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Ancora un tuffo nel passato: Moto Guzzi V7 Cafè Classic.

Eicma 2008; Moto Guzzi presenta la nuova V7 Cafè Classic.
Già nel corso di quest’anno la casa di Mandello aveva pensato ai più nostalgici inserendo nel mercato la buona V7 Classic; una rivisitazione in chiave moderna di quella che fu un vero e proprio mito degli anni ’70.

La versione Cafè, di base rimane identica alla sorella più turistica; motore bicilindrico da 750 cc., due valvole per cilindro con comando ad aste e bilanceri, iniezione elettronica, omologazione Euro3, una potenza di 48 cv a 6800 giri/min e una coppia di 54,7 N/m a 3600 giri/min. A mio modesto parere i cavalli sono appena sufficenti, considerando anche il peso che si aggira intorno ai 200 Kg a secco, ma a quanto pare la Guzzi ha preferito dedicarsi maggiomente alla cura dei dettagli estetici piuttosto che al propulsore.

L’impronta in stile cafè racer è inconfondibile: semi manubri ribassati, ruote a raggi, scarichi rialzati, parafango posteriore più aggressivo, gomme antiscivolo applicate ai fianchi del serbatoio e soprattutto una sella monoposto (a dispetto del passeggero).

Il tutto condito da una superba cura per i dettagli e dalla livrea verde Legnano che tanto entusiasma chi gli anni ’70 li ha vissuti per davvero!

  1. Gandalf
    13 novembre 2008 a 10:44 | #1

    una dozzina di cavalli in piu’ non sarebbero stati male per migliorare il rapporto peso/potenza

    non male come seconda moto, ma direi scomoda per viaggi e citta’

  2. Melus
    14 novembre 2008 a 13:03 | #2

    Buona solo per giretti fuori porta.
    Per quanto riguarda l’aumento dei cavalli occorre ricordare che questo motore deriva pari pari dal vecchio V35 di una trentina di anni fa. Andare oltre come potenza porrebbe due alternative: aumentare ulteriormente la cilindrata, cosa che comporterebbe una rivisitazione di tutto il banco motore (operazione poco conveniente), o montare il motore 850 della griso, depotenziato. Ma purtroppo occorrerebbe riprogettare il telaio poichè quello attuale non potrebbe ospitare quel propulsore (altra operazione poco conveniente). I costi leviterebbero notevolmente ed alla fine una moto del genere verrebbe a costare un bel pacco di denaro. Tanto vale allora lasciare le cose per come sono, lavorando con quello che c’è dentro casa. Così facendo il costo si potrebbe mantenere entro gli 8 mila euro, cifra che qualche nostalgico sarà disposto a spendere senza andare a guardare cosa offre la concorrenza.

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