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Lucio Battisti e la sua motocicletta da 10 HP.

Se si dovesse riscrivere oggi il testo della canzone di Lucio Battisti, “Il tempo di morire”, creata insieme a Mogol nei primi anni ’70, si dovrebbe senz’altro andare a modificare la potenze della moto citata nel vecchio brano musicale.

Difatti il testo inizialmente recita così: “motocicletta, 10 HP, tutta cromata, è tua se dici si, mi costa una vita, per niente la darei…”.
Anche se negli anni ’70 i giapponesi ci avevano già abituati alle loro maxi, il testo del brano musicale si riferisce ad una ipotetica moto del desiderio di un ragazzo di provincia, con appena 10 HP, potenza espressa in cavalli vapore per motivi di rima, poiché sarebbe risultato poco gradevole cantare frasando “motocicletta, 10 CV…”.
Rimane comunque sempre una potenza alquanto modesta anche calcolando che il cavallo vapore inglese (HP) è di poco più potente del nostro Cv, ovvero 1,014.
La moto desiderata dal soggetto interpretato da Lucio sarebbe quindi stata di 10,14 cavalli.
Fa veramente tenerezza apprendere, anche nel testo di una canzone degli anni ’70, che vi possa essere qualcuno che stia ancora a desiderare una moto da 10 HP, anche se tutta cromata.
Molti si sono posti la domanda su quale potesse essere tale modello, ma io credo che si tratti di qualcosa di immaginario e che l’autore abbia voluto mettere semplicemente in risalto la febbre, il sacrificio, il desiderio che può ingenerare il sogno di una moto, non importa di quale potenza, cilindrata o marca sia (“mi costa una vita, per niente la darei, ma ho il cuore malato, so che morirei…”).
Oggi queste frasi destano tenerezza, poichè le esigenze e i desideri del motociclista odierno sono letteralmente cambiate, ben lungi dalla modestia del motociclista citato nel testo.
Cosa dovremmo scrivere oggi?
Motocicletta, 180 HP, tutta in carbonio, è tua se dici sì (alla finanziaria), mi costa16 mila euro, non so se ci riuscirò, più di 700 rate, forse in protesto me ne andrò…”.
Ma che poesia potrebbe mai avere una canzone con un brano del genere? Che sogni potrebbe ingenerare in chi desidera una moto? Nessuno!
E di fatti oggi si gira con delle moto dalle cilindrate spaventose per un mezzo a due ruote, che vanno ogni anno ad aumentare, per sbalordire il futuro acquirente e per gareggiare fra case motociclistiche che intendono primeggiare su altri marchi mettendo in mostra i loro concentrati di tecnologia fatti esclusivamente di cavalli e di velocità supersoniche.

E la gente compra perché loro dicono così, e la gente muore perché solo pochi sono in grado di gestire tali potenze e solo pochissimi hanno la maturità di aprire il gas quando e dove si può fare.
E allora ben venga la canzone di Lucio Battisti, per far capire a questi signori che con una moto si può sognare e ci si può divertire sentendosi liberi anche con pochi cavalli, senza bisogno di rischiare la pelle ad ogni uscita, e che “Il tempo di morire” verrà, ma non certo su una moto!

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  1. Filippo
    7 dicembre 2008 a 15:29 | #1

    Caro Carmelo,

    torniamo sempre al solito concetto: “Bigger is better…”; Il concetto che te hai espresso in queste righe (bellissimo il paragone con il compianto Lucio e invito alla riflessione la restante parte della tua discussione) NON può essere ristretto al solo ambito delle motociclette o delle automobili. E’una riflessione che investe una miriade di campi sociologici; non stiamo a guardare alla recente crisi che ci sta massacrando, ma in anni recenti le migliorate possibilità economiche e gli incredibili successi della tecnologia con l’introduzione della robotica nelle fabbriche, hanno sicuramente posto nel mercato oggetti molto più “attraenti” e soprattutto possibili per tutti; hanno fatto la comparsamodalità di pagamento diluite nel tempo e… ancor più molti beni precedentemente considerati tabù per molte fasce sociali, ora sono divenuti alla portata di molta gente. Accanto a ciò la pubblicità si è estremizzatra sempre più, la “moda” non ne parliamo e quindi, eccoci al giungere del fenomeno:”grande è meglio”! Se vogliamo parlare di moto alla fine è sempre il solito discorso affrontato milioni di volte: fa figo la moto da 180 cavalli?! Bisogna comperare la moto da 180 cavalli!! a discapito della sicurezza (non sempre, ma spesso e volentieri si) e delle proprie capacità. Per quanto mi riguarda tornerei ben volentieri ai tempi di Battisti: una bella Morini Corsaro o una Vespa Gs :-), una compagnia femminile e via al lago, senza fretta ne altro :-) Peccato che i tempi sono decisamente mutati; alle volte vale davvero il vecchio detto “quando si stava peggio era meglio”

