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	<title>Commenti a: Dove sono finiti gli scooter di una volta?</title>
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	<description>Il blog di Carmelo e Walter Solarino</description>
	<lastBuildDate>Wed, 08 Feb 2012 10:18:50 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Di: Melus</title>
		<link>http://www.dueruotenelweb.it/2008/12/dove-sono-finiti-gli-scooter-di-una_16.html#comment-1122</link>
		<dc:creator>Melus</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 07 Mar 2010 12:23:48 +0000</pubDate>
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		<description>&lt;a href=&quot;#comment-1118&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;@driven71  &lt;/a&gt; 

Condivido tutto, e solo a pensare al ciao mi viene un magone.  Io cominciai la mia carriera di dueruotista motorizzato agli inizi degli anni &#039;60, con una Vespa 50. Adesso nel mio box c&#039;è una vespa 50 special, restaurata e tenuta da mio figlio al pari di una reliquia.  
Penso comunque che la nostalgia per quelli che furono i nostri marchi storici, assale solo i soggetti di una certa età. Le nuove generazioni di scooteristi stanno benissimo sulle loro vasche da bagno Jacuzzi. Girano con la mano destra e con la sinistra tengono il cellulare all&#039;orecchio. Figurati se pensano a far personalmente la manutenzione di loro mezzi, anche la più banale. Si va in conssionaria, e per far cambiare 2 litri d&#039;olio e un filtro si pagano 150 euro se gli va bene.   E ti dirò di più: ormai siamo avviati su una strada  che ci portarà  verso un mercato che fagociterà marchi, storia  e tradizioni, dove tutto sarà aninimo, effimero e falso. Tornare indietro è semplicemente un sogno.  Ma sognare non costa nulla!

Ciao</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p><a href="#comment-1118" rel="nofollow">@driven71  </a> </p>
<p>Condivido tutto, e solo a pensare al ciao mi viene un magone.  Io cominciai la mia carriera di dueruotista motorizzato agli inizi degli anni &#8217;60, con una Vespa 50. Adesso nel mio box c&#8217;è una vespa 50 special, restaurata e tenuta da mio figlio al pari di una reliquia.<br />
Penso comunque che la nostalgia per quelli che furono i nostri marchi storici, assale solo i soggetti di una certa età. Le nuove generazioni di scooteristi stanno benissimo sulle loro vasche da bagno Jacuzzi. Girano con la mano destra e con la sinistra tengono il cellulare all&#8217;orecchio. Figurati se pensano a far personalmente la manutenzione di loro mezzi, anche la più banale. Si va in conssionaria, e per far cambiare 2 litri d&#8217;olio e un filtro si pagano 150 euro se gli va bene.   E ti dirò di più: ormai siamo avviati su una strada  che ci portarà  verso un mercato che fagociterà marchi, storia  e tradizioni, dove tutto sarà aninimo, effimero e falso. Tornare indietro è semplicemente un sogno.  Ma sognare non costa nulla!</p>
<p>Ciao</p>
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	<item>
		<title>Di: driven71</title>
		<link>http://www.dueruotenelweb.it/2008/12/dove-sono-finiti-gli-scooter-di-una_16.html#comment-1118</link>
		<dc:creator>driven71</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 06 Mar 2010 22:09:09 +0000</pubDate>
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		<description>Io invece sono strenuo difensore del Ciao, motorino utilitario che faceva parte del panorama urbano di ogni località di Italia.
Purtroppo, oggi, in nome del Dio Inquinamento (che ritengo solo una bufala politica del menga) di questo simpatico ciclomotore che ci ha accompagnato per anni in giro, ne abbiamo distrutti a tonnellate con le rottamazioni e quei pochi che si sono salvati, o sono al sicuro presso persone come me che li restaurano e li preservano perchè sono pezzi di storia oppure hanno preso la via dei paesi dell&#039;Est o peggio ancora, del Nord Africa.
Pensate a tutte le volte che avete buttato via un Ciao, un Bravo, un Boxer o un Sì, avete semplicemente buttato via il vostro passato, avete sbattuto fuori dei compagni di avventura adolescenziali e fedeli dalla vostra vita e tutto per portarvi a casa un tino con due ruote, per non definirlo sanitario a motore.
E&#039; vero, il Ciao soffre  il fatto di esser fatto anche di plastica, ma ha una meccanica che ripari anche con un po&#039; di bricolage casalingo, cosa che ti puoi scordare di fare con gli scaldabagni mangiariso che ci propongono dall&#039;asia.
