Home > Riflessioni > Ferro allo stato dell’arte!

Ferro allo stato dell’arte!

I detrattori delle Harley le chiamano pezzi di ferro o cancelli.
In un certo senso hanno ragione poiché di ferro ce n’è tanto ma di plastica a cercarla col lanternino se ne trova appena qualche grammo.
Diciamo che è ferro allo stato dell’arte!
Un Harley la si può portare anche a casa e godersela al posto della televisione.
Chi giudica queste moto cancelli lo fa perché non ha mai avuto la possibilità di guidarle.
E’ vero, non si godono facendo strisciare i gomiti sull’asfalto, poiché non sono state create per questo.
Dopotutto loro, i detrattori, sono portati per la plastica e per tutto ciò che è minimalista ed al contempo effimero, figurarsi quindi se possono tollerare una cosa fatta di metallo che può ancora sfoggiare le sue beltà e funzionare perfettamente dopo decine e decine di anni.
Oggi tutto dev’essere obbligatoriamente effimero, poiché la civiltà del consumismo vuole così e anche le moto devono seguire questa regola.
Come dicevo sopra, le Harley sono oggetti di metallo allo stato dell’arte.
Già di per se, anche se strettamente di serie, rappresentano qualcosa che prima di appagare i piaceri della guida deliziano i sensi della vista. E mi fa tanta invidia quando vedo in televisione o leggo dei servizi relativi a quei mega raduni americani di Harleysti che sfoggiano le loro cavalcature come fossero oggetto di culto.
La cosa più affascinante è che queste moto vanno osservare una per una poiché ognuna è diversa dall’altra.

Che dire poi dei vari preparatori che operano nel campo della motorizzazione e che dire ancora dei vari produttori di parti speciali che si ingegnano a progettare migliaia di componenti esclusivi per queste moto che ormai sono diventate dei veri miti.
Arlen Ness, Cory Ness, Cyril Huze.
Se qualcuno ti chiede di spiegare in poche parole cosa rappresentano le Harley Davidson la risposta è: se mi chiedete di spiegare non potreste mai comprendere.
Martin Jack Sosemblum, lo storico ufficiale dell’Harley Davidson, un giorno disse:

l’incredibile è che non si riuscirà mai a spiegare veramente perché la gente mostri questo attaccamento alle Harley Davidson.
L’Harley è come una fiamma che non smette mai di bruciare, che a volte si crede spenta, ma che rinasce dalle sue ceneri.
E’ una fiamma sempre cangiante, che si può vedere, sentire, ma che le parole non riescono mai a descrivere perfettamente
.

  1. John
    4 dicembre 2008 a 1:17 | #1

    Very nice blog.
    Beautiful pictures.
    Are you ready for a holiday seasons?

    Please visit:
    http://create-solution.blogspot.com

    Keep blogging.
    Good job.

  2. Gandalf
    4 dicembre 2008 a 16:13 | #2

    avevo una suzuki intruder 800 del 95, stesso modello dall’87, ancora prodotto uguale negli USA…

    non una harley ma lo stile “cancello” e’ quello…

    si e’ vero tutto quyello che dici, ma ora che sono passato ad una triumph street triple (che trovo essere un ottimo compromesso tra una naked di vecchio stampo ed una di quelle esasperate come dici tu) posso dirti che preferisco la street: piu’ leggera da portare, da manovrare, da spostare, meno vibrazioni (ci ho fatto 4000 km con tanto di borse da serbatoio e da sella) etc etc

    e te lo dice uno che non e’ un manico, anzi…

    sinceramente non tornerei indietro, ma certo non andrei nenache avanti cercando l’ eccesso nel tentativo di togliere 3kg dalla marmitta, 2 etti dai parafanghi, etc etc

  3. Filippo
    5 dicembre 2008 a 10:39 | #3

    Le Harley sono un qualcosa di veramente unico, un mondo in proprio rispetto a tutto il panorama motociclistico; sicuramente si rivolgono ad una determinata tipologia di motociclisti, quella fascia di utenza per la quale la moto è viaggio e non arrivo, coloro che non cercano la piega da gran premio ma cercano una coppia da trattore e relax nella guida. Secondo me l’aspetto davvero stupendo che si nasconde dentro le Harley è una filosofia di vita che si estende a livello mondiale. Per alcuni motociclisti è davvero una ragione di vita la loro Harley Davidson, per altri rappresenta un fenomeno sociale davvero interessante, una calamita sociale che nel corso del tempo ha portato alla nascita di gruppi o club, gemellaggi, rituali e modi di essere e vivere legati proprio a questo oggetto qual’è la Harley. Come hai detto, in maniera corretta, non è una moto “capita” da tutti quanti… credo che vada interpretata e sceltacon il cuore per poterla sentire davvero come parte integrante del motociclista che vive in ognuno di noi. Accanto alla Harley non disprezzo assolutamente le “repliche” (vogliamo chiamarle cosi?) made in japan, ad esempio: Honda Shadow; Suzuki Intruder; Yamaha Virago… Le trovo ottime in se per se e anche per coloro che magari vorrebbero una Harley ma non possono arrivare a sborsare la cifra per poterne acquistare una