  2. Melus
    7 dicembre 2008 a 17:48 | #2

    Ciao Filippo, penso ai tempi del mio Gilera 300 B extra e quasi mi vengono le lacrime. Nemmeno 30 cavalli, ma in quel periodo già rappresentava una maxi moto.
    Alcune volte mi chiedo cosa sia cambiato nell’uomo al punto da fargli infilare in testa che per girare su due ruote occorrono potenze superiori di gran lunga ai 100 cavalli alla ruota. E’ vero, le strade sono un pò cambiate rispetto a 40 anni addietro, ma non credo che le abbiano sostituite con piste da aereoporto. Sulle nazionali si va a 90, in autostrada a 130. Chiuso. A cosa possano servire questi aereoplani senz’ali proprio non lo capisco.
    Grande Lucio Battisti! Lui con le sue canzoni ha segnato il corso della mia giovinezza.

    Ciao

  3. Benedetto Tarantino
    9 dicembre 2008 a 1:24 | #3

    Io non sono della generazione Battisti, ma acora oggi, amo ascoltare le sue canzoni…
    E forse dato che magari ho a volte gusti musicali datati, forse ho anche un modo d concepire la moto un po out rispetto i miei coetanei. Mi piace andare in moto come se stessi passeggiando, max 100 km/h se solo ho un bel rettilineo. Mi piace andare piano, in terza a volte, guardare il paesaggio, ascoltare il rumore del motore e i rumori del panorama circostante. Se poi la giornata è soleggiata, amo alzare la visiera del casco e sentire vento e raggi solari che insieme mi baciano. Avrò sicuramente un’idea forse troppo romantica di moto paragonato ai miei amici che comprano bolidi spigolosi e amano parlare di qndo la loro moto “alza” ad ogni cambio di marcia.
    Come avete detto voi, che senso ha comprare missili stradali se poi tra buche,traffico,gente distratta e mille altri pericoli, si rischia la vita?

  4. Gandalf
    9 dicembre 2008 a 11:33 | #4

    io penso che ognuno abbia il diritto di vivere la moto a modo suo (fermo restando il rispetto delle regole e degli altri)…

    io stesso vivo la moto diversamente a seconda degli anni e dell’umore…

    ci sono moto per chi si accontenta di “10HP” e moto per chi vuole fare un’alzata ad ogni cambio marcia, moto per chi vuole andare in terza a 2000 giri e moto per chi vuole allungare la sesta a 14.000

    nessuno (tranne i criminali su 2 ruote) e’ da criminalizzare, magari da criticare e sciommiottare solo chi di moto non ha esperienza e si compra subito una R1, ma tant’e', peggio per loro…

    e poi anche con una moto superspigolosa e 120cv ci puoi andare in terza trotterellando… ma solo se ha tre cilindri e non e’ una jap ;-)

  5. rugantonio
    9 dicembre 2008 a 11:36 | #5

    La moto è spirito di libertà,saperla gestire è un fatto culturale,ho iniziato ad andare in moto sul Falcone 500 Guzzi di mio padre all’età di 8 anni,ed ho conservato gelosamente quella moto fino ad aggi,in garage vino ad un Gold wing 1.500 ed un Tenerè 750,
    è fantastico girare per boschi in moto,come lo è godersi l’autostrada senza lo stress della super velocità che ti impegna privandoti di godere di immagini bellissime che percorrendo lo stesso tragitto in auto,non avevi mai notato,se invece vuoi sfogare le tue frustrazioni e la tua aggressività correndo all’impazzata su strade che appartengono a tutti, non solo a te, non sei un “MOTOCICLISTA” sei un…..Come definirti?