Avete mai provato a smontare uno scooter cinese? Io sì
Mi è capitato con quella specie di motopompa che ha la mia ragazza, un Sym Mio 50.
per stringere il dado che tiene montata la freccia posteriore, ho dovuto praticamente smontare un mezzo scooter, peggio di un auto francese.
E pensare che se debbo fare un tagliando ad un Ciao, che mi faccio da solo perchè i meccanici non ci capiscono niente, basta un cacciavite (sì, un cacciavite come diceva Battisti!!!) ed una chiave: in mezz&#039;oretta circa, ho fatto.
Abbiamo inventato la Vespa, la Lambretta, abbiamo insegnato al mondo il motociclismo utilitario e quello granturistico ed ecco che buona parte dei marchi italiani finisce in mano ai mangiariso.
Prendete Benelli, per esempio: una casa dal grande blasone, un nome del grande motoagonismo italiano ridotto a produrre schifezze con ruote a formaggio in mano a un cion
furgoncin; una cosa da far accapponare la pelle.
La Lambretta? Pato come Patetica!!!
E il Tuk Tuk? una volgare imitazione dell&#039;Ape!!!
Bisogogna che il motociclismo italiano risorga come era e questo non è il modo giusto, fatto di giochini finanziari da top management.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Io invece sono strenuo difensore del Ciao, motorino utilitario che faceva parte del panorama urbano di ogni località di Italia.<br />
Purtroppo, oggi, in nome del Dio Inquinamento (che ritengo solo una bufala politica del menga) di questo simpatico ciclomotore che ci ha accompagnato per anni in giro, ne abbiamo distrutti a tonnellate con le rottamazioni e quei pochi che si sono salvati, o sono al sicuro presso persone come me che li restaurano e li preservano perchè sono pezzi di storia oppure hanno preso la via dei paesi dell&#8217;Est o peggio ancora, del Nord Africa.<br />
Pensate a tutte le volte che avete buttato via un Ciao, un Bravo, un Boxer o un Sì, avete semplicemente buttato via il vostro passato, avete sbattuto fuori dei compagni di avventura adolescenziali e fedeli dalla vostra vita e tutto per portarvi a casa un tino con due ruote, per non definirlo sanitario a motore.<br />
E&#8217; vero, il Ciao soffre  il fatto di esser fatto anche di plastica, ma ha una meccanica che ripari anche con un po&#8217; di bricolage casalingo, cosa che ti puoi scordare di fare con gli scaldabagni mangiariso che ci propongono dall&#8217;asia.<br />
Avete mai provato a smontare uno scooter cinese? Io sì<br />
Mi è capitato con quella specie di motopompa che ha la mia ragazza, un Sym Mio 50.<br />
per stringere il dado che tiene montata la freccia posteriore, ho dovuto praticamente smontare un mezzo scooter, peggio di un auto francese.<br />
E pensare che se debbo fare un tagliando ad un Ciao, che mi faccio da solo perchè i meccanici non ci capiscono niente, basta un cacciavite (sì, un cacciavite come diceva Battisti!!!) ed una chiave: in mezz&#8217;oretta circa, ho fatto.<br />
Abbiamo inventato la Vespa, la Lambretta, abbiamo insegnato al mondo il motociclismo utilitario e quello granturistico ed ecco che buona parte dei marchi italiani finisce in mano ai mangiariso.<br />
Prendete Benelli, per esempio: una casa dal grande blasone, un nome del grande motoagonismo italiano ridotto a produrre schifezze con ruote a formaggio in mano a un cion<br />
furgoncin; una cosa da far accapponare la pelle.<br />
La Lambretta? Pato come Patetica!!!<br />
E il Tuk Tuk? una volgare imitazione dell&#8217;Ape!!!<br />
Bisogogna che il motociclismo italiano risorga come era e questo non è il modo giusto, fatto di giochini finanziari da top management.</p>
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	<item>
		<title>Di: Melus</title>
		<link>http://www.dueruotenelweb.it/2008/12/dove-sono-finiti-gli-scooter-di-una_16.html#comment-884</link>
		<dc:creator>Melus</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 15 Oct 2009 15:50:05 +0000</pubDate>
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		<description>&lt;a href=&quot;#comment-883&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;@Roberto  &lt;/a&gt; 
Penso che Antonino non sia un ignorante nel senso buono e nemmeno uno sprovveduto.
