sport_Sidecar.jpg)
Oltretutto sempre nel resto d’EU (tranne che qua!)ci sono anche moto col carrello, ancora più pratiche del sidecar e delle supertourer: niente più valigie ma solo un pratico carrello monoruota da togliere e mettere a piacimento sul mozzo di qualsiasi moto. (http://www.motor-forum.nl/download.php/download_document/159025/f67c4b8558713d81c607b73b108a6b76/)
Ma noi non siamo pronti per ste robe, anzi ci ridiamo pure, mentre viaggiamo stracarichi di roba con la moto completamente sbilanciata…
Burp!
Quando circa quarant’anni addietro cominciai a girare i paesi dell’Est, rimasi meravigliato nel vedere delle cose inusuali per le nostre abitudini e per la nostra mentalità. Automobili a tre ruote con motori anteriori stellari, il cui abitacolo era rivestito da una cappottina di tela come gli aerei della prima guerra mondiale, motociclette Jawa con sidecar o con carrello monoruota, o addirittura con l’uno e l’altro. Per non parlare poi delle auto: le Trabant con motore a due tempi e tutte rigorosamente grigie. Ancor oggi mi chiedo se eravamo noi troppo arretrati e loro troppo vanzati o viceversa. Fatto sta che da noi i sidecar sono poco considerati ed incontrarne uno sta come vedere una mosca bianca. Non parliamo poi di un eventuale carrello attaccato alla moto. Penso solo alle complicazioni burocratiche che ci sarebbero per omologare un carrello simile e per abilitare una moto a farne uso.
Si dovrebbe fare un nuovo aggiornamento del codice della strada con 250 articoli aggiunti, che regolerebbero l’uso di tale accessorio. La moto dovrebbe avere requisiti particolari, mentre il conducente dovrebbe accedere ad una patente speciale ottenuta con prova pratica di guida su autoarticolato. Naturalmente il carrello dovrebbe pagare la sua brava tassa di proprietà ed assicurazione separati da quelle della moto. Naturalmente aumenterebbero anche le tariffe autostradali.
Non parliamo poi del suo costo! Corredato di sospensione Holins, freni Brembo, cerchio Marchesini, ABS, ESP, carrozzeria Pininfarina, ci verrebbe a costare più della moto. A parte l’ironia, forse è meglio lasciare le cose come stanno.
Ciao
“A parte l’ironia, forse è meglio lasciare le cose come stanno.”
Sono proprio questi modi di pensare che uccidono l’Italia….
i sidecar morti ??????
http://www.sidecarforum.org
@Pietro
Non conoscevo il sito… bella segnalazione!
Ragazzi….. che pessimismo cosmico!!!!
Amici mi dicono: “cosa ti vuoi comprare? Un ferro a tre ruote
?” Ma non mi arrendo! Aspetto il momento in cui mi chiederanno di far un giro… e allora…”sali pure!” 
Ed io che mi affaccio ora al mondo-side????
Che impressione ne ho?
Qui da noi (Alto Adige) si vedono questi germanici che sfilano con il loro bel side (non necessariamente ultimo modello, anzi) senza tirarsela per niente! Altra mentalitá motociclistica rispetto alla nostra!
La migliore vendetta ;P
A presto e guidate con prudenza!!
Rob
eheh non sarebbe male l’idea…un giretto me lo farei volentieri…