  4. Roby
    5 dicembre 2008 a 12:33 | #4

    Ciao,

    Non so dirti perchè le harley hanno questo fascino..probabilmente deriva anche dall’american dream che hanno sempre veicolato..le vedi..le immagini le Harley, andare paciose nelle lunghe autostrade americane, e ti pensi su in sella a goderti i panorami in un coast to coast.. Poi ne provi qualcuna, come ho fatto io, e ti rendi conto che parte del sogno scompare.. Belle esteticamente..nulla da dire, anche se a me piace l’ultima che è la meno harley di tutte..quella che ricorda le moto da corsa delle dirty track.. Però poi appunto..le provi e vedi come certi particolari son davvero datati, e soprattutto come il motore trasmette tantissime vibrazioni ed è abbastanza fiacco.. Molti mi diranno..ma è proprio questo il bello.. Bene..io mi chiedo allora come si faccia ad andare e macinare km e far viaggi con una moto che dopo un pò ti lascia le braccia a pezzi, con cui non puoi superare certe medie velocistiche perchè 1) il motore non te lo consente 2) non hai alcun riparo dall’aria.. E allora a cosa serve un’harley? Mi vien da dire..a tenerla in garage, farci piccoli giri..e soprattutto, a personalizzarla e renderla unica.. Anche questo può essere un concetto di moto..ma per me che son motociclista da quando non avevo l’età per andar in moto..e che ancora ora sono in moto 360 gg l’anno (non ho macchina..e non mi serve ;) è un concetto un poco riduttivo..forse troppo. In risposta al mio post fatto da anonimo..No..non ce l’ho più purtroppo la CB750 Fuor, l’ho dovuta vendere quando da Palermo son venuto su al Nord..ed è stato un duro colpo..ma per me è sempre un duro colpo quando devo separarmi da una moto per prenderne un’altra ;) Dopo la CB venne una Yamaha xz550, poi una kawa gpz750 poi una yamaha 600 Diversion, e adesso le mie due yamaha attuali, una YZF 600 Thundercat, e una SZR 660. Due moto che sono l’opposto della moto da fighetti o da bar…ma che sono perfette per l’uso che ne faccio io.. La più grossa per lunghe distanze, viaggi e anche città se capita.. La più piccola per città (specie quando piove) e piccoli giri.. Quando passo pochi si girano, o da ferme pochi si fermano a guardarle, come invece succede con moto di tendenza o con le stesse harley..però..sopravvivo alla cosa magnificamente!

  5. Melus
    5 dicembre 2008 a 20:26 | #5

    Ciao Gandalf, ottima scelta la tua
    street triple, leggera e facile. Nulla a che vedere con le harley, pesanti e impacciate nei piccoli spazi. Vedi, io dopo oltre 45 anni di motociclismo ed una moltitudine di moto possedute, mi sono ritrovato a 63 anni (età in cui uno dovrebbe cominciare a scegliere qualcosa che gli renda la vita più facile) a gironzolare con una moto che pur essendo la più piccola delle harley, pesa 260 chili. Ma stranamente questa moto mi infonde tanta fiducia anche nelle manovre più azzardate e la trovo molto più facile di tante altre che magari pesano 60 chili in meno e vantano ciclistiche agilissime. La sua guida non richiede reazioni al centesimo di secondo e ti diverti come un pazzo pur trotterellando a velocità di tutto riposo. Per quanto riguarda le vibrazioni ti posso garantire che tutte le harley di nuova concezione non vibrano più di tanti altri bicilindrici. Quelle che senti fra le gambe e…sotto il sedere sono delle piacevoli pulsazioni che ti fanno percepire un carattere forte e personale del motore.
    L’unico problema delle harley è una sospensione posteriore alquanto rigida, dovuta alla trasmissione a cinghia che non consente lunghe escursioni al forcellone. Ma mettendo una buona sella imbottita il problema viene in parte risolto.

    Ciao

  6. Melus
    6 dicembre 2008 a 9:29 | #6

    Ciao Filippo, come hai detto tu le harley non sono moto capite da tutti. Ma è giusto che sia così, altrimenti su questa terra saremmo e faremmo tutti le stesse cose. Ogni motociclista ha il suo DNA che lo conduce, senza nemmeno accorgersene, ad optare per delle scelte di cui nemmeno lui sa spiegarsi il perchè.

    Ciao

  7. Melus
    6 dicembre 2008 a 9:42 | #7

    Ciao Roby, è vero, ad un primo esame le harley sembrano moto, motociclisticamente parlando, inutili. Grosse, pesanti, impacciate, antiche nelle linee, opulente, prive di aerodinamica, scomode, rigide. Ma c’è qualcosa che ti affascina e che ti fa sentire un re quando ci vai sopra. Sono moto paciose che infondono tanta sicurezza e serenità nella guida. Hai mai provato a trotterellare a 50 all’ora su una bella strada panoramica con una quattro cilindri jap? Impossibile ed anche insensato. Ma con un harley lo puoi fare senza stancarti, senza annoiarti e senza stressare il motore, con la quinta marcia innestata, contando gli scoppi del bicilindrico a V.
    Io mi ci diverto un mondo.

    Ciao

  1. Nessun trackback ancora...

SEO Powered by Platinum SEO from Techblissonline