Secondo me anche lui ha pensato che un&#039;azione legale doveva essere supportata da una innegabile certezza e forse questa certezza che quacosa di strutturale avesse provocato la perdita di controllo del mezzo non l&#039;aveva.  Inoltre, ad onor del vero, non riesco a capire la spesa di 1200 euro a cosa sia dovuta in un motore che procedeva a bassa velocità. 
Posso capire che le plastiche di cui sono fatti questi scooter costano quanto le lamine d&#039;oro
ma 1200 euro mi sembrano un po troppini, tranne che la forcella non abbia anch&#039;essa subito danni.  Penso comunque, se la versione del figlio è veritiera,  considerato che non vi sono stati controlli al fine di verificare le cause della perdita di controllo, che la cosa migliore sia quella di vendere il mezzo, anche perchè quando si è convinti che qualcosa non va come si deve si finisce per odiarla.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p><a href="#comment-883" rel="nofollow">@Roberto  </a><br />
Penso che Antonino non sia un ignorante nel senso buono e nemmeno uno sprovveduto.<br />
Secondo me anche lui ha pensato che un&#8217;azione legale doveva essere supportata da una innegabile certezza e forse questa certezza che quacosa di strutturale avesse provocato la perdita di controllo del mezzo non l&#8217;aveva.  Inoltre, ad onor del vero, non riesco a capire la spesa di 1200 euro a cosa sia dovuta in un motore che procedeva a bassa velocità.<br />
Posso capire che le plastiche di cui sono fatti questi scooter costano quanto le lamine d&#8217;oro<br />
ma 1200 euro mi sembrano un po troppini, tranne che la forcella non abbia anch&#8217;essa subito danni.  Penso comunque, se la versione del figlio è veritiera,  considerato che non vi sono stati controlli al fine di verificare le cause della perdita di controllo, che la cosa migliore sia quella di vendere il mezzo, anche perchè quando si è convinti che qualcosa non va come si deve si finisce per odiarla.</p>
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		<title>Di: Roberto</title>
		<link>http://www.dueruotenelweb.it/2008/12/dove-sono-finiti-gli-scooter-di-una_16.html#comment-883</link>
		<dc:creator>Roberto</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 15 Oct 2009 10:36:25 +0000</pubDate>
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		<description>Caro antonino, purtroppo sei un ingnorante nel senso buono! Dovevi comunque affidarti ad un legale e pagare la perizia. Per risparmiare 1200 euro che avresti solo dovuto anticipare, adesso ne hai persi molti di più. Il concessionario è stato molto onesto ma tu non hai saputo cogliere l&#039;attimo!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Caro antonino, purtroppo sei un ingnorante nel senso buono! Dovevi comunque affidarti ad un legale e pagare la perizia. Per risparmiare 1200 euro che avresti solo dovuto anticipare, adesso ne hai persi molti di più. Il concessionario è stato molto onesto ma tu non hai saputo cogliere l&#8217;attimo!</p>
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		<title>Di: Melus</title>
		<link>http://www.dueruotenelweb.it/2008/12/dove-sono-finiti-gli-scooter-di-una_16.html#comment-881</link>
		<dc:creator>Melus</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 13 Oct 2009 15:21:19 +0000</pubDate>
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		<description>&lt;a href=&quot;#comment-879&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;@Antonino  &lt;/a&gt; 
 Caro Antonino, se vuoi il mio parere penso proprio che quel meccanico ti aveva consigliato la strada giusta e non lo aveva fatto certo per intimorirti.  La perdita di controllo a bassa velocità non dipende certo dagli ammortizzatori scarichi ma da una rottura strutturale di qualche organo della parte ciclistica (escludendo il fatto che il motore non abbia grippato. 
