Dove sono finite le “belle” moto?
Sono passato indenne attraverso diverse generazioni motociclistiche e adesso che sono all’apice della mia carriera di centauro (solo per maturità ed esperienza) sento di non riuscire più ad adeguarmi ai tempi.
Io che fin da ragazzino stravedevo per le moto, giocando a riconoscere con gli occhi chiusi il suono di moto come Rumi, Ducati, Gilera, Laverda, Guzzi, Parilla, Mival, Guazzoni, che inalavo come fosse profumo l’odore acre del ricino combusto delle moto da corsa che partecipavano al giro d’Italia.
Io che ho partecipato alla nascita del fenomeno maximoto, e che ho assistito alle battaglie all’ultimo sangue tra inglesi, italiane e tedesche in un crescendo di cilindrate e potenze.
Io che sono stato testimone del fenomeno Jap con le loro marziane Honda CB 750 e 500, dei missili terra terra che furono la Kawasaki tricilindriche a due tempi.
Moto che nel giro di poco tempo sbaragliarono tutta la concorrenza facendola invecchiare d’un colpo di almeno 10 anni.
Io che ho seguito con orrore i tentativi di alcune case italiane di imitare l’elevata tecnologia giapponese, costruendo moto zoppe ed inaffidabili.
Io che mi sono sempre adeguato con disinvoltura alle tendenze e agli stili, alternando monocilindriche, bicilindriche, quadricilindriche, sportive, turistiche, tuttoterreno, italiane, giapponesi, tedesche, adesso sento di essere giunto al capolinea, di non riuscire più a metabolizzare certi progetti e certe filosofie.
Non riesco a vedere il bello dove certuni letteralmente sbavano.
Vedo telai sempre più sinuosi e complessi che sembrano usciti dalla matita del Mucha, radiatori appiccicati solo dove lo spazio lo consente, una selva di manicotti, cavi e fili che tutto avvolgono come tentacoli, motori completamente occultati e meccanicamente irraggiungibili, serbatoi che non armonizzano con nulla, selle ridotte a strapuntini, colorazioni pluricromatiche assurde e prive di un qualsivoglia accostamento.
Questo vuol dire che ho smesso di capire le moto e le mode?
Che la mia capacità di metabolizzazione si è saturata? No!!!
Non mi devo fossilizzare altrimenti è finita.
Resto nell’attesa che qualcosa cambi, che qualcuno ammetta di aver imboccato una strada sbagliata!
Che un giorno si riscopra il piacere di tornare a costruire moto belle!





 
 



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