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Un tempo c’era la Rumi!

Rumi 125 Sport

Rumi 125 Sport

Penso che solo poche fabbriche motociclistiche italiane  possano aver lasciato un segno così indelebile nel panorama nazionale ed internazionale.
Stiamo parlando della Rumi, fabbrica bergamasca, fondata nel 1929 dalla famiglia Rumi.
Si trattava delle Fonderie ed Officine Rumi  che si estendevano su un’area di 72 mila metri quadrati con la bellezza di 1500 operai.
In quell’epoca si era ancora ben lungi dal costruire motocicli, mentre la produzione durante il periodo bellico si basava su forniture per la marina militare e materiale rotabile per le ferrovie dello stato.

Quando Donnino Rumi, terminata la seconda guerra mondiale, prese in mano le sorti della fabbrica intuì immediatamente che occorreva convertire la produzione metallurgica in qualcosa che in quell’epoca era determinante per rimettere in movimento la popolazione che si stava nuovamente affacciando al mondo, dopo la vicissitudini del conflitto mondiale: la motocicletta.
Ma Donnino Rumi, artista estroso, non si limitò a costruire delle moto viste sotto l’ottica di semplici mezzi di trasporto,  peraltro prodotte in quel periodo da una miriade di piccole fabbriche sorte o riaperte proprio dopo il conflitto mondiale, ma volle distinguersi con una produzione particolare sia per le soluzioni meccaniche adottate sia per lo studio particolare della parte estetica.
Per quanto riguardava la parte motoristica affidò il progetto a Pietro Vassena approdato a fama mondiale per il suo sommergibile C3 che giunse alla profondita di 412 metri, il quale  si mise subito al lavoro mettendo in cantiere un motore rivoluzionario per quel periodo, considerato che molte fabbriche nell’intento di motorizzare la grande massa avevano scelto soluzioni semplici sia nella meccanica che nella componentistica.
Nacque così un progetto moderno con un motore bicilindrico parallelo a due tempi con disposizione orizzontale.

La cilindrata era di 125 cc., adatta ad una motoleggera dell’epoca, che doveva consumare poco, semplice nella manutenzione ed economica nelle riparazioni.
La prima Rumi venne commercializzata nel 1950.
Il suo motore  che  sviluppava all’inizio solo 6 cavalli a 6000 giri motorizzò tutta la produzione delle bicilindriche fino al 1962, data in cui la Rumi chiuse i battenti.

  1. Mark
    18 dicembre 2008 a 11:47 | #1

    Non ero neanche a conoscenza di questo marchio. Grazie per aver arricchito la mia (a questo punto bassa) cultura motociclistica :)

  2. Melus
    18 dicembre 2008 a 13:17 | #2

    Ciao Mark, sono veramente contento che il mio modesto sito possa essere utile per portare a conoscenza, specie alle nuove generazioni, qualcosa di cui non si sa molto o si sconosce completamente.
    Negli anni ’50 ero ancora un ragazzino e vivevo ad Arezzo, e già a quell’età conoscevo tutte le marche delle moto dell’epoca, riuscendo anche a distinguerle a distanza dal loro particolare rombo dello scarico. La moto Rumi era veramente unica: il motore bicilindrico produceva un suono inconfondibile che io quasi oserei definire una melodia, mentre l’odore del ricino combusto (allora la miscela per il due tempi dalle velleità corsaiole si faceva addizionando all’olio minerale anche l’olio di ricino) ti elettrizzava facendoti sognare le piste e i campi di gara.

    Ciao Mark e ti ringrazio per avermi dato la possibilità di inserire questa piccola nota che mi ha riportato nuovamente indietro nel tempo.

  3. Ginger
    18 dicembre 2008 a 19:37 | #3

    MIo padre una Rumi la tiene nel nostro scantinato. E’ un vero e proprio ammasso di ferraglia e francamente non saprei dire neanche che modello sia.
    Sicuramente nessuno di questi che vedo in foto. A vederle così nuove mi verrebbe da dirgli di restaurala. Magari gli faccio leggere questo post e chissà che non si entusiasmi.

  4. Melus
    19 dicembre 2008 a 9:14 | #4

    Un occhio inesperto vede ammassi di ferraglia dove invece un occhio allenato può vedere il risultato di un restauro finito. Quello che conta è che la moto sia originale in tutte le sue parti e che non sia sprovvista di suoi elementi. Perchè non mi fornisci ulteriori elementi per cercare di capire di che modello si tratta? Il carburatore è unico o doppio?
    La sella è sospesa e fa corpo unico col serbatoio? La forcella anteriore e del tipo teleidraulico oppure a braccetti oscillanti del tipo Hearles? Che cilindrata ha? Quali sono i colori del serbatoio? Se puoi rispondere a queste domande forse potrò aiutarti. Personalmente una Rumi la restaurerei sempre, qualunque sia il modello.

    Ciao

  5. Guglielmo
    29 dicembre 2008 a 2:24 | #5

    Salve,
    innanzitutto complimenti per il bel sito.
    Vi seguivo già nel vecchio blog ma questo è decisamente meglio.
    Dopodichè volevo proporvi un quesito: ho trovato una Rumi del 52 ma in questo momento non saprei dirvi il modello.
    Le condizioni sono buone per un restauro. nel senso che ci sonno ammaccature nel serbatoio e non c’è neanche poi tanta ruggine.
    Il proprietario (che è il figlio del primo possessore) vorrebbe circa 5.000 euro. E’ sicuramente una bella cifretta ma vi chiedo se secondo voi ne potrebbe valere la pena.
    Grazie e buon lavoro.
    PS: Perchè non scrivete qualcosa sul marchio della Moto Morini? Anche questo era un marchio promettente che è andato perduto!

  6. Melus
    29 dicembre 2008 a 13:02 | #6

    Ciao Guglielmo, la Rumi che tu citi dovrebbe essere il modello sport, progettato dall’ing. Salmaggi, il quale apportò delle consistenti modifiche al propulsore che ne migliorarono l’affidabilità, aumentandone anche la potenza. La richiesta di 5.000 euro è a mio parere spropositata, considerato che i costi di restauro sono elevati anche a causa della difficile reperibilità dei ricambi. Solo un particolare motivo affettivo potrebbe portare ad un simile acquisto. Ma spendendo qualcosa di più se ne trovano già di restaurate.
    Per quanto riguarda la Moto Morini vedrò di pubblicare quanto prima un articolo.

    Ciao e buon anno.

  7. Ezio
    22 febbraio 2009 a 23:15 | #7

    Chi è il proprietari di questa rumi ? Mi può inviare il suo numero di telefono ? Saluti Ezio

  8. 23 febbraio 2009 a 1:08 | #8

    @Ezio
    Purtroppo non posso aiutarti. Non ho idea di chi sia il fortunato possessore di questo “gioiello”… ma sono più che sicuro che se lo terrà ben stretto!

  9. silvio
    23 febbraio 2009 a 19:21 | #9

    salve, sapete dirmi che benzina ci va in un rumi 125 sport? e se sapete chi potrebbe metterci le mani per far ripartire un vecchio rumi? grazie

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