Potrebbe anche essere accaduto a seguito di una chiazza d&#039;olio o da una forte irregolarità dell&#039;asfalto, (e questo loro saranno tenuti a pensare). Se dovessero dare pieno credito alle dichiarazioni di tuo figlio dovrebbero, per rintracciare il problema che ha causato la perdita di controllo del mezzo, andare a smontare tutto lo scooter. Cosa che loro non faranno mai senza avere la certezza matematica (e non la possono avere) che quanto accaduto sia dipeso da un malfunzionamento o guasto strutturale. A questo punto penso che la richiesta di un controllo tecnico da parte di un legale doveva essere, da parte tua, un atto dovuto.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p><a href="#comment-879" rel="nofollow">@Antonino  </a><br />
 Caro Antonino, se vuoi il mio parere penso proprio che quel meccanico ti aveva consigliato la strada giusta e non lo aveva fatto certo per intimorirti.  La perdita di controllo a bassa velocità non dipende certo dagli ammortizzatori scarichi ma da una rottura strutturale di qualche organo della parte ciclistica (escludendo il fatto che il motore non abbia grippato.<br />
Potrebbe anche essere accaduto a seguito di una chiazza d&#8217;olio o da una forte irregolarità dell&#8217;asfalto, (e questo loro saranno tenuti a pensare). Se dovessero dare pieno credito alle dichiarazioni di tuo figlio dovrebbero, per rintracciare il problema che ha causato la perdita di controllo del mezzo, andare a smontare tutto lo scooter. Cosa che loro non faranno mai senza avere la certezza matematica (e non la possono avere) che quanto accaduto sia dipeso da un malfunzionamento o guasto strutturale. A questo punto penso che la richiesta di un controllo tecnico da parte di un legale doveva essere, da parte tua, un atto dovuto.</p>
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	<item>
		<title>Di: Antonino</title>
		<link>http://www.dueruotenelweb.it/2008/12/dove-sono-finiti-gli-scooter-di-una_16.html#comment-879</link>
		<dc:creator>Antonino</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 Oct 2009 23:21:37 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.dueruotenelweb.it/?p=141#comment-879</guid>
		<description>Vi racconto cosa mi è successo...
Nel giugno di quest&#039;anno, attirato dalla novità e dalla qualità del marchio PIAGGIO, ho ordinato uno scooter Carnaby Cruiser 300 cc. 
La suddetta moto mi è stata consegnata circa il 10 Luglio. 
Rimasta ferma per inutilizzo per circa una decina di giorni, viene utilizzata per una passeggiata, da mio figlio, il quale, dopo pochi chilometri, a causa di uno sbandamento della moto, fortunatamente a bassa velocià, si ritrova per terra e la moto in una cunetta a bordo strada. Porto immediatamente con carro attrezzi lo scooter incidentato presso la concessionaria che me l&#039;ha venduto, raccontando l&#039;accaduto e chiedendo, oltre al preventivo per la riparazione, un controllo strutturale della stessa, vista la gravità di quanto accaduto (mio figlio testimonia di non aver potuto controllare la moto in seguito ad una sbandata improvvisa, a bassa velocità  e senza alcuna avvisaglia precedente, tra l&#039;altro condivide con me già da diversi anni una Kawasaki er6 senza alcun inconveniente all&#039;attivo). 
Una decina di giorni dopo, recatomi presso la concessionaria, trovo la moto sigillata, mi si richiede di porre le firme e mi si consiglia di inviare, tramite avvocato, una lettera alla PIAGGIO chiedendo il controllo tecnico della moto. 
Prese le mie informazioni legali, decido (visto il chiaro tentativo di intimidazione attuato dalla PIAGGIO) di fare riparare a mie spese lo scooter rinunciando al controllo tecnico di un perito, per un totale di euro 1219,20 più IVA. 
Scrivo questa perchè amareggiato dal comportamento dell&#039;agente della PIAGGIO che, invece di intervenire garantendo la sicurezza e la tranquillità di un cliente verificando un proprio prodotto, tenta di spostare il tutto nelle aule dei tribunali con minaccia di possibile ritorsione nei miei confronti.  
Inoltre dopo la consegna della moto riparata e provata dal meccanico ho riscontrato che ambedue gli ammortizzatori posteriori erano completamente scarichi. 
Ho fatto notare che il problema avrebbe potuto innescare lo sbandamento patito e quindi il conseguente incidente ma per tutta risposta ho ricevuto un deciso diniego con pesanti considerazioni sulla guida di mio figlio.
Interpellata la PIAGGIO per email a tutt&#039;oggi non mi ha degnato di alcuna risposta, 
Porto quindi questa testimonianza perchè anche altri potenziali clienti possano sapere cosa comprano e in quali mani rischiano di trovarsi. 
