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Carlo Talamo. Io lo ricordo così!

Timido, riservato, con quel suo viso pacioccone che infondeva immediatamente simpatia e fiducia.
Era un vero genio nell’intuizione delle tendenze di mercato.
Ma Talamo non era solo un abile imprenditore.
Era anche un vero motociclista che passava gran parte del tempo a provare e riprovare modelli che lui riteneva bisognosi di cure e aggiornamenti, per meglio adeguarli alle esigenze del popolo italico, per poi proporne le modifiche alle stesse case costruttrici.
Ma dentro di lui vi era anche il poeta.
Carlo Talamo inanellava versi che non facevano obbligatoriamente rima con sole, cuore o amore.
Le sue disquisizioni poetiche si leggevano sotto le foto pubblicitarie delle sue Harley e parlavano di ferro, di olio che brucia, di forze ataviche, di notte dei tempi, di pulsazioni primordiali….
Talamo era riuscito a destare il nostro interesse verso una moto creata per una mentalità, un uso e un territorio completamente diversi da quelli del nostro Paese.
Come se ciò non bastasse si buttò a capofitto in un’altra impresa: la Numero Tre, dedicata ad un altro marchio altrettanto glorioso ma alquanto bisognoso di essere rilanciato e assimilato dal popolo motociclistico italico; la Triumph.
Anche in questa impresa riuscì nel suo intento ed anche in questo caso collaborò intensamente con la stessa casa produttrice per migliorarne la produzione e meglio adeguarla ai gusti dei nostri centauri.
Durante una delle sue uscite in moto (si dice che stesse testando un nuovo modello) è rimasto vittima di un incidente mortale che lo ha tolto dalla scena.
Se n’è andato un geniale imprenditore, un vero motociclista, un gentleman.
Io lo ricordo così!

  1. kappa
    10 novembre 2008 a 15:36 | #1

    Ciao Carlo e grazie per le tue intuizioni!!!

  2. marcello giovannetti
    26 dicembre 2008 a 11:06 | #2

    http://www.maximotogroup.com/Carlo%20Talamo%2001.html
    un ricordo di Carlo che è stato per me un grande amico durante la sua esperienza crossistica degli anni 70…..

  3. Melus
    26 dicembre 2008 a 17:18 | #3

    Io non l’ho conosciuto personalmente ma ci siano sentiti diverse volte per via mail e telefonica. Gli avevo detto che mi sarei sentito molto onorato se avesse voluto effettuare la presentazione del mio libro “Mi faccio la moto”. Mi rispose che lui era un tipo che non amava esporsi ma che nei momenti liberi avrebbe letto la bozza che gli avevo inviato.
    La presentazione del libro fu poi affidata a Nico Cereghini.
    Carlo Talamo riuscì con le sue divagazioni poetiche sulle Harley ad inculcarmi il desiderio di possederne una, anche quando le Harley erano considerate dalla grande massa, degli ammassi di ferraglia. Oggi finalmente ne possiedo una e ringrazio sempre lui quando durante le mie uscite me la godo alla grande.

    Ciao Marcello

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