  6. Melus
    9 dicembre 2008 a 12:50 | #6

    Scrive Gandalf, “io penso che ognuno abbia il diritto di vivere la moto a modo suo (fermo restando il rispetto delle regole e degli altri)…”. Hai perfettamente ragione, ma purtroppo moooolto spesso questo rispetto delle regole e degli altri purtroppo viene disatteso, e così vediamo motociclisti che sfreccano ad oltre 100 all’ora appena si profila un rettifilo di 100 metri (in città), o motociclisti che gareggiano su strade nazionali dimenticando persino di mantenere la loro corsia e giungendo persino a superarsi in curve cieche. Se questi pseudo corridori da strapazzo vanno a finire sopra un povero motociclista o una famiglia in auto che si sta godendo una gitarella in santa pace, non saranno solo fatti loro poichè purtroppo andranno a coinvolgere anche altre ignare persone.
    Con questo non voglo dire che per ovviare a tale problema occorrerà fare una legge dove si dovrà ritornare tutti su moto da 10 hp, ma che si faccia qualcosa per evitare che dei pivelli mettano le loro terga su moto che non dovrebbero nemmeno guardare in fotografia. Eppoi, in un momento così triste, dove si predica miseria e disgrazia per tutti, dove fra 100 anni si preannuncia un pianeta senz’aria, e dove fra una trentina d’anni sembra che il petrolio possa solo bastare per fare andare avanti le limousine degli sceicchi, che cosa stiamo ancora a produrre? Moto da 200 cavalli!!!

    Ciao

  7. Melus
    9 dicembre 2008 a 13:02 | #7

    Ciao Rugantonio. Sei riuscito a conservare il Falcone 500 di tuo padre dove hai fatto il tuo tirocinio. Complimenti. Lo hai fatto restaurare o si presenta ancora allo stato originale?
    Fammi sapere.
    Io sto cercando di trovare un Rumi 125 dove mio padre mi portava a cavalcioni fra serbatoio e sella e dove ogni tanto mi faceva ruotare la manopola del gas. Eravamo ad Arezzo e la moto Rumi partecipava spesso alla Mille Miglia.
    Ricordo che mio padre miscelava alla benzina l’olio di ricino. L’odore del ricino combusto era caratteristico e rimaneva nell’aria anche dopo molto tempo. Per me era profumo.

    Ciao

  8. Gandalf
    9 dicembre 2008 a 14:13 | #8

    Melus, e ma infatti ho anche scritto: “nessuno (tranne i criminali su 2 ruote) e’ da criminalizzare, magari da criticare e sciommiottare solo chi di moto non ha esperienza e si compra subito una R1, ma tant’e', peggio per loro…”

    in effetti il peggio per loro puo’ diventare peggio per altri, e’ vero…

  9. Stefy
    24 dicembre 2008 a 0:00 | #9

    Io ho comprato una Suzuki gs 500 nuova a 3500 euro!!! Percorro circa 25 km/litro e con mio marito ci divertiamo la domenica a fare dei giretti fra la Toscana e la Liguria. Spesso vediamo motonauti in tuta e casco da palombaro sfrecciare a 200km/h e poi magari fermari al bar per far vedere agli amici quanto sono fighi!!! Forse è tutta colpa della pubblicità, della televisione e della società cosumistica in cui viviamo oggi. Un tempo, non esitevano finanziarie disposte a rischiare con prestiti alti (oggi si parla di almeno 10mila euro per una 600 sportiva carenata), poi non era etico e moralista avere debiti ovvero cambiali. Oggi se non hai il macchinone sotto il sedere, se non vesti alla moda e non parli come il comico di turno e non rischi una volta alla settimana la vita dopo la discoteca…non sei nessuno. Forse è il caso di azzerare tutto e ripartire da capo. Dobbiamo recuperare i veri valori della vita, cominciando dal rispetto degli altri.

  10. 24 dicembre 2008 a 12:41 | #10

    Bel commento il tuo Stefy. Anch’io penso che sia venuto il momento di azzerare tutto e cominciare da capo. Anche perchè oggi certa umanità si comporta come se il mondo dovesse finire da un attimo all’altro e di conseguenza certe regole vanno a farsi friggere. Si deve prendere tutto e subito e non c’è più il tempo per le buone maniere poichè per seguire le buone maniere occorre essere calmi e sereni e oggi sembra che la serenità non faccia parte di questo mondo. E’ vero, la colpa è dei mass media i quali giornalmente ci dicono che il pianeta sta morendo, che fra poco nei ghiacciai potremo coltivare pomodori, che il mare si alzerà, che continenti verranno completamente sommersi, che il sole ci irraggerà con micidiali dosi di raggi X e che moriremo tutti di tumore. Segue poi il continuo martellamento sulla crisi che altro non produce che processi inversi di economia portandoci ad esaudire, potendo o non potendo (vedi finanziarie) quei desideri che ormai riteniamo dover esaudire immediatamente poichè dopo sarà impossibile.

    Ciao

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