Ed inoltre perchè, in caso di altro eventuale mio incidente questa possa essere considerata come un precedente nel qual caso, certo, prenderei un avvocato anche se la decisione in famiglia è stata di vendere subito lo scooter poco affidabile per passare immediatamente alla concorrenza certo più affidabile (Honda SH 300).</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Vi racconto cosa mi è successo&#8230;<br />
Nel giugno di quest&#8217;anno, attirato dalla novità e dalla qualità del marchio PIAGGIO, ho ordinato uno scooter Carnaby Cruiser 300 cc.<br />
La suddetta moto mi è stata consegnata circa il 10 Luglio.<br />
Rimasta ferma per inutilizzo per circa una decina di giorni, viene utilizzata per una passeggiata, da mio figlio, il quale, dopo pochi chilometri, a causa di uno sbandamento della moto, fortunatamente a bassa velocià, si ritrova per terra e la moto in una cunetta a bordo strada. Porto immediatamente con carro attrezzi lo scooter incidentato presso la concessionaria che me l&#8217;ha venduto, raccontando l&#8217;accaduto e chiedendo, oltre al preventivo per la riparazione, un controllo strutturale della stessa, vista la gravità di quanto accaduto (mio figlio testimonia di non aver potuto controllare la moto in seguito ad una sbandata improvvisa, a bassa velocità  e senza alcuna avvisaglia precedente, tra l&#8217;altro condivide con me già da diversi anni una Kawasaki er6 senza alcun inconveniente all&#8217;attivo).<br />
Una decina di giorni dopo, recatomi presso la concessionaria, trovo la moto sigillata, mi si richiede di porre le firme e mi si consiglia di inviare, tramite avvocato, una lettera alla PIAGGIO chiedendo il controllo tecnico della moto.<br />
Prese le mie informazioni legali, decido (visto il chiaro tentativo di intimidazione attuato dalla PIAGGIO) di fare riparare a mie spese lo scooter rinunciando al controllo tecnico di un perito, per un totale di euro 1219,20 più IVA.<br />
Scrivo questa perchè amareggiato dal comportamento dell&#8217;agente della PIAGGIO che, invece di intervenire garantendo la sicurezza e la tranquillità di un cliente verificando un proprio prodotto, tenta di spostare il tutto nelle aule dei tribunali con minaccia di possibile ritorsione nei miei confronti.<br />
Inoltre dopo la consegna della moto riparata e provata dal meccanico ho riscontrato che ambedue gli ammortizzatori posteriori erano completamente scarichi.<br />
Ho fatto notare che il problema avrebbe potuto innescare lo sbandamento patito e quindi il conseguente incidente ma per tutta risposta ho ricevuto un deciso diniego con pesanti considerazioni sulla guida di mio figlio.<br />
Interpellata la PIAGGIO per email a tutt&#8217;oggi non mi ha degnato di alcuna risposta,<br />
Porto quindi questa testimonianza perchè anche altri potenziali clienti possano sapere cosa comprano e in quali mani rischiano di trovarsi.<br />
Ed inoltre perchè, in caso di altro eventuale mio incidente questa possa essere considerata come un precedente nel qual caso, certo, prenderei un avvocato anche se la decisione in famiglia è stata di vendere subito lo scooter poco affidabile per passare immediatamente alla concorrenza certo più affidabile (Honda SH 300).</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Melus</title>
		<link>http://www.dueruotenelweb.it/2008/12/dove-sono-finiti-gli-scooter-di-una_16.html#comment-424</link>
		<dc:creator>Melus</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 Jan 2009 10:53:37 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.dueruotenelweb.it/?p=141#comment-424</guid>
		<description>Si può dire che quasi tutte le case motociclistiche hanno tentato nella loro storia di mettere in circolazione un loro scooter. Dopotutto lo scooter non è stato certo inventato dalla Piaggio poichè già dai tempi remoti del motociclismo diverse case lo producevano. Si trattava di progettare un mezzo semplice, economico, protettivo, comodo, con buona capacità di carico, pulito e semplice nella manutenzione. Una formula vincente ma che purtroppo non ha attecchito, tranne che in pochissimi casi.
Solo la Piaggio, con la sua Vespa vi è riuscita totalmente. 

Ciao</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Si può dire che quasi tutte le case motociclistiche hanno tentato nella loro storia di mettere in circolazione un loro scooter. Dopotutto lo scooter non è stato certo inventato dalla Piaggio poichè già dai tempi remoti del motociclismo diverse case lo producevano. Si trattava di progettare un mezzo semplice, economico, protettivo, comodo, con buona capacità di carico, pulito e semplice nella manutenzione. Una formula vincente ma che purtroppo non ha attecchito, tranne che in pochissimi casi.<br />
Solo la Piaggio, con la sua Vespa vi è riuscita totalmente. </p>
<p>Ciao</p>
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