Home > Epoca, Racconti, Riflessioni > Motociclisti di ieri, motociclisti di oggi!

Motociclisti di ieri, motociclisti di oggi!

Mi sono sempre chiesto quale sia la differenza tra il motociclista di ieri e quello di oggi, e se la maggiore bravura dell’uno o dell’altro sia da attribuire ad una superiore attitudine di guida verso questi mezzi o semplicemente alla migliore qualità costruttiva di questi ultimi stessi.
Certo che portare una Brough Superior a raggiungere le 100 miglia orarie non era un’impresa tanto facile, anche se a guidarla era lo stesso Lawrence d’Arabia, per di più su strade nemmeno asfaltate e con freni e sospensioni nemmeno lontanamente paragonabili a quelli che dotano le moto d’oggi.
Ma lasciamo stare l’esempio del grande Lawrence e andiamo a periodi che un po’ tutti conosciamo.
Tornando ad una trentina di anni addietro chi non ricorda le stupende bicilindriche Laverda 750 e poi le tricilindriche 1000 Jota, le Guzzi V7 Sport, i pomponi Ducati, le Kawasaki Mack I, II, III, le Honda CB 750, le Triumph Trident etc.
Erano delle macchine che raggiungevano con facilità velocità prossime ai 200 Km/h, ma che non avevano nulla a che vedere con le odierne ipersport e che non potevano certo competere con loro per maneggevolezza, frenatura, sospensioni e telai.
Non vi erano centraline che dialogavano con il motore, regolando la portata d’aria agli iniettori o misurando la temperatura e la pressione esterna per meglio ottimizzare la carburazione.
Non vi erano frizioni antisaltellamento, ammortizzatori ultraregolabili, ABS, o il controllo automatico della stabilità (ASC).
Erano macchine dalla risposta spigolosa, pesanti, poco agili, mal frenate ed estremamente vibranti. Richiedevano centauri con braccia e polsi forti che le dovevano domare prendendole per le corna, con un’esperienza non certo comune a tutti i motociclisti.
Chi entrava da un concessionario Laverda, tanto per fare un esempio, per acquistare una 750 SF non era certo un pivellino di patente fresca che si era innamorato della moto leggendo la prova in una rivista, così come può accadere facilmente oggi.
Chi acquistava una moto del genere era uno che aveva i calli nel sedere e di chilometri e moto ne aveva macinati abbastanza.
E allora erano migliori i motociclisti di ieri?
Penso proprio di si, com’erano migliori i piloti da gara di moto e di auto di ieri che non avevano alle spalle tre meccanici solo per regolare la leva a pedale del cambio e cinque ingegneri pronti ad esaudire tutti i sospiri del campioncino di turno ed ascoltare i suoi piagnistei se la sua moto per quella volta non avesse vinto.
Altri tempi, altra stoffa, altra tempra!

  1. Valerio Cianci
    13 ottobre 2008 a 15:43 | #1

    Ciao ragazzi,

    Lavoro in uno studio di comunicazione di Roma che si chiama Ejwd, e mi piacerebbe sapere cosa ne pensate di un’operazione fatta con un Cliente Motociclista, per motociclisti.

    Vi va di darmi un parere?
    Posso sottoporvela?

    Buona Giornata
    Valerio Cianci

  2. Gandalf
    13 ottobre 2008 a 16:05 | #2

    rimanendo nel mondo normale e non in quello delle corse, io penso che molti “novellini” (e molti lo sono anche dopo aver cambiato 3 moto) non sono assolutamente coscienti del loro limite.

    come si dice: a tool, as good as it ca be, in the ahnds of a fool is still a useless tool

    quindi una moto, per quanto facile da guidare ed ipertecnologica possa essere, rimane comunque un pericolo nelle mani di un deficiente… e ce ne sono molti… purtroppo…

  3. Melus
    14 ottobre 2008 a 12:15 | #3

    Lo penso anch’io e lo testimoniano la moria di motociclsti avvenuta questa estate, a causa dell’alta velocità e alla gran moda delle ipersport. Tutti con le tute ipertecniche, tutti con i supercaschi, tutti con superstivali, tutti con le saponette ai ginocchi e guanti in fibra di carbonio tutti con le marmitte ululanti. E poi tutti a correre per le normali strade nazionali o a prendere i 150 all’ora appena 200 metri dopo la parenza dal semaforo.
    Troppi mazzolini di fiori appuntati sui pali, sui muretti e sugli alberi. Troppi giovani strappati alla vita per la stupida mania di correre e per la presunzione di sentirsi esperti ed invulnerabili.

  4. Valerio Cianci
    15 ottobre 2008 a 15:01 | #4

    Non ho avuto risposta in merito spero di non infastidire nessuno… ma volendo parlare di motociclisti di oggi… anche le tendenze hanno il loro peso! :)

    E’ un negozio di moto in zona Montesacro, aperto da un ragazzo in gamba che vuole fare le cose per bene. Si chiama Davide Lanzi.

    Con lui abbiamo intrapreso la strada della Comunicazione non convenzionale, e abbiamo messo in tavola una prima campagna test in questo fine Luglio. Abbiamo cercato di curare tutto e i risultati sono stati quelli sperati. :)

    Ecco allora uno specchio che ti fa diventare motociclista “a modo tuo”, presentandoti contemporaneamente qualcuno di cui ti puoi fidare davvero: te stesso (e ovviamente.. Lanzi Moto! :) ).

    E soprattutto, dopo un bel po’ di problemi tecnologici da risolvere (e budget da rispettare!) ecco un totem assolutamente non convenzionale!

    Vi allego alcune foto, e l’indirizzo del viral video venuto fuori:
    http://it.youtube.com/watch?v=4F5AIjg_Cb8

    :)

  5. Willy
    15 ottobre 2008 a 16:02 | #5

    Ciao Valerio,
    ho appena visionato il video.
    Una campagna pubblicitaria davvero originale e ben fatta… ottimo lavoro!

  1. Nessun trackback ancora...
SEO Powered by Platinum SEO from Techblissonline